AZIENDE

Auditel e Politecnico Milano: accordo di collaborazione per la rilevazione degli ascolti tv

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andrea imperiali

Auditel, la società che rileva l’ascolto della televisione in Italia, e il Politecnico di Milano, hanno siglato un accordo di collaborazione che prevede attività di sperimentazione e studio rivolte alla costante innovazione delle applicazioni impiegate per la rilevazione degli ascolti televisivi.

La collaborazione tra Auditel e il Politecnico prevede uno sviluppo tecnologico congiunto per esplorare soluzioni innovative nel campo del riconoscimento automatico dei contenuti audio televisivi, sia editoriali sia pubblicitari. Le soluzioni si baseranno su tecniche innovative di audiomatching (comparazione di tracce audio digitalizzate) generate attraverso stream, cioè flussi di informazioni sonore, acquisite anche in ambienti con segnali disturbanti e su spezzoni audio di brevissima durata. Saranno inoltre esplorate soluzioni innovative basate anche su fingerprint e su spettrogramma locale attraverso analisi di descrittori d’immagine.

Il Politecnico di Milano vanta un’esperienza ventennale nel settore dell’audio intelligence e audio analytics. Queste competenze e l’orientamento a realizzare partnership strategiche, ne fanno
l’interlocutore perfetto per contesti applicativi industriali.

L’intesa di lungo periodo, siglata da Andrea Imperiali, Presidente di Auditel, e dal professor Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, è volta a incentivare la formazione degli studenti, per i quali sono previste diverse iniziative, tra cui possibili tirocini all’interno della Società. Auditel, infatti, consentirà ai giovani del Politecnico di entrare in contattato con il mondo del lavoro e di acquisire nuove e stimolanti competenze in ambito tecnologico e sperimentale.

Con il varo di questo protocollo, mirato a sviluppare sinergie con un Polo universitario che rappresenta un’eccellenza a livello internazionale, Auditel conferma la volontà di rafforzare la linea d’innovazione già in corso – testimoniata dal recente avvio del SuperPanel e dal processo di rilevazione dei Device Digitali – sottoponendo a severi test soluzioni informatiche e tecnologiche costantemente all’avanguardia.

La scelta di Auditel di accrescere i propri investimenti in ricerca e sviluppo va oltre i risultati già acquisiti con la triplicazione del campione, e si inquadra nella tendenza in atto a livello internazionale d’innovare processi e servizi destinati ai nuovi modelli imposti dalla “Industria 4.0”. Nella certezza che, nella quarta rivoluzione industriale, saranno sempre più i dati a valore aggiunto, accurati, affidabili e certificati, a orientare lo sviluppo dell’economia.

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MEDIA

Auditel: approvato il modello di rilevazione della “altre” tv. Incarico a comScore

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auditel

Auditel si pone all’avanguardia nella rilevazione dell’ascolto non solo della televisione tradizionale ma affronta anche gli aspetti legati alla fruizione del mezzo tramite  devices digitali.
A conclusione di una gara tra i principali Istituti di ricerca a livello internazionale, infatti, il Consiglio di Amministrazione della Società, presieduto da Andrea Imperiali, ha approvato all’unanimità il sistema che consentirà – con una soluzione innovativa – la misurazione della televisione “oltre la televisione”, rilevando anche i contenuti editoriali e la pubblicità su Smart TV, PC, smartphone e tablet.

La soluzione individuata fa leva sulle best practises internazionali con l’obiettivo di realizzare, in tempi rapidi, l’architettura di sistema più evoluta, affidabile e scalabile attualmente disponibile nel settore. Il modello Auditel per i dispositivi digitali, oltre a rilevare in maniera censuaria il traffico sulla rete domestica dei contenuti televisivi visualizzati sui vari SmartTV e sugli altri dispositivi connessi ad internet, si varrà di appositi applicativi capaci di misurare l’attività sui dispositivi mobili, come smartphone, PC e tablet.
Auditel opererà nel perimetro dei contenuti dei broadcaster, trasmessi sulle properties delle emittenti, fornendo al mercato televisivo metriche rigorose sui consumi video sia editoriali che commerciali. Il nuovo Sistema conferisce alla Società il pieno presidio della proprietà intellettuale delle soluzioni messe in campo e dei processi di controllo e certificazione del sistema. Non solo: rappresenta l’occasione per riaffermare, senza ambiguità, standard di viewability finalizzati ad una somma intelligente dei contenuti fruiti attraverso le diverse piattaforme e device in una logica di “total audience” della televisione.

