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Outbrain presenta SmartFeed: un altro passo verso la pubblicità digitale di qualità

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SmartFeed

Outbrain,la piattaforma premium di Discovery leader a livello mondiale, presenta oggi ufficialmente SmartFeed, un feed infinito di contenuti che consente agli editori di personalizzare l’esperienza dell’utente, migliorando l’engagement e i profitti.

Prestando fede al proprio impegno di fornire esperienze uniche e personalizzate per l’utente, il lancio di SmartFeed rappresenta un altro passo verso la pubblicità digitale di qualità: un design completamente personalizzabile definito dall’editore, un ambiente “Brand Safe” e un flusso infinito di contenuti di valore per gli utenti.

“La curiosità che suscita sfogliare una rivista senza sapere quale sarà il prossimo contenuto che ci aspetta, è ciò che ha ispirato la creazione di Outbrain più di 10 anni fa”, ha affermato Yaron Galai, Fondatore e CEO di Outbrain. “Abbiamo voluto riprodurre la stessa esperienza nel segmento digitale: sostituendo l’azione di sfogliare le pagine di una rivista cartacea con lo scroll in un supporto digitale. Ora, però, il contenuto non deve necessariamente terminare quando l’articolo finisce”.

Le opportunità di SmartFeed

Questa nuova soluzione di Outbrain ha aiutato molti editori a ottenere risultati sorprendenti: un aumento medio del 60% del CTR organico e un aumento medio dei ricavi pari al 40%. In Europa sono molti gli editori che stanno già beneficiando di SmartFeed, come “La cadena COPE”, un editore spagnolo che è riuscito a offrire ai suoi utenti una preziosa combinazione di raccomandazioni organiche e sponsorizzate, migliorando l’engagement degli utenti e aumentando i profitti.

“Grazie all’implementazione di SmartFeed, in soli tre mesi, siamo riusciti ad aumentare il CTR organico del 34%, ottenendo anche un aumento dell’87% dei nostri ricavi. Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti e continueremo a puntare su Outbrain, un partner essenziale e una fonte di monetizzazione trasparente e affidabile per COPE “, ha affermato Montserrat Lluis, Vice Direttore Generale del Gruppo COPE.

SmartFeed offre agli editori l’opportunità di attrarre i lettori in modo più intelligente, utilizzando tutte le forme di contenuto, dai contenuti editoriali e video outstream ai contenuti sponsorizzati e nativi, utilizzando un design molto attraente e flessibile. È un modo più creativo e facile di fare pubblicità, con la possibilità di sfruttare il formato carosello, all’interno di un ambiente altamente “Brand Safe” ed ottimizzato per il formato mobile.

“La modalità con la quale gli utenti interagiscono con i contenuti sta cambiando e, pertanto, anche il nostro prodotto ha dovuto evolversi per sposare il cambiamento”, ha dichiarato Carmelo Noto, Country Manager di Outbrain Italia. “SmartFeed è ad oggi il miglior feed di raccomandazioni di contenuto personalizzato presente sul mercato, oltretutto erogato tramite un network di editori di alta qualità. Oltre a fornire un maggior engagement e contribuire all’incremento dei profitti, questo nuovo formato è destinato a restituire il potere agli editori, fornendo loro un controllo editoriale completo e limitando la dipendenza dai canali social “.

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Ligatus cresce del 51 per cento nel secondo trimestre 2018. Appuntamento al Dmexco

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Ligatus

Primo semestre di segno positivo per Ligatus, fornitore in Europa di soluzioni di Native Advertising per editori e enserzionisti, che si avvia alle attività autunnali forte di una crescita significativa nel secondo trimestre dell’anno con +51% di fatturato lordo e un programma di iniziative di ampio respiro su scala nazionale e internazionale.

