AZIENDE

The Post Internazionale, una testata per millennials: invertita la tendenza registrata da Audiweb

- # # # # #

The Post Internazionale, una testata per millennials

Come riportato da Audiweb nella recente survey dedicata all’audience dei contenuti editoriali fruiti all’interno dell’app mobile di Facebook tramite browser e instant articles, nessuna delle testate prese in considerazione riesce a coinvolgere in maniera importante i millennials. Questo vale soprattutto per la fascia under 24 e per quella under 18, con il livello di engagement che scende addirittura sotto il 2% nell’ultimo caso. Questo non vale per The Post Internazionale: stando ai dati diffusi dalla testata (non inclusa nella ricerca Audiweb), per l’1,5 milioni di utenti unici mensili, oltre 1 milione sono lettore under 35 e di questi millennials più di metà ha un’età inferiore ai 24 anni.

“I nostri contenuti parlano di notizie a livello globale,” risponde Giulio Gambino, direttore della testata The Post Internazionale, “l’interesse per le notizie locali è di dimensioni estremamente ridotte se consideriamo il flusso di news che pubblichiamo giornalmente. Il nostro focus è orientato verso le notizie provenienti da tutto il mondo: dagli USA al Bangladesh, dalla Libia al Giappone. La struttura del nostro sito non è suddivisa per verticali tematiche (per esempio auto, cucina, tecnologia, etc.) ma le sezioni di TPI vengono classificate in base a specifiche aree geografiche quali Europa, America, Africa ed Asia. Il nostro pubblico vuole essere informato su quello che succede nel mondo e i numeri ce lo confermano” prosegue Gambino. “I millennials sono interessati a notizie che li possano stimolare, informazioni provenienti da aree del mondo molto dinamiche che la nostra redazione riesce a coprire anche grazie a partnership a livello internazionale. Unica alternativa a TPI per questi lettori sono testate internazionali quali Vox, New York Times, The Guardian, Quarz, etc. A ciò si aggiunge una particolare attenzione da parte della nostra redazione alla lunghezza degli articoli, strutturati per essere letti in pochi minuti”.

Ed è proprio l’attenzione allo stile di pubblicazione della notizia veloce e scorrevole che ha portato il sito di news ad ottenere eccellenti risultati in termini di coinvolgimento: mediamente gli utenti visitano 8 pagine per singolo accesso. E la principale sorgente di traffico è Facebook, solo organico. “Facebook ad oggi rappresenta la nostra prima fonte di traffico e, al contrario di tutte le altre testate che hanno subito in questi mesi una contrazione su questo canale a causa delle modifiche degli algoritmi del newsfeed, noi abbiamo addirittura incrementato i risultati. Questo è stato possibile in quanto la nostra fanbase, di quasi 700 mila utenti, è reale e attiva, commenta e condivide i nostri articoli. Una fanbase composta per quasi un terzo da under 24, per la maggior parte donne” conclude il direttore della testata.

I millennials interagiscono in maniera anche più attiva con gli annunci pubblicitari che, per scelta dell’editore, non devono avere un alto affollamento per dare qualità alla navigazione dell’utente e qualità di contesto per l’advertiser. Ciò permette di avere un engagement del pubblico significativamente superiore rispetto ad altri siti ove la stessa campagna è pianificata. Inoltre, essendo un pubblico molto giovane, apprezza la possibilità di coinvolgimento offerta dai formati interattivi.
SHAA, media tech company italiana, contribuisce alla raccolta advertising su TPI. Lo storico di campagne pianificate su The Post Internazionale evidenzia come il pubblico di TPI interagisca con l’adv il doppio rispetto alle medie di campagna. Inoltre è emerso come gli utenti più giovani, se esposti a creatività e formati interattivi, apprezzino maggiormente l’advertising perché vengono resi soggetti attivi e non più passivi nella navigazione. I prodotti interattivi di SHAA si propongono quindi come lo strumento migliore da utilizzare per coinvolgere questa tipologia di utenti; consente infatti di intervenire su un contenuto video o foto, introducendo elementi multimediali interattivi e call to action che stimolano l’engagement con la possibilità di navigare al loro interno e permettono di inserirvi photo/video gallery, localizzazione dello store o del dealer, form di raccolta dati, downloading e feed social.
“TPI rappresenta uno dei siti di riferimento nelle nostre pianificazioni in quanto, oltre ad offrire una reale reach incrementale alle pianificazioni dei nostri inserzionisti.” afferma Pietro D’Ettorre, responsabile marketing di SHAA. “Garantisce a noi e ai nostri advertiser la soddisfazione di un livello di engagement degli utenti imparagonabile rispetto ad altri canali. Ottenere indici di interazione superiori al 15% su un tipo di traffico così qualificato non è assolutamente scontato. Anzi, raggiungere e coinvolgere i millennials attraverso i formati display e i video-adv è una scommessa che molti player hanno perso in questi anni e che noi, grazie alle funzionalità interattive abbiamo rimesso l’utente al centro”.

articoli correlati

MEDIA

Il terzo trimestre di Trilud Group chiude a +21% di audience

- # # # #

trilud

Trilud Group chiude il terzo trimestre del 2016 con un +21% di audience rispetto ai dati dell’anno precedente., a conferma di un trend di crescita del Gruppo sostenuto da ben 22.900.000 browser unici e 180.000.000 pagine viste complessive (Google Analytics, settembre 2016).

“Queste performance confermano la bontà delle nostre scelte editoriali”, commenta Dragan Jankovic, co-founder e CEO di Trilud Group (nella foto). “Da sempre ci siamo posti come obiettivo principale quello di rispondere alle richieste dell’utente e in questa direzione abbiamo orientato tutto il nostro lavoro, creando contenuti d’interesse, piattaforme altamente performanti in grado di rendere l’esperienza di navigazione agile e piacevole, facendo trovare il nostro contenuto proprio dove l’utente lo cerca e lo fruisce. Studiamo e analizziamo quotidianamente il panorama digitale per comprendere come cambiano ed evolvono le abitudini di navigazione e adeguandoci velocemente per essere proprio lì dove sono gli utenti”.

