AZIENDE

Il Native Advertising di Addoor si espande in Europa e punta sul mercato italiano

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Addoor Native Advertising

Addoor espande il proprio business ed entra anche nel mercato italiano con la sua offerta di servizi in ambito di native advertising. Il player è cresciuto negli anni grazie al suo focus sulle offerte dedicate al native advertising; grazie al forte know-how acquisito nel tempo, l’azienda ha sviluppato una piattaforma tecnologica proprietaria che assicura flessibilità e autonomia operativa ai propri team di consulenti esperti e qualificati che affiancano editori, agenzie e inserzionisti al fine di massimizzare, per tutti, il ritorno economico delle campagne. In Spagna, la società ha guadagnato ben presto significative quote di mercato attivando partnership continuative con oltre 300 editori spagnoli locali e nazionali, sui cui canali web vengono veicolate campagne di native advertising di numerose agenzie e inserzionisti legati ad Addoor da un elevato livello di fidelizzazione.
Già indiscussa protagonista anche nei mercati latino-americani, per Addoor l’ingresso in Italia è il primo passo di una strategia di espansione europea.

Agli editori partner Addoor offre un modello di native advertising di facile implementazione, grazie al quale monetizzare il traffico sui propri siti: il widget Addoor viene integrato con un adattamento personalizzato, in modo che l’aspetto grafico dei contenuti degli annunci, visibili dopo soltanto pochi minuti, sia perfettamente conforme a quello generale del sito. Il servizio Addoor, inoltre, è certificato dai più diffusi AD Blocker e consente pertanto di massimizzare i ritorni. Il tutto, inoltre, senza l’obbligo di firmare contratti che richiedano un impegno esclusivo o vincolante: gli editori possono rimuovere il widget in qualsiasi momento. Per quanto riguarda le agenzie e gli inserzionisti, questi sono costantemente supportati dal team di consulenti Addoor allo scopo di definire i criteri più performanti delle loro campagne di native advertising, sia di tipo branding che CPC e content, e per garantirne l’avvio e la gestione secondo le tempistiche più idonee e sui mezzi più congeniali al raggiungimento di elevati livelli di engagement del target.

“Siamo convinti che il mercato europeo ci offra grandi opportunità e che quello italiano abbia un ruolo cruciale per la nostra crescita” commenta Cesar Nuñez, Ceo & Founder di Addoor. “L’interesse verso il native advertising è grande e abbiamo già ricevuto riscontri positivi a conferma dell’esclusività e dell’efficacia del nostro approccio e della possibilità di affermarci presto come partner di riferimento sia per editori che per agenzie e inserzionisti anche in Italia”. La società di ricerche Enders Analysis ha previsto che entro il 2020, con una crescita del 156% all’anno, il native advertising rappresenterà il 52% del mercato del display advertising europeo. In questo contesto, l’Italia è tra i mercati più dinamici, come risulta da uno studio dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano secondo cui questa tipologia di pubblicità ha segnato una crescita del 76% dal 2015 al 2016, la più alta tra i vari formati di advertising online.

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MEDIA

Rocket Fuel e Kahuna lanciano i “Programmatic Breakfast”. Primo appuntamento il 6 aprile

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programmatic breakfast

Prenderanno il via dal 6 Aprile i “Programmatic Breakfast”: ciclo di appuntamenti di divulgazione sul Programmatic Advertising e riservati al marketing delle aziende tradizionali e non native digitali. Una serie di incontri mensili organizzati da Rocket Fuel in collaborazione con Kahuna, l’unica agenzia indipendente italiana specializzata unicamente in Programmatic Advertising.

Nel mercato di oggi il Marketing e la Comunicazione nelle aziende (grandi o piccole, locali o multinazionali) sono sottoposti a pressioni e sfide inedite. Consumatori distratti con tempi di attenzione sempre più brevi, quando navigano, usano lo smartphone o guardano la TV in streaming, pressione competitiva sui mercati, necessità di innovare continuamente.

In molti vedono (in Italia come all’estero) nel Programmatic Advertising e nella sua innovazione tecnologica un modo di affrontare le sfide, per raggiungere in modo efficace target sempre elusivi, con logiche di pianificazione sofisticate e algoritmi e tecnologia utili per massimizzare l’efficacia dei budget riducendo costi e migliorando il ROI.

