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Un’opportunità da 300 miliardi. L’Artificial Intelligence per i retailer secondo Capgemini

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Il nuovo studio del Capgemini Research Institute mostra il valore che l’IA può generare per i retailer e delinea un percorso da seguire per ottenere una crescita tangibile. Capgemini ritiene che i retailer che riescono a portare su ampia scala ed espandere la portata delle implementazioni che utilizzano attualmente l’IA potranno cogliere un’opportunità dal valore superiore ai 300 miliardi di dollari. Tuttavia il processo non è semplice, infatti il report evidenzia che solamente l’1% degli use case dei retailer ha raggiunto oggi questo livello di implementazione.

 

Lo studio, intitolato “Retail superstars: How unleashing AI across functions offers a multi-billion dollar opportunity”, ha intervistato 400 retailer a livello mondiale che stanno implementando use case in ambito IA con diversi stadi di maturità (il 23% del mercato retail globale in termini di ricavi). Lo studio comprende inoltre un’ampia analisi dei dati pubblici appartenenti ai 250 maggiori retailer del mondo, in termini di fatturato.

Confrontando questi dati con quelli del 2017, si ottengono una serie di informazioni che non solo mostrano quanto l’intelligenza artificiale abbia un impatto concreto in termini di rendimenti, ma anche quanto valore questa tecnologia può offrire ai retailer che iniziano a dare priorità a implementazioni meno complesse e diversificate.

 

L’IA alimenta la creazione di alcuni posti di lavoro, con perdite finora trascurabili: Il 71% dei retailer afferma che, attualmente, l’utilizzo dell’AI porta alla creazione di nuovi posti di lavoro, con oltre i due terzi (68%) delle nuove posizioni lavorative che hanno un livello piuttosto elevato (di coordinamento o superiore). Al contempo, il 75% ha dichiarato che, finora, l’AI non ha inciso sui posti di lavoro all’interno della propria azienda, mentre i partecipanti al sondaggio che hanno affermato di aver ridotto il numero dei dipendenti hanno indicato un numero pari o inferiore a 25 unità.

Attualmente i retailer concordano sull’impatto potenziale che l’IA ha sia sulle relazioni con i clienti sia sulle vendite: nonostante il calo delle aspettative rispetto al 2017, tuttavia lo studio rileva che il 98% degli intervistati che utilizza l’IA all’interno delle funzioni rivolte ai clienti si aspetta di assistere a un calo dei reclami fino al 15%, mentre il 99% si aspetta che l’IA porti a un aumento delle vendite fino al 15%. In entrambi i tipi di business case, nessun intervistato ha affermato di non riuscire a quantificare i benefici apportati dall’IA.

 

Per calcolare le chiare opportunità di crescita futura, come ad esempio i benefici attesi e la fattibilità dell’implementazione, il Capgemini Research Institute ha analizzato 43 casi d’uso in ambito IA, evidenziando che risparmi futuri per miliardi di dollari sono attualmente alla portata di una piccola minoranza di aziende retail. Secondo il report, in futuro i retailer potranno risparmiare oltre 300 miliardi di dollari portando su vasta scala le implementazioni di IA lungo l’intera supply chain, ma al momento solo l’1% degli intervistati ha dimostrato di utilizzare tale tecnologia su più siti o su larga scala.

Si evince anche una mancanza di focus su implementazioni semplici e incentrate sul cliente: questa mancanza di scalabilità è probabilmente dovuta al fatto che i retailer si concentrano su progetti più complessi e con rendimenti più elevati. I rivenditori che stanno implementando l’IA hanno 8 volte più probabilità di lavorare su progetti ad alta complessità rispetto ai progetti cosiddetti “quick win” che sono più facili da portare su ampia scala.

Inoltre solo il 26% dei casi d’uso dell’IA riguarda l’area operation, sebbene questi siano tra i più redditizi in termini di ritorno dei costi. I retailer sono però più realistici in merito al proprio livello di preparazione all’IA, poiché quando nel 2018 sono emerse nuove realtà nel campo dell’intelligenza artificiale, le aziende hanno iniziato ad avere delle aspettative più veritiere sul loro grado di preparazione su questa tecnologia. Tradotto in numeri, questo significa che la percentuale di quelli che sostengono di avere le competenze necessarie per implementare l’IA è attualmente scesa al 53%, rispetto al 78% del 2017.

