MEDIA

WebAds presenta il mercato online cinese insieme a Baidu e V2Future

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In un incontro organizzato ieri a Milano da WebAds, il management della concessionaria indipendente di pubblicità interattiva ha voluto condividere con i clienti la propria esperienza sul mercato online cinese. Avvalendosi della partnership con Baidu, il più grande motore di ricerca in Cina, realizzata tramite l’accordo con V2Future, società con sede principale in Olanda, Constantijn Vereecken, managing director di WebAds in Italia, ha presentato, insieme ai relatori intervenuti, i numeri di una piazza virtuale asiatica in grande crescita. “Sono 5 miliardi le pagine viste su Baidu Union (AdExchange) ogni giorno, 6 miliardi le richieste di ricerca quotidiane – ha dichiarato Zhenxing Liu, Internationalizing Division dell’azienda cinese – ciò che attrae i cinesi dell’estero e soprattutto dell’Italia sono il cibo e i grandi marchi del lusso e della moda”.

“Si tratta di un ecosistema che conta circa 600mila siti affiliati – ha spiegato Luca Scarselletta, product & publisher director di WebAds -. Per entrare nel mercato cinese ci sono alcuni passi da compiere. Occorre innanzitutto verificare se c’è un account già aperto in loco, fare un’analisi iniziale delle keyword matrice, lavorare sulla certificazione, sull’ottimizzazione della landing page, fare attività di messa online e reportistica”. Da Baidu, che ha al suo interno un’area travel, emerge una fotografia dell’effervescente turismo cinese. Sono 98 i milioni di cinesi che hanno viaggiato nel 2013, di questi il 41% fa ricerche online, circa il 37% si muove verso l’ Europa. “Ogni cinese ha in media un budget di spesa di 2000 euro – ha continuato Scarselletta – si possono promuovere i marchi tramite pubblicità tabellare, contenuti e attività di promozione”. Tra gli altri canali virtuali di accesso Linkedin, nel portfolio dell’agenzia, conta in Italia circa 7,5 milioni di iscritti, mentre in Cina sono 6,5 milioni i professionisti registrati al sito in lingua inglese. “La piattaforma, da poco in cinese semplificato, potrebbe raggiungere in 3 anni – ha annunciato Vereecken – oltre 100 milioni di iscritti. Glam, società leader nei social media verticali con la più ampia reach globale nel settore lifestyle, è un altro accesso privilegiato per i brand che vogliono parlare alle donne”.
“In Cina un consumatore acquista circa 4 volte di più rispetto a un europeo – ha raccontato Riccardo Porta, e-commerce & China Expert -. In Europa ci sono 22 milioni di PMI, solo il 13% esporta all’estero e solo una piccola parte in Cina. Il mercato cinese ci sta aspettando, in particolare a noi italiani. Consiglio di investire più nelle piccole città che a Pechino o Shanghai, in quanto già presiedute”. Paola Albanese, managing director di Sembox ha raccontato l’operazione di search advertising realizzata su Baidu per SDA Bocconi: “Bisogna lavorare molto sulla lingua e spingere sulla comunicazione e la tecnologia”. Serena Poerio

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AZIENDE

Due società cinesi entrano tra i “Top 30 Media Owners”. Primo Google che aumenta il distacco

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CCTV e Baidu entrano quest’anno nella classifica Top Thirty Global Media Owners, stilata da ZenithOptimedia: è la prima volta che succede a aziende cinesi, affiancando la brasiliana Globo come le uniche società in classifica ad avere la propria base nei mercati emergenti. In assoluto, è Google a capeggiare le classifica, con entrate che superano del 47% quelle del secondo classificato, DirecTV, che segue con qualche lunghezza di distacco. Questo divario si è ampliato rispetto al 39% registrato nella scorsa edizione del report: la funzione principale di Google – quella di motore di ricerca – ha beneficiato della rapida crescita nei volumi di ricerca provenienti da smartphone e tablet. Fra gli altri top five, Comcast conferma il quinto posto dell’anno scorso, mentre Disney va a occupare la terza piazza dopo che News Corporation si è scissa in due linee di business differenti. Una di queste – 21st Century Fox – si piazza al quarto posto nella classifica di ZenithOptimedia, mentre la nuova News Corporation è al dodicesimo posto. Cox Enterprises è salita dall’ottava alla settima posizione e BSkyB è cresciuta, passando dalla decima all’ottava. Bertelsmann è scesa dalla settima alla nona piazza, mentre CBS Corporation è passata dalla nona alla decima posizione.