Editore digitale fin dal 1998, Trilud Group ha costruito il proprio successo grazie all’expertise nella produzione di contenuto web multidevice e di qualità e a un forte investimento sui social network, come sottolinea lo stesso Jankovic: “Nell’ultimo anno abbiamo dedicato molta ricerca e risorse alla creazione di contenuto ad hoc per i canali Facebook, diventati ormai fonte imprescindibile di acquisizione di audience. Con una unit di redazione dedicata abbiamo visto crescere le fan base e l’utenza in arrivo su di ciascuno dei nostri siti, arrivando a raggiungere 2,8 milioni di fan complessivi, + 36% rispetto al 2015 e ben il 34% del traffico complessivo, con casi eclatanti come quello di TantaSalute.it, che in poco tempo è arrivato a raggruppare una community di 646.000 fan fortemente ingaggiata e partecipativa sui temi della salute e del benessere”. “Altrettanto strategica è stata la pronta adozione delle AMP di Google”, aggiunge Jankovic, “che hanno fatto registrare un aumento medio del traffico mobile pari al 15% in soli due mesi, regalando picchi fino al +80% per contenuti di particolare interesse e d’attualità”.

“Audiweb ha iniziato solo recentemente a monitorare il traffico proveniente dai social”, conclude Jankovic, “ma questi dati non confluiscono ancora nel ranking ufficiale, creando così un inevitabile gap sui dati comunicati al mercato e agli investitori rispetto a quelli rilevati in modalità browser based (Google Analytics). Non poter ufficializzare una crescita così importante e costante di audience ci penalizza il nostro gruppo editoriale. Seriamo che presto venga trovata una giusta soluzione. È il mercato a chiederlo. Non solo noi”.

articoli correlati

NUMBER

comScore presenta i dati del Panel Mobile: l’audience si coinvolge con le app

- # # # # #

comScore

comScore, leader mondiale nelle misurazioni cross-piattaforma, ha presentato oggi a Milano i nuovi trend di accesso e consumo alla rete, arricchiti dai primi dati provenienti dal panel mobile lanciato recentemente.

Si tratta di un importante sviluppo dei prodotti MMX Multi-Platform e Mobile Metrix che, combinando dati provenienti dai panel desktop e mobile con i dati del network censuario di comScore, intercettano globalmente oltre 1.8 trilioni di interazioni digitali al mese e il 94% dei dispositivi connessi a internet in Italia, al fine di fornire una vista unificata del comportamento delle audience su desktop e su mobile. Tale sistema di misurazione è applicato all’80 % dei principali editori italiani (Top 20) ed è l’unico che consente ai publisher di riconoscere le audience che visualizzano video da loro prodotti su piattaforme di terzi.

Inoltre le misurazioni di comScore continuano a innovarsi per includere i cambiamenti nel comportamento degli utenti e le nuove tecnologie. Tra queste la capacità di misurare e attribuire il traffico proveniente da app di terze parti e da distributori di contenuti come Facebook Instant Articles e Google AMP, per assicurare agli editori una misurazione consistente e fedele della loro audience digitale complessiva su più dispositivi.

L’introduzione dei dati del panel mobile – che al momento comprendono solo Android – potenzia le misurazioni della mobile audience in Italia fornendo una reportistica più robusta su metriche di visite ed engagement e sui dati demografici, che comprendono nuove variabili di segmentazione quali l’area geografica di residenza, la presenza di bambini e la composizione del nucleo familiare. Questo approccio fornisce una misurazione reale, basata sulle persone, della Total Digital Reach.

Secondo i dati riferiti ad agosto 2016 la Total Digital Population ha raggiunto in Italia i 36,6 milioni di visitatori. Tra questi sono sempre di più gli italiani che accedono a internet esclusivamente con i propri device mobili. Si assiste a un effetto graduale di sostituzione degli accessi da desktop con accessi da dispositivi mobili. Tale dinamica genera l’aumento della componente di audience più evoluta (ovvero quella che accede a internet sia da mobile, sia da desktop) che raggiunge il 47% , ma soprattutto dell’audience che accede esclusivamente da dispositivi mobili, che raggiunge il 30%. La componente mobile-only dell’audience rappresenta la maggioranza dell’audience dei principali siti di news e informazione in Italia, come nel caso del Gruppo Editoriale Espresso (che ha mostrato un’alta percentuale di visitatori unici esclusivamente mobile, pari al 52%), o RCS Media Group (pari al 55%).

Circa il 90% del tempo speso su internet attraverso i device mobili viene trascorso sulle app con un forte grado di concentrazione dello stesso sulle app di maggior successo e penetrazione. Si tratta quindi di un ecosistema impegnativo e difficile da penetrare per i brand meno conosciuti.

Se il mobile browsing è il veicolo principale con cui espandere la propria reach, le app rappresentano dunque l’ambiente in cui si verifica il maggior coinvolgimento delle audience. Gli editori devono migliorare nell’indirizzare verso le proprie app i visitatori raggiunti tramite mobile browsing, e fare in modo che queste app siano non solo scaricate ma anche utilizzate con costanza.

L’analisi sulle prime 100 mobile property in Italia rivela infatti che l’audience media su mobile browsing è il doppio dell’audience media raggiunta dalle top property su mobile app, dimostrando che il mobile browsing rappresenta ancora l’elemento chiave per aumentare la propria reach digitale. Tuttavia, nel mese di agosto 2016 il tempo spento in-app sulle top 100 property è risultato 8 volte superiore a quello speso in mobile browsing, evidenziando che le app sono la modalità preferita dai visitatori più coinvolti e fedeli per interagire con contenuti e servizi. Facebook e WhatsApp sono al primo e secondo posto in termini di coinvolgimento (seguite da YouTube, Google Search e Instagram) detenendo rispettivamente il 30,3% e il 28,2% del tempo speso sulle prime 100 mobile app durante il mese di agosto 2016.

