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Assocom e Pr Hub: nel 2016 si cambia!

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Andrea Cornelli PR Hub Assocom

Bilancio di un anno soddisfacente e un altro cambio di passo per 2016. Queste le linee guida dell’assemblea annuale di Assocom, tenutasi oggi a Milano. Guardando ai dodici mesi appena trascorsi, Assocom ha registrato una pluralità di  attività che l’anno vista impegnata con lusinghieri risultati, dalla partecipazione alle Audi e a Pubblicità Progresso, ai progetti sulla realizzazione di nuovi standard di rilevazione dei video in collaborazione con UPA e i principali player tecnologici della filiera. Senza dimenticare il successo della seconda edizione di IF! Italians Festival, dell’ormai tradizionale incontro Comunicare Domani e l’impegno congiunto con Nielsen e UPA per ottenere una più ampia visione dei compositi investimenti del settore digitale

E proprio il Festival della Creatività dà dimostrazione dell’approccio che l’Associazione vuole adottare in futro: ideare progetti che servano al mercato e agli associati e trovare le risorse per realizzarli, senza chiedere quote associative più alte. Un cambiamento che passa anche attraverso l’attenta revisione dei costi effettuata negli ultimi anni e l’apertura a nuove significative realtà del mondo della comunicazione che ha visto nella fondazione della piattaforma PR HUB la sua espressione più significativa.
“Partecipazione e confronto. Formazione.  Ispirazione. Informazione. Visibilità per gli associati: queste sono le parole chiave per il prossimo anno”, dichiara il Vice Presidente Emanuele Nenna. “Lanceremo proposte, creeremo eventi, faremo cultura della comunicazione. E dove potremo essere prescrittivi, come sulle gare, saremo propositivi. Assocom deve essere l’organizzazione guida con il buon esempio, che studia e propone modelli, che stimola l’innovazione, che promuove la qualità della comunicazione. Che fornisce dati e trend. Nel 2016 la promessa del presidente e del direttivo è che ASSOCOM sia sempre di più ciò che gli associati si aspettano che sia”.
Una prospettiva nella quale avrà un ruolo fondamentale PR Hub, la piattaforma di Open Knowledge e Intelligenza Collaborativa nata a maggio in seno ad Assocom e diventata in pochi mesi punto di riferimento per le Relazioni Pubbliche in Italia.

PR Hub, nel 2016, presenterà un Nuovo Manifesto, che “non racconta cosa vorremmo essere, ma ci impegna ad essere quello che siamo: professionisti delle Relazioni Pubbliche, strateghi della comunicazione al fianco di managers, imprenditori e professionisti delle istituzioni”, spiega Andrea Cornelli, CEO Ketchum PR nella foto). “
Realizzare progetti ambiziosi con la forza e la determinazione di un gruppo di Agenzie competitor sul mercato, ma alleate per il raggiungimento di obiettivi utili a tutta la categoria è ciò di cui il nostro settore sentiva il bisogno. E la logica conseguenza di questo nuovo approccio associativo è il nascere di rapporti di stima e di fiducia tra diverse agenzie, che portano poi alla naturale condivisione di conoscenza, di sapere, di esperienza. Nessuno nel 2015 può più pensare di crescere e prosperare senza condivisione: PR Hub contribuisce alla crescita di tutto il nostro mercato, di tutte le nostre agenzie”..
Fra i progetti imminenti di PR Hub, che oggi è rappresentata anche nel Consiglio Direttivo di Assocom, vi è il varo del nuovo sito, previsto tra pochi giorni: un punto di snodo tra la piattaforma PR Hub di condivisione interna, il sito di Assocom e tutti i canali social attivati. In dirittura d’arrivo anche il progetto formazione in partnership con il Politecnico di Milano, per il Master Snid (Social Network Influence Design).

