BRAND STRATEGY

Nuovo logo per BCG: 16.000 dipendenti in 50 paesi. In Italia il 2018 cresce a doppia cifra

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BCG

Questa mattina, presso la sede milanese, The Boston Consulting Group, meglio nota ormai con l’acronimo BCG, ha presentato alla stampa italiana il nuovo logo. “BCG sta entrando in una nuova fase. E non è una dichiarazione di intenti, ma una constatazione della realtà e della condizione in cui ci troviamo come azienda in questo momento”, spiega Massimo Portincaso, Partner & Managing Director e responsabile della strategia globale di marketing di BCG. “Strategicamente, il nuovo logo identifica non solo BCG come società di consulenza manageriale, ma sottolinea tutte le diverse componenti di BCG, 16.000 dipendenti attivi in 50 paesi”.

Nella nuova identità, definito insieme a Paul Pierson, uno dei più apprezzati creativi di New York, viene eliminato l’articolo ‘The’ dal nome e introdotta una nuova grafica con l’obiettivo di rendere l’identità di BCG più semplice. “È un’identità che cresce nel tempo”, commenta Portincaso, “e riflette anche lo scenario competitivo entro cui agiamo. Siamo sì in competizione con le altre imprese di consulenza strategica, ma ci muoviamo in un mercato globale, confrontandoci con realtà come Amazon, Apple e Google”.

“Non credo nella democrazia aziendale in questi casi”, aggiunge Portincaso. “Per la definizione del logo abbiamo fatto ricorso naturalmente agli strumenti di indagine disponibili, dai focus group agli studi strategici di posizionamento, ma l’unica persona con cui mi sono confrontato all’interno del Gruppo è stato il CEO”.

BCG è cresciuta significativamente in questi anni: oggi è presente in tutto il mondo con un fatturato globale nel 2017 di 6,3 miliardi di dollari, in aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. Una crescita robusta anche in Italia dove, grazie al contributo di circa 500 professionisti e 38 tra Partner e Senior Partner negli uffici di Milano e Roma, ha chiuso il 2017 con un fatturato superiore ai 140 milioni di euro.

“Per l’anno in corso confermiamo la crescita a doppia cifra”, ha  concluso il manager che ha smentito eventuali acquisizioni nell’ambito della comunicazione, che metterebbero BCG in concorrenza con gruppi quali WPP e Publicis. “La nostra attività, anche in ambito digitale, è più a livello strategico: siamo presenti con attività che vanno dal digital venture al turnaround, dall’A.I. agli studi dell’Henderson Institute, ma preferiamo far crescere i business piuttosto che acquisirli sul mercato”.

 

 

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AZIENDE

Audi: al via i test per il parcheggio pilotato nella zona di Boston

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Audi e la città di Somerville pianificano di testare insieme le innovazioni per la città del futuro sulla costa orientale degli Stati Uniti. Il Presidente di AUDI AG Rupert Stadler e il sindaco Joseph A. Curtatone hanno firmato infatti un memorandum d’intesa a margine dello Smart City Expo World Congress di Barcellona per sviluppare una strategia urbana per Somerville che prevede l’adozione di tecnologie per l’intelligenza collettiva o il parcheggio pilotato e il collegamento in rete tra auto e semafori.

Stadler ha commentato: “L’auto intelligente potrà esprimere al meglio il suo enorme potenziale solo in una città intelligente. Il lavoro congiunto sulle innovazioni urbane, unitamente alla condivisione e all’analisi dei dati sono fondamentali per l’intelligenza collettiva, che risulta particolarmente utile in questo contesto”. Sul lungo termine, le parti mirano a sviluppare innovazioni che riducano lo spazio necessario alle auto in città e aumentino la velocità del traffico.
“La nostra mobilità non potrà mai fare a meno delle auto. Nel contempo, però, ingorghi e problemi legati al parcheggio mostrano già oggi i limiti della mobilità stessa. Grazie alle tecnologie Audi, prevediamo di poter utilizzare in maniera più efficiente lo spazio disponibile in città, aumentando così la qualità di vita” ha sottolineato Curtatone. Grazie alla sua posizione centrale nell’area metropolitana di Boston, Somerville è un modello per le «Smart City».