Conclusione: oggi non si deve più lavorare in ottica di audience bensì in ottica di tempo speso su internet. E il mobile è la chiave del successo.

articoli correlati

MEDIA

Audioutdoor: online il nuovo sito e il nuovo logo

- # # #

Audioutdoor

È online il nuovo sito di Audioutdoor, la ricerca sulle audience della pubblicità esterna, una delle indagini più innovative ed esaustive nel panorama internazionale.

L’occasione del rilascio degli ultimi aggiornamenti dei dati e la ricchezza di informazioni che il sistema mette a disposizione per pianificare il mezzo con una facilità di accesso totale, hanno contribuito alla costruzione di un nuovo ambiente che fosse più agile e di più rapida consultazione. Anche il logo della società è stato modificato, più moderno e di forte impatto visivo in modo da rendere immediatamente riconoscibile il legame con l’impiantistica.

Audioutdoor è una società costituita da UPA, Assocom e dalle più importanti concessionarie che operano in Italia sui migliori impianti di pubblicità esterna vale a dire Clear Channel, IGP Decaux e Ipas e dalla loro associazione AAPI.

Dalla rilevazione della audience dei tradizionali poster, Audioutdoor è passata a mettere a disposizione del mercato i dati di audience di tutti gli altri ambienti: dall’arredo urbano alle metropolitane, dagli impianti autostradali agli aeroporti, alle linee di superficie. Il loro aggiornamento è costante nel tempo (ogni semestre) e la pianificazione avviene su tutti gli ambienti contestualmente, legando le audience al netto delle duplicazioni. Per questo motivo la ricerca viene ritenuta una delle migliori nel panorama internazionale.

La quantità delle informazioni attivabili direttamente e le attività a supporto che la società ha messo in cantiere in questi ultimi anni hanno sollevato la necessità di implementare il sito rendendolo ricco di notizie, di dati e facendolo diventare un punto importante di riferimento per tutti gli operatori del mondo pubblicitario.

Per i centri media, perché collegandosi possono accedere ad un sistema di pianificazione dettagliato posizione per posizione, permettendo il calcolo dei grp di campagna e il controllo della stessa. Per le imprese di pubblicità esterna, perché è il luogo di transito delle campagne tra il piano impostato e il ritorno dei controlli eseguiti, dando così piena certezza alle aziende che investono nell’ottimizzazione della propria campagna. Per le aziende, perché hanno la sicurezza del corretto eseguito. Per il mondo dei giornalisti, perché troveranno notizie sempre attuali, anche internazionali, sulla pubblicità esterna e sulle innovazioni costanti della ricerca italiana.

Il sito è molto ricco di foto e di informazioni, usa l’infografica per semplificarne l’utilizzo, rende diretta la consultazione di un mondo complesso.

È stato anche modificato il logo della società che ha voluto racchiudere nella grafica i diversi aspetti del mezzo per renderlo immediatamente riconoscibile e declinabile.

articoli correlati

MEDIA

VEE Hyper Mobile: Veesible lancia la nuova offerta di tecnologia mobile

- # # # # # #

Vee Hyper Mobile

Veesible, la concessionaria digital del Gruppo Tiscali, presenta Vee Hyper Mobile – in partnership con Senxation – lo strumento che permette ai brand di raggiungere l’audience più rilevante attraverso l’acquisto di utenti geolocalizzati e geotargettizzati.

Grazie a una piattaforma tecnologica di soluzioni hyperlocal che dialoga con l’inventory mobile di Veesible, infatti, è possibile rilevare l’utente in aree geografiche circoscritte e/o attraverso la definizione di un target estremamente preciso e mirato che, di volta in volta, può essere configurato e personalizzato sulla base delle esigenze del cliente. Non solo, incrociando i dati geografici con le abitudini degli utenti in mobilità e i loro reali interessi, i brand possono entrare efficacemente in contatto con un’audience targettizzata come mai prima d’ora; un’opportunità irrinunciabile per gli inserzionisti.

Vee Hyper Mobile, infatti, sfrutta una innovativa piattaforma tecnologica lavorando su due differenti livelli:
GeoContextual: attraverso l’individuazione di un’area geografica circoscritta, il target viene definito all’interno di un raggio che delimita il campo d’azione in cui il brand può raggiungere gli utenti come, ad esempio, quelli che abitano entro quel determinato perimetro oppure quelli che vi transitano intorno o all’interno di quella specifica area;
GeoBehavioural: la piattaforma raccoglie ed elabora i dati relativi ai movimenti e ai comportamenti degli utenti presenti nel database, attraverso una tecnologia che permette di conoscere i movimenti fisici dei singoli utenti, cosa fanno e quali sono i loro interessi, tracciando così un accurato e prezioso profilo di consumo.

Uno strumento di comunicazione che ha delle forti potenzialità, poiché oltre a essere uno strumento tattico che consente di ampliare la reach di utenti in target e raggiungere nuovi bacini di utenza dei brand, tatticamente permette di ottimizzare gli investimenti dei brand che possono così entrare in contatto direttamente con i prospect attraverso progetti di brand activation con la logica del “drive to store”.

Il nuovo prodotto adv Vee Hyper Mobile offre la possibilità di sviluppare campagne adv personalizzabili attraverso la scelta di inserire fino a cinque call to action nella creatività, per ingaggiare gli utenti in maniera mirata e ottenere così una reportistica con kpi’s meno tradizionali e più interessanti per i marketers, come gli utenti unici localizzati sul territorio, l’engagement rate e il numero degli utenti in prossimità degli store.

Da maggio 2016 già diversi e importanti brand appartenenti a categorie merceologiche strategiche (largo consumo, fashion, automotive, telco…) hanno realizzato campagne di successo grazie a Vee Hyper Mobile: Benetton, Eurospin, McDonald’s, Mercedes, Wind e Procter&Gamble, con i brand Dash, Head&Shoulder e Gillette.

