BRAND STRATEGY

Al via lo IAB Quality Index, un indice per certificare la qualità dei bacini pubblicitari

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IAB Italia

Maggiore trasparenza ed equità per un mercato digitale competitivo. È quanto è emerso all’evento organizzato da IAB Italia – che rappresenta più di 200 operatori della pubblicità digitale in Italia – presso la Camera dei Deputati e che ha visto una importante partecipazione degli operatori del settore, delle Istituzioni e degli esponenti politici.

L’industria digitale in Italia cresce a ritmi sostenuti da diversi anni, sviluppando un indotto economico di 80 miliardi di euro e 600.000 persone impiegate direttamente e indirettamente. Nello specifico, la raccolta dell’adv digitale ha registrato nel 2017 una crescita del 12%, raggiungendo i 2,7 miliardi € e con una previsione di circa 3 miliardi per l’anno in corso. Tuttavia, oltre il 70% del mercato è nelle mani dei colossi del web che assorbono il 90% della crescita annuale. Una concentrazione che denota un avanzato squilibrio commerciale in atto, divenuto insostenibile per le aziende del settore digitale (fonte: Osservatorio Internet Media Politecnico di Milano).

“In questo contesto è vitale un supporto decisivo da parte delle Istituzioni e del Governo, che hanno la capacità e i mezzi per invertire la rotta”, commenta Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia. “Occorre far rispettare da tutti le normative, l’attuale situazione di mercato rischia di marcare in modo irreversibile le disuguaglianze in atto, minando la crescita futura degli operatori locali. Le priorità su cui è necessario intervenire sono: sistema fiscale, rispetto delle normative sulla gestione dei dati degli utenti e concorrenza”.

“Bisogna rivedere il sistema impositivo, a livello locale ed europeo, premiando le aziende che effettivamente creano valore nel nostro paese, non solo in termini economici, ma anche sociali ed occupazionali. Al contempo, è necessario un maggiore controllo sull’osservanza delle normative da parte di tutti gli operatori, locali e internazionali, a tutela di un più equilibrato assetto concorrenziale e degli utenti che ne sono inevitabilmente coinvolti”, conclude Noseda.

A garanzia di un mercato dell’advertising digitale più equo e bilanciato, l’associazione ha presentato lo IAB Quality Index, un indice per certificare la qualità dei bacini pubblicitari italiani. Tale indicatore sintetico nasce con l’obiettivo di sostenere e valorizzare l’offerta degli editori premium e di coloro che operano nel rispetto delle regole e delle best practice, oltre a offrire ai brand che investono in pubblicità un criterio valido per accertare che i propri investimenti vengono associati a contesti di oggettiva qualità.

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TECH & INNOVATION

Adplify si rinnova puntando su user experience e algoritmi di ottimizzazione più evoluti

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Adplify

Migliorare la velocità, la chiarezza espositiva e la semplicità di utilizzo sono gli obiettivi per cui è stata progettata la nuova versione di Adplify: piattaforma per la gestione e ottimizzazione delle campagne Google AdWords, nata nel 2017, dalla pluriennale esperienza nel Search marketing di Simone Rinzivillo, che ne ha coordinato in prima persona la progettazione e lo sviluppo, coinvolgendo un team di professionisti certificati AdWords ed esperti conoscitori del mercato dell’online advertising.

Le logiche e gli algoritmi di automation marketing alla base della piattaforma, individuano le migliori opportunità di ottimizzazione. Grazie alla sua nuova interfaccia potenziata, Adplify continua a soddisfare le esigenze lavorative di agenzie, aziende e SEM Specialist. Con Adplify è possibile visualizzare velocemente l’andamento delle campagne Google AdWords, guidati in tempo reale dagli algoritmi di ottimizzazione che individuano le opportunità di miglioramento del rendimento e di allocazione del budget.

Efficacia ed autonomia sono le keyword che caratterizzano Adplify e garantiscono alla piattaforma la massima velocità nella gestione delle campagne e un notevole risparmio di tempo nell’aggregazione e nell’analisi dei dati. Grazie ad Adplify, il più evoluto strumento di ottimizzazione attualmente presente sul mercato Italiano, è possibile migliorare le performance delle campagne AdWords, in totale autonomia.

