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Internet Day a Roma: Di Maio “accessi web a carico dello Stato per i più bisognosi”

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agi censis

Inter(net)dipendenti, così appaiono gli italiani ne “L’insostenibile leggerezza dell’essere digitale nella società della conversazione”, il 4° rapporto Agi-Censis che indaga la reazione degli italiani di fronte ai processi innovativi. È stato presentato questa mattina alla Camera dei Deputati durante l’Internet Day, organizzato da Agi – Agenzia Italia, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, del Vice Presidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio, del Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, del Sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca Salvatore Giuliano, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’editoria Vito Crimi, del Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale Diego Piacentini, del Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Angelo Cardani, del Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro, del Presidente di Confindustria Digitale Elio Catania, del Segretario Generale del Censis Giorgio De Rita, del Presidente dell’Internet Society Italiana Stefano Trumpy, del Direttore Generale della Fondazione Cotec Claudio Roveda, dei Deputati Antonio Palmieri (FI) e Anna Ascani (PD), del Direttore Public Policy di Google Italia, Francia, Grecia e Malta Giorgia Abeltino, dell’Head of Public Policy di Facebook Italia, Grecia, Cipro e Malta Laura Bononcini, del Managing Director di Foodora Italy Gianluca Cocco, del Country Manager Italia di Arbnb Matteo Frigerio, del General Manager di Deliveroo Italy Matteo Sarzana, del General Manager di Uber Italia Carlo Tursi, del Presidente del CNR Massimo Inguscio, del Direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity Paolo Prinetto, del Condirettore di Agi Marco Pratellesi e del Direttore di Agi Riccardo Luna.

In apertura l’intervento del vicepremier Di Maio accende immediatamente la platea, con un roboante “Internet deve essere un diritto prioritario per i cittadini e siamo al lavoro per tutelarlo. Penso alla fornitura da parte dello Stato della connessione alla rete gratis mezz’ora al giorno a chi non se la può permettere”, prima di affrontare il tema caldo del copyright: “due articoli che potrebbero mettere il bavaglio alla rete”, riferendosi agli articoli 11 e 13, e dicendosi pronto a “non recepire” il relativo Regolamento Europeo.

Nel dibattito panel e interviste esclusive dedicate agli aspetti più rilevanti della cultura digitale con la partecipazione dei principali protagonisti della politica, delle istituzioni e delle aziende riuniti a Roma per l’occasione. Si è parlato di “Le sfide del Governo nel campo dell’innovazione”, “Parole, informazioni e disinformazione: quali garanzie?”, “Il copyright nell’era digitale”, “L’agenda della legislatura: priorità e punti di contatto fra i partiti”, “GDPR e ePrivacy, la nuova era dei dati personali”, “Fare impresa nell’era del techlash”, “Il digitale come traino della ripresa economica”, “Innovazione e sharing economy: un settore da cambiare o da salvare?”, “Dalla rete all’intelligenza artificiale”, “Guerre di rete, le nuove armi della cybersecurity”, “La scuola digitale: cosa resta da fare”, “La trasformazione digitale della P.A”.
Nel suo intervento, Diego Piacentini ha sottolineato la constatazione che è “arrivato ai 7/8 dell’incarico ricevuto”, ma che l’attuazione della PA Digitale è un continuo “work in progress”, che non si può dare mai per terminato. Mentre il Ministro Buongiorno ha auspicato “più avvocati, non più ingegneri” per arrivare a una digitalizzazione davvero per tutti, non limitata a un gruppo ristretto di “esperti”.
L’evento si è chiuso con l’esperimento di fact-checking in diretta condotto da Agi e Pagella Politica, scelto da Facebook per la lotta contro la diffusione di notizie false sul social network, per presentare al pubblico il risultato della verifica delle dichiarazioni dei politici presenti.

Sintesi della ricerca
“Il rapporto Agi – Censis interroga gli italiani in questo momento di passaggio così delicato e i risultati confermano il cambiamento in corso. Per la prima volta emerge il fatto che i dati personali raccolti dalle piattaforme tecnologiche sono un valore che va tutelato; che la nostra identità digitale va protetta da attacchi hacker che possono creare seri danni; che molti iniziano a porsi il problema non più di essere connessi, e di esserlo sempre, ma di avere la capacità di staccarsi dalla rete ogni tanto per non restare vittime di una comunicazione fatta solo di notifiche istantanee”, ha commentato il Direttore di Agi Riccardo Luna. “Si intravedono insomma segnali di una età della responsabilità digitale, ovvero di un atteggiamento più maturo e consapevole verso quelli che sono i rischi della rete”.

Secondo il Segretario Generale del Censis Giorgio De Rita, invece, “dai dati della ricerca emerge che la società digitale è, specie in Italia, ancora una promessa, uno sguardo sul futuro sul quale interrogarci e sul quale intervenire. Se non interveniamo o se non interveniamo tutti insieme, guardando i nuovi argini per quello che sono e non per quello che ci piacerebbe vedere, e se non creiamo le condizioni per la formazione di nuove competenze e nuove opportunità rischiamo che in larga misura diventi una promessa non mantenuta”.

Internet pervade ormai ogni momento della vita quotidiana. La gran parte degli utenti (e in modo particolare i giovani adulti) si collega anche la sera tardi e di primo mattino. Il 61,7% utilizza i dispositivi anche a letto (tra i giovani si arriva al 79,7%). Il 34,1% usa lo smartphone a tavola (ma i giovani sono il 49,7%).
La maggior parte degli utenti è ben consapevole dei lunghi periodi nei quali risulta attivo in rete. Il 22,7% ha spesso la sensazione che Internet gli induca una sorta di dipendenza. L’11,7% vive con ansia l’eventuale impossibilità di connettersi.
Gli utenti Internet tipo in Italia si possono ricondurre a seiprofili: il 51,1% sono “internauti standard” e usano assiduamente tutti i servizi internet, il 14,3% sono social network addicted, il 10,7% iperconnessi. Solo il 9% sono utenti casuali, l’8,6% utenti di “vecchia scuola” che usano strumenti e funzionalità più datati e il 6,3% “global-nosocial” che usano intensamente tutti i servizi ad eccezione dei social.