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Sassoli: Investimenti comunicazione a +2% nell’anno. Progetto Auditel in Borsa nel 2016

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sassoli upa

Auditel quotato in Borsa: questa la proposta più impattante emersa dall’incontro con la stampa del Presidente UPA, Lorenzo Sassoli de Bianchi. “È un passo ulteriore lungo il percorso si trasparenza che abbiamo indicato e già iniziato con l’ultima “riforma” dell’Auditel, che ha visto l’ingresso di Sky e Discovery tra i soci, oltre a un rafforzamento del peso degli investitori all’interno del Consiglio di Amministrazione”, ha spiegato Sassoli. “La nostra proposta, che “sveliamo” solo oggi all’assemblea UPA, va ovviamente discussa con gli altri associati, ma idealmente vede lo sbarco in Borsa nel 2016, con regole sulla governance e tetti alla proprietà dei singoli azionisti a tutela dell’imparzialità. Sarebbe il primo istituto del genere al mondo a diventare una public company, mentre la quotazione non solo sarebbe garanzia di indipendenza, ma ne rafforzerebbe la capitalizzazione, liberando risorse per allargare le aree di business e magari proporsi sul mercato internazionale”.

Sempre a proposito di trasparenza, Sassoli la invoca anche su altri due temi da tempo sul tavolo di discussione: i diritti di negoziazione (“come Upa siamo favorevoli a un ristorno totale a fronte di un’equa retribuzione del centro media”) e il programmatic buying (“le aziende chiedono di avere visibilità sulle analitiche e sulla tipologia di dati di profilazione; tante che le più grandi si stanno già dotando di proprie piattaforme di data management”).
Quanto allo scenario macroeconomico, dopo un accenno all’attualità del braccio di ferro con la Grecia (“il nome stesso della moneta unica è greco”, ha ricordato il Presidente) e aver espresso personale ottimismo sull’esito finale dello stesso, Sassoli ha sottolineato l’atteggiamento tra l’incertezza e il timore dei mercati, che frena la modesta ripresa in atto negli investimenti in comunicazione. “Il nostro survey tra gli associati”, ha affermato Sassoli, “conferma il +1/+2% (già anticipato) a fine anno, ma senza queste perturbazioni sono certo che l’andamento sarebbe ben più positivo”, sottolineando che il nostro è un mercato “asfittico”, sia per numero di aziende investitrici (12.000 contro le 15.000 francesi e le 20.000 tedesche), sia per dimensioni dell’investimemento.
“Con un PIL di poco superiore al nostro”, ha evidenziato, “in Francia si investe quasi due volte l’Italia, mentre con un PIL grosso modo doppio, la Germania conta il triplo del nostro spending”.
Guardando ai mezzi, Sassoli segnala che da troppo tempo manca una una rilevazione condivisa degli ascolti radio. “La nostra posizione è chiara: vogliamo una rilevazione passiva”. Gli strumenti e le tecnologie sono disponibile: se i broadcaster raggiungessere un accordo, si potrebbe partire domani”.

Quanto infine all’atteggiamento delle istituzioni, il Presidente UPA ha manifestato apprezzamento per la deduzione dalle tasse del 65% di quanto investito dalle aziende in attività culturali “ilmaggiore incentivo in tutta Europa” e ha annunciato che a ottobre sarà online la piattaforma UPAperlaCultura.org, un punto di incontro tra operatori culturali e aziende, che dovrebbe favorire lo sfruttamento dell’opportunita a vantaggio di entrambi i player, nell’ottica di un rapporto più strategico e meno episodico.

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L’Assemblea di AssoCom approva la riforma dello Statuto dell’Associazione

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L’Assemblea ordinaria e straordinaria di AssoCom (nella foto il presidente Marco Testa), tenutasi oggi a Milano, ha approvato la riforma dello Statuto dell’Associazione.
Le modifiche introdotte nascono dall’esigenza di ampliare la partecipazione consentendo a tutti gli associati, comprese le grandi sigle, di essere adeguatamente rappresentati per il peso specifico che hanno sul mercato.
Il nuovo meccanismo attribuisce diritto di rappresentanza e di voto alle strutture in proporzione alla loro dimensione, con la possibilità di avere da 1 a 3 persone presenti in assemblea.
È stato inoltre approvato un nuovo sistema delle deleghe in assemblea: ciascun membro avrà infatti la possibilità di ricevere una sola delega da altri associati, invece delle quattro previste dal vecchio Statuto. Anche questa modifica ha l’obiettivo di promuovere una sempre più ampia partecipazione delle agenzie alla vita associativa.
Il modello è stato studiato nei mesi scorsi da un’apposita commissione, composta da Giorgio Bonifazi Razzanti (Pan Comunicazione), Alessandra Montresor (Publicis), Emanuele Nenna (The Big Now), Isabelle Harvie-Watt (HavasMediaGroup), Daniele Tranchini (Leo Burnett) e Stefano Del Frate, Direttore Generale AssoCom.
“Si tratta di una tappa importante nel percorso di cambiamento dell’Associazione”, spiegano fonri interne, ” iniziato da tempo e finalizzato a rendere AssoCom sempre più rappresentativa dell’intero mercato della comunicazione. Un mercato che ha oggi due facce, quella delle tante piccole e medie realtà imprenditoriali, parte vitale del sistema, e quella dei grandi gruppi multinazionaliW.

