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Beintoo per UCI Cinemas: boom di uplift per la campagna mobile di Cattivissimo Me 3

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Beintoo

Beintoo ha rilasciato oggi i risultati rilevati grazie alla piattaforma proprietaria BeAttribution, in occasione della campagna mobile drive-to-store realizzata per UCI Cinemas in occasione del lancio di Cattivissimo Me 3.

Analizzando un bacino di 7 milioni di possessori di smartphone italiani, BeAttribution ha permesso di misurare il successo dell’operazione sul piano qualitativo e quantitativo, monitorando le visite e gli interessi degli utenti raggiunti dalla campagna. In particolare è emerso un tasso di notevole uplift nelle sale. Un dato impressionante, che conferma l’efficacia dei dati geocomportamentali per il mobile advertising nel settore Entertainment.

La campagna, erogata tra il 15 agosto e il 14 settembre, aveva come obiettivi principali la generazione di awareness riguardo all’ultimo film di animazione distribuito da Universal Pictures International Italy e l’aumento di accessi in sala. In linea con l’approccio drive-to-store ci si è concentrati su una selezione di cinema UCI sul territorio nazionale, distribuendo l’advertising in geofencing solo agli utenti individuati in quello specifico raggio di azione. Attraverso l’uso di formati standard (interstitial, footer e box), l’utente veniva invitato ad assistere allo spettacolo, acquistando il biglietto in promozione con il programma fedeltà SKIN ucicard Family.

Al termine della campagna è stata infine realizzata un’analisi dei risultati a livello quantitativo e qualitativo: attraverso la piattaforma BeAttribution è stato possibile misurare la percentuale di utenti che, dopo essere stati esposti al messaggio, si sono recati al cinema, registrando un importante footfall uplift, rispetto a un gruppo di controllo non raggiunto dall’advertising. Lo studio effettuato ha permesso di capire in quali regioni c’è stata la risposta migliore da parte del pubblico. I dati analizzati hanno consentito inoltre di monitorare l’andamento delle visite al cinema nell’arco della campagna, l’analisi della sua efficacia in termini di frequenza e fascia oraria di erogazione, con un maggiore afflusso nei giorni di domenica, sabato e giovedì, dalle 16.00 alle 18.00, e, infine, l’interesse verso altri marchi e molto altro. Le persone che sono andate al cinema dopo aver visto la campagna di Beintoo sembrano anche apprezzare, ad esempio, un noto brand di calzature, una delle principali telco mobile, il marchio leader nell’intimo donna, due tra i più noti fast food e ristoranti e un famoso nome dell’oreficeria.

Tutte queste informazioni, consentendo di conoscere meglio il target di riferimento e relativi interessi, possono essere sfruttate dal cliente per intraprendere azioni strategiche in futuro: dall’attivazione di partnership con i brand più amati dal pubblico selezionato, all’ideazione di promozioni per incentivare gli ingressi al cinema nei giorni in cui c’è un’affluenza più bassa, alla realizzazione di operazioni di marketing nelle regioni con un uplift maggiore.

“Il mercato dell’entertainment è tra quelli che stanno raccogliendo i migliori risultati dallo sviluppo del mobile advertising: gli smartphone stessi sono oggetti di intrattenimento in grado di catturare l’attenzione dell’utente e, nel contempo, ci rivelano molto dei suoi interessi e dei luoghi che frequenta. Grazie alla nostra tecnologia siamo in grado di convogliare il budget dei nostri clienti solo verso un target ben connotato a livello geocomportamentale, andando oltre i tradizionali criteri socio-demografici e sfruttando l’aspetto della creatività per soddisfare la voglia di evasione di chi ama andare al cinema. L’uplift generato dalla campagna Cattivissimo me 3 ce ne ha dato ulteriore dimostrazione e non vediamo l’ora di lavorare al prossimo progetto in questo settore”, ha dichiarato Agata Bellini, Senior Sales Manager di Beintoo.

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Beintoo supporta Eni per la campagna mobile dedicata alla Quadriennale di Roma

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Beintoo ha supportato Eni nel lancio e monitoraggio dei risultati della campagna mobile realizzata per la 16a Quadriennale d’arte di Roma. Il progetto aveva due obiettivi principali: avvicinare gli studenti italiani (16-25 anni) all’arte contemporanea ed invitarli a visitare la Q16. L’iniziativa è partita con la selezione di specifiche audience mobile, geolocalizzate sul Lazio, sulle quali veicolare la campagna. Attraverso la piattaforma BeAttribution è stato poi possibile analizzare gli interessi degli utenti in target, estrapolando dati utili per future pianificazioni e azioni di marketing.