Ma l’Italia come spesso accade è indietro nella adozione: basti dire che il Programmatic è misurato (facendo una media fra le diverse rilevazioni) intorno al 20% del totale del Display in Italia, quando negli Stati Uniti questa percentuale è stimata da eMarketer a quasi il 70% quota che sarà superata nel 2017.

Il format originale pensato da Rocket Fuel e Kahuna prevede brevi appuntamenti, all’ora di colazione e della durata di meno di 1 ora e mezza, per dare a manager e responsabili della comunicazione tutto il tempo per essere in ufficio per la regolare giornata. Piattaforme, partner ed esperti aiuteranno i partecipanti a comprendere meglio il “pianeta Programmatic”, la sua reale utilità nel contesto della comunicazione di marca e di prodotto, e la sua relazione con l’offline e i media tradizionali.

Il primo evento del ciclo sarà quindi dedicato al tema: “A cosa serve davvero il Programmatic Adv. Serve veramente a raggiungere obiettivi di marketing o è solo una moda?” e si terrà a Milano, presso la sede di Rocket Fuel, in via Confalonieri al n. 36.

Argomenti del primo dei 4 Programmatic Breakfast programmati prima dell’estate sono:
● chiarire l’effettivo utilizzo e applicazione del programmatic a livello italiano ed internazionale, confrontando le best practice nei diversi settori
● esaminare diversi problemi strategici e di marketing, e in quali scenari il Programmatic permette di affrontarli in modo originale ed efficace
● condividere la “catena del valore” del settore Programmatic in modo da identificare tutti gli attori coinvolti in un progetto e una campagna efficaci.

Per iscriversi e avere ogni altra informazione circa gli eventi, è possibile andare sul sito.

“L’obiettivo di questo ciclo è aiutare i Responsabili Marketing, Comunicazione e Media delle aziende non native digitali a comprendere il pianeta Programmatic, e quali effettivi problemi di Media Planning e di Marketing può essere applicato con successo”, spiega Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel (nella foto).

“Grazie all’aiuto di uno dei nostri principali partner, ovvero Rocket Fuel, siamo felici di contribuire alla divulgazione al mercato”, commenta Paolo Serra, Managing Partner di Kahuna. “Molte aziende infatti hanno un preconcetto del Programmatic come a un serbatoio di spazi invenduti e di bassa qualità. Questo fa diventare il Programmatic una riga del Media Plan per abbassare il CPM complessivo e rendere “potabile” una pianificazione, praticamente un contenitore di editori e spazi che nessuno ha tempo e voglia di pianificare singolarmente, quando in verità il suo potenziale è di gran lunga maggiore e dirompente”.

Altri 3 eventi saranno organizzati prima dell’estate, a Milano, su temi quali:
● Il Programmatic per il Brand Advertising
● Come allocare il budget per il Programmatic?
● Programmatic SENZA RTB, cosa rimane?

 

 

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Come superare il relevance gap: i risultati della ricerca Quantcast

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Quantcast Relevance Gap

Secondo alcuni rumor di mercato, brand ed investitori non credono più nella forza del digital display advertising. Una dichiarazione molto forte per un settore che annualmente investe miliardi in questo canale pubblicitario e che non ha lasciato indifferente Quantcast: la società americana ha voluto scoprire da cosa deriva questa mancanza di fiducia, questa relevance gap, come i consumatori considerano la pubblicità digitale e ciò che conta davvero per loro quando si tratta di ricevere annunci online. Sembra infatti che uno dei motivi principali per cui i marketer abbiano iniziato a dubitare di questo canale pubblicitario sia la mancanza di rilevanza dell’annuncio e quindi l’insoddisfazione dei consumatori nel ricevere pubblicità non in linea con le loro aspettative e le loro esigenze specifiche.