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Assemblea UPA. Sassoli: “finalmente superate le colonne d’Ercole della rassegnazione”

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Si è tenuta oggi a Milano, presso il Teatro Strehler, l’Assemblea annuale dell’UPA (Utenti Pubblicità Associati) – l’associazione delle imprese che investono in pubblicità.
Il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi nella sua relazione ha formulato le previsioni per il mercato pubblicitario.
“Gli investimenti pubblicitari hanno superato le colonne d’Ercole della rassegnazione, nel 2014 chiuderemo in pareggio. Si aprono nuovi orizzonti in cui le marche si lanciano in cerca di una brezza favorevole allontanandosi dalla bonaccia. Dopo sei anni di catastrofi combinate e segni meno possiamo dire che l’emorragia si è arrestata. E’ un primo segno contrastante, confortato però dalla fiducia dei consumatori che è ai massimi dal 2010”.
“Tra coloro che hanno energia per sfidare il futuro il mio auspicio”, ha proseguito Sassoli, “è quello di annoverare le grandi marche multinazionali. Ma ovviamente questa è una sfida che lanciamo anche alla piccola e media impresa”.
Un balzo in avanti, il Presidente dell’UPA, ha prospettato anche per le ricerche sulle audience, e in particolare per Auditel, il cui panel famiglie si allargherà dalle attuali 5.600 famiglie a 15.600, mentre è già partita la misurazione sperimentale dei contenuti televisivi sui pc e sui device mobili (smartphone e tablet). All’evoluzione delle ricerche sulle audience, che riguarderà anche Audipress, Audiweb e Audioutdoor, si affianca inoltre anche l’innovativa single source di Eurisko che misura insieme l’esposizione alla comunicazione e i comportamenti di consumo, sempre più un riferimento per le analisi strategiche da parte delle aziende associate UPA.
Nella relazione d’apertura dell’Assemblea UPA non poteva mancare un riferimento diretto alla battaglia condotta negli ultimi tre anni per la riforma della RAI, “perché resti pubblica e governata da una Fondazione che sia espressione di chi paga il canone”. Così come è stata ribadita l’assoluta rilevanza economica della proposta UPA per un tax credit sul valore incrementale degli investimenti pubblicitari, in modo da favorire una delle leve più incidenti per la ripartenza dei consumi; altrettanto importante in tal senso potrebbe essere la defiscalizzazione degli investimenti sulle piattaforme di e-commerce.
Sassoli ha rimarcato, inoltre, il concetto per cui “il nostro Paese senza la banda larga muore”. Le aziende telco associate a UPA hanno puntato sulla copertura broadband del nostro territorio nelle campagne pubblicitarie, e a queste seguiranno significativi investimenti. Ma sul piano governativo siamo ancora indietro, e gli effetti si percepiscono quotidianamente: nella classifica della velocità di connessione siamo all’89° posto su 193 paesi, in Europa siamo gli ultimi; il Madagascar al 55°, l’Uruguay al 36°.
Un riferimento importante il Presidente Sassoli ha formulato presentando Marco Testa, Presidente di AssoCom, come relatore all’Assemblea dell’UPA, “il Presidente Testa sta svolgendo un significativo lavoro di ricompattamento dell’associazione e secondo noi questa è la strada giusta”. Nel suo intervento sulle peculiarità del lavoro creativo Marco Testa ha sostenuto che: “la creatività è una continua ricerca, ma non è così distante, perché la creatività è tutta intorno a noi. Basta saper guardare.”
Per sottolineare la sentita necessità di dare una speranza e un futuro ai giovani all’Assemblea dell’Upa è intervenuta anche una giovane studentessa del Master UPA in comunicazione d’impresa, in rappresentanza del corso di quest’anno, che ha presentato efficacemente alla attenta platea una delle idee di comunicazione elaborate dai diversi team di lavoro del Master.
La relazione del professor Bini Smaghi si è incentrata su come far ripartire i consumi nel nostro paese, sulla opportunità di agganciare la ripresa dei consumi alla creazione di posti di lavoro, e sulla necessità di realizzare questo obiettivo diventando competitivi. “E per diventare competitivi”, ha sottolineato Bini Smaghi, “dobbiamo fare le riforme, quelle ormai note a tutti (dalla “lettera della BCE”, alle raccomandazioni della Commissione europea, al Piano nazionale delle riforme), che oggi dobbiamo rapidamente attuare”.
Vittorio Meloni, direttore relazioni esterne di Intesa Sanpaolo, ha chiuso i lavori dell’Assemblea UPA con una relazione in cui sono stati messi in evidenza i punti di forza del sistema economico italiano, in particolare l’industria manifatturiera e l’export, due fattori che hanno consentito al nostro paese di resistere all’onda d’urto di questa lunga crisi. Un paese, il nostro, che può contare oltre che sull’eccellenza della sua struttura imprenditoriale, vero asset della nostra economia, sulla grande forza patrimoniale delle famiglie, sulla straordinaria qualità delle risorse professionali e sul vastissimo capitale artistico e culturale, che rappresenta la nostra grande riserva di opportunità di crescita e di sviluppo.
La scenografia e la regia dell’evento sono state a cura del Piccolo Teatro. La relazione di Sassoli è stata accompagnata dal vivo dalle musiche di Luca Saporiti (in arte Lagash, bassista dei Marlene Kuntz) e da una performance video dei Masbedo, oggi i più importanti video artisti italiani, che in diretta sul palco hanno prodotto le splendide immagini che hanno connotato tutti i passaggi della relazione. E ciò come esempio concreto di innovazione della comunicazione e dei suoi linguaggi: dalle vecchie slide alla videoarte. Una comunicazione che, già nel titolo dell’Assemblea, viene sfidata a diventare veloce, precisa, molteplice, visibile e soprattutto senza pause.

