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Criteo: verso una mobile-centric shopping experience

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crieto ovum

“Anche in Italia l’eCommerce mobile continua a crescere. Nel primo trimestre del 2016 la sua quota ha raggiunto il 30% del totale mercato. Una quota in incremento rapido: il 2015, a livello globale, ha visto una performance del +89%”. Cosi Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia, introducendo ieri la giornata dedicata al tema Mobile eCommerce & Advertising presso la sede parigina di Criteo. “Il peso dell’mCommerce sul totale transato”, ha proseguito Torre, “colloca l’Italia su cifre allineate alla media europea, a metà strada tra la Francia, al 25%, e la Spagna, che viaggia interno al 34%. Ancora inarrivabile invece il Regno Unito, che con il suo 49% si avvia a sfondare la quota del 50% dell’eCommerce totale”.
A seguire, la ricerca “The future of ecommerce: the road to 2025”, realizata da Ovum per Criteo, ha disegnato lo scenario competitivo di qui a dieci anni, analizzando l’evoluzione del consumatore, le tecnologie e loro ricadute, dinamiche dei player del mercato.
“Gratificazione istantanea: questo sarà sempre più il desiderio del consumatore”, ha spiegato Eden Zoller, Principal Analyst di Ovum, “riuscire a ottenere ciò che si desidera acquistare in tempo brevissimo, se non istantaneamente, a un prezzo giudicato corretto, non appesantito da spese di consegna. Questa situazione rappresenta però la realtà attuale, che in futuro verrà considerata sempre più un prerequisito non differenziante”.
“Ciò che farà la differenza sarà riuscire a consegnare esperienze senza cesure tra on e off line, a fronte di un consumer journey che invece si è spezzato in base ai device usati, ai luoghi frequentati, ai tempi prescelti per le diverse fasi della propria attività d’acquisto. Il consumer funnel non esiste più, e tutto questo aggiungerà ulteriore pressione ai retailer”, ha aggiunto Zoller citando come esempio di consumer experience ininterrotte lo “shopping catwalk” sperimentato presso il Macquarie Center di Sidnay in Australia, dove ogni modella sfilava “indossando” una musica che faceva apparire sul mobile device degli astanti le caratteristiche del prodotto, le opzioni disponibili e ovviamente anche la possibilità di acquisto, con ritiro immediato presso lo stesso mall.
Ma l’offerta- sottolinea la ricerca – diventa rilevante per il consumatore anche se lo soddisfa sotto altri aspetti, non solo sotto quello del vantaggio economico, quali l’ecologia e la solidarietà. Non a caso Marks & Spencer ha attivato un collaborazione con Oxfam per il riuso dei prodotti non venduto.
Tra le tecnologie che avranno un impatto sull’esperienza di acquisto mobile nei prossimi dieci anni, Ovum cita i pagamenti appunto mobili (si prevedono due miliardi di utilizzatori nel 2025, generando ricavi tra 5,5 e i 7 miliardi di dollari), e l’AI, che renderà possibile scenari di offerta basati sulla predictive analysis e la diffusione di chatbot quali assistenti / facilitatori di acquisto.
Meno rilevanti saranno invece, secondo Ovum, altre tecnologie che pure si ritaglieranno una nicchia non trascurabile in questo mercato, quali i device indossabili (con un diffusione stimata di 850 milioni di pezzi tra dieci anni) e la stampa 3D (che verrà sfruttata per produzioni di nicchia a elevatissima personalizzazione – come già ha sperimentato Argos in uno dei flagship shop, permettendo agli aquirenti di produrre direttamente e in tempo reale i gioielli acquistati)
In parallelo, anche il retail fisico si adeguerà a un contesto dove faranno premio le esperienze offerte più che l’ampiezza di gamma disponibile, territorio d’elezione per l’offerta online che supera i vincoli dimensioni e logistici del singolo punto vendita.
“In questo spostamento verso una mobile-centric retail experience”, ha proseguito Daniele Beccari, Senior Product Manager Travel di Criteo, “diventa centrale l’identificazione univoca dell’utente, a prescindere dal device utilizzato al momento. La soluzione proposta da Criteo – Universal Match – raggiunge tale obiettivo in maniera molto precisa, rispettando le norme dettate dalle leggi sulla privacy internazionali e superando le difficoltà che l’evoluzione dei browser, dei device a dei sistemi operativi ha via via introdotto”.
“Non va dimenticato”, ha precisato Cedric Roux, Director Product Mobile, “che ogni persona non viene individuata solo in base ai pochi terminali usati (tipicamente cellulare, computer e tablet), bensì in funzione dei vari brower fissi e mobili, della app per i contatti inApp, di Facebook e relativo browsing, e così via. Si tratta di decine di “identità” digitali per ogni individuo. Per gestire il tutto serve un approccio olistico, come la nostra Unique View. La prossima sfida sarà riconciliare il consumatore online con la sua attività offline, in un’unico profilo caratterizzante”.
“Per quanto riguarda l’aspetto infrastutturale”, ha spiegato Torre, “in Criteo abbiamo scelto una gestione end-to-end: il nostro cloud propritario, articolato su sette data center nel mondo, ci consente infatti di poter intervenire fino all’ultimo istante utile”.
“L’aspetto creativo dei nostri annunci”, ha confermato Fabrice Destagnol, Creative Sr Director di Criteo, “è fortemente evoluto negli ultimi anni: oggi – grazie al nostro tool Duplo – siamo in grado di sviluppare automaticamente decine di migliaia di banner sulla base di quello approvato dal cliente, sottoponendoli a un continuo A/B Testing per ottimizzarne la performance”.
“Abbiamo fatto grandi passi avanti anche nella gestione delle linee guida della brand image: basti pensare a quanto abbiamo realizzato per il gruppo Fiat, con layout e grafica totalmente differenti dai nostri abituali”, ha proseguito Torre, che ha concluso: “Noi non abbiamo inventory proprietaria- Al di là degli aspetti tecnologici e di i sviluppo degli algoritmi, uno dei nostri punti di forza è quindi il rapporto con i publisher dai quali otteniamo spesso il diritto di First Look, un vantaggio competitivo rilevante, per noi e soprattutto per i nostri clienti”.

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