“Adplify è un supporto che lascia al professionista la capacità decisionale e di azione: siete voi a scegliere se implementare le ottimizzazioni proposte e siete sempre voi ad definire il template più efficace per presentare i dati, generando report dettagliati e completamente personalizzati. Tutto, con un sensibile risparmio di tempo”, dichiara Simone Rinzivillo CEO di Adplify (nella foto).

L’attuale update verrà presto integrato dall’implementazione di Optimization specifiche per Google Shopping e da automazioni che, anche quando il professionista non è operativo, continuano a monitorare in background l’andamento delle campagne, segnalando le opportunità di ottimizzazione che si presentano.

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AZIENDE

Un’agenda ricca di ospiti italiani e internazionali per lo IAB Seminar dedicato al Programmatic

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IAB Italia presenta l’agenda del terzo Seminar del 2015, dedicato al Programmatic, in programma martedì 13 ottobre al MiCo – Milano Congressi Ala Nord (Gate 14 – Via Gattamelata 5).

Un’agenda ricca di ospiti e case history di successo, sia italiane sia internazionali, per fare il punto su quello che è ormai uno dei trend di riferimento dell’Advertising Digitale, sempre più diffuso tra tutte le realtà della Industry.

Sono 3 in particolare gli ospiti di rilievo che interverranno nel corso della giornata del Seminar: Melissa Gallo, Director of Product, Programmatic Automation and Data IAB USA; Daniel Knapp, Senior Director Advertising Researc di IHS e Ionel Naftanaila, Training and Programmatic Manager IAB Europe.

Melissa Gallo offrirà l’esperienza Americana, entrando nel dettaglio dei trend e topic di maggior successo, delle opportunità e degli ambiti su cui approfondire le conoscenze, portando l’esperienza di un mercato più maturo di quello italiano. Ionel Naftanaila illustrerà concretamente gli strumenti/approcci per utilizzare al meglio le opportunità offerte dal Programmatic. Daniel Knapp invece, si soffermerà sull’analisi degli scenari del mercato, offrendo la privilegiata lettura dello spaccato europeo a cura di IHS.

L’obiettivo del Seminar – attraverso interventi qualificati di ospiti internazionali – è proprio quello di fornire ai partecipanti tutti gli strumenti per utilizzare al meglio le opportunità offerte dal Programmatic, un fenomeno che sta indiscutibilmente cambiando il volto dell’advertising online, promettendo maggiore efficienza nella catena del valore della pubblicità online.

Grande l’interesse della Industry intorno a questo tema, come dimostrano i numerosi speaker e le case history che saranno presentate nel corso della giornata del Seminar.

Tra i temi che saranno affrontati, particolare attenzione alle strategie per utilizzare al meglio il Programmatic. Sono previsti in agenda, infatti, interventi dedicati alla riorganizzazione delle strategie di vendita nel passaggio da manuale a programmatico. Anche i temi della fiducia e della trasparenza troveranno spazio nel corso dei lavori, insieme all’approfondimento delle soluzioni per l’editoria.

L’agenda completa è disponibile sul sito www.iabseminar.it

Platinum Sponsor dell’appuntamento sono Dentsu Aegis Network, RadiumOne, Rocket Fuel, Sky e Teads. Gold Sponsor sono AppNexus, comScore, Google, GroupM, Pubmatic, Quantcast, Rubicon e Webranking. Yahoo è Silver Sponsor.

Per partecipare a IAB Seminar è necessario registrarsi sul sito. Le iscrizioni online chiuderanno il 12 ottobre alle 11.00 e sarà possibile iscriversi in loco la mattina dell’evento solo fino a esaurimento posti.

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IAB Italia e SuperSummit annunciano la partenza di IAB Academy, online dal 6 maggio

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IAB Italia e SuperSummit annunciano la partenza di IAB Academy, la piattaforma dedicata alla formazione dei protagonisti del digital e dell’advertising, online dal 6 maggio.

La piattaforma ospiterà “instant courses” e un vasto archivio di video per raccontare le esperienze, i casi di successo e di insuccesso, le nuove tendenze e i numeri del business digitale in Italia e nel mondo. Obiettivo di IAB Academy è infatti quello di aggiornare i professionisti del settore e fornire indicazioni concrete per poter affrontare tutti gli aspetti del digital advertising, dalle decisioni strategiche alla progettazione ed execution delle campagne, anche sotto gli aspetti legislativi.