I risultati 2018

“Siamo lieti di poter annunciare oggi i risultati del secondo trimestre 2018 che segnano ancora una volta positivamente il percorso di Ligatus nel mercato italiano” dichiara Sebastiano Cappa, Country Manager di Ligatus Italia. “La prima parte di quest’anno ci ha visti fortemente impegnati nella ottimizzazione del livello di servizio erogato dai nostri team Sales e di Accounting, anch’essi cresciuti in termini qualitativi e quantitativi – siamo oggi un totale di 17 risorse a Milano dedicate al mercato italiano – e nella finalizzazione di nuove tecnologie dedicate ai formati Native che andremo a presentare a giorni in occasione dell’evento di riferimento su scala europea, Dmexco”.

La filiale italiana del Premium Native Network ha assistito a un incremento pari a +51% in ricavi lordi rispetto allo stesso periodo del 2017; un dato che testimonia da un lato l’incremento costante della propensione da parte delle aziende di ricorrere a formati nativi per le loro campagne di digital advertising, e dall’altro la preferenza accordata da queste a Ligatus in forza della sua promessa sempre mantenuta di garantire qualità, trasparenza e brand safety a quanti vi si sono affidati e vi si affidano per la conduzione e pianificazione di campagne pubblicitarie online in totale sicurezza.

La presenza a Dmexco

In occasione di Dmexco, in programma a Colonia il 12 e 13 settembre, Ligatus tratterà nel più grande stand dell’evento (Padiglione 8, Stand A021 C028) le peculiarità del Native Advertising, a cominciare dalla qualità degli annunci alla brand safety, fino ad aspetti quali l’esperienza degli utenti, viewability, monetizzazione, che insieme consentono al principale fornitore di soluzioni native d’Europa di garantire a Editori e Inserzionisti un network sicuro e libero da frodi.

“Nel corso della nostra attività decennale, in 10 Paesi, abbiamo assistito a un cambiamento importante negli investitori dell’online, che hanno nel tempo sviluppato una consapevolezza, oggi giunta pressoché ovunque a maturità, dell’importanza di operare nel rispetto degli standard di settore e di adottare tecnologie e soluzioni in grado di tutelare realmente i loro brand e valori, oltre a rispettarne le esigenze di monetizzazione rispetto agli investimenti”, afferma Cappa. “È per noi un piacere aver visto riconfermata nella prima parte d’anno la fiducia da parte di operatori, Editori e Inserzionisti nel nostro approccio distintivo che, lato utenti, attraverso il Native Advertising consente loro di essere coinvolti esclusivamente tramite formati online non intrusivi e pertinenti, lato agenzie e centri media di operare agilmente grazie ad esempio al ricorso alla modalità in Programmatic e, infine, lato aziende ed Editori di ottimizzare i loro investimenti digitali”.

È proprio operando con un’attenzione sempre alta nei confronti della qualità dei contenuti, dell’affidabilità dei canali di pubblicazione e delle corrette modalità di erogazione delle campagne pubblicitarie che Ligatus prosegue senza sosta nel perfezionamento dei suoi formati così come nello sviluppo di nuove soluzioni, che il Premium Native Network renderà note al pubblico internazionale del Dmexco, a cui dà appuntamento insieme a Grunher+Jahr e al Gruppo Bertelsmann, cui appartiene.

I prossimi appuntamenti

“Sono diversi gli appuntamenti che Ligatus ha in agenda di qui ai prossimi mesi: per l’Italia abbiamo annunciato prima dell’estate un programma di incontri informali, denominati Ligatus Native Cocktail Days, che nascono per favorire la condivisione frequente tra i vari protagonisti del settore di informazioni, dati e trend sul Native Advertising. A questi, che proseguiranno fino a fine ottobre, si aggiunge l’appuntamento europeo al Dmexco di Colonia e la nostra festa aziendale di ottobre fino a giungere, in ambito business, all’immancabile vetrina di IAB Forum di novembre”, conclude Cappa.