Attraverso l’analisi dei luoghi frequentati (dal cinema, al supermercato, alla palestra, ecc), del tempo speso in quei luoghi, della frequenza di ritorno e molto altro sono state quindi selezionate i segmenti BeAudience Live Theater & Performance Art Lovers, Museum, Architects. Una particolare attenzione è stata posta sul geofencing di alcuni Licei di Roma, precedentemente coinvolti da Eni nell’ambito del progetto EniScuola, iniziativa volta ad informare in modo attuale sui temi dell’energia e dell’ambiente, che coinvolge le classi nella creazione di lezioni digitali sull’arte, materie scientifiche e per l’apprendimento delle lingue.

L’operazione si è avvalsa di tre diverse creatività, per stimolare interazione ed engagement rispetto ai contenuti della mostra: un test sulle conoscenze sull’arte moderna con la possibilità, riservata ai giovani fino ai 25 anni, di vincere 2 biglietti per la Quadriennale, previa registrazione al sito; una creatività istituzionale e una concepita per lanciare un concorso con The Jackal, che invitava i ragazzi a girare un video creativo per valorizzare una delle opere esposte.

Al termine della campagna è stata infine realizzata un’analisi dei risultati a livello quantitativo e qualitativo: attraverso la piattaforma BeAttribution è stato possibile misurare la percentuale di utenti che, dopo essere stati esposti al messaggio, si sono recati alla Quadriennale, registrando un aumento considerevole del footfall uplift, rispetto a un gruppo di controllo non raggiunto dall’advertising. Osservando l’andamento delle visite nell’arco della campagna sono stati rilevati i giorni della settimana e le fasce orarie a maggiore affluenza e il tempo di visita medio speso dagli utenti alla mostra. Infine, se si calcola il tempo trascorso tra l’esposizione alla campagna e la visita alla Quadriennale, la gran parte degli utenti vi si è recato entro una settimana e, di questi, quasi la metà lo ha fatto in meno di 3 giorni.

“Le informazioni che ci fornisce BeAttribution si rivelano fondamentali per capire e massimizzare il ROI di una partnership come quella stretta da Eni con la Quadriennale: conoscere ad esempio gli orari con i maggiori picchi di visite per gli utenti in target può permettere di pianificare attività ad hoc durante quello spazio temporale in occasioni successive o in manifestazioni di lunga durata. I risultati ottenuti potranno essere utili anche nell’ambito di future attività di stampo culturale rivolte ai giovani in target, sfruttando l’interesse verso palestre o fast food, che abbiamo rilevato con BeAttribution”, ha commentato Marina Fedrighelli, Head of Sales Central & South Italy di Beintoo.

Più in generale, i dati che si possono osservare grazie alla piattaforma nell’ambito di una campagna mobile per una mostra o un evento, si rivelano fondamentali anche per gli stessi enti che organizzano manifestazioni artistiche, sia a livello di marketing che su un piano strategico. Dall’analisi infatti non si evidenzia solo che alla quasi totalità degli utenti piace visitare musei e luoghi culturali, ma anche una particolare attenzione per le attività finanziarie in due noti istituti di credito, mentre nella top 10 dei marchi preferiti, compaiono il leader di mercato nel rifornimento di carburante e una nota casa di moda.

“Dati di questo calibro suggeriscono ad esempio di ricercare partner proprio tra i brand più amati dai frequentatori della mostra, mentre le informazioni relative agli accessi possono evidenziare la necessità di realizzare promozioni nelle fasce orarie meno trafficate, oppure strutturare un percorso di visita diverso, per incentivare un tempo medio di permanenza maggiore”, ha concluso Marina Fedrighelli.

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Beintoo misura i risultati della campagna drive-to-store Timberland con BeAttribution

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Beintoo

La Mobile Data Company Beintoo ha rilasciato oggi i primi risultati ottenuti grazie alla nuova piattaforma BeAttribution, in occasione della campagna drive-to-store realizzata per Timberland.

Analizzando un bacino di 7 milioni di possessori di smartphone italiani, BeAttribution ha permesso di misurare il successo dell’operazione sul piano qualitativo e quantitativo, monitorando le visite e gli interessi degli utenti esposti alla campagna. L’azienda taglia così un nuovo traguardo nel percorso di innovazione del settore del mobile advertising, mettendo a disposizione dei clienti una piattaforma proprietaria per misurare i risultati concreti prodotti, grazie ad un approccio data driven.