Dopo la Silicon Valley, questa regione è quella che registra la crescita più veloce del Nord America. Nei prossimi anni, Union Square a Somerville si trasformerà in un fiorente centro urbano. In seguito all’aumento della densità demografica sorgeranno nuovi edifici residenziali, uffici e spazi industriali. Se l’estensione dell’area interessata dal fenomeno rimane la stessa, mentre il numero delle persone che ci vivono e lavorano cresce, risulta tuttavia evidente quanto le infrastrutture di mobilità esistenti siano insufficienti. Per questo, Audi sostiene il progetto di Union Square con innovazioni quali il traffic-light assistant. Il traffico risulterà così più scorrevole.

Oltre all’infrastruttura collegata in rete, Audi introdurrà nel progetto anche il parcheggio pilotato. Le auto che si parcheggiano da sole hanno tre vantaggi. Innanzitutto, i parcheggi multipiano possono essere spostati dal centro cittadino, verso zone periferiche. Al contempo, lo spazio di parcheggio necessario per ogni auto si riduce di circa due metri quadrati, i veicoli possono essere posteggiati più vicini e i parcheggi multipiano hanno corsie di marcia più strette, oltre a non aver più bisogno di percorsi pedonali, scale e ascensori. A parità di superficie, queste strutture possono così ospitare il 60% di auto in più, riducendo significativamente il numero di auto che vengono posteggiate sul ciglio della strada. Di conseguenza, i veicoli in movimento sulle strade alla ricerca di un parcheggio diminuiscono.

Le tecnologie per il parcheggio automatico sono anche alla base del secondo progetto di Somerville. Nella zona di Assembly Row, gli operatori immobiliari del Federal Realty Investment Trust (FRT) hanno pianificato e dato vita al cosiddetto “Mixed Use Development”. Grazie a un nuovo collegamento ferroviario, qui sono sorti edifici a uso abitativo, uffici, spazi per il tempo libero, attività commerciali e parcheggi che distano appena sette minuti dal downtown di Boston. Negli Stati Uniti, molti dei nuovi progetti edilizi nelle città rientrano nella categoria dei “Mixed Use Development”, che prevede un numero prefissato di spazi di parcheggio.

“I costi per la costruzione di parcheggi sono elevati e, solitamente, gli operatori immobiliari attivi nelle zone urbane non riescono ad ammortizzarli”, spiega Chris Weilminster, Vicepresidente Senior Real Estate and Leasing, FRT. Nella zona di Assembly Row, per esempio, un parcheggio costa in media almeno 25.000 dollari.
“La questione dei parcheggi è spinosa per noi e comporta enormi spese. Per non parlare poi di quanto sia dispendiosa in termini di spazio necessario. Riducendo la superficie di parcheggio, abbattiamo i costi, sfruttando al meglio quello disponibile e a tutto vantaggio di qualità della vita e profitti”. Una flotta di auto in grado di parcheggiarsi da sole consentirà in futuro un risparmio in termini di spazio e costi (per esempio, nella zona di Assembly Row si ipotizza una riduzione teorica della spesa pari a 100 milioni di dollari) e potrà essere gestita in maniera intelligente grazie a un’esclusiva soluzione di car-sharing. “Non vediamo l’ora di proseguire le nostre ricerche su queste innovazioni. Costruire parcheggi multipiano per le auto che si parcheggiano da sole sarà molto più interessante sotto il profilo finanziario”.

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Il mondo dell’inbound marketing si riunisce a Boston settimana prossima

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Dall’8 all’11 Settembre il forum Inbound 2015 riunirà a Boston i maggiori esponenti mondiali del settore dell’inbound marketing sotto la guida del team di HubSpot, piattaforma leader nel marketing automation che ha appena fondato il primo User Group italiano (Milan.hubspotusergroups.com).
Nei quattro giorni di attività sono in programma incontri, conferenze e momenti di networking rivolti non solo a chi già utilizza HubSpot ma soprattutto al pubblico interessato a scoprirne le potenzialità: una platea in crescita, che ha registrato oltre 10.000 presenze nel 2014.
Molte le personalità di spicco nel mondo del web e della comunicazione che interverranno come relatori: dal giornalista e imprenditore Seth Godin a Jonah Peretti, CEO di Buzzfeed, oltre ovviamente a Brian Halligan e Dharmesh Shah (nella foto), che nel 2006 hanno fondato HubSpot.

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