“All’inizio del mandato, uno degli obiettivi prefissati è stato quello di approfondire sempre di più il tema della formazione, che io e il Consiglio Direttivo di IAB Italia riteniamo prioritario per la crescita dell’Associazione e della Industry e quindi del Paese. Vogliamo offrire una bussola che aiuti tutti gli stakeholders a muoversi tra le nuove opportunità che questo mercato – in costante evoluzione – ci offre. IAB Academy è quindi uno strumento prezioso che permetterà ai soci IAB e a tutti i protagonisti, del settore e non solo, di essere aggiornati in tempo reale sui nuovi trend e che racchiuderà tutti gli argomenti di interesse per il mercato affrontati dall’Associazione”, ha dichiarato Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia. “In un momento come quello attuale, crediamo anche fondamentale fornire ai protagonisti del settore tutte le skills necessarie per supportare concretamente la crescita del mercato”.

Sono due le offerte di aggiornamento professionale previste dall’Academy: da un lato gli iscritti avranno la possibilità di accedere all’archivio completo di SuperSummit che comprende circa 250 ore di video legati ai temi del digitale e all’archivio video creato da IAB Italia in occasione dei suoi principali eventi (es. IAB Seminar, Webinar, IAB Forum), dall’altro gli utenti avranno a disposizione “instant courses” su specifici temi verticali.

Questi moduli sono brevi percorsi che possono essere seguiti online e in tempi rapidi per essere sempre aggiornati sulle best practice della Industry. I primi “instant courses” disponibili sono dedicati al Cookie Law e al Native Advertising. Al termine di questi corsi viene inoltre rilasciato un attestato di partecipazione.

A giugno è previsto anche un mese totalmente dedicato al tema dell’Advertising Digitale, in cui saranno disponibili video e webinar sull’argomento. Per far conoscere l’Academy, IAB Italia e SuperSummit hanno infatti pensato di proporre contenuti in diretta che gli utenti potranno visionare senza dover sottoscrivere l’abbonamento, per tutta la durata dell’Advertising Month.

Per accedere invece all’archivio completo di IAB Academy e a tutti gli “instant courses” è necessario essere abbonati, il prezzo è di 19 euro al mese per i soci IAB Italia e 29 euro al mese per tutti gli altri.

IAB Academy è disponibile all’indirizzo http://iabacademy.it

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La fine dell’advertising invisibile: come pagare solo ciò che viene effettivamente visto

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Pubblichiamo questo “thought piece” di Pierre Chappaz – Chairman and CEO del gruppo Ebuzzing & Teads.

La metà di tutta la pubblicità online, pianificata dai brand, non è propriamente visualizzata dagli utenti. Un dato estremamente negativo che peggiora di anno in anno, anche a causa della crescita del programmatic buying. Nel 2012, il 31% dell’advertising non è stato fruito; statistiche imbarazzanti che nel 2013 ha raggiunto addirittura il 54%, secondo ComScore. Recentemente GroupM ha annunciato che si ritirerà dagli Ad exchange “aperti”; tutta l’inventory sarà acquistata attraverso accordi di private marketplace, con editori e concessionarie. In sostanza solo private deal per garantire spazi premium. Si tratta di una scelta strategica rilevante che si presuppone sia una risposta diretta alla mancanza di trasparenza nelle attività di advertising online e, alle recenti attività fraudolente che hanno raggiunto dei livelli insostenibili.

Credo sia arrivato il momento in cui la nostra industry debba fare un passo indietro e prendere in considerazione tutti questi aspetti responsabilmente.

Nel segmento del video advertising la situazione è anche più delicata a causa della massiccia presenza del pre-roll. Tutti i formati instream, come quest’ultimo, sono stati sviluppati per imporsi sulle scelte dell’utente, obbligandolo a guardare un contenuto pubblicitario prima di un altro video. Tralasciando le attività illecite che rappresentano il 12% delle impression totali, la minaccia principale alla viewabilty (visibilità dei contenuti pubblicitari) è data dal comportamento degli utenti. Ormai le persone che navigano su Internet, sanno esattamente e strategicamente come evitare un’inserzione indesiderata. Aprono una nuova finestra o scheda, sospendono l’audio appena l’advert indesiderato appare di fronte al contenuto video o lo saltano direttamente dove possibile.