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Sassoli de Bianchi (UPA): chiusura anno in pareggio. Ripensare la Rai. Urge banda larga.

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In attesa dell’assemblea UPA (Utenti Pubblicità Associati) che si sta svolgendo in questo momento al Teatro Strehler di Milano, il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi ha approfittato stamani di un incontro con la stampa per porre in primo piano alcuni dei temi di attualità.

Rimandando a un prossimo post il report sull’assemblea, si evidenziano qui gli spunti di riflessione proposti da Sassoli di Bianchi, che ha ricordato sin dall’inizio come “l’innovazione rappresenti la via d’uscita dai problemi del Paese. Occorre rompere il passo abituale per cercare strade nuove. Serve un pensiero laterale”.

Esprimendo un ottimismo controllato ma non di facciata, il Presidente UPA ha sottolineato come il tasso di fiducia tra gli italiani sia agli stessi livelli del 2010 (“l’ultimo anno in cui il media spending è cresciuto”) e vede la chiusura del mercato pubblicitario nel 2014 in pareggio, dopo un primo semestre che segna -2%. “Personalmente mi impegnerò a far si che il pareggio diventi un +1%, un piccolo ma importante segnale che il mercato ha invertito il suo andamento, tant’è che ci attendiamo un +2% l’anno prossimo e un +3% nel 2016”.