Massimo Crotti, General Manager di Veesible (nella foto), ha commentato: “Questo nuovo prodotto, in partnership con Senxation, ci consente di estendere le nostre properties e valorizzare al meglio la nostra inventory mobile, confermando il nostro know-how sull’area mobile. Siamo estremamente orgogliosi di presentare in una maniera assolutamente innovativa, soluzioni su misura che possono essere configurate in base alle esigenze degli advertiser che potranno così dialogare con una più ampia panoramica di utenti profilati”.

articoli correlati

AZIENDE

DigiTouch inaugura DAPcenter, nuovo agency trading desk proprietario

- # # # # # #

Paolo Mardegan di DigiTouch

Con l’obiettivo di consolidare il proprio posizionamento sul mercato del digital marketing italiano come ad-tech group indipendente, il Gruppo DigiTouch ha realizzato internamente l’agency trading desk DAPcenter. Si tratta di una piattaforma che offre alle agenzie media la possibilità di gestire in modo strategico le pianificazioni di campagne advertising digitali su differenti canali e device, siano esse finalizzate a generare brand awareness o a portare risultati legati alle performance.
DAP sta per Data mining, Audience buying, Programmatic advertising. Queste tre keyword rappresentano le attività core svolte dal trading desk, ovvero: permettere un’approfondita analisi dei dati relativi all’audience online finalizzata all’individuazione della corretta target audience, consentire una selezione strategica dei canali e dei device su cui pianificare la pubblicità e favorire una gestione integrata, sinergica e ottimizzata delle pianificazioni advertising attraverso piattaforme automatizzate.
Grazie a un team di 4 risorse, con anni di esperienza nel digital marketing e una grande passione per le tecnologie applicate al mondo della comunicazione, DAPcenter è in grado di abilitare diverse attività di digital advertising, quali il programmatic display adv sia su premium market place che su open market, campagne di retargeting, mobile advertising, social advertising, adv con formati rich media e video, nonché pianificazioni in second screen.
«La realizzazione di un trading desk ci rende molto soddisfatti, in particolare perchè DAPcenter ci permette di rafforzare il nostro posizionamento come ad-tech group indipendente italiano; inoltre perchè sottolinea il nostro impegno nell’innovazione e nella dotazione di asset tecnologici proprietari; infine perché ci permette di portare benefici all’intera filiera poiché gli utenti ricevono messaggi pubblicitari in target, i brand raggiungono i loro obiettivi di comunicazione e le agenzie dispongono di uno strumento ottimale di gestione delle campagne», afferma Paolo Mardegan, CEO del Gruppo DigiTouch. «Crediamo che un approccio consumer centrico e basato sul binomio dati-tecnologia sia la chiave vincente per la realizzazione di campagne advertising realmente efficaci», conclude Mardegan.
DAPcenter sarà presente allo IAB Seminar Performance Marketing “The Best Is Yet To Come”, il prossimo
luglio in occasione, all’interno di un workshop dedicato, che si svolgerà in sala Green Hall dalle 16.00 alle 16.45 e nel quale interverranno i 4 componenti del team: Giacomo Landini, Head of Agency Trading Desk, Marco La Bella, Head of Agency Sales, Alessandro Lacchini, Operations & Programmatic Manager e Luca Pizio, Operations & Programmatic Manager.

articoli correlati

MEDIA

Outbrain acquisisce Revee e lancia Automatic Yeld per gli editori

- # # # # # #

Outbrain acquisisce Revee

Outbrain, la piattaforma di content recommendation, annuncia l’acquisizione di Revee, società di soluzioni tecnologiche che fornisce agli editori strumenti per tenere traccia, in tempo reale, del valore economico di un contenuto editoriale. Integrando la tecnologia di Revee, Outbrain lancia Outbrain Automatic Yield, una soluzione di raccomandazione contenuti che consente agli editori una migliore monetizzazione dell’audience grazie a un’analisi in tempo reale delle performance di ogni singolo contenuto.

Time Inc. è il primo media partner a implementare Outbrain Automatic Yield e inizierà a utilizzare la soluzione su Fortune ed Entertainment Weekly, due delle sue property principali negli Stati Uniti.

“L’aumento delle piattaforme social e la diffusione degli ad block, stanno mettendo a dura prova il core business degli editori”, ha dichiarato Yaron Galai, CEO di Outbrain. “Grazie a questa acquisizione, Outbrain potrà fornire alle aziende media la tecnologia e i dati di cui hanno bisogno per monitorare il valore di tutti i contenuti in tempo reale, massimizzare i flussi dei ricavi e far crescere la loro audience”.

Andy Blau, Senior Vice President e Group General Manager di Time Inc., ha aggiunto: “Siamo lieti di lavorare con un partner tecnologico come Outbrain perché ha compreso l’importanza della nostra relazione con i consumatori che avviene attraverso contenuti premium. Le ultime innovazioni di Outbrain concorrono ad aumentare il valore dei nostri asset editoriali. Generare ricavi attraverso la personalizzazione dei contenuti è un’operazione complessa ma Outbrain è in grado di fornirci strumenti semplici ed efficaci per farlo”.

Con Outbrain Automatic Yield, per la prima volta, gli editori possono misurare in tempo reale il valore dei ricavi generati dai loro contenuti. Integrando la tecnologia – in attesa di brevetto – di Revee nella propria piattaforma, Outbrain risolve uno dei problemi principali che gli editori digitali stanno affrontando sin dal principio: collegare la programmazione dei contenuti e la distribuzione dei ricavi usando un’unica soluzione tecnologica.

“Gli editori stanno affrontando serie difficoltà nel tentativo di continuare a far crescere il loro pubblico”, ha affermato Matt Crenshaw, Vice President Product Marketing di Outbrain. “Facebook, da Gennaio a Febbraio dello scorso anno, ha portato il 32% di traffico in meno verso gli editori, mentre Google e altri canali inbound stanno diventando sempre più competitivi. Gli editori si trovano quindi in un momento di sofferenza e hanno bisogno di trovare nuovi strumenti di controllo dei ricavi. Con Outbrain Automatic Yield abbiamo creato una soluzione semplice per gli editori affinchè acquisizione di traffico redditizio, personalizzazione dei contenuti e profittabilità possano lavorare insieme in tempo reale”.