 

Implementazione e scalabilità saranno il prossimi grandi obiettivi, conclude il Report, ma i retailer dovrebbero porre attenzione a non concentrarsi esclusivamente sul ROI, perdendo di vista la customer experience. “La nostra ricerca mostra un chiaro squilibrio in termini di implementazione dell’IA, tra le organizzazioni che danno priorità a costi, dati e ROI e un ristretto numero di imprese che prende in considerazione anche i punti critici per il cliente”, ha commentato Alessandro Kowaschutz, Head of Practices, Capgemini Business Unit Italy. “Questi due fattori devono avere la stessa importanza se si vuole raggiungere una crescita a lungo termine tramite l’IA, con tutti i vantaggi che essa comporta”.

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AZIENDE

Capgemini acquisisce Doing e si espande nell’offerta di servizi digitali

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Capgemini ha annunciato oggi l’acquisizione di Doing, agenzia digitale full service con sede in Italia. Questa importante acquisizione espande ulteriormente l’offerta di servizi digitali in Italia, allineandosi agli obiettivi di Capgemini Invent, la nuova linea di business globale del Gruppo che supporta i CxO a immaginare e costruire il loro business del futuro.

“Il team multi-disciplinare di Doing, lo spirito imprenditoriale e lo straordinario numero di clienti sono complementari a quelli del Gruppo. La società integra in modo naturale il nostro team italiano, e ci consente di ampliare il nostro portafoglio di servizi digitali in questa e in altre aree geografiche. Sono molto lieto di accoglierli nel team di Capgemini”, commenta Olivier Sevillia, membro del Group Executive Board e CEO Europe Strategic Business Unit di Capgemini.

Fondata nel 2015 dalla fusione di Dnsee, Hagakure e Banzai Consulting, Doing comprende tre divisioni: “Technology”, “Content and Media”, e “Insight and Experience”. Con un team di oltre 200 persone, situate principalmente a Milano e Roma, supporta oltre 50 clienti lungo tutta la catena del valore digitale, dal service e business design, dallo sviluppo al maintenance. Tra i clienti più importanti ritroviamo ALD Automotive, L’Oréal e Lavazza.

“Doing è un’agenzia digitale molto nota sul mercato italiano, manterrà le sue caratteristiche sia nel rapporto con i clienti che nell’approccio alla delivery”, spiega Andrea Falleni, Amministratore Delegato Capgemini Italia. “Il loro portfolio servizi si integra perfettamente con la nostra value chain in ambito digitale e questo ci permetterà di rafforzare il nostro ruolo di partner full-line per accompagnare i nostri clienti nella loro trasformazione digitale. I nostri dipendenti saranno stimolati da questa ulteriore spinta all’innovazione”.

“In Doing abbiamo unito le competenze strategiche in analisi dei dati, service design, creatività, contenuti e tecnologia per supportare i clienti nel marketing, nella comunicazione e nella trasformazione digitale”,  conclude Diego Chiavarelli, CEO di Doing. “Entrare a far parte del Gruppo Capgemini ci permetterà di ampliare i nostri servizi e offrire a brand globali capacità di implementazione e supporto a livello mondiale, una prospettiva molto interessante sia per i nostri clienti sia per i membri del nostro team”.

La transazione dovrebbe concludersi nelle prossime settimane.

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AZIENDE

Nasce Capgemini Invent: la nuova linea di business globale del Gruppo

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Capgemini ha lanciato oggi Capgemini Invent, una nuova linea di business globale che ha l’obiettivo di offrire supporto ai leader aziendali per identificare un percorso verso il futuro e offrire loro gli strumenti necessari per realizzare i propri obiettivi. Capgemini Invent combina, sotto un unico brand, i punti di forza multidisciplinari di Capgemini Consulting insieme alle competenze chiave tecnologiche e di data science del resto del Gruppo, con le recenti acquisizioni, che includono la società di customer engagement, LiquidHub, quella di consulenza sull’innovazione, Fahrenheit 212, e le tre agenzie di creative design, Idean, Adaptive Lab e Backelite.