Secondo una ricerca commissionata da Quantcast e condotta da Brunswick Group, una società di consulenza globale, da marzo a maggio 2016, su 7.000 consumatori digitali tra Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Italia, Germania, Norvegia e Svezia, il 66% degli utenti considera la maggior parte degli annunci adv non importanti e significativi. Un dato che evidenzia in modo netto quello che viene definito come “relevance gap” ossia la forte disparità tra ciò che i consumatori desiderano e quello che in realtà ricevono. Non colmare questo divario per brand ed investitori significa non solo diminuire la loro reputazione e autorevolezza, ma anche perdere la fiducia del consumatore e la chiara possibilità che questi traduca la visualizzazione dell’annuncio in una vera e propria conversione.  Dai risultati emerge infatti che l’opportunità di compiere azioni concrete e positive come richiedere maggiori informazioni, generare una lead o procedere con l’acquisto è 4 volte superiore per chi entra in contatto con pubblicità davvero rilevanti come offerte personalizzate (78%), notifiche su eventi locali (67%) o relative al comportamento online (66%). L’84% degli intervistati dichiara di apprezzare pubblicità affini ai propri interessi e il 50% afferma che sono proprio questi annunci a indurlo alla ricerca di ulteriori notizie sul brand stesso.

Altri interessanti insight evidenziano comunque anche un cambiamento da parte degli utenti nei confronti dell’advertising digitale. La maggior parte degli user sembra infatti aver capito che fornire un accesso anonimo alla propria cronologia permette agli editori di erogare pubblicità display più rilevanti e coerenti con i loro interessi. Questa nuova consapevolezza del consumatore ha determinato una maggior predisposizione alla pubblicità che però deve avere come prerogativa indispensabile la rilevanza.
Ecco in sintesi tre consigli chiave per colmare il cosiddetto relevance gap:
1. Sfidare i partner pubblicitari ad andare oltre lo status quo dei dati demografici di base
2. Dare priorità a informazioni rilevanti per il consumatore
3. Puntare su annunci statici e semplici

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Il data-driven marketing e il suo dominio nel mercato: la survey GDMA e Winterberry

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Il data-driven marketing e il suo dominio nel mercato: la survey GDMA e Winterberry

L’importanza dei dati è assoluta, la loro centralità è indiscussa all’interno delle strategie di marketing di oggi: per acquistare pubblicità, valutare i media di consumo e offrire ai clienti esperienze eccezionali non si può prescindere dai Big Data, e da tutte le analisi e i monitoraggi fatti grazie al supporto digitale. Proprio questo sottolinea la terza edizione dell’annuale Global Review of Data-Driven Marketing and Advertising condotta da GDMA (Global Alliance of Data Driven Marketing Association) e Winterberry Group rivela ancora una volta il ruolo di primo piano che il data-driven marketing and advertising (DDMA) gioca nel successo di ogni business. In appena tre anni, il DDMA è passato dall’essere una disciplina di nicchia a diventare centrale nello sviluppo di offerte, messaggi e esperienze che toccano virtualmente ogni punto di contatto col cliente. Invece che confinarlo al solo marketing, i CMO, i CEO e le figure leader del business in tutto il mondo stanno cominciando a comprendere tutto il valore del DDMA e a integrarlo in altre parti del business.

“La tecnologia sta mutando rapidamente ogni giorno e ha un grande impatto su come i cliente si relazionano coi brand, che è poi il motivo per il quale i dati sono così fondamentali nel decidere così tanti aspetti del business”, afferma Jodie Sangster, Chair di GDMA e CEO di ADMA. “Per i marketer è un segnale molto positive vedere che sempre più CEO e membri dei consigli d’amministrazione comprendono il valore e l’importanza dei dati”…

 

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AGENZIE

Havas Media si aggiudica la comunicazione di CHILI e porta il brand in prima visione

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Stefano Spadini di Havas Media

È andata a Havas Media la gestione del budget di comunicazione di CHILI, piattaforma indipendente europea di servizi TVOD (Transactional Video On Demand). L’agenzia gestirà anche il coordinamento delle attività di CHILI, oltre che in Italia, in UK, Germania, Polonia e Austria. CHILI è la piattaforma multidevice di film on demand pay per view, con le Prime Visioni disponibili a poche settimane dall’uscita nelle sale cinematografiche. La piattaforma italiana è un’eccellenza del settore e ha già saputo attirare nel suo capitale, nel 2016, Major del calibro di Paramount, Viacom, Warner Bros e Sony Pictures Entertainment.