L’utilizzo intenso della rete vede al primo posto i servizi di messaggistica istantanea: il 73,4% degli utenti internet ne dichiara un uso continuativo durante il corso della giornata. Seguono lo scambio di e-mail (64,8%), la presenza sui social network (61%) e l’utilizzo dei motori di ricerca (53,8%).
Tutti on line su social e messaggistica, ma solo se è gratis. L’introduzione di un canone di pagamento o tariffa determinerebbe infatti l’abbandono di circa 2/3 degli utenti. E la diffusione delle fake news, i finti account, le false identità, i comportamenti scorretti protetti dall’anonimato infastidiscono la maggior parte degli utenti: il 76,8% sarebbe favorevole all’introduzione dell’obbligo di fornire un documento di identità all’atto di iscriversi ad un social network.

Notevole infine il numero di utenti internet colpiti nel tempo da attacchi informatici, soprattutto virus (41,9%), ma anche phishing (22,2%) e clonazioni (17,9%). Diffusi i comportamenti difensivi e di autotutela (antivirus e precauzioni d’uso di diversa natura). Esiste comunque un 15-20% di utenza che non adotta neppure le cautele minimali. Il fenomeno dello spamming viene vissuto dalla maggior parte (il 66,8%) senza grandi preoccupazioni ma piuttosto con rassegnazione, mentre il 24,5% chiede maggior protezione. Più della metà degli utenti tende a non leggere le informazioni sulla privacy, alcuni guidati da disincanto, altri da disinteresse, altri da presunzione.
Il nuovo regolamento europeo per l’acquisizione e gestione dei dati (GDPR) non scalda i cuori: il 40,6% degli intervistati non lo ritiene fondamentale.

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In vista delle elezioni Facebook lancia una serie di strumenti per la partecipazione civica

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Mancano poco meno di due mesi alle elezioni nazionali (e anche regionali). Nell’epoca moderna, anche in ambito politico i social network hanno assunto un ruolo di sempre maggior importanza, sia come fonti di informazione sia per un dialogo diretto con politici e istituzioni. In questo senso Facebook ha annunciato la nascita di alcuni nuovi strumenti nati appositamente per facilitare la partecipazione civica, per un’informazione maggiormente corretta.

Nei prossimi giorni gli italiani presenti su Facebook potranno vedere “Punti di vista”, uno strumento che comparirà nel News Feed e che aiuterà gli elettori a confrontare le pozioni dei principali partiti politici su questioni chiave legate alle elezioni e a vedere una serie di punti di vista diversi. Le informazioni incluse in Punti di vista sono state fornite dagli stessi partiti politici, che hanno compilato nei giorni passati la sezione Temi presente sulle loro Pagine Facebook. Le categorie della sezione Temi sono state definite insieme a CENSIS, il principale centro di ricerche socio-demografiche italiano, e all’International Center on Democracy and Democratization della LUISS.

 

Come funziona:

-Punti di Vista comparirà nel News Feed di tutti gli italiani su Facebook, invitandoli a confrontare le posizioni dei principali partiti politici su diversi temi. L’ordine dei partiti è casuale e i contenuti provengono dai partiti politici stessi. Provengono infatti dalla sezione Temi presente sulla loro pagina Facebook, in cui i partiti possono inserire le loro posizioni su diversi argomenti.

-Punti di vista mostrerà le posizioni dei 10 partiti e movimenti politici che superano l’1% delle intenzioni di voto secondo i principali sondaggi politici elettorali. La sezione Temi è disponibile per tutti i partiti e candidati.

-Punti di Vista verrà mostrato, una volta ogni tre giorni, nel News Feed delle persone che utilizzano Facebook in Italia e che hanno impostato i loro dispositivi sulla lingua italiana.

 

Oltre a Punti di Vista, a conferma del costante impegno di Facebook ad aiutare le persone ad avere accesso, sulla piattaforma, a informazioni attendibili, viene annunciata oggi anche la realizzazione, in partnership con ANSA, di una serie di interviste, via Facebook Live, con i leader dei principali partiti e movimenti politici. Le interviste in diretta, che si terranno a partire della prossima settimana nella sede di Facebook a Milano e che offriranno alle persone la possibilità di interagire, fare domande e commentare via Facebook, verranno moderate da giornalisti di ANSA e saranno visibili sia sulla pagina Facebook sia sul sito internet dell’agenzia di stampa, dove verrà reso disponibile anche il calendario degli appuntamenti.

Nelle prossime settimane, Facebook lancerà anche un’altra funzionalità, “Candidati”, che aiuterà le persone ad entrare in contatto con i candidati e i partiti della loro circoscrizione. Con questo strumento, gli elettori potranno conoscere i candidati e le coalizioni della loro circoscrizione ed avere informazioni dettagliate, ad esempio, sui temi rilevanti per ciascun candidato, sugli eventi previsti in campagna elettorale e istruzioni su come votare con il nuovo sistema elettorale. Inoltre, il giorno delle elezioni, il 4 marzo, le persone vedranno comparire, in cima al loro News Feed, uno strumento che fornirà loro informazioni ufficiali su come e dove votare, oltre a dare la possibilità di far sapere ai propri amici su Facebook di aver votato. E la notte delle elezioni, dopo la chiusura dei seggi, i risultati degli scrutini saranno visibili su Facebook man mano che verranno aggiornati.

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