Sassoli è poi tornato su altri temi già ripetutamente toccati in passato, ma sui quali “oggi si riscontra una maggior sensibilità governativa”. A partire dalla defiscalizzazione degli investimenti sulle piattaforme di e-Commerce, “già inserita del DL sulla Pubblica Amministrazione ed eliminato solo in quanto non coerente con le finalità del Decreto stesso”, mentre ancora latitano risposte concrete alla richiesta di un Tax Credit per gli investimenti incrementali in comunicazione. Ascolto hanno trovato anche le proposte UPA sulla RAI, “che deve essere affidata a manager e a una Fondazione che rappresenti efficacemente gli interessi di chi paga il canone tramite un Consiglio di Indirizzo”, con abolizione della Commissione di Vigilanza, una rete senza pubblicità e il ritorno del servizio pubblico a “una funzione educativa” focalizzata sugli skill di base, quale la conoscenza dell’inglese e l’educazione alla tecnologia delle fasce di età più elevate. Quanto alla banda larga “che ci vede all’89° posto nel mondo per velocità di trasferimento dati, “le aziende di Tlc nostre associate sono impegnate sin d’ora su tale fronte, ma il Governo non sembra ritenerla una priorita, nei fatti”.

Più legati al comparto della comunicazione i temi delle Audi, dove il “buco” di Audiradio “penalizza un media importante come la radio”, mentre Auditel “dovrebbe dare una maggior rappresentanza alle aziende spender (che oggi esprimono 12 consiglieri  su 22), anche a vantaggio dei broadcaster stessi, che così si scrollerebbero di dosso l’annosa accusa di conflitto di interesse”. “Le ricerche sono fondamentali per noi investitori”, ha aggiunto Sassoli, “e in Italia abbiamo uno strumento unico al mondo nel suo genere, Eurisko Media Monitor, che mette in relazione la comunicazione i consumi”.

Netta la posizione su centri media e RTB:  “il Real Time Bidding li trasforma in broker. Cosa a cui noi siamo decisamente contrari, anche se l’evoluzione tecnologica e del mercato spinge in tale direzione”. Sassoli rivendica anche la “battaglia” sui diritti di negoziazione: un elemento di chiarezza e trasparenza, fermo restando il principio che i CM debbano essere remunerati adeguatamente.

Non è mancato infine un cenno al rapporto con AssoCom: “un interlocutore importante, di cui auspico un ricompattamento e con cui collaboriamo con soddisfazione, come dimostra anche la nostra proposta di organizzare congiuntamente un MasterClass per rafforzare professionalità e ruolo di Account e Planner, due figure indispensabili nello sviluppo di una proficua relazione di business tra azienda e agenzia”.

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L’Assemblea Assorel si rinnova: eletto il nuovo presidente e il nuovo consiglio direttivo

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Nuovo presidente e nuovi soci per l’Assemblea Assorel, Associazione delle agenzie di Relazioni Pubbliche, aderente a Confindustria Intellect, che, riunita oggi a Milano con la totale partecipazione dei Soci, ha dibattuto i programmi di lavoro del prossimo biennio ed eletto il nuovo Presidente e Consiglio Direttivo, che resteranno in carica fino a marzo 2016.
Andrea Cornelli di Ketchum Italia, è stato eletto per la prima volta Presidente mentre sono entrati nel Consiglio Direttivo: Lucio Bergamaschi (Below Communication and Media Relations), Diego Biasi (Business Press), Paolo Bruschi (Segest), Giorgio Cattaneo (MY PR), Anita Lissona (Lead Communication), Diego Ricchiuti (GolinHarris Italia), Camillo Ricci (erpcomunicazione), Giovanna Pandini (Noesis), Filomena Rosato (FiloComunicazione), Caterina Tonini (Havas PR Milan).
Sono stati successivamente  designati come Vice- Presidenti, Giorgio Cattaneo e Caterina Tonini.
Beppe Facchetti di Eprcomunicazione-Roma, giunto alla scadenza del mandato dopo due bienni consecutivi di Presidenza, non rieleggibile, assume la carica di Past President, come previsto dallo Statuto associativo.
L’Assemblea ha affrontato i numerosi temi che stanno impattando sul presente e sul futuro  del settore delle Relazioni Pubbliche, dall’evoluzione del digitale alla conseguente innovazione in atto su strutture organizzative e processi, alla crescente richiesta di internazionalizzazione, nuove sfide non disgiunte dai cambiamenti imposti dall’integrazione ma, allo stesso tempo, dalla capacità di far valere la specificità della professione che rendono prioritaria la necessità di un processo di formazione continua.