A valle di una gara condotta tra i principali Istituti di ricerca a livello internazionale, il Consiglio di Amministrazione ha incaricato comScore di sviluppare le componenti tecnologiche e i servizi necessari all’implementazione del sistema. Sulla base di un cronoprogramma molto serrato, la prima pubblicazione del dato censuario sull’ascolto di contenuti e pubblicità sui device digitali viene ipotizzata entro il 2018. Da quel momento il mercato potrà disporre di una infrastruttura fondamentale per l’innovazione complessiva del sistema-paese.

Una soluzione aperta, vigilata e flessibile, capace di servire tutti i futuri sviluppi dell’industria italiana dei media. La decisione conferma e completa il quadro del profondo processo di innovazione in atto nel campo dei dati di rilevazione della nuova televisione, seguendo di poco l’avvio della pubblicazione dei dati prodotti dal SuperPanel: il mega-campione che ha triplicato le dimensioni della raccolta dell’audience dalle precedenti 5.700 alle oltre 16.100 famiglie dotate di meter di nuova generazione, le cui funzionalità costituiscono la premessa anche per la rilevazione dei device digitali in logica “single source”. Il complessivo modello di rilevazione, e il piano di implementazione è stato oggetto di un approfondito processo di condivisione con l’Autorità per la Garanzie nelle Comunicazioni.

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BRAND STRATEGY

Lorenzo Sassoli de Bianchi, UPA: “Abbiamo dato buca al Godot della sfiducia, chiuderemo il 2017 a +1,8%”

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UPA - Sassoli

“Possiamo finalmente dire che siamo fuori dalla recessione: chiuderemo il 2017 al +1,8%, e con ciò il mercato degli investimenti in comunicazione avrà accumulato 36 mesi consecutivi di crescita; dal 2009 è stato recuperato un miliardo di investimenti: energia che è stata mobilitata e canalizzata. La marca resta centrale e la comunicazione resta l’anima del prodotto”. Con questo scenario di crescita, contenuta ma duratura, il Presidente dell’UPA, Lorenzo Sassoli de Bianchi, ha aperto i lavori di  UPA 2017, l’incontro annuale degli investitori pubblicitari, al Teatro Strehler di Milano.

Tra le categorie crescono le automobili, il farmaceutico, la cura della persona e il settore viaggi e turismo, stabili gli alimentari mentre sono in leggera flessione le TLC, per le quali si prevede una ripresa della crescita nella seconda parte dell’anno. Quanto ai mezzi cresce naturalmente il digitale, trainato da social e search, crescono tv (1,8-2%) e radio. Per gli altri mezzi non ci sono stime plausibili ex ante anche se è un dato certo il calo della stampa. Stampa per la quale, però, Sassoli prevede un futuro roseo grazie all’introduzione nella recente legge finanziaria del tax credit per gli investimenti incrementali sulla stampa, e su televisioni e radio locali. “Il tax credit – ha commentato Sassoli – porterà nel 2018 a un’inversione di tendenza in questo settore, non limitandosi a fermare il calo delle perdite ma dando origine a un dato positivo. Le aziende devono rimettere la stampa nell’agenda degli investimenti, ma la stampa deve trovare nuovi modelli di business”.

Tra le aziende quelle che segnano una maggiore crescita sono le PMI (+5%), trainate da innovazione e digital, mentre restano stabili le grandi. Ma le migliori performance le avranno i nativi digitali (Amazon & co., per intenderci) i quali cresceranno a doppia cifra nel 2017, dopo aver segnato un + 12% nel 2016. Il dato interessante è che queste aziende investono tantissimo nell’offline, in particolare il 78% degli investimenti va alla tv.

Sassoli ha elencato una serie di buone notizie per il mercato degli investimenti pubblicitari. Innanzitutto, come preannunciato lo scorso anno, “È stato pubblicato il libro bianco sul digitale, una guida unica al mondo per orientarsi in un territorio in cui la trasparenza è un tema irrinunciabile. Il libro bianco è stato l’apice di uno sforzo comune insieme agli operatori del settore. E consiste in una mappa di regole per: viewability, filiere corte e trasparenti, prevenzione delle frodi, tutela della sicurezza delle marche, attenzione alla user experience, disponibilità dei dati e quantificazione degli investimenti.”