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Ligatus integra Forensiq by Impact per un’inventory di qualità e senza frodi

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Ligatus - Forensiq

Ligatus ha annunciato la sua nuova integrazione con Forensiq by Impact. Una partnership che nasce per ovviare a un marketing costoso e inefficace, offrendo così agli inserzionisti di Ligatus l’ulteriore garanzia che la loro inventory è priva di frodi e brand safe.

Con una ad fraud giunta al punto più alto mai raggiunto finora, la fiducia tra chi acquista e chi vende viene messa alla prova, e in tutti i mercati EMEA è elevata la pressione affinché venga erogata una percentuale ridotta di traffico fraudolento.

Per raggiungere l’obiettivo di meno dell’1,50% di frodi nella propria inventory, e per erogare solo traffico di qualità, Ligatus ha iniziato a collaborare con Forensiq nel febbraio di quest’anno. Nel luglio 2018, Ligatus ha annunciato un totale di appena l’1,17% di traffico sospetto – molto al di sotto della media del 3% ritenuta da molte agenzie un livello accettabile di tolleranza dalle frodi.

Forensiq, acquisita da Impact nel 2016, è la società leader nel rilevamento delle frodi pubblicitarie che utilizza metodi innovativi di machine learning e di rilevamento avanzato per identificare attori indesiderati e attività dannose. Con l’aiuto di Forensiq, gli inserzionisti e gli editori del network Ligatus continueranno a disporre di una piattaforma affidabile per gestire un traffico di qualità superiore, mantenere l’inventory in un ambiente brand-safe e accedere a report il più trasparenti possibile.

“Grazie alla collaborazione con Forensiq, Ligatus ha mantenuto la propria promessa di fornire a inserzionisti ed editori il mercato trasparente e sicuro che desiderano”, afferma Victor Charpin, VP Publisher Development di Ligatus. “Siamo il fornitore leader di soluzioni di Native Advertising e vogliamo fornire prove di fatto di uno dei nostri valori chiave: la qualità. Vogliamo eliminare le sfide più critiche che gli Editori si trovano ad affrontare e contribuire a creare un’esperienza pubblicitaria migliore per ogni soggetto coinvolto. Fornendo il software di rilevamento Forensiq all’interno della piattaforma SSP di Ligatus, tutti i partner possono evitare impression non autorizzate. Ancora più importante, facendo leva su Forensiq quale principale strumento di prevenzione dalle frodi, stiamo facendo la nostra parte nella lotta contro le frodi pubblicitarie e, al contempo, stiamo rafforzando la credibilità stessa dei nostri clienti”.

“Il traffico non-umano è causa di grave preoccupazione per il settore. In definitiva, se un annuncio non raggiunge una persona reale, allora c’è valore zero per quell’investimento marketing. Forensiq collabora con partner come Ligatus per ridurre drasticamente le frodi sulle loro piattaforme e siamo molto lieti dei risultati già ottenuti”, afferma l’Amministratore Delegato di Impact EMEA, Florian Gramshammer (nella foto).

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MEDIA

Publisher Day 2018: fare sistema per dare valore ai dati e riconquistare la fiducia

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Publisher Day

Nel giro di pochi anni, Editori e Investitori che sembravano continenti in avvicinamento si ritrovano invece a essere piuttosto distanti. Cosa è successo? Colpa del programmatico che ha allungato la catena con DSP, SSP, ecc.? Oppure della richiesta di kpi sempre più ardui, della viewability, dei dati? O la causa è la ricerca della cosiddetta “qualità” che ha spinto il brand ai limiti di una selettività estrema? E poi l’uragano GDPR che si abbattuto sull’Europa in questi giorni…

Sono i temi al centro del Publisher Day 2018, l’evento annuale organizzato da 4w MarketPlace che si è svolto questa mattina a Milano all’Open di viale Monte Nero, 6. L’evento ha l’obiettivo di offrire al mondo dell’editoria digitale un’occasione di informazione e di approfondimento di temi di interesse, ma anche un momento di incontro e di confronto tra domanda e offerta, allo scopo di promuovere e contribuire attivamente alla crescita del settore.