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Sassoli all’Assemblea UPA: “Tax Credit sugli investimenti incrementali in comunicazione. Cancellare i Diritti di Negoziazione”

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“Viviamo un momento in cui il Paese manca di una idea di futuro, caratterizzato dall’inutilità di una sospensione perenne”. Con queste parole il Presidente di Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi ha aperto oggi pomeriggio la sua relazione davanti agli oltre 600 presenti all’Assemblea annuale dell’associazione, nel Teatro Strehler a Milano. Tema dell’incontro: “L’urgenza di un progetto”, indispensabile per uscire dalla stasi socioeconomica in cui langue il Paese da troppi mesi.

Di fronte a un mercato della comunicazione attraversato da una dinamica negativa che ha portato a perdere 3 miliardi di investimenti in cinque anni – e anche “quest’anno chiuderemo a -12/-13%”, ha affermato il presidente condividendo le previsioni presentate qualche giorno fa da AssoCom – la prima proposta di Upa consiste in un tax credit per gli investimenti pubblicitari incrementali, fino a un tetto del 10%. La ripresa degli investimenti in pubblicità metterebbe al riparo tutta l’editoria italiana da una crisi senza precedenti che rischia di minare la stessa garanzia democratica. “La ripresa della comunicazione pubblicitaria è alla base di ripresa dei consumi , motore della crescita economica”, ha aggiunto Sassoli. “Occorre agire prontamente in in tal senso”.
Il secondo tema, ormai annoso, è la banda larga: un gap che ci pone all’87esimo posto al mondo per velocità di connessione: artigiani con prodotti innovativi impossibilitati a comunicarli, interi distretti isolati e tagliati fuori dalle autostrade digitali. E fondi nominalmente stanziati già da sei anni che rimangono un miraggio.
Una proposta-provocazione (per riprendere le parole di Sassoli) è quella di spostare rapidamente le deleghe sul turismo e sui beni culturali al Ministero dello Sviluppo economico, abolendo il MiBac. “La cultura deve essere il nostro petrolio”, ma oggi tutti i musei italiani, insieme, incassano meno del solo Louvre. “Non è un attacco all’attuale ministro”, ha puntualizzato Sassoli, “se 50 delle 70 domus di Pompei sono tuttora chiuse non è certo colpa di chi si è insediatoti pochi mesi fa. Dobbiamo però riflette sul fatto che poche pietre di Pompei, esposte a Londra, hanno attratto folle di visitatori, mentre in Italia il sito è rimasto chiuso per questioni sindacali in piena stagione turistica”.
Sassoli è tornato anche sulla già illustrata proposta di riforma della Rai. Una Rai pubblica conferita a una Fondazione in cui siano rappresentati tutti i settori socioeconomici e territoriali del Paese. Una rete generalista senza pubblicità, sostenuto economicamente da un canone reso obbligatorio dal pagamento nella bolletta elettrica.
La quinta proposta è di una virata culturale sul ruolo della donna nella pubblicità. L’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria interviene sempre con efficacia sanzionando le campagne a sfondo discriminatorio. Tuttavia ciò non basta a eliminare una residua zona grigia, difficile da regolamentare se non con una costante azione di tipo culturale che parta dall’educazione nelle scuole, e coinvolga l’intero sistema della comunicazione.
Per chiudere, l’Upa ha focalizzato l’attenzione sulla formazione dei comunicatori di domani e quindi i giovani, sempre al centro del dibattito e ai margini delle proposte. Negli ultimi 15 anni il nostro Paese ha perso circa 2 milioni di giovani qualificati, forse qualcosa non funziona, ed occorre riflettere su quali saranno le competenze dei professionisti della comunicazione 3.0. “Purtroppo al momento abbiamo una pletora di facoltà che sfornano illusioni e offrono professionalità non sempre interessanti per un mercato già saturo”.
Più legate alla industry della comunicazione, invece, la richiesta di focalizzare l’attenzione sulle ricerche che misurano le audience dei media, auspicando che queste evolvano di pari passo all’evoluzione straordinaria dei media, e la volontà di risolvere definitivamente la querelle dei diritti di negoziazione. “Siamo pronti a riconoscere ai centri media un fee adeguato (tra il 2,5 e il 3% del budget, ndr) a fronte della totale cancellazione degli attuali diritti di negoziazione, che auspichiamo spariscano già dal prossimo gennaio”, ha concluso Sassoli. “Sono un elemento opaco, vischioso, che mina il rapporto di fiducia tra l’azienda e la struttura media. Confidiamo di trovare una posizione condivisa, ma ove ciò fosse impossibile potremmo richiedere un intervento normativo, come accaduto in Francia”.
Il vice-Ministro per lo Sviluppo Economico, Antonio Catricalà, presente come relatore all’assemblea Upa, ha colto l’occasione per rispondere alle proposte illustrate da Sassoli, garantendo la massima attenzione del Governo “a tutte le iniziative concrete volte a stimolare lo sviluppo, in prima fila il Tax Credit sull’aumento degli investimenti in comunicazione”. “Una norma”, ha aggiunto, “che non dovrebbe avere problemi di copertura finanziaria in quanto legata a future decisioni di business e con un tetto al 10%”.
In merito ai diritti di negoziazione, il vice-Ministro si è dichiarato favorevole a “una autoregolamentazione governata da un’autorità terza”, mentre parlando della Rai Catricalà ha ricordata la data chiave del 6 maggio 2016, quando scadrà l’attuale concessione rilasciata all’emittente pubblica. “È una concessione rilasciata per legge, e serve una legge per rinnovarla. La scadenza impone tempi rapidi di intervento (in UK in una situazione analoga sono serviti tre anni per rinnovare il “contratto” con la BBC”, ha affermato, “Per trovare la migliore soluzione possibile serve non solo un ampio dibattito parlamentare, ma il concreto coinvolgimento degli stakeholder, così da arrivare a una nuova Rai che “giustifichi” il canone e la sua stessa missione non solo in termini di servizi pubblico, ma attraverso un contributo attivo allo sviluppo culturale ed economico del paese”.