La seconda buona notizia è l’introduzione nella recente legge finanziaria del tax credit (già citata), la terza è che la proposta dell’UPA di affidare all’Istituto di Autodisciplina (IAP) il controllo delle fake news di natura commerciale è stata condivisa da AgCom e Antitrust e ci si augura che il progetto abbia un seguito. E lo stesso IAP ha appena emanato una regolamentazione sugli influencer che prevede l’esplicitazione dei contenuti pubblicitari attraverso l’uso degli hashtag (#advertising, #pubblicità, #ad+nome del brand).

Infine, UPA è stata premiata per la sua vitalità: Upaperlacultura ha vinto il President’s Award assegnato dalla WFA, l’associazione che riunisce le “UPA” di tutto il mondo, come il progetto più innovativo per le strategie d’impresa. Un premio alla creatività e alla sensibilità italiana nei confronti della cultura.

Sassoli ha poi affrontato il tema della rivoluzione digitale: “Cinque secoli per tre rivoluzioni: Gutenberg, Marconi, la televisione, e solo vent’anni per condensare tutto in uno smartphone. Un’accelerazione impressionante”. E ha ricordato però che “la connessione più potente resta l’emozione”.

Facendo riferimento alla serie britannica Black Mirror che, alzando il tasso di invadenza del web riflette la nostra possibile condizione nell’era della connessione, Sassoli ha sottolineato che “non siamo ancora pronti al salto nel buio degli specchi neri, viviamo ancora di sensazioni tattili, di desideri e bisogni inespressi”. E ha suggerito di “non guardare il mondo sotto le lenti della tecnologia ma piuttosto vedere la tecnologia attraverso le lenti dei bisogni e delle aspirazioni umane”.

Il Presidente di UPA ha poi affrontato il tema del commercio elettronico: “il 10% delle nostre esportazioni sarà generato nei prossimi 5 anni dall’eCommerce che tuttavia sconta arretratezza tecnologica, piccole dimensioni e poco coraggio da parte degli investitori: i venture capitalist francesi hanno investito in tre mesi nel commercio elettronico quanto gli italiani in tre anni”. Ed ha
poi ricordato che la competizione non si gioca solo tra imprese ma soprattutto tra sistemi paese. È quindi imperativo per l’Italia attrarre investimenti, trattenere talenti e aiutare le aziende che esportano con una flat tax.

Sono seguite alcune considerazioni sulla situazione politica ed economica del nostro Paese. “Oggi serve un processo di leadership che superi il complesso del potere personale e che faccia circolare metodo, competenze e senso della cosa pubblica. Serve una visione, più coraggio, maggior fiducia in noi stessi, serve rimettersi in gioco, c’è necessità di progetti che intercettino nuove risorse”. Ha proseguito: “Ci sono 114 miliardi di risparmio accumulati dalle famiglie, secondo il Censis, che non trovano sbocchi per paura o per mancanza di una prospettiva. Un dato che è un corto circuito, una società di anziani arroccati sui patrimoni e giovani spinti nella marginalità. È una situazione che impone delle riflessioni”.

Sassoli ha poi sottolineato la centralità della televisione e la conseguente importanza dei progetti in corso in Auditel: la realizzazione di un “super-panel” unico al mondo, di 16.100 famiglie, per rispondere alla frammentazione dell’offerta e della domanda di televisione, che costituirà anche la base per la prossima misurazione censuaria dei contenuti televisivi ovunque essi vengano fruiti da un consumatore intermediale (TV, smartTV, PC, tablet e smartphone). Ha insistito nella sua relazione sull’intermedialità: “il supremo gioco post-mediatico che consiste nell’attraversare i mezzi rimodulando il contenuto” portando come esempio “l’edicola” di Fiorello, progetto innovativo che ha valorizzato tutti i mezzi di comunicazione, dalla stampa alla radio, dalla televisione a internet.

