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Le abitudini d’acquisto europee nell’ultima ricerca Tradedoubler

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Tradedoubler ha reso noti gli ultimi dati raccolti sulle abitudini d’acquisto in Europa: i dati raccolti dipingono un quadro che porta chiarezza sulle comuni percezioni in merito al comportamento d’acquisto e permette ai clienti di avere una visione unica dei percorsi online, spesso imprevedibili, dei consumatori, e li aiuta a colpire meglio il proprio target.

I dati resi disponibili da Tradedoubler, basati sull’analisi di otto milioni di vendite online, mostrano che vi è una riduzione delle vendite di circa l’11 per cento durante il fine settimana. Tuttavia, questo è il momento in cui smartphone e tablet sono più utilizzati. In tutta Europa, gli smartphone sono utilizzati, per fare acquisti, il 20 per cento in più al sabato, rispetto a qualsiasi altro giorno della settimana. Questo è tradizionalmente il giorno di maggiore shopping nei negozi ed è probabile che il consumatore utilizzi lo smartphone in negozio, per perfezionare l’acquisto online. Anche le vendite utilizzando il Tablet sono più elevate durante il fine settimana: più precisamente il 19 per cento in più la domenica e il 12 per cento in più al sabato, rispetto agli altri giorni della settimana.

Il tempo necessario per completare una vendita online varia a seconda del tipo di prodotto o servizio acquistato. In media, le persone che comprano online gaming impiegano 17 giorni per prendere una decisione, mentre, nel fashion, l’acquisto si conclude in 15 giorni (14,8 giorni), seguiti dagli acquisti travel ( 5,9 giorni) come vacanze e voli. A confronto, i consumatori europei decidono l’acquisto di servizi di dating in soli 1,6 giorni, ma i consumatori tedeschi impiegano appena due ore e 24 minuti per selezionare e iscriversi a un servizio di dating online.
I dati raccolti confermano l’errata percezione comune che i siti di cashback “rubino” l’ultimo click nel percorso online degli utenti. Quando un consumatore acquista un prodotto o un servizio tramite un cashback, nell’82 per cento dei casi ha iniziato il viaggio di acquisto proprio su un cashback. Infatti, quando le vendite avvengono sui siti di cashback, sono completate tre volte più velocemente rispetto alla media degli acquisti on-line.
L’acquisto on-line richiede in media in Europa poco meno di cinque giorni (4,98 giorni) e coinvolge 24 click. I consumatori in Germania si rivelano i clienti più decisi, con una durata media del percorso d’acquisto di poco superiore ai 5 giorni (5,07 giorni), dal primo all’ultimo clic. I consumatori del Regno Unito hanno una media di sette giorni (6,69 giorni), mentre quelli in Francia (10.93 giorni) e Svezia (11,84 giorni) impiegando un tempo maggiore per completare un acquisto online.
Vittorio Lorenzoni, Regional Director di Tradedoubler ha commentato: “I dati ricavati dai percorsi online degli utenti   dimostrano che il comportamento dei consumatori si differenzia in tutti i mercati e settori. Nel Regno Unito i consumatori completano un acquisto online in circa sette giorni, dal primo click fino al completamento dell’ordine online. Questo è un periodo chiave durante il quale i clienti possono raggiungere e influenzare l’utente, in quanto essi comparano i prodotti e sono in cerca di offerte”.
“Le ricerche hanno sfatato molti miti comuni del marketing digitale, basati su una teoria obsoleta del comportamento del consumatore. Il comportamento di acquisto è in continua evoluzione. Un esempio è il numero crescente di consumatori che iniziano il loro percorso per acquistare online da siti di cashback, che rappresenta ormai il punto di partenza per il 10% dei percorsi d’acquisto online. Lo User journey è essenziale per i clienti che cercano di  avvicinarsi ai propri consumatori; grazie a questo strumento, i clienti riescono ad avere le informazioni di cui hanno bisogno per ottimizzare i loro budget di marketing digitale e migliorare l’esperienza di shopping online che offrono ai propri utenti”.
L’analisi del percorso online  è parte integrante dello  strumento di business intelligence di Tradedoubler, ADAPT . ADAPT permette ai clienti di avere un vasto e complesso panorama digitale on-line per ottenere le informazioni di cui hanno bisogno per prendere decisioni efficaci sul targeting e sulle spese di marketing –  invece di basarsi su una teoria di marketing antiquato.