Il titolo di questa edizione – “La risposta incontra la domanda” – ha dato subito concretezza a un dibattito che si poneva l’obiettivo di fornire risposte semplici ai temi più caldi che interessano gli editori digitali in questo periodo. Sollecitati dalle domande di Massimo Pattano, Marketing Manager di 4w, si sono alternati sul palco Ugo Benini, Chief Digital Officer di Zenith; Umberto Bottesini, Chief Programmatic & Data Officer di Dentsu Aegis Network e Davide Costantino, Head of Affiperf – Programmatic, Havas Media Group.

Al centro del dibattito il ruolo degli OTT (Google, Amazon e Facebook in primis) che ormai abbracciano il mondo della comunicazione in maniera talmente ampia e pervasiva da attirare i grandi budget dei brand che ne subiscono il “fascino perverso” trascinato dai numeri ma non sempre dalla qualità. Anche il GDPR, paradossalmente, gioca a loro favore, nel momento in cui gli utilizzatori hanno già dato il consenso esplicito per poter utilizzare i loro servizi, cosa invece molto più “complicata” da ottenere per gli editori della coda lunga, finora protetti dalla “cookie law”.

“Gli OTT hanno la gestione del dato, dell’utente, della delivery”, afferma Umberto Bottesini. La direzione in cui stiamo andando non è pluralista, bisogna avere il coraggio di fare sistema, ma questo in Italia è molto difficile”. Il tema dei dati è fondamentale nel dibattito che coinvolge brand, consulenti e publisher. “Il dato per essere significativo deve essere “a volume”, perché tutti i sistemi che si basano sulla profilazione hanno bisogno di un’altissima quantità di dati che si possono raccogliere soltanto consorziandosi”, continua Bottesini. “È proprio quello che fanno gli OTT: consorziano i publisher per raccogliere i loro dati… Perché questa idea fa tanta paura agli editori?”.

Altro tema fondamentale è il programmatic. Tra ad-filtering, verification, brand safety e viewability, chi ne fa le spese è sempre il publisher. “Ai clienti bisogna saper dare la trasparenza, ma questa va misurata sulla filiera. Il programmatic andrebbe riposizionato, magari utilizzando la tecnologia blockchain, ma questo, per ora, è ancora il futuro”, commenta Davide Costantino.

E a proposito di brand safety Ugo Benini sottolinea come anche in questo caso i clienti l’abbiano accolta nel modo più negativo per i publisher. “La brand safety, commenta, è un concetto “personale” cui si vuole dare a tutti i costi un’interpretazione in chiave tecnologica. Le grandi multinazionali fanno il “copia incolla” delle keywords, creando delle liste nere a volte ingiustificate e magari non si rendono conto di essere abbinate – a loro insaputa – a contenuti UCG di bassa qualità e non certo in linea con i valori del brand”.

Il mercato si sta quindi concentrando in maniera innaturale e anche impropria, ma nell’iper-offerta è la riduzione a fare la differenza nell’experience dell’utente. È così che torna prepotentemente alla ribalta la parola “qualità”. Qualità dei contenuti cui, non a caso, stanno puntando sempre più gli OTT stessi.

“La forza di un publisher dipenderà sempre di più dalla qualità dei contenuti”, conclude Massimo Pattano. “Oggi il mondo dell’editoria è considerato poco “trust”, solo chi sarà in grado di riposizionarsi all’interno di questa catena del valore potrà sopravvivere. Noi in questo contesto ci proponiamo come facilitatori di un processo che ormai non è più possibile fermare”.