Sul tema dell’intermedialità, Sassoli ha redatto una sorta di geografia odierna del digitale in cui ciascun soggetto ha un ruolo ben definito: “a Google la mappatura delle ricerche; a Facebook la mappatura dei comportamenti; a Youtube e Instagram la mappatura dell’immaginario e del self brand; Twitter si apre alla pubblicità; a Snapchat la mappa dei millennials; ad Amazon la mappatura della nuova catena del valore; ad Apple la mappa della nomofobia”.

È stato poi annunciato un grande progetto UPA che riguarda i KPI (key performance indicator) della comunicazione “la prossima frontiera al servizio dell’efficacia di tutto il sistema”, che consisterà in una mappatura universale di tutti gli indicatori di performance delle azioni di marketing e comunicazione consultabile a più livelli.

Nella relazione del Presidente Sassoli è stato dedicato ampio spazio all’importanza della creatività, definendo la pubblicità “un concerto per arpa e nitroglicerina, un cristallo emozionale pronto a trasformarsi nello spazio visivo del consumatore il quale risente di un ancoraggio ai propri valori sempre più scivoloso in quanto sottoposto a miriadi di stimoli. Per questo è necessaria oggi una creatività dirompente”.

Sassoli ha concluso ricordando la Società dello Spettacolo di Guy Debord che “già cinquant’anni fa aveva previsto il mondo che stiamo vivendo, un mondo in cui lo spettatore è media, messaggio e medium e non trova quello che desidera ma desidera quello che trova”.

“Viviamo in un mondo di specchi neri – ha concluso Sassoli – che un po’ attirano e un po’ fanno paura. Un mondo che va semplicemente reso più trasparente e l’arma per farlo sono i libri bianchi. Noi cerchiamo si svelare i meccanismi opachi, le aziende si comporteranno di conseguenza”.

Dopo la relazione del Presidente Sassoli è intervenuto Mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto per la Segreteria della Comunicazione della Santa Sede, che a margine della sua relazione ha commentato: “In Papa Francesco l’uso della narratività valorizza sempre l’esito pragmatico. In altre parole non è mai provocazione in sé ma mira a produrre un effetto sul piano concreto, accompagnandosi a una capacità di rinegoziare le attese dell’interlocutore riducendo le distanze e includendolo nel racconto”.

Successivamente è intervenuto Stefano Bartezzaghi, scrittore, semiologo ed enigmista, che ha svolto una relazione incentrata sull’uso della lingua: “La parola digitata e condivisa in Rete non è la medesima che una volta si scriveva su una lettera, su un diario, su un biglietto. Nasce dal parlato, è la trascrizione di quello che diremmo, con leggerezza e informalità, fino a correre il rischio di passare per uno di quegli idioti di cui ha parlato Umberto Eco o per i “webeti” di cui ha parlato Enrico Mentana. La comunicazione deve necessariamente emulare questo tipo di lingua?”.

Sami Kahale, Presidente e Amministratore delegato Procter & Gamble Sud Europa, ha chiuso l’assemblea dell’UPA enunciando le prossime sfide per il mercato dei consumi e della comunicazione: “In questi anni siamo chiamati ad affrontare una sfida enorme: ripensare il mondo della comunicazione alla luce della discontinuità causata dall’avvento delle nuove tecnologie. Stiamo tutti vivendo un cambiamento profondo e velocissimo, che è causa di volatilità e incertezze. Per affrontare in maniera vincente questo scenario mutevole nel mondo della comunicazione abbiamo bisogno delle persone giuste e di continua innovazione. Il digitale ha moltiplicato le piattaforme di comunicazione e le possibilità per raggiungere in maniera efficace ed efficiente i consumatori: per continuare a vincere nell’era della discontinuità sarà ancora più centrale la forza dell’idea creativa. La sfida per i marketer sarà quella di alzare ulteriormente l’asticella nella qualità della nostra comunicazione per guadagnare l’attenzione e la fiducia dei nostri consumatori”.

A margine dell’incontro il Presidente Sassoli ha toccato anche l’argomento gare auspicando la realizzazione di una ricerca congiunta Assocom – UPA per comprendere meglio dove sono i nodi e le interruzioni che portano troppo spesso (2 volte su 5) le gare a finire nel nulla.