Le società media erogano diversi tipi di campagne pubblicitarie con modalità di flight e parametri di targeting differenti: queste combinazioni possono provocare pesanti fluttuazioni del valore di una pagina o di un video, anche nell’arco di una sola giornata. Analizzando i risultati dei primi test, Outbrain ha rilevato che il valore di un singolo contenuto può fluttuare anche del 262% nel corso di poche ore. Isolando in tempo reale il valore di una pagina o di un video e indirizzando il contenuto verso utenti interessati, Outbrain fornisce agli editori un modo del tutto nuovo per generare ricavi che non esisteva in precedenza.

“Non è più possibile pensare di gestire la distribuzione di contenuti e la redditività degli editori in modo separato”, sostiene Galai. “Questa acquisizione è un preciso segnale del percorso di evoluzione intrapreso dalla nostra piattaforma che è in grado di rispondere alle esigenze dell’audience e, nello stesso tempo, di far fronte alla domanda sempre più impellente di profittabilità dei publisher, in tempo reale”.

Oltre agli Stati Uniti, Outbrain sta pianificando il roll-out della soluzione nel Regno Unito, in Israele, Francia, Italia e in altri importanti paesi già nelle prossime settimane. Al programma di lancio della versione beta statunitense partecipano altri partner tra cui Fox (Fox News e Fox Business) e Rodale.

articoli correlati

MEDIA

Weborama e Videology annunciano accordo

- # # # # #

weborama

La piattaforma di video adv Videology ha annunciato oggi una partnership con Weborama, “specialista” di dati online: obiettivo di questa partnership è quello di permettere ai clienti Videology in Spagna, Italia e Portogallo di accedere a informazioni più dettagliate sul pubblico dell’intero ecosistema digitale.

Secondo i termini dell’accordo, Videology avrà infatti accesso alla piattaforma di data management Weborama Audience Manager e potrà creare audience rilevanti per i propri advertiser sulla base delle ampie e approfondite informazioni generate da quest’ultimo. Ulteriori funzionalità della piattaforme di DMP, come la raccolta e generazione di audience a partire da dati forniti dagli advertiser e la capacità creare CClones (look-alike), permetteranno ai clienti Videology un targeting più mirato, accurato e su ampia scala.

“I dati sono realmente importanti, perché rappresentano il tessuto connettivo che sta dietro a tutto il mondo programmatic. Accedere a dati di audience affidabili come quelli di Weborama è una necessità assoluta per poter erogare campagne mirate in modo efficace”, spiega José Rodriguez Rizzo, Managing Director di Videology per il Sud Europa. “La collaborazione con Weborama è particolarmente significativa perché i loro strumenti di data management e le informazioni create usando analisi semantiche ed elaborazioni linguistiche sofisticate ed incentrate sui clienti sono apprezzate dagli advertiser e consentiranno a Videology di raggiungere audience specifiche migliorando così i risultati complessivi delle campagne”.

“Siamo felici di sviluppare questa partnership con Videology, su scala globale, per incrementare le informazioni sull’audience disponibili nel mondo digitale”, conclude A commento dell’annuncio, Abelardo Ibanez, Vice President International di Weborama. “Per Weborama è importante collaborare con una delle principali piattaforme mondiali di video advertising, permettendo così alle agenzie pubblicitarie di accedere ai dati più accurati disponibili in Europa e non solo”.

articoli correlati

NUMBER

Audiweb: settembre da 28,8 milioni di utenti italiani sul web, 21,6 milioni gli utenti unici al mese

- # # # # #

Audiweb distribuisce il nastro di pianificazione, Audiweb Database, con i dati dell’audience totale di internet (total digital audience) del mese di settembre 2015. Il nastro di pianificazione, distribuito alle software house e fruibile attraverso i tool di pianificazione, offre il dettaglio dei dati della navigazione quotidiana sui siti degli editori iscritti al servizio, organizzati per device, PC e Mobile (smartphone e tablet al netto delle sovrapposizioni).

I nuovi dati sull’audience totale di internet e sulla fruizione dell’online da desktop e da device mobili sono disponibili anche sulla piattaforma Audiweb View per la consultazione dei dati mensili su tutto il mercato online. La total digital audience nel mese di settembre è rappresentata da 28,8 milioni di utenti unici, il 52% degli italiani dai 2 anni in su, collegati complessivamente per 45 ore e 23 minuti per persona. Nel giorno medio sono stati 21,6 milioni gli utenti unici totali, online in media per 2 ore per persona.

L’audience di internet da dispositivi mobili (smartphone e tablet) è rappresentata da 20,7 milioni di utenti unici mensili, il 47% degli italiani tra i 18 e i 74 anni. Nel giorno medio risultano online da mobile 17,5 milioni di utenti collegati per 1 ora e 47 minuti per persona. La fruizione di internet da PC è rappresentata da 26,6 milioni di utenti nel mese, il 48,2% degli italiani dai 2 anni in su, e 12 milioni nel giorno medio online per 1 ora.

A settembre erano online nel giorno medio il 40,3% degli uomini (11 milioni di uomini dai 2 anni in su), il 37,7% delle donne (10,5 milioni) e oltre il 60% dei giovani tra i 18 e i 34 anni, rispettivamente il 63% dei 18-24enni (2,7 milioni) e il 64,2% dei 25-34enni (4,5 milioni). Erano online il 38,3% degli abitanti dell’area Nord Ovest (4,3 milioni), il 37,9% del Nord Est (2,8 milioni), il 33,4% del Centro (2,3 milioni) e il 31,6% dell’area Sud e Isole (5,6 milioni).

articoli correlati

AZIENDE

IntervYou, l’intervista interattiva debutta con Federica Pellegrini

- # # #

Nasce dall’intuizione del fotogiornalista e regista Gughi Fassino IntervYou, l’innovativa intervista interattiva che ha debuttato con Federica Pellegrini, in occasione dell’inizio dei Campionati Mondiali di Nuoto Kazan 2015.

Rispetto ai video tradizionali, di fronte ai quali l’utente resta passivo, IntervYou infatti garantisce la partecipazione attiva dell’audience e genera conversazioni personalizzate che permettono di ricostruire con precisione gusti e preferenze degli utenti. Nell’intervista interattiva con Federica Pellegrini, per esempio, ogni utente è trasportato in una dimensione personale e confidenziale con la campionessa, con la quale rimane in costante contatto visivo.