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MEDIA

A 11 mesi dal lancio presentata la 2^ Edizione del Libro Bianco sulla comunicazione digitale

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libro bianco

Il Libro Bianco sulla comunicazione digitale ha voluto rappresentare fin da subito una mappa di regole generali, destinata a tutta la industry e soggetta a un aggiornamento costante per rispondere alle evoluzioni tecnologiche e di mercato.  A circa undici mesi dalla presentazione ufficiale le Associazioni che hanno lavorato al progetto (Assocom, FCP-Assointernet, Fedoweb, Fieg, Iab Italia, Netcomm, Unicom, Upa) rilasciano la Seconda edizione coi primi importanti aggiornamenti relativi in particolare al capitolo “Brand Safety e Brand Policy”. Aggiornati inoltre i dati sugli investimenti pubblicitari nel capitolo “Trasparenza su investimenti pubblicitari” e ampliata la lista delle società di ad-verification nel capitolo “Viewability”.

Il capitolo “Brand Safety e Brand Policy” è stato ulteriormente articolato e approfondito, a fronte dell’importanza sempre crescente che il tema sta assumendo per l’intera industry del digitale. L’obiettivo è proporre norme condivise di comportamento fra domanda e offerta in merito all’applicazione di Brand Safety e Brand Policy, affinché la loro attuazione non generi riduzione di valore per l’intera filiera e non sia limitante per l’efficacia delle campagne.

Segnaliamo qui soltanto alcuni dei contenuti aggiornati rispetto al testo precedente, rimandando per completezza alla nuova edizione pubblicata online sui siti delle Associazioni.
Si riparte dalle definizioni: Brand Safety è la messa a disposizione per i brand di contesti di comunicazione in linea con la legge; Brand Policy di contesti in linea con le policy specifiche del brand scelte e indicate per ogni campagna di comunicazione.
Il capitolo approfondisce inoltre la parte sulle meccaniche di utilizzo degli strumenti di Ad Verification per il monitoraggio del rispetto della Brand Policy dei singoli contenuti e l’eventuale attività di blocco dell’erogazione degli annunci, distinguendo tra due diversi e possibili macro-ambiti di acquisto che il mercato offre: in blind e in transparent.

Al corretto utilizzo delle keyword nel processo della Brand Policy è dedicata particolare attenzione. Evidenziati i rischi connessi ad una semplicistica applicazione di quanto attualmente vigente nell’acquisto della search advertising e/o negli acquisti in modalità blind, ovvero utilizzo di liste lunghissime di keyword non semanticamente correlate con i contenuti ma in stringente logica di matching. La Brand Policy basata solo su keyword senza una base semantica aumenta il rischio di bloccare l’erogazione della campagna anche in contesti di comunicazione qualificati.

Gli aggiornamenti del “Libro Bianco sulla comunicazione digitale” sono disponibili all’interno della Seconda Edizione che sostituisce la precedente ed è scaricabile online, sui siti delle otto Associazioni e su www.idas-italia.org

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Brand Safety: l’opinione internazionale, secondo GroupM e John Montgomery, EVP

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john montgomery

Anche in Italia stiamo assistendo al consolidamento del mercato pubblicitario digitale; un mercato che oggi GroupM, media holding del gruppo WPP, stima valere nel nostro Paese circa 2.2 miliardi di euro e rappresentare il 28% di market share grazie alla forte spinta data da mobile, social e dalla componente video.

Accanto alla continua attenzione su temi centrali, come quelli legati ai dati e alla profilazione oppure alla misurazione e all’evoluzione dei modelli di attribuzione, stanno aumentando le opportunità e le sfide che orientano verso un mercato pubblicitario digitale sempre più sostenibile e “pulito”. A tal fine è importante saper gestire l’online advertising nel rispetto di principi e regole di condotta imprescindibili così da garantire ai singoli investitori la massima tutela del proprio brand.

“Riteniamo essenziale non solo monitorare questi nuovi aspetti del mercato digitale, ma anche fare continua educazione all’industry su temi sensibili come quelli legati alla Brand Safety, per definire al meglio i reali impatti sul mondo della comunicazione e l’evoluzione che gli strumenti e le procedure stanno avendo a riguardo”, commenta Fides Tosoni, Chief Digital Transformation Officer di GroupM Italia. “Abbiamo voluto cogliere l’occasione della presenza in Italia di John Montgomery, Executive Vice President per la Brand Safety di GroupM Global, per fare chiarezza e affrontare queste tematiche dalla giusta prospettiva”.