La campagna, che partirà a breve, ha come obiettivo principale incrementare la customer base, con particolare focus alla crescita nei paesi esteri. Per la strategia e le pianificazioni – 100% digital – Havas Media è affiancata da Ecselis, pure player di Havas Group specializzato nelle attività performance. Stefano Spadini, CEO Havas Media Group, commenta: “Ormai da alcuni anni l’industria si interroga sul binomio dati-contenuti. Con Chili puntiamo a raggiungere nuove frontiere di analisi, così da poter sviluppare una strategia su un target iper segmentato. Si tratta di aree strategiche per le quali il cliente ci ha riconosciuto come il giusto partner, in grado di accompagnarlo durante questa fase di crescita così sfidante.”

Giorgio Tacchia, Amministratore Delegato di CHILI, ha sottolineato: “La scelta si è orientata verso un grande network internazionale, con un chiaro indirizzo strategico sulla comunicazione e i nuovi media. Havas Media contribuirà non solo sulle pianificazioni media ma, grazie alle sue competenze locali ed internazionali, sarà per noi continuo stimolo e confronto per valutare tutte le variabili che compongono un mix di comunicazione efficace.”

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Report Zenith: nel 2017 il Programmatic Advertising crescerà del 31%, più di tutti gli altri canali digital

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Programmatic - Zenith

Il Programmatic advertising è destinato a crescere del 31% nel 2017, più rapidamente di tutti gli altri canali digitali: a rivelarlo è Zenith con la nuova edizione del suo report Programmatic Marketing Forecasts, pubblicato oggi. Questo report, che copre 41 mercati chiave dell’advertising, stima che il Programmatic crescerà più rapidamente dei social media (che cresceranno del 25%) e dei video online (20%) – canali di cui, inoltre, una quota crescente sarà venduta in modalità programmatica. Quest’anno il Programmatic diventerà il principale metodo di vendita del digital display, pari al 51% della spesa, ed è destinato a crescere fino al 56% nel 2017.

Inizialmente il Programmatic Marketing è stato utilizzato soprattutto per raggiungere i target group nel modo più economico possibile, con poca attenzione alla qualità dei siti in cui venivano visualizzati gli annunci. Attualmente, invece, viene utilizzato in combinazione con segmenti di dati preziosi comunicare con gli individui in un modo che unisce razionalità e creatività, individuando le persone con maggiore ricettività ai messaggi del brand e accompagnandoli lungo il percorso d’acquisto – il tutto con erogazioni che spesso avvengono in ambienti premium.

Il Programmatic Advertising è arrivato in pochi anni a dominare il mercato del digital display, dopo aver rappresentato nel 2012 solo il 13% della spesa in display advertising. L’investimento in Programmatic Advertising, infatti, è cresciuto da 5 miliardi di dollari nel 2012 a 39 miliardi di dollari nel 2016, con un tasso medio di crescita pari al 71% annuo. Il suo sviluppo sta rallentando al consolidarsi del mercato pubblicitario display ma si prevede che crescerà comunque, a un tasso medio annuo del 28% annuo fino al 2018, quando raggiungerà i 64 milioni di dollari.

Da molto tempo gli Stati Uniti sono il più grande mercato in termini di programmatic, con uno speso di 24 milioni di dollari nel 2016 e pari al 62% della spesa complessiva globale. Il Regno Unito è al secondo posto a diverse lunghezze di distanza, con un investimento programmatico pari a 3,3 miliardi di dollari, e la Cina al terzo, con 2,6 miliardi di dollari. In altre parole, la spesa in Programmatic rappresenta il 70% del display advertising negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma solo il 23% in Cina, dove esiste ancora grande margine per una rapida crescita.

Il rapporto di Zenith prende in considerazione solo i media digitali ma va comunque detto che il mercato Programmatic sta iniziando a diffondersi anche nell’ambito dei media “tradizionali”. Alcune televisioni, radio e piattaforme digitali out of home offrono già trading automatizzato e data-driven a partire da spazi in inventory. È un processo che richiederà alcuni anni ma, alla fine, il programmatic buying sarà disponibile per tutti i media tradizionali come opzione standard d’acquisto.

“L’acquisto in Programmatic dei media digitali è diventato la norma in tutti i principali mercati e lo sta diventando anche nei mercati più piccoli, qui con un tasso d’adozione veramente rapido”, ha detto Benoit Cacheux, Global Head of Digital & Innovation di Zenith. “Crediamo che questa crescita continuerà a essere alimentata dalla crescente qualità dei media disponibili – soprattutto sui private market – e dalla maggiore disponibilità dei mobile programmatic media. Lo stesso si può dire anche per la raffinatezza fornita dalle soluzioni tecnologiche, come le data management platform e le infrastrutture tecnologiche”.