La linea di business globale comprende un team di oltre 6.000 professionisti con oltre 30 uffici e 10 studi creativi in tutto il mondo. Le competenze specialistiche di Capgemini Invent forniscono ai clienti la capacità di operare alla velocità del digitale, attraverso l’ideazione e la progettazione di strategie per la trasformazione digitale, prototipi di soluzioni digitali e piani di trasformazione tangibili, determinando al contempo il percorso migliore per implementarli e monitorarli su larga scala grazie all’esperienza del Gruppo. Capgemini Invent aiuta i propri clienti a mantenere la propria posizione di leader di mercato e anticipare la concorrenza.

“Abbiamo creato Capgemini Invent per soddisfare la crescente domanda dei clienti relativa ai nostri servizi digitali avanzati”, ha dichiarato Paul Hermelin, Presidente e CEO di Capgemini Group. “Questa linea di business globale e integrata combina perfettamente le nostre capacità e competenze specialistiche, necessarie per progettare, creare e sperimentare nuove soluzioni digitali e futuri modelli di business, implementandoli velocemente e facendoli crescere grazie al supporto dei riconosciuti punti di forza del Gruppo”.

La creazione di Capgemini Invent va incontro a un’esigenza fondamentale per le aziende, quella di prevedere gli sviluppi futuri della loro strategia di trasformazione digitale. Sia che si tratti di CEO che valutano la redditività di mercati adiacenti o di CMO in cerca di nuove modalità di coinvolgimento dei clienti, Capgemini Invent mira a fornire ai clienti soluzioni ai problemi aziendali, accelerando la trasformazione delle idee in prototipi e, quindi, dei prototipi in prodotti e servizi scalabili sfruttando le competenze dell’intero Gruppo, così da generare nuovi flussi di cassa, nuovi modi di interagire con i clienti e una crescita sostenibile.

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AZIENDE

Microsoft, Capgemini e Adobe presentano una soluzione per la customer loyalty nel retail

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Microsoft presenta, insieme a Capgemini Italia, la nuova piattaforma integrata basata sulle soluzioni Dynamics 365 Customer Engagement e Adobe Campaign, che consente ai retailer di gestire tutta la catena di valore del customer journey, dalla definizione della campagna marketing fino all’analisi del sentiment online degli acquirenti. La nuova soluzione consente di migliorare l’esperienza d’acquisto della clientela, creando per gli operatori dei comparti retail e fashion nuove opportunità di ricavo che, secondo il report Loyalty Deciphered – How Emotions Drive Genuine Engagement del Digital Transformation Institute di Capgemini, possono aumentare fino al +5% l’anno.

Sviluppata da Microsoft e Capgemini in collaborazione con Adobe, è la prima soluzione integrata end-to-end per il comparto fashion e retail presentata in Italia. Consente di svolgere da un’unica piattaforma tutte le operazioni necessarie per gestire, monitorare e analizzare l’esperienza d’acquisto dei clienti, nell’ambito di un approccio omnichannel. La soluzione risponde a a visione contradditoria che era già stata evidenziata dal già citato studio  Loyalty Deciphered: secondo l’indagine, infatti, l’80% dei manager ritiene che la propria organizzazione abbia compreso le necessità e i desideri degli acquirenti, mentre solo il 15% della clientela è d’accordo con questa affermazione.

Attraverso la piattaforma è infatti possibile definire la campagna marketing e il target, sfruttando le informazioni che riguardano i clienti e selezionando i corretti strumenti e canali attraverso i quali coinvolgerli. La soluzione permette di coordinare il flusso di informazione tra cliente e retail advisor, fornendo informazioni in modalità multi device e gestendo le diverse modalità d’acquisto, online o in negozio. Grazie a Microsoft Dynamics 365 for Operation (c-POS) inoltre le operazioni di cassa vengono fortemente snellite, facilitando il processo all’acquirente. La piattaforma finalizza anche le fasi conclusive dell’esperienza d’acquisto, gestendo la consegna del prodotto, che può essere inviato a casa o ritirato presso il punto vendita. Oltre a queste operazioni, permette anche l’analisi del sentiment post vendita, andando a monitorare online il feedback dei clienti, in modo da raccogliere importanti insights in grado di rendere più efficace il processo d’acquisto.