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Andrea Imperiali di Francavilla nuovo presidente Auditel all’unanimità

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L’assemblea degli azionisti di Auditel riunita oggi in sede ordinaria ha eletto Andrea Imperiali di Francavilla nuovo presidente della società, su proposta concorde di UPA, AssoCom e Unicom. Imperiali succede a Giulio Malgara che ha guidato la Società per oltre trent’anni, sin dal 1984 anno della sua fondazione.
L’esperienza professionale di Andrea Imperiali nasce nell’industria della comunicazione sia in campo italiano che internazionale. Imperiali ha affrontato, nel corso della sua carriera, i temi della comunicazione sotto diversi profili: dal media buying alle concessionarie di stampa e televisione, fino al coordinamento internazionale di una multinazionale presente in oltre cento paesi.
Nato a Roma nel 1964, Imperiali è Vice Presidente di UPA dal 2004, consigliere di Auditel dal 2009, attualmente Senior Advisor Pirelli.
“Ringrazio i soci per la fiducia che mi hanno espresso” ha dichiarato Imperiali. “Insieme ci impegneremo ad accelerare il percorso di sviluppo e modernizzazione della Società. Un ringraziamento particolare va a Giulio Malgara, per le qualità umane e professionali dimostrate in tutti questi anni”.

“Siamo nell’era dell’intermedialità in cui si integrano mezzi più tradizionali e nuovi, con scambi continui tra contenuti televisivi, piattaforme e device”, ha commentato il Presidente UPA, Lorenzo Sassoli de Bianchi. “Molti sono gli esempi in questa direzione.  La scelta di Imperiali va quindi verso l’innovazione, la trasparenza e la responsabilità. Esprimo la massima soddisfazione per l’unanimità che la nostra proposta ha raccolto nell’assemblea dei soci”.

L’assemblea degli azionisti ha infine provveduto a nominare i consiglieri Valerio Di Natale e Valentino Cagnetta per UPA, Gian Paolo Tagliavia per Rai , Stefano Spadini per Assocom

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Auditel: da domani mattina torna la pubblicazione dei dati di ascolto. Mediaset: “Soddisfatti”

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Il Consiglio di Amministrazione di Auditel, riunitosi oggi a Milano sotto la Presidenza di Giulio Malgara, ha confermato, come annunciato all’atto della sospensione, la ripresa della regolare pubblicazione dei dati di ascolto.
Il periodo di sospensione – recita il comunicato ufficiale di Auditel – ha consentito alla Società di mettere a punto una “Road Map” che prevede l’integrale sostituzione delle famiglie del campione entro il 30 maggio 2016.
Durante questo arco di tempo, la rilevazione e la pubblicazione degli indici di ascolto saranno soggette a procedure eccezionali di controllo, certificate e inviate all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
L’operazione “Superpanel” prosegue senza sosta e resta confermato l’obiettivo del luglio 2016 per ampliare il campione a 15.520 famiglie.
I dati di ascolto di oggi, 27 ottobre, verranno regolarmente rilasciati domani mattina.
Mediaset, con un proprio comunicato esprime “soddisfazione” per la ripresa della pubblicazione dei dati d’ascolto televisivi.
“Le realtà del mercato hanno pienamente ribadito l’importanza della rilevazione univoca e condivisa”, aggiunge il Gruppo del Biscione, “confermandone la funzione di sistema che rappresenta uno strumento insostituibile per l’esercizio dell’impresa televisiva. Nel periodo di sospensione della pubblicazione dei dati è emersa l’opportunità di miglioramenti strutturali in termini di procedure e organizzazione”.
Mediaset, nella sua qualità di socio Auditel, conclude riaffermando il proprio impegno “per il raggiungimento dei migliori standard internazionali di efficienza e sicurezza del sistema italiano di rilevazione e pubblicazione degli ascolti televisivi”.

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CdA Auditel: “Sostituzione del panel”. Niente dati pubblici per due settimane