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AZIENDE

“Testing Multiple Partners”: Quantcast valuta i partner migliori nel programmatic

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programmatic

Testing Multiple Partners”, ovvero come valutare le performance di più partner nel programmatic advertising. È questo il focus del nuovo White Paper presentato da Quantcast, società leader dei big data applicati alla pubblicità digitale e mobile. Nel documento si delinea chiaramente come comparare più fornitori in programmatic, con analisi pensate e realizzate per capire quali stiano ottenendo le prestazioni migliori ed evitare le problematiche che i vari modelli di attribuzione possono comportare compromettendo le valutazioni delle campagne.

Idealmente, ogni marketer dovrebbe affidarsi ad un partner specializzato in modelli di attribuzione per misurare il valore di ogni touchpoint e valutare l‘efficacia di ogni fornitore sulla campagna, così da verificare chi effettivamente stia favorendo una crescita incrementale e l‘acquisizione di nuovi clienti e chi invece stia semplicemente intercettando clienti che avrebbero comunque generato una conversione. Molto spesso però per motivi di tempo, risorse e budget tutto questo non è possibile e molti rischiano di attribuire il merito della campagna ai partner sbagliati, ecco perché Quantcast ha deciso di tracciare le linee guida che definiscono alcune “buone regole” per una corretta comparazione dei vari fornitori.

Fondamentale per una giusta valutazione delle performance è senza dubbio il confronto tra partner che agiscono nella stessa parte del funnel distinguendo quindi tra prospecting, retargeting o targeting full-funnel…

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Zenith: nel 2018 il mobile advertising varrà il 60% della pubblicità online

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mobile advertising

I dispositivi mobile peseranno per il 75% sull’utilizzo globale di internet l’anno prossimo. A prevederlo è Zenith con il suo Mobile Advertising Forecasts, il nuovo report dell’agenzia media pubblicato oggi. Il peso del mobile nell’utilizzo di internet è aumentato rapidamente nel corso degli anni, dal 40% del 2012 al 68% del 2016, e Zenith prevede che raggiungerà il 79% nel 2018.

Questa prima edizione del rapporto prende in analisi il mobile advertising e le tecnologie mobile in 60 paesi-chiave di tutto il mondo, includendo nelle proprie previsioni l’aumento del tempo speso dai consumatori nell’utilizzo di internet in mobilità, la diffusione di smartphone e tablet, come anche la crescita della spesa pubblicitaria legata al mobile.

I paesi con i più alti livelli di consumo di internet in mobilità sono sparsi fra Europa occidentale, Asia e America del nord. È in Spagna che il mobile internet ha il maggior peso rispetto all’utilizzo totale di internet e per questo paese Zenith stima che l’internet in mobilità varrà l’85% della fruizione internet nel 2016. Hong Kong si classifica al secondo posto, con il 79% dell’internet fruito tramite mobile, precedendo Cina (76%) e Stati Uniti (74%). Italia ed India occupano il quinto posto a pari merito, con una proporzione del 73% in entrambi i paesi.
Zenith si attende anche che entro il 2018 Hong Kong avrà il più alto tasso d’utilizzo di mobile internet, che peserà per l’89% dell’utilizzo internet complessivo. La Cina sarà seconda con l’87% e la Spagna terza con l’86%, seguite dagli Stati Uniti e l’Italia (83% in entrambi i casi) e dall’India con l’82%.

L’aumento nell’utilizzo di internet in mobilità è ovviamente guidato dalla rapida crescita nella penetrazione dei dispositivi mobile. Nel 2012 solo il 23% delle persone nei 60 mercati di riferimento possedeva uno smartphone e il 4% aveva un tablet.
Ora la penetrazione degli smartphone ha raggiunto quota 56% ed è cresciuta di 2,4 volte in 4 anni – Zenith prevede che raggiungerà il 63% nel 2018.
I livelli più alti nella penetrazione di smartphone si concentrano in Europa occidentale ed Asia. Zenith stima che sarà l’Irlanda ad avere la più alta penetrazione di smartphone (92%), seguita da Singapore (91%), Spagna (88%), Norvegia (86%) e Corea del Sud (84%). Zenith prevede che l’Irlanda rimarrà al primo posto nel 2018, con una penetrazione del 94%, seguita da Svizzera e Singapore (92% per entrambe le nazioni) e Norvegia accompagnata da Taiwan (91% per entrambi i paesi).