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Nasce ANES Digital. Carlo Latorre eletto presidente

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Come aveva anticipato il presidente di ANES, Antonio Greco, nel suo discorso programmatico, all’atto dell’assunzione della carica associativa lo scorso 22 marzo, oggi ha preso vita ANES Digital, la sezione dedicata sia agli editori che abbiamo nel loro portafoglio-prodotti almeno una testata digitale, sia ai pure player – imprese e/o persone giuridiche – che pubblichino, in modalità esclusivamente digitale, prodotti editoriali “con contenuto specializzato, tecnico-professionale, scientifico e culturale. I contenuti editati devono essere autoprodotti”, come recita il regolamento di ANES Digital, approvato all’unanimità dall’assemblea fondativa convocata questa mattina alla Blend Tower di Milano.

“La mission di ANES Digital”, ha spiegato il presidente Greco presentando l’iniziativa, “è favorire la diffusione della cultura editoriale digitale B2B, anche attraverso l’analisi delle best practise internazionali, stimolare lo scambio di know-how tra editori tradizionali e digitali, nonché attrarre le nuove realtà “all digital” a cui offrire servizi e rappresentatività.
Sempre oggi, l’assemblea ha eletto il primo presidente di ANES Digital, nella persona di Carlo Latorre, fondatore e direttore di Cronoart, che sarà affiancato, nei suoi compiti di indirizzo e gestione, da uno Steering Committee.
“Nel biennio di durata del mio incarico”, ha commentato Latorre, “gli obiettivi su cui ci concentreremo saranno, oltre allo sviluppo di una cultura editoriale digitale che includa anche “laboratori” e studi sui modelli di business, la promozione di una formazione mirata e specifica, il rafforzamento delle certificazioni per il mercato online, e la messa a disposizione degli associati di servizi di consulenza, che spazino dai problemi tecnici e di sicurezza alle questioni legali, quali il diritto d’autore”.
Faranno parte dello Steering Committee, oltre al presidente della sezione, cinque rappresentanti dei soci effettivi (editori) e due dei soci aggregati (fornitori). Per il primo gruppo sono stati eletti Mauro Bellini (Il Sole24Ore Business Media), Paolo Cionti (Edisport); Roberto Frassinelli (LSWR), Armando Garosci (Editoriale Largo Consumo) e Paolo Sciacca (Sanitanova), mentre a rappresentare i secondi saranno Carlo Emanuele Bona (Promedia) e Marco Marlia (Nextre Engineering).

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