La soluzione garantisce un time to market più rapido, un targeting più preciso della clientela e una customer experience unica attraverso i diversi touch point a disposizione del retailer: e-commerce, email, chatbot, sito o negozio fisico.

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BRAND STRATEGY

Capgemini festeggia 50 anni e guarda al futuro con una nuova brand identity

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Capgemini ha presentato la sua nuova brand identity che mette in evidenza la sua consolidata reputazione e 50 anni di eredità tecnologica. Questa si basa su tre elementi distintivi che riflettono l’unicità del carattere e i punti di forza di Capgemini in qualità di business partner, in grado di gestire l’intera gamma delle sfide di business dei propri clienti per consentirgli di realizzare le loro aspirazioni in ambito digital. I tre elementi fondamentali sono: dinamismo, precisione e le persone.

“Avevamo aggiornato il nostro logo 13 anni fa e da allora sono cambiate molte cose: non solo la grandezza, la forma e la portata del nostro business, ma l’intero mercato è mutato. Questo per noi è un anno importante perché festeggiamo il nostro 50esimo anniversario e abbiamo deciso di mettere alla prova il nostro modo di apparire ed esprimere noi stessi per rispondere a questi cambiamenti. Sono orgogliosa di lanciare oggi un brand e una visual identity rinnovati, che riflettono in pieno la nostra personalità unica, le nostre ambizioni, la nostra passione e i nostri punti di forza. La nuova identità fa emergere il nostro modo di essere agili e in movimento, aiutando i nostri clienti ad affrontare le proprie sfide di business con precisione e fiducia. Nell’attuale era di interazioni digitali il nostro obiettivo è stato quello di umanizzare il nostro nome tramite un nuovo format che sembra scritto a mano. Stiamo anche lavorando sull’intera architettura dei brand del Gruppo”, ha dichiarato Virginie Regis, member of the Group Executive Committee, Marketing and Communications Director di Capgemini Gruppo.

Il nuovo logo è espressione sostanziale della componente umana e dell’impegno di Capgemini. Alla base c’è la visione di Capgemini, secondo la quale la tecnologia non può sussistere senza la componente umana. Il nome “scritto a mano” è ora parte integrante del logo di Capgemini, che rappresenta lo slogan della società lanciato nel 2010: “Le persone sono importanti, i risultati contano” , tanto attuale allora quanto oggi.

L’asso è per tradizione la carta più alta all’interno del mazzo. L’asso di picche di Capgemini è ora fluido e dinamico, rispecchiando il panorama dell’evoluzione tecnologica e l’abilità di Capgemini di adattarsi e padroneggiare in modo continuo le ultime novità in fatto di innovazione, pur mantenendo ancora le caratteristiche di precisione e accuratezza, fondamentali per offrire ottime performance ai clienti. L’asso di picche è ormai flessibile: si muove, si piega e si gira.

Le caratteristiche sfumature di blu di Capgemini sono ora più vivaci. La tonalità blu scuro rappresenta l’importanza della sua eredità e la stretta dipendenza che c’è tra il brand e le sue persone, mentre la tonalità blu chiaro simboleggia il nuovo aspetto del suo carattere energico, ispiratore e basato sul libero pensiero. Le due varianti di blu non resteranno sole: Capgemini attingerà infatti a una scala di colori forti per evidenziare questa sua nuova immagine.