Beintoo ha gestito la campagna in tutte le sue fasi, dalla definizione delle audience, suggerendo il formato più performante, fino alla distribuzione e al monitoraggio dei risultati. Il primo step è stato l’individuazione dei cluster in target attraverso la propria piattaforma BeAudience, la prima tecnologia che profila gli utenti grazie ai dati geo-comportamentali restituiti dai loro smartphone, attraverso l’analisi dei luoghi che frequentano (dal cinema, al supermercato, alla palestra, ecc), del tempo speso in quei luoghi, della frequenza di ritorno e molto altro.

Sulla base della creatività selezionata per la campagna mobile, Beintoo ha scelto di utilizzare un formato drive-to-store con una call-to-action che invitava gli utenti a recarsi al negozio più vicino per scoprire la nuova collezione. Obiettivo: aumentare le visite nei punti vendita Timberland di tutta Italia. Al termine della campagna è stata infine realizzata un’analisi dei risultati a livello quantitativo e qualitativo: attraverso la piattaforma BeAttribution è stato possibile misurare la percentuale di utenti che, dopo essere stati esposti al messaggio, si sono recati nei pressi di un punto vendita, registrando un aumento considerevole del footfall uplift, rispetto a un gruppo di controllo non raggiunto dall’advertising. I dati analizzati hanno permesso inoltre di monitorare l’andamento delle visite in store nell’arco della campagna, il tempo di visita medio speso dagli utenti nel negozio, il confronto tra i punti vendita delle diverse regioni che hanno performato meglio in termini di presenze, l’analisi dell’efficacia della campagna in termini di frequenza e fascia oraria di erogazione, l’interesse verso brand competitor e molto altro. Dati che, messi a disposizione del cliente, sono fondamentali per orientare decisioni strategiche future.

È stata rilevata ad esempio una maggiore concentrazione delle visite nella fascia oraria tra le 15 e le 17 e nei giorni compresi tra giovedì e sabato. Le impression erogate dal martedì al giovedì sono state quelle che hanno generato più visite agli store e le fasce orarie che hanno performato meglio sono state quelle dalle 7 alle 10 e dalle 21 alle 00, momenti in cui generalmente le persone accedono allo smartphone da casa per dedicarsi ad attività personali. Infine, se si calcola il tempo trascorso tra la visualizzazione dell’adv e la visita in-store, più della metà degli utenti ha raggiunto il punto vendita in meno di due-tre giorni.

“L’analisi realizzata con BeAttribution ci ha permesso di capire molti aspetti interessanti del nostro pubblico, dei nostri punti vendita e delle strategie che intendiamo implementare per trasformare ogni punto di contatto in opportunità di conversione: fino ad ora, ad esempio, non era stato possibile analizzare il ROI di una campagna a livello locale o su fascia oraria e su tempi di risposta. I dati a nostra disposizione oggi invece ci dicono chiaramente quando, come e dove dobbiamo puntare per crescere ed evitare allo stesso tempo dispersioni di budget, grazie a un livello di profilazione non disponibile prima”, ha commentato Camilla Bruzzone, Marketing Manager di Timberland.

“Essere in grado di monitorare e analizzare dati aggiornati costantemente sugli interessi degli utenti – aspetto che si può garantire solo utilizzando una piattaforma proprietaria – ci permette di offrire ai clienti uno strumento imprescindibile per decidere, ad esempio, se realizzare promozioni nelle fasce orarie meno trafficate per incentivare il traffico in store oppure se riorganizzare la struttura del punto vendita per aumentare la permanenza media in negozio”, ha aggiunto Marilena Pellegrini, VP Sales Italy di Beintoo.

“Analizzando i comportamenti degli utenti che si sono recati negli store Timberland si rileva ad esempio un maggiore interesse per il cinema e l’automotive, rispetto al gruppo di controllo. Il rapporto svela infine che alla quasi totalità piace visitare musei e altri luoghi culturali e, nella top 10 dei marchi di interesse, include 3 brand del mondo fashion, tra i quali anche un competitor”, ha aggiunto Maria De Matteo, Senior Sales Manager di Beintoo e responsabile della campagna per il cliente. “Queste informazioni si rivelano molto utili alle aziende, non solo per future pianificazioni sui segmenti BeAudience, ma anche per valutare possibili azioni di comarketing con i marchi che interessano ai frequentatori degli store Timberland.”.

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