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C’erano attese da “resa dei conti”, dopo l’Auditeleaks dei giorni scorsi, ma alla fine tutto si è risolto in apparenza senza scosse. O per lo meno questo è quanto appare dal comunicato ufficiale di Auditel, rilasciato al termine del Consiglio di Amministrazione svoltosi oggi pomeriggio, che ha confermato il proseguimento della attività di rilevazione degli ascolti da parte della società di via Larga.
Unica conseguenza apparente è la sospensione per due settimane della pubblicazione dei dati, che saranno riservati “alle sole emittenti, per analisi dei palinsesti”.
Nei prossimi mesi Auditel procederà “alla completa sostituzione dell’attuale campione”: un rinnovo che – forse a scopo di normalizzazione – viene inserito nel già previsto “allargamento del numero delle famiglie, per un totale di 15.600”.
Un po’ di più sui contrasti “sotterranei”, momentaneamente soffocati probabilmente perché a nessuno oggi conviene davvero rischiare di rompere il “giocattolo”, traspare dalla chiusa del comunicato, dove si precisa che “Auditel utilizzerà questo periodo per approfondire, con il proprio Comitato Tecnico, tutti gli aspetti metodologici, con un’accurata serie di verifiche”, a tutela “dell’impegno di trasparenza e di affidabilità”.

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AGENZIE

Sassoli: Investimenti comunicazione a +2% nell’anno. Progetto Auditel in Borsa nel 2016

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sassoli upa

Auditel quotato in Borsa: questa la proposta più impattante emersa dall’incontro con la stampa del Presidente UPA, Lorenzo Sassoli de Bianchi. “È un passo ulteriore lungo il percorso si trasparenza che abbiamo indicato e già iniziato con l’ultima “riforma” dell’Auditel, che ha visto l’ingresso di Sky e Discovery tra i soci, oltre a un rafforzamento del peso degli investitori all’interno del Consiglio di Amministrazione”, ha spiegato Sassoli. “La nostra proposta, che “sveliamo” solo oggi all’assemblea UPA, va ovviamente discussa con gli altri associati, ma idealmente vede lo sbarco in Borsa nel 2016, con regole sulla governance e tetti alla proprietà dei singoli azionisti a tutela dell’imparzialità. Sarebbe il primo istituto del genere al mondo a diventare una public company, mentre la quotazione non solo sarebbe garanzia di indipendenza, ma ne rafforzerebbe la capitalizzazione, liberando risorse per allargare le aree di business e magari proporsi sul mercato internazionale”.

Sempre a proposito di trasparenza, Sassoli la invoca anche su altri due temi da tempo sul tavolo di discussione: i diritti di negoziazione (“come Upa siamo favorevoli a un ristorno totale a fronte di un’equa retribuzione del centro media”) e il programmatic buying (“le aziende chiedono di avere visibilità sulle analitiche e sulla tipologia di dati di profilazione; tante che le più grandi si stanno già dotando di proprie piattaforme di data management”).
Quanto allo scenario macroeconomico, dopo un accenno all’attualità del braccio di ferro con la Grecia (“il nome stesso della moneta unica è greco”, ha ricordato il Presidente) e aver espresso personale ottimismo sull’esito finale dello stesso, Sassoli ha sottolineato l’atteggiamento tra l’incertezza e il timore dei mercati, che frena la modesta ripresa in atto negli investimenti in comunicazione. “Il nostro survey tra gli associati”, ha affermato Sassoli, “conferma il +1/+2% (già anticipato) a fine anno, ma senza queste perturbazioni sono certo che l’andamento sarebbe ben più positivo”, sottolineando che il nostro è un mercato “asfittico”, sia per numero di aziende investitrici (12.000 contro le 15.000 francesi e le 20.000 tedesche), sia per dimensioni dell’investimemento.
“Con un PIL di poco superiore al nostro”, ha evidenziato, “in Francia si investe quasi due volte l’Italia, mentre con un PIL grosso modo doppio, la Germania conta il triplo del nostro spending”.
Guardando ai mezzi, Sassoli segnala che da troppo tempo manca una una rilevazione condivisa degli ascolti radio. “La nostra posizione è chiara: vogliamo una rilevazione passiva”. Gli strumenti e le tecnologie sono disponibile: se i broadcaster raggiungessere un accordo, si potrebbe partire domani”.

Quanto infine all’atteggiamento delle istituzioni, il Presidente UPA ha manifestato apprezzamento per la deduzione dalle tasse del 65% di quanto investito dalle aziende in attività culturali “ilmaggiore incentivo in tutta Europa” e ha annunciato che a ottobre sarà online la piattaforma UPAperlaCultura.org, un punto di incontro tra operatori culturali e aziende, che dovrebbe favorire lo sfruttamento dell’opportunita a vantaggio di entrambi i player, nell’ottica di un rapporto più strategico e meno episodico.

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