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Zoorate presenta all’eCommerce Forum la prima ricerca italiana sulle recensioni ecommerce

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Cresce sempre più vertiginosamente il numero di coloro che amano lasciare un giudizio sugli acquisti appena fatti. Questo quello che emerge dai primi risultati di un’analisi condotta da Zoorate, web company specializzata in Social Commerce e Word of Mouth Marketing, su oltre 500.000 recensioni certificate raccolte negli ultimi due anni su un bacino di oltre 450 merchant. La ricerca è stata anticipata oggi in occasione dell’eCommerce Forum 2015 e distribuita in forma integrale per maggio 2015.
“Abbiamo letto feedback su ogni genere di prodotto e abbiamo imparato molto sulle abitudini di chi compra online” commenta Matteo Hertel, CEO di Zoorate. “Fieri di aver superato il mezzo milione di recensioni, vogliamo parlare oggi dell’ecommerce così come lo abbiamo visto noi attraverso gli occhi dei clienti e condividere i dati che abbiamo avuto modo di collezionare”. Innanzitutto una precisazione sul peso specifico dei vari settori: il campione di riferimento è rappresentato da merchant che operano principalmente in ambito Prodotti per Casa&Giardino (16%), Salute&Benessere (12%), Abbigliamento (10%), Prodotti per l’ufficio (8%), Elettronica (7%), Prodotti per Bambini e Alimentari (entrambi 6%), Trasporti (4%), Intrattenimento, Sport e Prodotti Erotici (tutti al 3%) e Altre categorie ( 22%).
Ed ecco quindi il primo dato della ricerca, che riguarda la crescita delle recensioni, suddivise tra valutazioni dei servizi degli shop online e recensioni dei prodotti venduti e acquistati. Il numero delle recensioni dei servizi è quasi raddoppiato dal 2012 al 2013 (+71%) e quasi quadruplicato dal 2013 al 2014 (+296%). Il numero delle recensioni dei prodotti è aumentato di 125 volte dal 2012 al 2013 e di oltre 6 volte dal 2013 al 2014. In termini aggregati, si è registrata una crescita globale del 150% dal 2012 al 2013 e del 365% dal 2013 al 2014.
Dati che dimostrano senza ombra di dubbio il valore che le opinioni dei clienti stanno assumendo per tutto il mercato ecommerce: “Basti pensare che in media raccogliamo, analizziamo e moderiamo una recensione ogni tre minuti e mezzo e che nel giorno in cui abbiamo ricevuto più feedback – per i più curiosi: il 18 novembre scorso, una decina di giorni prima del Black Friday, sarà un caso? – ne abbiamo contate quasi una al minuto”, aggiunge Matteo Hertel.
Per gli shop che ancora temono di esporsi aprendosi ai commenti di chi acquista presso di loro, arriva una interessante rassicurazione: oltre il 95% delle recensioni raccolte relative agli shop online dei partner è molto o estremamente positivo (rating 4 o 5 stelle su 5), mentre solo l’1,3% è annoverato tra i commenti negativi.
Inoltre, tra le recensioni degli acquirenti “non soddisfatti”, in media 1 su 2 è stata “mediata”: i clienti finali hanno cioè ricevuto un contatto da parte del venditore che si è preso carico di intervenire per risolvere eventuali insoddisfazioni o incomprensioni. Un dato che rassicura i merchant sul reale valore aggiunto delle recensioni negative e che porta quasi sempre a un recupero della fiducia tra acquirente e venditore.