È comunque importante inquadrare il tema non solo dal punto di vista globale, ma anche nelle implicazioni dirette sul mercato italiano, dove il fenomeno della Brand Safety non sembra aver raggiunto livelli preoccupanti rispetto ad altri Paesi. Risultati che GroupM ha raggiunto soprattutto grazie all’adozione di pratiche e tecnologie volte a garantire una inventory di qualità, frutto di un’azione sinergica su differenti fronti – dall’utilizzo prevalente dei private deal in programmatic, alla forte enfasi su misurazione e certificazione della qualità dell’inventory, al ricorso di formati pubblicitari non invasivi e dal contenuto nativo.
“I dati su Ad-Fraud e Brand Safety in Italia ci preoccupano relativamente: secondo nostri benchmark 2017 misurati con tool di adverification IAS e Moat, l’Ad Fraud è pari allo 0,7% e la Brand Safety (gli annunci inseriti in contesti particolarmente sensibili) raggiunge il 3,6%”, commenta Federica Setti, Chief Research Officer di GroupM Italia. “È è corretto continuare a occuparsene sempre per non perdere di vista sfumature essenziali. Lavorare per migliorare la user-experience con formati pubblicitari meno invasivi, incrementare il coinvolgimento del consumatore catturando la sua attenzione e comunicare in contesti sicuri: sono queste le nuove issue che ci aspettano e che ci impongono una attenzione crescente per gli anni a venire”.

Molti studi affermando che la sicurezza e l’integrità del marchio risultano essere tra le principali preoccupazioni e priorità per i Chief Marketing Officer nel 2018. “La preoccupazione più urgente dei clienti a livello globale riguarda la garanzia di inserimento del marchio in contesti appropriati e non sconvenienti. Per quanto ci si applichi per garantire continuamente che l’intero ecosistema digitale rimanga il più sicuro possibile, l’enorme scala e la velocità con cui gli annunci vengono serviti e consumati rendono inevitabile una certa misura di rischio. Per dare un esempio ogni minuto vengono caricati su YouTube oltre 500 ore di video”, sottolinea John Montgomery, Executive Vice President per la Brand Safety, GroupM Global (nella foto). “Il problema di fondo è legato alla qualità dell’inventory digitale: è essenziale per GroupM portare avanti un lavoro di filiera per rendere tutte le piattaforme digitali sicure, affiancando i clienti e supportandoli sulla opportuna valutazione del rischio del sistema. Ora disponiamo di un team global specializzato in Brand Safety in Asia, in Europa e in America, con una rete di “ambassador” locali presenti in ogni agenzia e in tutti i Paesi in cui operiamo”.

“Il dato del costo per CPM, che si abbassa continuamente, è una “vanity metric”, è la conclusione di Montgomery, “adesso è il momento di introdurre nella rilevazione metriche di qualità, perché così sia possibile stabilire il trade off tra Brand Protection, viewability, audience umana, contesto e costo”.

 

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MEDIA

Italiaonline e Integral Ad Science (IAS): partnership per la verifica delle campagne pubblicitarie

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Integral Ad Science

Italiaonline prosegue la sua strategia sulla trasparenza e la media quality scegliendo Integral Ad Science (IAS), azienda globale con sede a New York specializzata in misurazione della media quality, come partner di ad verification per viewability, brand safety e frodi pubblicitari

Italiaonline ha intrapreso da tempo un percorso di qualità e trasparenza delle sue properties e uno dei temi centrali che permettono di dare maggiore visibilità ai propri inserzionisti è rappresentato dalle metriche di media quality, prima fra tutte la viewability. Da qui la scelta di IAS come partner di riferimento per la verifica delle campagne pubblicitarie con la misurazione delle performance di viewability, brand safety e traffico fraudolento.