La penetrazione dei tablet varia in modo estremamente significativo di mercato in mercato. In 10 dei 60 mercato analizzati da Zenith, i tablet hanno livelli di penetrazione al di sopra del 50%, mentre in altri 10 hanno una quota di penetrazione al di sotto del 10%.
Come già anticiato da Zenith negli Advertising Expenditure Forecasts del mese scorso, il mobile advertising supererà il desktop advertising nel 2017, aumentando la propria quota sulla pubblicità globale internet dal 44% di quest’anno al 52% per il 2017. Per il 2018, invece, Zenith si attende che il mobile adv varrà il 60% di tutto l’internet advertising. In quell’anno la spesa in mobile advertising totalizzerà 134 miliardi di dollari USA – più di quanto verrà speso in quotidiani, periodici, cinema e affissione messi insieme.

“I dispositivi in mobilità sono già la fonte primaria d’accesso a internet in tutto il mondo” commenta Jonathan Barnard, Head of Forecasting di Zenith (nella foto). “I paesi di Europa occidentale, Asia e Nord America stanno guidando la transizione, ma la tecnologia mobile si sta diffondendo rapidamente ovunque. A questo si aggiunge, infine, che l’anno prossimo i dispositivi in mobilità diventeranno la modalità principale in cui sarà veicolato l’internet advertising”.

Come conseguenza Zenith ritiene che per i brand occorra diventare mobile-first nella propria comunicazione digitale: tutte le risorse – dai siti internet alle pubblicità in formato video – dovrebbero essere realizzate per proporre le esperienze migliori e più efficaci sui dispositivi in mobilità. Gli inserzionisti devono anche pensare alla mobilità del consumatore, non solo a quella dei dispositivi. Durante la giornata, infatti, i consumatori spostano la propria attenzione dal tablet ai computer desktop agli smartphone, a volte mentre utilizzano la televisione: per questo gli inserzionisti devono costruire esperienze di marca che siano coerenti di schermo in schermo e di dispositivo in dispositivo.

Zenith suggerisce anche agli inserzionisti di considerare l’ecosistema mobile nella sua interezza quando pianificano le proprie comunicazioni, comprendo gli smartwatch, i dispositivi per il tracciamento delle attività e gli altri smart device. I consumatori, infatti, tendono a utilizzare dispositivi specializzati in occasioni molto precise, dando agli inserzionisti l’opportunità di intercettarli con esattezza in questi momenti della loro vita.

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Criteo Italia e Infinity Tv, nasce la partner per l’ottimizzazione delle campagne ADV

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Criteo Italia e Infinity Tv, nasce la partner per l'ottimizzazione delle campagne ADV

Criteo annuncia la partnership con Infinity tv, il servizio online del Gruppo Mediaset. Infinity tv rappresenta il nuovo intrattenimento per le famiglie, una piattaforma dove le persone possono vedere i loro programmi preferiti quando e dove desiderano, per avere sempre il divertimento a portata di mano. Infinity è semplice da usare: dopo 30 giorni di prova gratuita di tutti i contenuti della piattaforma, si può decidere se confermare e rinnovare l’abbonamento e per disdire basta un click. La peculiarità di questa offerta spinge Infinity alla costante sfida nell’offrire ai clienti i contenuti migliori in base alle loro preferenze.

Per ottimizzare e affinare le campagne pubblicitarie tramite tutti i canali digitali, Infinity si è affidata a Criteo fin dai tempi della nascita del servizio. Criteo è stata scelta come partner per le campagne di retargeting per la capacità di proporre i migliori annunci pubblicitari ai clienti giusti, al momento giusto. Le feature delle campagne di Criteo rispondono alla crescente necessità di colpire gli utenti nei “micro-moment”, in tutti i momenti della giornata su tutti i dispositivi: la mattina appena svegli, durante il viaggio verso l’ufficio, negli ambienti di lavoro o a casa. La collaborazione con Criteo ha portato ottimi risultati: il CTR è cresciuto del 60% e il conversion rate è aumentato del 5%.

