NUMBER

Osservatorio Multicanalità 2015, spazio agli Everywhere Shopper

- # # # # # #

Omnicanalità? Multicanalità? Sarebbe meglio parlare di Multichannel Brand Experience, come ha sottolineato Andrea Boaretto, Head of Marketing Projects della School of Management del Politecnico di Milano durante l’ottava edizione dell’Osservatorio Multicanalità, il progetto di ricerca condotto da Nielsen, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano. Cambia anche l’obiettivo, i target cedono il passo alle dynamic personas. Non più spari ciechi nel mucchio ma offerte altamente profilate. Perché le aziende dopo l’hype dei Big Data ha compreso che la mole di informazioni va rielaborata per passare più che a un volume indigesto di informazioni agli Smart Data.
Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla prima edizione del 2007, quando l’iPhone era il nuovo oggetto misterioso nelle mani di Steve Jobs. Oggi per più del 60% degli italiani la Multicanalità rappresenta una pratica comune e quotidiana che sta ridisegnando il perimetro del negozio, abolendone la netta distinzione tra store fisico e store digitale. Siamo nell’epoca dell’Everywhere Commerce: ogni contesto (luogo o momento) può rappresentare un’occasione di contaminazione per l’acquisto stesso.
Gli italiani acquistano sempre di più e sempre più spesso online. Sono infatti 4,8 milioni le persone che nell’arco di un anno acquistano online almeno 10 volte. L’osservatorio li ha ribattezzati Everywhere Shopper.

Questa nuova tipologia di consumatori sono in prevalenza uomini (59%) concentrati nella fascia d’età 25-44 (60%) presentano un livello socio-economico marcatamente sopra media. Caratterizzati da uno spirito più razionale e pianificatore, amanti della tecnologia e della lettura, gli Everywhere Shopper sono aperti all’innovazione senza lasciarsi trasportare dal fattore moda. Amano prendersi cura di sé e sono guidati dal desiderio di realizzare le proprie aspirazioni individuali; utilizzano la tecnologia in maniera pragmatica e intelligente, in cerca di un alto livello di servizio. Tra questi, 1,7 milioni di persone sono i consumatori del futuro: fare everywhere shopping avviene quotidianamente e indifferentemente online e offline da Pc e da Mobile.

“Il 2015 registra un’accelerazione verso l’area più evoluta della multicanalità, con gli Hyper Reloaded che rappresentano ben un quarto della totale popolazione italiana. Ciò che connota questo profilo è il forte ruolo del mobile lungo tutto il processo d’acquisto. E proprio il mobile, come modalità di accesso esclusiva a Internet, ha registrato un forte picco nell’ultimo anno (+80%), con una crescita più accentuata tra i Millennials (+120%) che rappresentano una quota consistente di Hyper Reloaded” commenta Cristina Papini, R&A Director Nielsen.
A ridisegnare lo scenario ha contribuito la costante crescita del mobile, inseparabile tecnoestensione sociale da cui difficilmente gli italiani si separano. Anche e soprattutto le diverse fasi del customer journey. A crescere sono soprattutto gli Hyper Reloaded, che raggiungono il 40% della popolazione italiana multicanale e rappresentano il segmento più numeroso (12,5 milioni) con una crescita del 29% rispetto al 2013.

Continua a leggere su MyMarketing.Net

articoli correlati

NUMBER

AssoCom presenta il nuovo ecosistema della comunicazione

- # # # # # #

È stata resa nota oggi da AssoCom un’anticipazione dei risultati della ricerca “Verso un nuovo ecosistema della comunicazione”, commissionata dal Centro Studi dell’associazione al team di lavoro dell’Area Marketing della School of Management del Politecnico di Milano. Tra le indicazioni emerse si segnala una segmentazione dimensione delle necessità operative a cui le agenzie saranno sollecitate dal mercato a dare riscontro. I grandi gruppi dovranno strutturarsi per fornire alle aziende un servizio integrato a 360 gradi; le medie agenzie saranno invece chiamate a internalizzare più competenze per offrire servizi completi; le piccole agenzie dovranno infine puntare all’iperspecializzazione per sopravvivere. I centri media, dal canto loro, dovranno fornire contenuti (branded content) e avere nuove competenze nel programmatic buying e real time bidding. In un ecosistema di questo tipo la flessibilità diventa fondamentale, rappresentando un’opportunità per attori specializzati di piccole dimensioni e liberi professionisti; inoltre si assiste alla nascita di network di competenze “modulari” da comporre in relazione allo specifico bisogno del cliente.
“Esaminando l’ecosistema nel suo complesso si rileva un’elevata entropia e complessità dei ruoli”, ha commentato Layla Pavone, Presidente Centro Studi AssoCom e managing director di Isobar. “Questo comporta, da un lato, una forte competizione tra gli attori per l’ottenimento di un ruolo strategico, di coordinamento e di presidio della relazione con il cliente, dall’altro, una consapevolezza di elevata e, alle volte, di eccessiva frammentazione e specializzazione del sistema della comunicazione”.
Inoltre, aggiunge Andrea Boaretto, Head of Marketing Projects della School of Management del Politecnico di Milano: “In uno scenario complesso ma fonte di nuove opportunità comincia ad avvertirsi l’esigenza di un forte coordinamento tra investitori e network dei servizi di comunicazione che sappia gestire le dinamiche evolutive dal punto di vista dell’offerta e dello sviluppo tecnologico. Si prevedono nuovi ingressi nell’ecosistema di comunicazione, con cui gli attuali attori devono avere a che fare sia in logica competitiva sia come fonte di nuove opportunità di business: la seconda parte della ricerca dovrà validare anche questi scenari”.

Questa fase esplorativa della ricerca, condotta con una serie di metodologie quali-quantitative, è stata infatti finalizzata a comprendere lo stato dell’arte e soprattutto l’evoluzione e la configurazione in chiave prospettica dell’ecosistema della comunicazione in Italia. Sono stati coinvolti nel sondaggio di opinione su 701 rispondenti dell’ecosistema della comunicazione, a cui si sono aggiunte le 51 interviste in profondità con attori chiave e key opinion leader del settore, ponendo particolare enfasi su nuovi attori che stanno giocando e giocheranno un ruolo chiave nei prossimi anni.
A questa prima parte ne seguirà una seconda estensiva, volta a validare le evidenze emerse, che sarà condotta su un campione rappresentativo del mondo delle aziende di comunicazione includendo anche gli spender.

articoli correlati