Anche i risultati relativi all’incidenza del traffico non umano mostrano come Italiaonline si posizioni al top con un livello medio inferiore che supera il 50% rispetto alla media di mercato. Ciò permette di sviluppare una value proposition per clienti e agenzie molto forte, grazie alla possibilità di avere un dato verificato indipendente fornito da IAS, che funge da nuova digital currency del mercato di riferimento.

“Italiaonline è stata uno dei primi player sul mercato italiano a indirizzare il tema della media quality, il quale così come i dati rappresenta un fattore competitivo per un publisher”, ha commentato Domenico Pascuzzi, Marketing Director BU Large Account di Italiaonline (nella foto). “Lavoriamo sulla qualità delle nostre properties a livello di contenuti e prodotti pubblicitari, sulla sicurezza della nostra posta elettronica e la protezione dei dati personali dei nostri utenti. Siamo soddisfatti di questa partnership perché IAS è una soluzione scalabile e un partner capace di capire le nostre esigenze di business e le sfide che siamo chiamati ad affrontare.”

“Siamo davvero orgogliosi che Italiaonline abbia scelto IAS per un tema tanto sentito dal mercato”, ha commentato Elisa Lupo, Director Italia di Integral Ad Science. “Il nostro impegno è di dare gli strumenti necessari a Italiaonline per analizzare, comprendere e ottimizzare la loro inventory in termini di brand safety, viewability e potenziale traffico fraudolento”.

Massimo Crotti, Sales House Director BU Large Account di Italiaonline, ha dichiarato: “Con la nostra concessionaria di pubblicità nazionale iOL Advertising forniamo forti garanzie di trasparenza agli inserzionisti sul posizionamento degli annunci. La partnership con IAS rappresenta un ulteriore passo in avanti su queste tematiche sempre più centrali nel mercato in cui ci muoviamo”.

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AZIENDE

Brand Safety: Madvertise entra a far parte del CAAF – Coalition Against Ad Fraud

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Madvertise - CAAF

Madvertise annunica la sua adesione al CAAF (Coalition Against Ad Fraud). Si tratta di un’iniziativa promossa da Adjust a cui hanno aderito i leader del settore performance mobile marketing che uniscono le forze e il loro know how per contrastare frontalmente le frodi pubblicitarie.

La coalizione ha l’obiettivo di garantire sicurezza e certificazione di qualità per gli advertiser, attraverso la creazione di appositi tool tecnologici. Durante eventi e riunioni dedicate, CAAF si occuperà inoltre di analizzare l’attuale situazione del mercato a livello mondiale. A oggi sono già stati realizzati incontri a Tokyo, Berlino e San Francisco e altre iniziative verranno realizzate durante tutto il 2018.

Hanno aderito e sono membri della coalizione società del calibro di IronSource, Adcolony, Applift e molte altre che si uniranno nei mesi a venire.

Quello della performance è un mondo che garantisce ancora poca trasparenza. Madvertise grazie alla tecnologia proprietaria Appsfire (società acquisita dal gruppo nel 2015), al suo sistema antifrode e, da oggi, alla certificazione CAAF, è il partner ideale per campagne cost per download con garanzie di brand safety.

“Attualmente lavoriamo con i tutti i principali sistemi di tracking internazionali (Adjust, Appsflyer, Kochava, MAT) e da questo mese siamo integrati con Firebase, il nuovo sistema di tracking creato da google. Dopo aver ricevuto già in passato la certificazione Nielsen della nostra inventory ed esserci adeguati ai requisiti GDPR, Coalition for Better Ads, continua il nostro impegno nello sviluppo di soluzioni moderne a vantaggio degli inserzionisti, con l’obiettivo di evolvere e migliorare sempre di più il nostro prodotto mantenendo sicurezza e trasparenza come asset principali”, dicono dall’azienda.