“Questo importantissimo dato dimostra ancora una volta due aspetti di cui siamo fermamente convinti: il primo è che il commercio elettronico è un canale di vendita efficace e molto apprezzato dai consumatori, il secondo è che, se viene dato agli e-shopper un opportuno mezzo per esprimersi, alto è il tasso di interazione con i venditori e soprattutto molto alta la loro soddisfazione”, conclude Matteo Hertel.
Dall’analisi dei dati è stato possibile anche delineare un profilo comportamentale dei “reviewer”: i più inclini a lasciare la loro opinione sono quelli che acquistano prodotti per l’Abbigliamento (15%), seguiti a pari merito da Salute&Benessere e Casa&Giardino (10%) e dall’Elettronica (9%). Ma sono proprio i merchant di quest’ultima categoria, a detta dei clienti, i più virtuosi, con un voto medio di 4,88 su 5 stelle.

Inoltre, pare che la fascia oraria preferita per i commenti sugli acquisti online sia quella che va dalle 8 alle 10 del mattino (quasi il 20%), orario in cui gli utenti si mostrano decisamente più inclini a raccontare le proprie esperienze con gli shop online. Tuttavia non mancano i nottambuli: nelle prime settimane di gennaio, ad esempio, quasi il 2% dei feedback è stato rilasciato tra mezzanotte e l’una del mattino.
“Questi trend possono essere interpretati in diversi modi – conclude Matteo Hertel – mostrano ad esempio come prodotti con più alto valore emozionale nell’acquisto suscitino grande interesse nei consumatori che a sua volta si traduce in forte necessità di consultare opinioni di altri consumatori prima di acquistare ma anche una forte propensione a dire la propria una volta terminato l’acquisto”.

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Il Social Commerce in Italia, il caso di Blomming tra social media lover e blogger

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Entro il 2015 il 50% delle vendite via web avverrà tramite la loro presenza Social e applicazioni mobili, secondo le previsioni di Gartner. C’è chi già agisce anticipando i tempi: è il caso di Blomming, iniziativa che permette a chiunque, individui e aziende, di vendere attraverso il proprio sito, blog, pagina Facebook e direttamente sulla piattaforma, che tramite i dati rende nota l’importanza dei social network per il futuro dell’e-commerce.

 

I dati delle vendite generate dagli Shop di Blomming confermano il buon andamento del social commerce: infatti nel 40% dei casi le vendite avvengono direttamente negli Shop Facebook o grazie alla condivisione sui social network – Facebook per il 30% e Pinterest, Twitter e YouTube per il restante 10%. Mentre blog e siti dei venditori generano il 42% degli scambi; in questo dato spicca Blogger, blog network di Google, che da solo vale il 4%. Il restante 18% avviene invece direttamente su Blomming, una tendenza in crescita grazie al recente redesign del Social Marketplace. Numerose per la piattaforma anche le novità: il nuovo design rende il sito più facile da usare, le varie pagine mettono in evidenza i proprietari degli Shop, per una relazione personale e diretta con il venditore. Infine in arrivo anche la nuova vetrina dei prodotti, più accattivante e con filtri di selezione che facilitano la ricerca di ciò che si preferisce.

 

Tra i visitatori di Blomming sono sempre più importanti anche i ‘Social Media Lover’, che aiutano i venditori promuovendone i prodotti tramite la social affiliation, e che da poco ha superato la soglia di 5.000 promoter iscritti. Basta selezionare i prodotti di propria scelta e condividerne i link con un post sul blog o anche con un semplice like, pin o tweet. In caso di vendita il Promoter guadagna una percentuale del prezzo, determinata dal venditore. “Queste sono solo alcune delle novità che abbiamo sviluppato recentemente” afferma Matteo Cascinari, amministratore delegato di Blomming. “I piani per il prossimo futuro sono estremamente intensi, sia con il rilascio di nuove funzionalità sia tramite nuove importanti partnership sia attraverso lo sviluppo internazionale che prevede il lancio del sito in altre lingue. Inoltre, per i prossimi mesi il founder Nicola Junior Vitto è a San Francisco proprio per attivare nuove opportunità di business internazionali”.