Marco Binda, Direttore Vendite e Marketing di Infinity tv, ha dichiarato: “Nel nostro business le sfide non finiscono mai perché possiamo acquisire molti clienti in breve tempo ma allo stesso tempo corriamo il rischio di perderli in pochi secondi. Ogni mese dobbiamo quindi guadagnarci la fedeltà dei nostri clienti. Ecco perché la capacità di Criteo di offrire annunci personalizzati e contestualizzati diventa un driver importante per il successo”.

Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia, ha commentato: “Siamo felici che Infinty tv abbia scelto Criteo sin dall’inizio della sua avventura e abbia nel tempo rinnovato la sua fiducia in noi. Penso che i risultati ottenuti siano il frutto sia delle ottime performance che il nostro motore garantisce alle campagne, sia della stretta collaborazione che ci contraddistingue. Il confronto continuo con un player di eccellenza del panorama del digital entertainment ci consente di proporre le soluzioni adeguate alle diverse necessità e ottenere risultati eccellenti”.

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AZIENDE

Il 2016 di UpStory, tra nuovi formati e nuovi partner

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Il 2016 di UpStory, tra nuovi formati e nuovi partner

UpStory, piattaforma creata da BizUp, si avvia a chiudere un 2016 in rapida espansione. Grazie infatti alle relazioni strette in meno di un anno con alcuni dei principali publisher italiani, tra cui spiccano il network di Veesible (Tiscali, Ansa, GameSurf, Gianluca Di Marzio…) e Condé Nast (Wired, GQ, Vanity Fair), oggi il network può contare su più di 100 siti premium e 4.000 blogger e social influencer, fondamentali per ottenere la massima amplificazione dei contenuti pubblicitari o editoriali dei brand.

Dopo il lancio nel 2015 della piattaforma per la pianificazione di sponsored post e nel 2016 dei formati nativi in-feed e in-text, l’offerta di UpStory oggi si completa con nuovi formati progettati per conquistare la massima attenzione ed engagement, rispettando l’esperienza di navigazione degli utenti (in particolare su mobile). UpSlide è un formato in

grado di mostrare un’immagine contestuale in parallax all’interno di un articolo, potendo offrire il massimo impatto in termini di branding; con UpVideo l’outstream conquista tassi di completion rate paragonabili a quelli del preroll, preservando la sua natura non-invasiva; con UpCube i brand possono sfruttare l’interattività di un cubo 3D per raccontare una storia e catturare engagement.  L’apertura di UpStory al programmatic completa l’offerta commerciale e consente di valorizzare ulteriormente le circa 120 milioni di impression erogabili ogni mese, in continua crescita.

UpStory rafforza inoltre il suo presidio nel target finance (Soldiweb, iFinanceWeb, PrivateBankingWeb) e target news grazie al network local di PressCommTech (Riviera24, Il Giunco, Ciao Como, Taranto Buonasera, Il Capoluogo), Gazzetta di Parma, TPI, Notizie.it, a cui si aggiungono i siti di Nexilia e di YoBee.

Claudio Vaccaro, CEO di BizUp e UpStory, commenta i risultati raggiunti: “Siamo molto soddisfatti dei risultati già ottenuti da UpStory, grazie allo sviluppo tecnologico della piattaforma e alla qualità degli accordi intrapresi con i principali publisher italiani. Il nostro obiettivo è quello di consolidare ed estendere la nostra offerta di formati nativi per garantire a brand e publisher i massimi risultati in termini di viewability, monetizzazione ed engagement che solo questo tipo di formati nativi oggi può garantire sul mercato”.

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La Brexit non ferma il mercato pubblicitario: i risultati della ricerca di Zenith

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La Brexit non ferma il mercato pubblicitario: i risultati della ricerca di Zenith

La spesa pubblicitaria globale crescerà del 4,4% quest’anno, raggiungendo 539 miliardi di dollari statunitensi, in aumento rispetto al 4,1% precedentemente previsto in giugno. A rivelarlo è Zenith col suo nuovo rapporto Advertising Expenditure Forecasts, pubblicato oggi. Il mercato pubblicitaria, quindi, continuerà a crescere del 4,5% nel 2017 e del 4,6% nel 2018 – in aumento rispetto alle precedenti stime di crescita su entrambi gli anni, che erano rispettivamente del 4,3% e 4,4%. Entro il 2018 la spesa pubblicitaria globale arriverà a 589 miliardi di dollari statunitensi, 4 miliardi in più rispetto a quanto stimato in giugno.