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MEDIA

Per Sizmek l’analisi del contesto coinvolge gli utenti e protegge la brand safety

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Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek

Nonostante il numero quasi infinito di informazioni sugli utenti messi a disposizione per realizzare pubblicità personalizzate, sono ancora molte le pubblicità mal posizionate e scarsamente mirate.

Secondo Sizmek, la più grande piattaforma pubblicitaria buy-side indipendente, la soluzione a questo problema è il targeting contestuale basato sulla semantica: l’intelligenza artificiale e il machine learning applicati all’analisi del linguaggio naturale consentono di interpretare il contenuto delle singole pagine web in modo altamente granulare. Posizionando le pubblicità vicino a contenuti in linea con l’audience desiderata dal brand, il targeting contestuale offre un approccio efficace e conveniente per raggiungere la propria audience.

A differenza del targeting basato su keyword, inefficace quando le parole hanno diversi significati e vengono estrapolate dal contesto, l’analisi del sentiment legato al contenuto delle pagine web rivela la relazione tra parole e frasi, garantendo la comprensione del reale significato.

La soluzione Peer39 sviluppata da Sizmek analizza più di 170 milioni di pagine al giorno interpretandone in modo accurato i contenuti per garantire che soddisfino le esigenze di qualità e sicurezza e che gli annunci pubblicitari vengano inseriti nel contesto più appropriato. I dati sulle pagine web ottenuti dalla soluzione possono essere utilizzati per tre scopi: verification, targeting contestuale e pre-bid.

“Non si tratta solamente di promuovere un brand accanto ai contenuti più adatti ma anche di proteggerlo”, ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek (nella foto). “Il targeting contestuale basato sull’intelligenza artificiale garantisce, infatti, la brand safety, impedendo che le pubblicità vengano pubblicate accanto a contenuti inappropriati che potrebbero danneggiare il brand per associazione. In un momento in cui la brand safety è un elemento fondamentale del programmatic advertising, è importante potersi affidare a una tecnologia in grado non solo di identificare il contesto migliore in cui posizionare una pubblicità ma anche di evitare possibili danni di immagine”.

Verification
I clienti possono ottenere informazioni dettagliate sul contesto in cui sono stati posizionati gli annunci pubblicitari e sulle modalità di fruizione da parte degli utenti: Paesi, siti, dispositivi, lingue, categorie “safe” o “negative”, e così via. Tutti i dettagli possono essere visualizzati tramite un’unica dashboard, che consente di creare report specifici in base alle esigenze del cliente.

Targeting contestuale
L’analisi del contesto consente ai marketer di raggiungere la propria audience quando è interessata agli argomenti più rilevanti per il brand. L’analisi avviene a livello di pagina anziché a livello di dominio e ogni URL viene considerato indipendentemente. In questo modo, i marketer possono trovare contenuti rilevanti su tutti i siti, invece di limitare le proprie campagne sui siti la cui audience sembra più in linea con la propria consumer base. È possibile selezionare categorie di contenuti più ampie come “finanza personale” o persino più specifiche come “assicurazioni” o “assicurazioni sulla vita” per massimizzare la rilevanza delle pubblicità. Inoltre, il targeting contestuale usa l’analisi del sentiment basata sull’intelligenza artificiale per comprendere non solo il contenuto di una pagina ma anche le emozioni che provoca. In questo modo, i marketer sono in grado di comprendere meglio l’umore dei consumatori e pubblicare le proprie pubblicità accanto ai contenuti migliori.

Pre-bid
Tramite la DSP, i marketer possono utilizzare i dati di cui sono in possesso per stabilire in anticipo determinate categorie contestuali che desiderano evitare, come argomenti politici, alcol, contenuti estremisti o per adulti. Inoltre, è possibile selezionare categorie specifiche del settore per evitare contenuti considerati inappropriati dall’azienda opera e creare categorie personalizzate in base a eventi di attualità o trending topic.

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