L’operazione è stata ideata e realizzata dall’omonima società, IntervYou srl, che produce e veicola contenuti premium per il web. L’intervista interattiva a Federica Pellegrini è disponibile su Gazzetta.it a partire da oggi. IntervYou si propone come lo strumento ideale per i brand che intendono instaurare un rapporto più diretto con i propri utenti ed è declinabile rispetto a tutti i segmenti della comunicazione: dal brand entertainment, all’eCommerce, dal corporate training alla comunicazione turistica o a quella politica.

La piattaforma è sviluppata in HTML5 per utenti desktop e su app per utenti mobile. Il team di IntervYou segue l’intero processo di produzione, dall’analisi delle esigenze di comunicazione del brand alla post-produzione del video interattivo.

articoli correlati

MEDIA

Continua la crescita di laeffe, che lancia il nuovo palinsesto a partire da agosto

- # # # # # #

laeffe annuncia il palinsesto per la prossima stagione dei suoi programmi televisivi, incentrati soprattutto su cultura, informazione e intrattenimento, una linea d’azione celebrata dagli ottimi risultati che la tv di Feltrinelli sta registrando. Infatti laeffe continua a crescere in ascolti registrando a fine giugno una AMR di 31.000 spettatori, pari a uno share dello 0,30% (audience total day 07-26), ma anche in notorietà di brand, confermandosi uno dei canali del digitale terrestre dal miglior trend positivo.

Un successo che si nutre della qualità del palinsesto che a partire da agosto rinnova la sua offerta senza rinunciare agli appuntamenti che hanno fatto di laeffe uno dei soggetti televisivi generalisti più originali: serie TV internazionali capaci di appassionare un target trasversale; film di qualità di ieri e di oggi provenienti dai più importanti Festival; l’escursione nella cultura contemporanea col progetto EFFE COME FESTIVAL e gli esclusivi viaggi nelle culture del mondo firmati RED – Read Eat Dream.

Nello specifico, la cultura è in primo piano dal 1° agosto: per celebrare i 60 anni di Feltrinelli, parte il progetto EFFE COME FESTIVAL, un viaggio nella migliore produzione culturale italiana, dove 10 tra i Festival più importanti del nostro Paese sono raccontati in 10 speciali tv e 20 eventi live streaming su laeffe.tv, dalle piazze e dai palchi più importanti del nostro Paese, da una coppia inedita e competente, lo scrittore Alessandro Mari e la giornalista Marta Perego.

Per il collaudato ciclo GialloSvezia, ritorna a grande richiesta Millennium, dalla trilogia thriller di Stieg Larsson e, in autunno arriva l’ultima e inedita stagione de L’ispettore Wallander con Kenneth Branagh; sempre in autunno, grande attesa per la versione BBC de L’amante di Lady Chatterley in prima tv assoluta, mentre a settembre torna Grandi speranze, adattamento del romanzo di Charles Dickens.

Si rafforza il ciclo laeffeFilmFestival, che propone sia in prima che in seconda serata ben 60 film d’autore in 3 mesi, tra luglio e settembre, da Il dottor Stranamore a Orwell 1984, da Le invasioni barbariche a Molto rumore per nulla, da Melancholia a Closer. Tra questi, tutti i lunedì di agosto vedono protagonisti film documentari dedicati ai grandi artisti di ieri e di oggi: Charlie Chaplin, Picasso, Ralph Steadman raccontato da Johnny Deep, Violeta Parra, con le prime tv in chiaro di Per nessuna buona ragione e Chaplin.

Dopo aver toccato a giugno i suoi picchi di share, sia nel Prime Time che nel Daytime – dove Jamie Oliver e le sue ricette hanno superato lo 0,7% – proseguono senza sosta i grandi viaggi targati RED – Read Eat Dream con serie e stagioni in prima tv assoluta: attualmente in corso sono i nuovi episodi de Il re dello street Food, Dolce Vita con David Rocco, Anthony Bourdain: Cucine segrete; da agosto partono Raw Travel – Viaggi Nudi e crudi, Regni Perduti e l’11a stagione di Grand Designs; a settembre è la volta de Il cercatore dei venti, L’archeologo vagabondo, Chef Sara in Asia e, successivamente, Made in Italy con Silvia Colloca.

Una programmazione che risponde giorno dopo giorno alla relazione diretta che laeffe mantiene sin dalla sua nascita con il proprio pubblico, come confermano, oltre ai dati d’ascolto, anche quelli social: secondo canale per page engagement su Facebook in Italia tra i nativi digitali con 220 mila fan, oltre 35.000 followers su Twitter e una fruizione mobile via APP oltre le 100.000 session streaming/mese.

articoli correlati

AZIENDE

Dai Big Data all’ottimizzazione delle prestazioni social: Augure acquisisce Wisemetrics

- # # # # # #

È di oggi l’annuncio, da parte di Augure, dell’acquisizione di Wisemetrics, start-up francese ideatrice di Wiselytics, noto strumento di social analytics utilizzato da oltre il 63% dei 100 brand più importanti a livello mondiale. Grazie a questa acquisizione, Augure consoliderà la propria esperienza in ambito Big Data e offrirà ai professionisti della comunicazione e del marketing degli strumenti che consentiranno loro di prevedere con precisione, e nel caso di ottimizzare, le prestazioni dei loro contenuti sui social network.