Un recente studio, condotto da Tubemogul, spiega che il 70% delle impression non derivano da una visualizzazione effettiva. Questo avviene perché la finestra nella quale è presente l’inserzione pubblicitaria non è più visualizzata nello schermo, perché consapevolmente escluso dall’utente. Ultimamente abbiamo anche notato che gli advertiser che acquistano a CPM pagano tra le due e le cinque volte in più rispetto a quel che dovrebbero.

Noi di Ebuzzing siamo molto sensibili al problema della visibilità dei contenuti video, per questo abbiamo deciso di sostenere questa battaglia entrando a far parte del collettivo Open VV, creato da Tubemogul, Innovide, Brightrol e Liverail che attraverso una tecnologia ha iniziato a misurare la “viewability” dei video pubblicitari, anche rispetto all’intera durata del filmato online. Questa tecnologia è in grado di trasformare, in punti di forza, i problemi di trasparenza e frode che stanno sporcando il mercato del digital adv online, specie nel settore del video. Si tratta di una battaglia che ha come obiettivo di garantire viewability, così come non avviene su nessun altro media, televisione inclusa.

Anche se il monitoraggio “di ciò che viene visto” è una soluzione per rilevare quello che non va bene, è ancor più importante sviluppare formati che incoraggino l’utente a guardare l’advert e non a evitarlo a tutti i costi. Tornando al tema del pre-roll, è chiaro che i formati non skippabili hanno i giorni contati. È impossibile forzare un utente attivo, che utilizza più device, a guardare contenuti pubblicitari indesiderati. Inoltre, quella piccola percentuale di pubblico che li visiona, non è detto che sia il target più interessante. Le persone quando navigano su Internet, non sono passive come davanti alla TV, magari comodamente seduti su un divano, al termine di una lunga giornata di lavoro. Si tratta di un’esperienza differente nell’approccio con il media perché, in quest’ultimo caso, non hanno nemmeno bisogno di cambiare canale.

L’esperienza di un contenuto pubblicitario ha realmente valore se visionato in maniera intenzionale. Bisogna ridare dignità al filmato pubblicitario, molti video sono dei capolavori estremamente coinvolgenti che possono essere offerti come contenuti rilevanti e non come pedaggio da pagare a danno della user experience.

Negli ultimi anni ci siamo impegnati a reinventare il settore del video advertising, coordinando e distribuendo le campagne all’interno di spazi editoriali, grazie a formati click-to-play o ancora meglio view-to-play. Quest’ultimo, creato da Teads nel 2013. Si tratta dell’inRead, fiore all’occhiello della nostra strategia, molto usato all’interno dei siti premium.
Il suo funzionamento è semplicissimo. L’advert video viene posizionato tra due paragrafi di un articolo e va in play solo quando è posizionato in maniera perfettamente parallela allo sguardo dell’utente. Diversamente, lo stream si blocca se si continua a scrollare la pagina, per proseguire la lettura di un articolo/editoriale. E’ una soluzione non invadente che non s’impone sulla navigazione online, piuttosto viene presentata per completarla.

L’inRead è stato creato per essere visibile di default, ma la vera rivoluzione sta nel fatto che i brand pagano a CPV (costo per visualizzazione) e non a CPM (ad impression), garantendo così il massimo della trasparenza. Il concetto di view-to-play è una sfida efficiente ed elegante per risolvere il problema della viewability nel nostro settore.  Inoltre, ha un altro vantaggio su tutti: crea nuove inventory premium, all’interno dei siti web più grandi al mondo.

Un’opportunità, su scala globale, che si dimostra essere una buona notizia per gli advertiser, ma soprattutto per agenzie media e per gli stessi siti web.

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Internet Advertising: l’Italia si conferma il quinto mercato in Europa secondo l’AdEx Benchmark

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Il mercato europeo della pubblicità online ha registrato il nuovo record di 27.3 miliardi di euro. L’Italia si conferma il quinto mercato in Europa con una crescita del +13%, raggiungendo un valore di mercato di 1.7 miliardi di euro, con un incremento superiore alla media europea, che è stata dell’11.9%. A dirlo è l’AdEx Benchmark, il rapporto annuale di IAB Europe sullo stato dell’arte del mercato europeo della pubblicità online.

In linea con l’Europa, in Italia il Display è stato il settore che ha segnato la crescita maggiore fra le diverse categorie analizzate (Display, Search, Classifieds and Directories), con un aumento del +25% ed un valore pari a 867 milioni di euro, crescita ancor più significativa se si considera che la media europea è stata del +14.9%. A influenzare la crescita, l’evoluzione dei modelli di consumo e di utilizzo diverse tipologie di device.