Tra le new entry, CCTV, la televisione nazionale di stato cinese, entra nella classifica Top 30 al ventitreesimo posto, davanti a Facebook, vantando 22 canali gratuiti e 23 canali pay-tv e pesando per circa un quarto del mercato pubblicitario televisivo in Cina. Baidu si inserisce in ventottesima posizione, davanti a Microsoft. È il principale motore di ricerca nel paese, l’equivalente di Google, che non opera in Cina. Come Google, Baidu si è diversificata rispetto alla sola ricerca di base, offrendo mappe, piattaforme social media, servizi di risposta alle domande degli utenti e molte altre caratteristiche.

Il report Top Thirty Global Media Owners è una classifica unica nel suo genere, stilata sulle più grandi media company al mondo in base alle entrate provenienti esclusivamente dal rispettivi business media, secondo le stime di ZenithOptimedia nel caso si società che non rendono pubblici i bilanci. Tra le evidenze emerse, sica il pezo dell’internazionalizzazione delle imprese: solo sette aziende in classifica si dedicano essenzialmente a un solo mercato: Baidu, CCTV e Globo, con l’aggiunta di Cox Enterprises negli Stati Uniti e le tre aziende giapponesi Asahi Shimbun Company, Yomiuri Shimbun Holdings e Fuji Media Holdings. Altrettanto indicativo il fatto che, con l’arrivo di Baidu, ora ci sono cinque società Internet pure-play fra le maggiori trenta, in crescita rispetto alle quattro dell’anno scorso: Google, Yahoo, Facebook, Baidu e Microsoft, che nel complesso attraggono il 67% dell’investimento pubblicitario globale su Internet. Questo dimostra come il potere sul mercato pubblicitario online sia attualmente appannaggio degli intermediari – aziende che connettono i consumatori al contenuto di cui sono alla ricerca o che li connettono l’uno con l’altro – piuttosto che dai produttori stessi di contenuto. Queste cinque società valgono il 21% di tutte le media revenue generate dalle 30 più grandi media company

In allegato la classifica completa

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AGENZIE

Kaiser Kuo, protagonista del nuovo seminario Meet the Media Guru

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Sarà Kaiser Kuo il direttore della comunicazione internazionale di Baidu, motore di ricerca leader in Cina, il protagonista del prossimo appuntamento del ciclo Meet the Media Guru, il 30 maggio presso la Mediateca Santa Teresa. Kuo  racconterà lo sviluppo di Baidu e le sue strategie internazionali, evidenziando gli elementi chiave per capire l’ecosistema dei social media in Cina, come internet stia cambiando la società civile e come le tecnologie digitali stiano impattando il sistema economico dell’Impero di Mezzo.

 

Prima di unirsi a Baidu, Kuo è stato direttore delle strategie digitali per Ogilvy & Mather China e – prima ancora – è stato a capo dell’ufficio cinese di The Red Herring, noto magazine della Silicon Valley dedicato a business e tecnologia.

 

Laureato in scienze politiche alla UC di Berkeley, ha ottenuto un master in East Asian Studies presso l’Università dell’Arizona. Appassionato e acuto osservatore della Cina, dal 2001 al 2011 ha scritto una rubrica mensile intitolata Ich Bin Ein Beijinger per una rivista cinese in lingua inglese ed attualmente conduce il popolare Sinica Podcast, una discussione settimanale sull’attualità cinese che ospita eccellenze giornalistiche, accademiche e opinionisti. Oltre ad essere uno dei più noti commentatori del panorama digitale cinese, Kaiser Kuo è anche uno dei protagonisti della scena musicale di Pechino dove ha co-fondato Tang Dynasty, la prima band cinese di heavy metal.

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