 

Wisemetrics analizza e anticipa il comportamento dell’audience
Wisemetrics è stata fondata nel mese di luglio del 2012 a Neuilly-sur-Seine (Francia) da Stéphane Allard (prima in IBM), Benjamin Gelis, Benjamin Lan Sun Luk e Benjamin Rey (ex ingegnere in Yahoo Labs, California), con l’obiettivo di permettere ai brand di migliorare le loro performance sui social network grazie a un’analisi attenta dei dati scientifici a disposizione.
In brevissimo tempo, il giovane e ambizioso team di Wisemetrics ha lanciato Wiselytics, uno strumento gratuito di analisi di Facebook che è rapidamente diventato un successo su scala mondiale. La soluzione è infatti utilizzata in ben 127 paesi del mondo da migliaia di brand, compresi Microsoft, BMW, McDonald’s e Starbucks.
Analizzando i dati ricavati dalle interazioni quotidiane tra i brand e i loro fan o follower, la società ha sviluppato una serie di algoritmi che permettono di prevedere sia il comportamento dell’audience sui social network, sia la migliore strategia di engagement. I brand che desiderano postare contenuti sui social network possono, ad esempio, conoscere qual è il canale migliore da presidiare, qual è la migliore formula per combinare testi e immagini, qual è l’orario più indicato per postare o il numero ideale di ripetizioni di un messaggio. Quest’affinata metodologia di ricerca è valsa a Wisemetrics un importante riconoscimento da parte dal Ministero per la Ricerca francese nel 2013. L’anno successivo, Wisemetrics è stata inoltre la prima start up europea a partecipare a Media Camp, il programma di formazione organizzato da WarnerBros in California.

 

Augure & Wisemetrics: ottimizzare la visibilità del messaggio e la sua performance
I consumatori sono bombardati costantemente da una grande quantità di informazioni e contenuti. Per questo motivo, ogni giorno i professionisti della comunicazione e del marketing devono affrontare una sfida sempre più complessa: catturare l’attenzione dell’audience e offrire ai propri messaggi una visibilità maggiore. Grazie al connubio tra la tecnologia proprietaria di Wisemetrics e al software di Influencer Engagement di Augure, quest’ultima potrà offrire ai suoi clienti una suite completa di strumenti in grado di ottimizzare la reach dei contenuti trasmessi sui social network e, in più, rafforzarne la presenza e l’impatto. I 5 membri del team Wisemetrics si sono già trasferiti presso gli uffici di Augure a Parigi dove hanno raggiunto i colleghi della divisione Ricerca & Sviluppo di Augure: insieme affronteranno le nuove sfide del mercato.

“Siamo felici di dare il benvenuto al team Wisemetrics” ha affermato Michael Jaïs, CEO e fondatore di Augure. “L’esperienza e la tecnologia da loro sviluppata ci permetteranno di dare un senso ulteriore ai milioni di dati che ogni giorno raccogliamo sulle interazioni tra influencer, brand e pubblico. Per i nostri clienti ciò significherà poter compiere un grande passo in avanti: saranno maggiormente in grado di proporre il contenuto giusto alle persone giuste nel momento più opportuno”.
“Abbiamo ricevuto proposte da aziende differenti, alcune anche negli Stati Uniti, ma Augure, grazie al suo progetto, ci ha convinti di più. Tra noi e Augure si è creata fin da subito un’ottima sinergia. Crediamo che i nostri strumenti potranno offrire rapidamente del valore aggiunto alle migliaia di professionisti della comunicazione e del marketing attualmente clienti di Augure. Siamo molto entusiasti di far parte di questo ambizioso progetto di sviluppo che coinvolgerà sia l’Europa, sia i paesi oltre oceano” ha dichiarato Stéphane Allard, CEO di Wisemetrics.

articoli correlati

MEDIA

L’offerta di Outbrain si arricchisce con Native In-Feed

- # # # # # # #

Outbrain, la piattaforma di content discovery più grande al mondo, annuncia oggi il lancio di Native In-Feed, un prodotto che consente per la prima volta agli editori di usare la piattaforma di Outbrain per distribuire annunci native in-stream. I partner di Outbrain possono vendere le proprie campagne e utilizzare l’interfaccia utente e gli strumenti di Outbrain per distribuire in modo trasparente queste campagne al proprio pubblico.

“Outbrain rappresenta per gli editori un partner sempre più integrato che aiuta a massimizzare la reach e l’impatto della mole di contenuti distribuiti, compreso il native adv”, ha detto Matt Crenshaw, VP Product Marketing di Outbrain. “Gli editori sono sopraffatti dalla quantità di terze parti che offrono la possibilità di servire annunci nativi. Da oggi è possibile usare Native In-Feed per semplificare le operazioni affidandosi a un unico partner di fiducia. Questa nuova soluzione, che apre ulteriormente la nostra piattaforma e consente agli editori di servire i propri annunci nativi attraverso Outbrain, è un altro segno di come siamo sempre più profondamente radicati all’interno delle organizzazioni dei nostri partner”.

Native In-Feed rappresenta l’ultima novità in termini di offerta di Outbrain che si sta trasformando in una piattaforma poliedrica che garantisce ai brand e agli editori l’ottimizzazione della propria programmazione di contenuti sul web. Il nuovo strumento sfrutta l’insuperabile e crescente quantità di dati di Outbrain sul comportamento degli utenti online, che includono più di mezzo miliardo di visitatori unici in tutto il mondo.

Native In-Feed costituisce un’integrazione della tecnologia esistente di Outbrain e consente agli editori di distribuire facilmente campagne pubblicitarie native, contando sulla rete premium di Outbrain per sfruttare gli spazi invenduti. La soluzione funziona con tutti i tipi di contenuto che vengono distribuiti con fluidità all’audience su mobile, tablet e desktop.

articoli correlati

BRAND STRATEGY

Spotify for Brands lancia la targettizzazione per playlist

- # # # #

Spotify for Brands – la piattaforma che rivela insight sull’audience per connettere i brand con la generazione dello streaming – lancia Playlist Targeting, una soluzione dedicata alle aziende che permette ai brand di sfruttare i dati di proprietà di Spotify per meglio raggiungere il target di proprio interesse.

Quando gli utenti iniziano ad ascoltare una tra le milioni di playlist presenti su Spotify, spesso segnalano in che attività sono impegnati – come l’allenamento – o che stato d’animo provano o cercano – ad esempio il relax. A partire dal primo maggio, le aziende potranno selezionare segmenti di audience specifici ed esclusivi basati sugli streaming di oltre un milione e mezzo di playlist Spotify, dagli appassionati dell’esercizio fisico ai pendolari, fino a millenials, genitori e molto altro. Tutte le campagne targettizzate offrono uno share of voice del 100% e sono rivolte a un pubblico con un grado di coinvolgimento elevato e attivo su tutti i dispositivi – 148 minuti di presenza sulla piattaforma per utente al giorno. (Fonte: dati interni Spotify).