Il segmento Classifieds and Directories, che in Europa è rimasto relativamente stabile, con 4.6 miliardi di euro e una crescita del 3.6%, ha registrato in Italia una lieve flessione, dello 0.6%, che lascia comunque il valore del segmento ad oltre 317 milioni di euro.

Nel segmento Search, che in Europa ha mostrato una crescita del 13% per un valore di mercato pari 13.4 miliardi, l’Italia si posiziona con una crescita del 6% per un valore di mercato pari a 519 milioni di euro.
Il trend conferma sia in Italia sia in Europa una crescita significativa di Video e Mobile.

Il Video Advertising ha mostrato una forte crescita, soprattutto il comparto in- stream Video (pre, mid e post roll) che registra un incremento del +46% e raggiungendo i 130 milioni di euro. Anche questo risultato conferma un andamento in linea con il resto d’Europa, se si considera che la crescita media europea è stata del 45.4% nel 2013, sfiorando per la prima volta la quota di 1.19 miliardi di euro.

Il Mobile Advertising in Italia è cresciuto del 41%, portando il valore del comparto a circa 80 milioni di euro, legata alla diffusione di tablet e smartphone nella popolazione e all’aumento del tempo speso online dai consumatori, cui ha fatto seguito un progressivo spostamento di budget di investimenti pubblicitari su questi canali. Particolarmente brillante i risultati del Mobile Display (+63%).

Carlo Noseda (nella foto), Presidente di IAB Italia, nel sottolineare l’importanza del digitale per la crescita economica dell’Italia, ha aggiunto: “Questi risultati confermano il valore crescente della pubblicità digitale ci spingono a confermare le stime di crescita per il 2014. I player hanno saputo cogliere la sfida rappresentata dal mobile, dal social e dall’utilizzo cross-device, ripensando i modelli e le loro strategie. Siamo convinti che sia importante offrire informazioni sempre più chiare e strumenti utili per supportare gli investitori pubblicitari nelle decisioni di pianificazione. Proprio in quest’ottica, ci stiamo confrontando attivamente con università e terze parti per arrivare ad una mappatura esaustiva e comprensiva di tutto il mercato”.

Di seguito sono elencati i 10 mercati che hanno registrato la performance migliore. L’Italia si conferma al quinto posto.

Top 10 Ranking
1. UK – 7.4 miliardi
2. Germania – 4.7 miliardi
3. Francia – 3.5 miliardi
4. Russia – 1.8 miliardi
5. Italia- 1.7 miliardi
6. Paesi Bassi – 1.3 miliardi
7. Svezia – 0.9 miliardi
8. Spagna – 0.9 miliardi
9. Norvegia – 0.7 miliardi
10.    Danimarca – 0.6 miliardi

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La campagna web “Opportunities Made in Italy”, online anche sul Financial Times

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Continua la campagna per presentare al mercato internazionale le potenzialità dell’offerta fieristica italiana: dopo un primo flight su LinkedIn, il social network professionale più diffuso al mondo, dal 2 giugno la campagna web “Opportunities Made in Italy”, sarà online sull’autorevole quotidiano economico inglese Financial Times per una settimana.

L’iniziativa si inserisce all’interno del programma di attività di valorizzazione del settore fieristico come reale piattaforma competitiva per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, attraverso la certificazione di qualità delle manifestazioni. Il progetto, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, è promosso per il secondo anno consecutivo da Aefi-Associazione Esposizioni e Fiere Italiane, CFI-Comitato Fiere Industria, CFT-Comitato Fiere Terziario, ICE Agenzia, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e Unioncamere.

Il sistema fieristico italiano dà così voce alla propria eccellenza attraverso un importante media internazionale come il Financial Times, valorizzando e presentando a un pubblico qualificato le manifestazioni che nel 2013 e nel 2014 hanno scelto di aderire al progetto. La campagna web, finalizzata a coinvolgere business partner, operatori e investitori esteri, sarà articolata in sei diverse aree tematiche, che racchiudono i settori chiave delle 76 fiere certificate: a ogni area verrà associato un concept, comunicato attraverso il banner della campagna e landing page ad hoc.