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MEDIA

Nasce #imiglioridavvero, nuova piattaforma di Capgemini dedicata a studenti e neolaureati

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Capgemini e Fondazione Sodalitas lanciano #imiglioridavvero

Nasce #imiglioridavvero, piattaforma digitale peer-to-peer dove neoassunti di importanti aziende di tutti i settori mettono la propria esperienza a disposizione di studenti e neolaureati, condividendo informazioni e dando consigli sulle soft skill fondamentali per avvicinarsi con successo al mondo del lavoro di oggi. A lanciare questo nuovo progetto è stata Capgemini Italia con il patrocinio di Fondazione Sodalitas: #imiglioridavvero è un ecosistema aperto a nuovi talenti e aziende di ogni settore, con l’obiettivo di diventare un programma permanente di condivisione di competenze, networking e creazione di opportunità professionali. I primi partner dell’iniziativa sono Fastweb, Sirti e Techint.
Il paradosso moderno è che, a fronte di tassi di disoccupazione giovanile elevati, la richiesta di lavoro qualificato resta insoddisfatta. Dotati di competenze teoriche spesso eccellenti, i giovani in cerca del primo impiego non hanno però l’esperienza per porsi in modo ottimale, facendo emergere il proprio talento e le proprie capacità quando affrontano il mondo del lavoro. Mancano spesso soft skill che quasi mai rientrano nei programmi accademici, ma che sono fondamentali per un professionista. Questa carenza di soft skill non costituisce un problema solo per chi cerca lavoro, ma anche per le aziende che lo offrono: in assenza di candidati completi e capaci di far emergere le proprie competenze durante la fase di selezione, trovare risorse adeguate da inserire in organico può risultare un’impresa difficile.

Una piattaforma di Education dove le aziende e i giovani collaborano
Il modo concreto e positivo per colmare lo skill gap, il fabbisogno di competenze, è agire su formazione, specializzazione e collaborazione fra imprese e Istituzioni. Già nel 2014 Capgemini Italia aveva realizzato una ricerca su un campione di ragazzi delle principali Università italiane, da Bari a Milano, da Torino a Roma, condivisa e discussa poi con le aziende e Fondazione Sodalitas. Dai risultati dei tavoli di lavoro è emersa l’esigenza di colmare un gap ancora rilevante di soft skill, un fattore importante che incide sulla capacità dei giovani di inserirsi nel mondo del lavoro. Oggi l’idea iniziale si è evoluta in un programma di education for employability digitale e aperto. Un’iniziativa che riveste un ruolo socialmente attivo, un valore riconosciuto sia da Fondazione Sodalitas, impegnata in primo piano a offrire il proprio supporto e patrocinio, sia da importanti aziende leader di settore che partecipano alla crescita e sviluppo di questo progetto.
“Abbiamo creato #imiglioridavvero con l’obiettivo di mettere a disposizione una piattaforma di confronto tra ragazzi, dove neoassunti di importanti organizzazioni condividono con giovani neolaureati e diplomati le proprie esperienze di lavoro per facilitare il loro avvicinamento a questo mondo. Grazie alla testimonianza diretta di chi ha già vissuto in prima persona il passaggio dagli studi al lavoro, vogliamo aiutare i giovani in cerca del primo impiego a superare paure e ansie, rafforzandone la leva emotiva per affrontare al meglio le delicate fasi di avvio a una carriera professionale”, dichiara Raffaella Poggio, Marketing & Communication Director di Capgemini Italia. “#imiglioridavvero è un progetto in evoluzione che vanta il patrocinio di Fondazione Sodalitas e la presenza di aziende come Fastweb, Sirti e Gruppo Techint. Oltre a favorire lo scambio di informazioni tra i giovani, l’iniziativa è arricchita da interviste ai manager HR e di business delle tante aziende partner: questi professionisti evidenziano gli aspetti predominanti che emergono durante i colloqui e che possono maggiormente influenzare l’esito della selezione, sia in positivo che in negativo. Sono suggerimenti preziosi sull’atteggiamento migliore da adottare e sulle soft skill da rafforzare per non arrivare impreparati al primo colloquio di lavoro”.

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BRAND STRATEGY

On air da settembre la nuova campagna Diamond Love Bond e UBI Banca; firma PG&W

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Diamond Love Bond lancia, in collaborazione con UBI Banca, la nuova campagna dedicata ai clienti dell’istituto. Sei pietre rosa di straordinaria bellezza; è già un’occasione riuscire ad ammirarne una, una collezione di sei pezzi diventa quasi un unicum. Diverse per taglio, caratura, colore, ma accomunate dal fascino che solo un diamante colorato può avere.