“La musica è parte integrante della vita di tutti i giorni”, dichiara Jeff Levick, Chief Revenue Officer di Spotify. “Le nostre soluzioni di targeting basate su ricchi insight comportamentali uniti alla nostra anima internazionale con la presenza in 58 paesi offrono ai brand modalità di raggiungere i consumatori di streaming senza precedenti”.

Playlist Targeting rientra nella ventaglio di opportunità di Spotify Audience Targeting, che permette ai brand di creare campagne su un target preciso su piattaforme mobile e desktop, massimizzando la loro portata e, allo stesso tempo, aumentando la rilevanza. I brand possono ora selezionare segmenti di audience specifici in base a chi sono gli utenti (età e sesso, provenienza, lingua), cosa stanno ascoltando (playlist, genere) e quando e in che modo stanno ascoltando musica (momento della giornata e piattaforma/dispositivo). Le aziende possono far leva sul retargeting cross-platform e sulla messaggistica sequenziale per continuare la conversazione con gli ascoltatori in touch Pont multipli. Spotify Audience Targeting punta su dati di età e genere registrati, dati di localizzazione e comportamento, stati d’animo e di bisogno, trend sui gusti musicali e molto altro.

Il miglioramento delle funzioni di targeting è l’ultimo aggiornamento del sempre più ampio ventaglio di soluzioni di Spotify per i brand, composto da formati audio, video e display disegnati per campagne personalizzate ad alto impatto. Il fatturato di Spotify relativo ai ricavi pubblicitari è incrementato del 53% rispetto all’anno precedente e del 380% per quanto riguarda i ricavi pubblicitari da mobile, sempre rispetto allo scorso anno. (Fonte: dati interni Spotify, Q1 2015 vs. Q1 2014).

articoli correlati

MEDIA

L’industria dei contenuti: Video on Demand vs Televisione

- # # # # # #

Il sorpasso da tempo pronosticato è avvenuto: i dati diffusi da Nielsen relativi all’utilizzo delle diverse piattaforme per la visione dei contenuti televisivi hanno sancito che il tempo di fruizione attraverso i servizi di Video on Demand (VoD) è superiore in confronto al tempo che si trascorre di fronte alla televisione. Il Video on Demand è in crescita non soltanto sui personal computer, ma anche sui dispositivi mobili e in particolare sullo smartphone: rispetto allo scorso anno, infatti, circa il 20% delle persone si intrattiene due ore in più per guardare video.

Tutto ciò non fa che confermare il crescente interesse verso il VoD e più in generale i servizi streaming – Infinity TV e Sky i principali player italiani – tanto che il traffico in questosettore è destinato a raddoppiare entro il 2018, stando almeno alle previsioni degli addetti ai lavori.

Questi numeri in aumento hanno portato benefici anche al video advertising online, un mercato che è stato capace di far segnare un +45% in confronto all’anno precedente e che adesso vale oltre 1 miliardo di euro. Anche dal punto di vista degli investimenti pubblicitari, dunque, il VoD fa concorrenza diretta alla televisione, intercettando il budget un tempo destinato al mercato televisivo e segnando un incremento dei profitti dal servizio On Demand e aumentando di netto l’interazione con i consumatori.

Il VoD, dunque, si sta affermando come un mezzo sia per intrattenere sia per informare il pubblico, raggiungendo un’audience sempre più ampia alla quale proporre contenuti creativi che hanno uno stile televisivo e sono prodotti in maniera professionale attraverso i canali digitali.

Nella relazione annuale sull’attività svolta e sui programmi di lavoro Agcom 2014 si legge: “Nel complesso, i video si confermano come la tipologia di traffico che occupa le reti in misura preponderante (circa il 70% del totale), seguiti, a oggi, dal traffico da filesharing (18%). I principali paesi europei presentano previsioni di crescita maggiori nel traffico concernente i contenuti video, il cui aumento è quantificato nella misura del 31% nel prossimo quinquennio, contro il 29% stimato a livello mondiale”.

Esistono, però, ancora dei limiti di tipo strutturale, ovvero la scarsa penetrazione della banda ultra larga. Per questo produttori e autori di serie tv, film e documentari sul web stanno chiedendo al governo un piano relativo al video su broadband. L’industria dei contenuti è inevitabilmente collegata alla velocità della rete ed alla sua penetrazione e a testimonianza di quanto sia stretta questa correlazione c’è la classifica dei Paesi che riguarda proprio velocità e penetrazione della rete: nelle prime posizioni troviamo Paesi che vantano anche un’industria dei contenuti piuttosto sviluppata per quanto concerne ricavi, capitalizzazione e occupazione.

Quando si parla di diffusione e velocità della rete per l’Italia c’è ancora molto da fare: il Bel Paese infatti occupa le ultime posizioni, tanto che risulta quart’ultimo in Europa per la velocità di download e addirittura penultimo nella velocità di upload. Restando in fondo alla classifica dell’agenda digitale in Europa – è il pensiero, condivisibile, di produttori e autori – inevitabilmente occuperà gli ultimi posti anche nello sviluppo dell’industria creativa.

La svolta potrebbe però arrivare con Netflix: l’azienda di streaming video statunitense si appresta a sbarcare in Italia e il suo avvento potrebbe avere l’effetto di uno tsunami sull’industria dei contenuti televisivi italiani. Negli Usa Netflix è stata in grado di stravolgere le regole del mercato sino a diventare il fornitore di riferimento di servizi a pagamento e occupare il 30% del traffico in downstream. Il suo arrivo nel nostro Paese – c’è chi afferma che potrebbe avvenire nel 2016 – imporrà una forte trasformazione alle industrie nazionali, ma vista la situazione attuale è difficile fare ipotesi su come reagirà l’Italia.

 

R.M.

articoli correlati