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Akamai: il peso dei Big Data nell’e-commerce

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Nei prossimi anni, andremo in giro con almeno 5 dispositivi connessi:  dall’inseparabile smartphone, pc, tablet, console e almeno un elettrodomestico. Un’ecosistema che genererà sempre più dati. I Big data diventeranno sempre più strategici per i vari brand per analizzare il comportamento dei propri consumatori.

Questo il quadro che emerge dall’analisi di Luca Collacciani, Regional Manager di Akamai: “Obiettivo di ciascun brand sarà quello di essere rintracciabile sempre e ovunque e far vivere ai propri clienti e un’esperienza online ineccepibile, tagliata sulle esigenze dettate dal dispositivo utilizzato, dalla location, dal tipo di browser e dai bisogni stessi del consumatore. Questo è ciò che, in Akamai, chiamiamo Situational Performance, e che crediamo rappresenti una vera svolta nella fruizione del web: ciò che si offre non è un semplice sito ma una vera e propria esperienza”.

 

Saremo sempre connessi e la geolocalizzazione permetterà di indirizzare specifici coupon a seconda del reparto in cui ci troveremo.

“Per non essere travolte dalle impressionanti quantità di dati generate dai consumatori” – aggiunge Collacciani – “le aziende non solo devono comprendere il potenziale che i Big Data dimostrano di avere su più fronti ma devono saperlo sfruttare per processi di decision-making più informati e accurati che permetteranno loro di trarre il massimo vantaggio da un mondo sempre più iperconnesso”.

 

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Come cambia Twitter in Italia. L’analisi Blogmeter presentata a State of the Net

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Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter, ha presentato lo scorso venerdì durante lo State of the Net a Trieste la fotografia degli utenti italiani di Twitter, focalizzandosi sui trend dell’inizio del 2013. Sta cambiando il flusso di tweet durante tutto l’arco della settimana, che si distribuisce uniformemente durante tutti i sette giorni (al contrario del 2012, dove si registravano giornate più intense di altre); aumentano, inoltre, i tweet contenenti hashtag (+22%), i retweet (+7%) e i cinguettii geolocalizzati (+2%). “Segno”, secondo Vincenzo Cosenza, “di una maggiore comprensione delle grammatiche specifiche del mezzo, utili a stimolare o ad entrare in conversazione”.

 
La televisione sta sempre più spostando, invece, l’ora di punta del flusso dei tweet, in questi primi quattro mesi del 2013 tra le 20 e le 22; tutto questo per via della maggiore multicanalità degli internauti, che commentano sempre più in diretta i programmi televisivi. Twitter si rivela anche luogo per digerire collettivamente i fatti di cronaca e di politica: tra questi ultimi, spuntano ovviamente le elezioni politiche e i suoi protagonisti, tra cui ovviamente Silvio Berlusconi e il Movimento 5 Stelle, ma anche il difficile momento attraversato da Bersani e da tutto il Pd.

 
L’analisi Blogmeter ha anche coinvolto l’aspetto emozionale degli oltre 71 milioni di tweet analizzati. È infatti possibile analizzare il mood dei cinguettii: se in una giornata tipo le emozioni positive e negative tendono ad equivalersi, in occasione di eventi particolari emergono degli scostamenti molto ampi rispetto alla media. Applicando l’analisi semantica alla psicologia delle emozioni, sono stati analizzati alcuni eventi specifici: se durante Capodanno e San Valentino il mood espresso è stato mediamente positivo, e durante l’elezione del Papa sono emersi gioia e amore, durante lo spoglio elettorale si sono affastellate emozioni contrastanti, mentre la giornata della rielezione del Capo dello Stato ha visto prevalere disgusto, tristezza e rabbia.

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