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MEDIA

L’esperienza video di Foscarini con Ebuzzing è crossover. Meagan Cignoli firma le clip

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Tre video, tre formati e tre strategie video in stop-motion per svelare, in 6 e 15 secondi, la magia della luce di tre icone di design: Caboche, Twiggy e Rituals, i nomi di alcuni dei prodotti di punta di Foscarini (innovativo brand italiano dell’illuminazione decorativa) realizzate in collaborazione con designer internazionali.

Fino a giugno, tre video realizzati con tecniche in stop-motion, grazie alle funzionalità di Vine e Instagram, saranno distribuiti su tutto il network Ebuzzing (in Italia, Francia, Germania, UK e Stati Uniti) attraverso le seguenti soluzioni di advertising online: inRead e due formati inSocial Expandable ideati su due creatività differenti. Il primo è stato scelto proprio per sfruttare le potenzialità della tecnologia di contestual targeting, su cui è stato sviluppato.

Questo vuol dire che uno dei branded content sarà posizionato in ambienti editoriali ritenuti 100% in target con le esigenze di audience di Foscarini. Gli altri due saranno delle vere e proprie “performance visuali”, sempre declinate in ambienti in linea con le strategie di marketing del marchio, ma avranno come secondo obiettivo quello di creare un’esperienza di comunicazione molto impattante per l’utente.

“Creatività, innovazione, vocazione alla ricerca costante sono da sempre le nostre parole d’ordine” – afferma Alessandro Vecchiato, co-fondatore di Foscarini assieme a Carlo Urbinati  –  “Quando si tratta di dare forma ad una nuova lampada, ma anche negli strumenti di comunicazione, amiamo esplorare nuovi linguaggi e utilizzare strumenti innovativi con l’obiettivo di accendere emozioni”.

Tutte le storie di queste lampade sono state raccontate in immagini animate dalla celebre videomaker newyorkese Meagan Cignoli che, in pochi secondi, ha svelato cosa c’è dietro la magia di una luce. Un lavoro impegnativo per veicolare gli altissimi canoni di innovazione, bellezza, modernità e funzionalità dei prodotti di Foscarini.

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AZIENDE

Sbarca in Italia l’‘advertising that learns’ di Rocket Fuel

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Rocket Fuel è un algoritmo, una tecnologia in grado di utilizzare i big data in maniera efficiente e, soprattutto cross channel, per finalità sia di branding sia di direct response”, spiega Enrico Quaroni (nella foto), recentemente nominato Country Manager dell’azienda sbarcata in Italia lo scorso 7 luglio.

L’azienda con sede a Redwood Shores, nella Silicon Valley Californiana, ha creato infatti un nuovo metodo di calcolo che sintetizza ricerca e sviluppo all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale, big data, apprendimento automatico e scienza della decisione; una piattaforma di real time bidding in grado di risolvere uno dei problemi primari del marketing, quello cioè di riuscire a deliverare il messaggio pubblicitario giusto, alla persona giusta, nel momento giusto, utilizzando tutti i media disponibili, su una scala davvero innovativa nella storia del marketing tecnologico. Rocket Fuel Italia metterà a disposizione la propria offerta completa di bidding in tempo reale e di ottimizzazione dei servizi di “brand advertising” e campagne a risposta diretta, includendo analisi e attribuzione avanzate.

“Rocket Fuel è in grado di “apprendere” nel corso della campagna e di “modificarla” in tempo reale in base ai risultati di efficienza misurati”, continua Quaroni. “Il risultato è un’attività di marketing misurabile con una granularità 1 to 1 e un’efficacia delle impression su tutti funnel e su tutti i canali pubblicitari”.

La piattaforma è infatti in grado di apprendere in modo automatico, rendendo sempre più mirata ogni successiva decisione di investimento pubblicitario. I programmi di advertising, grazie all’algoritmo, diventano così intelligenti forme di vita computazionale che si adattano continuamente e in tempo reale ai flussi di dati che cambiano ed evolvono, agli indicatori di performance e in base all’ambiente mediatico.

Con un fatturato di 107 milioni di  dollari nel 2012, Rocket Fuel è stata classificata al 4°posto nella lista delle aziende più promettenti del 2013 stilata da Forbes e vanta  un tasso di rinnovo clienti del +94%. Fondata nel 2008 da persone con lunga esperienza nell’online advertising e persone che arrivano dalla NASA, Yahoo!, Salesforce.com e DoubleClick, impiega oltre 512 dipendenti in 19 uffici in tutto il mondo tra cui New York, Londra, Parigi e Amburgo.

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