Ed è su questo che gioca la headline della campagna sviluppata da PG&W per Diamond Love Bond, con la direzione creativa di Marco Ogliari e Massimo Dalprà, perché l’acquisto di un diamante è sempre un atto d’amore.

La campagna è pianificata a partire da settembre su quotidiani come Sole 24 Ore, MF, Italia Oggi e periodici tra cui Capital, Patrimoni, Gentleman e Ladies.

Credits
Agenzia: PG&W Italia
Direttori creativi: Marco Ogliari, Massimo Dalprà

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Capgemini: se si usasse lo smartphone, più votanti alle Europee. Anche in Italia

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Capgemini Italia ha diffuso oggi i risultati di un sondaggio – realizzato tra il 10 e il 14 maggio – per capire come cambierebbe lo scenario dei votanti in Italia se si potessero utilizzare dispositivi mobile come smartphone e tablet per esprimere il proprio voto, in un contesto di totale sicurezza delle informazioni e tutela della privacy. I risultati della ricerca, che ha coinvolto 1.000 persone su tutto il territorio nazionale, evidenziano che la possibilità di votare con i dispositivi mobili incrementerebbe la percentuale dei votanti dal 71% all’85%, diminuendo quella dei non-votanti dal 21% al 9% e degli indecisi dall’8% al 6%. Alla domanda sull’intenzione di recarsi alle urne per votare alle imminenti Elezioni Europee, l’indagine rivela che il 71% degli italiani esprime un parere positivo, un dato di molto superiore all’affluenza registrata alle Europee del 2009, che in Italia è stata del 65%, e pari all’affluenza del 2004, che fu del 71,4%. Si attesta al 21% invece il dato dei non-votanti e all’8% quello degli indecisi.

Il 54% degli intervistati si dice favorevole a una tecnologia che permettesse di votare con un dispositivo mobile senza recarsi fisicamente alle urne: una preferenza dovuta a questioni di praticità, alla semplicità e immediatezza del voto e anche perché ritenuta sicura. La suddivisione per età consente di mettere in evidenza l’ampia disponibilità a utilizzare i dispositivi mobile, in particolare da parte del target della Generazione Y (14 – 34 anni) che raccoglie la maggioranza con il 60%. Le ragazze si dimostrano più inclini dei ragazzi, raggiungendo quasi i 2/3 del campione. Ottima poi la propensione anche del target più maturo (35 – 75) che raggiunge quasi la metà del totale con il 48,5%.

“La soglia dei votanti italiani che dal 71% salirebbe all’85%, qualora fosse possibile votare online, è sicuramente un dato tanto sorprendente quanto incoraggiante per poter riavvicinare i cittadini alla politica”, commenta Maurizio Mondani, Amministratore Delegato di Capgemini Italia. “A rafforzare questa propensione verso la tecnologia mobile è un ulteriore dato: di questo 85%, il 54% prediligerebbe comunque votare online piuttosto che recarsi alle urne”. Il concetto di internet voting non è una novità per l’Europa. Nel 2005, gli estoni hanno avuto sei opportunità di votare via internet e – benchè  tale esperienza non sia stata priva di problematiche – ancora oggi è in atto un dibattito rispetto alla sicurezza, privacy e i costi – nel 2013, alle elezioni nazionali, un considerevole 22% dei cittadini ha esercitato il proprio diritto di voto democratico on-line. Ed è significativo che quasi 1 su 10 abbia votato da un dispositivo mobile.

Al di là del caso specifico, sono ovviamente diffuse legittime preoccupazioni sul voto online, tra le quali svetta la sicurezza. L’importanza di condurre un libero ed equo processo elettorale protetto da eventuali manomissioni e brogli non può essere sottovalutato, così come deve essere inattaccabile la protezione delle informazioni legate al voto, come i nomi e gli indirizzi. Tuttavia, queste sfide non sono senza precedenti. Basti pensare a settori come l’e-banking per evidenziare i livelli di sicurezza inattaccabili che è stato necessario raggiungere per conquistare la fiducia dei clienti.

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