Stati Uniti, Filippine ed Europa occidentale guideranno una più rapida crescita nella spesa pubblicitaria
Questo aumento è essenzialmente il risultato di una crescita più forte del previsto negli Stati Uniti, dove un mercato del lavoro solido ha incoraggiato i consumatori a spendere di più e dove gli inserzionisti hanno combattuto più duramente per mantenere le proprie quote sul mercato in espansione. Zenith si attende che i network TV statunitensi torneranno a crescere quest’anno (a un tasso dell’1%, dopo una contrazione del 5% l’anno scorso). Ciò in seguito ai nuovi investimenti delle aziende farmaceutiche e di prodotti per il consumatore. L’agenzia si aspetta anche che i social media accelereranno da un 32% di crescita dell’ultimo anno al 35% quest’anno, grazie all’utilizzo di nuovi formati da parte degli inserzionisti (si pensi agli in-feed video) e al prosieguo della transizione al mobile internet. Nel complesso, Zenith prevede che gli Stati Uniti vedranno crescere del 4,4% la propria spesa pubblicitaria quest’anno, in ascesa rispetto alla precedente previsione del 3,8%.

Lievi indebolimenti del mercato pubblicitario nel Regno Unito dopo il voto per la Brexit
Nonostante il voto per la Brexit nel referendum del Regno Unito sulla permanenza in Unione Europea sia stato uno shock per molti attori di mercato, gli inserzionisti hanno fin qui reagito con pacatezza, senza diffuse riduzioni di budget. Zenith prevede una crescita del 5,4% nella spesa pubblicitaria del Regno Unito per quest’anno, di poco inferiore al 5,6% previsto poco prima del voto. Come indicato in precedenza dall’agenzia, infatti, gran parte dell’effetto della Brexit sul mercato pubblicitario britannico si mostrerà nel lungo termine.

Il mobile advertising sopravanzerà il desktop advertising persino più rapidamente del previsto
In giugno Zenith ha previsto che il mobile advertising avrebbe superato gli investimenti in digital desktop advertising nel 2017. L’agenzia continua a ritenere che questo sorpasso avverrà, ma ha aggiornato le proprie stime per la crescita del mobile su quest’anno (48% rispetto al 46% prima previsto) e sul prossimo anno (33% rispetto al 29% precedentemente stimato). Zenith al momento si aspetta che la spesa pubblicitaria sul mobile supererà quella per dispositivi desktop di 8 miliardi di dollari USA nel 2017, in aumento rispetto ai 2 miliardi previsti a giugno. Le stime prevedono che entro il 2018 il mobile peserà per il 60% di tutta l’internet advertising, in aumento rispetto al 58% previsto in precedenza.

 

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MEDIA

Cross Device Optimization di Rocket Fuel contro la duplicazione dei profili

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rocket fuel

Quello mobile è quindi sempre di più un canale da sfruttare in maniera efficiente e da valorizzare il più possibile: il suo successo del mobile è legato al fatto che il consumo di contenuti sui nuovi device è aumentato notevolmente nel corso degli ultimi anni. Smartphone e tablet sono dispositivi portatili che vengono utilizzati molto più frequente e sono il mezzo attraverso il quale le persone effettuano acquisti e prenotazioni online.

Non è quindi una sorpresa che il Mobile Advertising sia un fenomeno in costante crescita, come conferma un recente forecast della società di consulenza IBIS Capital, secondo il quale la spesa in adv mobile coprirà entro il 2018 il 40% dello spending pubblicitario complessivo, e circa i due terzi di quello digitale, in continua crescita rispetto al 16% del 2013.

“Senza strumenti in grado di misurare il reale contributo offerto dai nuovi device nella conversione, gli investimenti sul canale mobile rimarranno marginali”, sottolinea però Enrico Quaroni, Managing Director di Rocket Fuel Italia, Spagna e Mena Region. “L’evoluzione di internet verso il mobile rappresenta un passaggio sfidante per i marketer, ma comporta anche delle difficoltà: il primo è lo spazio a disposizione, limitato rispetto a quello utilizzabile su dispositivi desktop. Il secondo è il fatto che non ci siano ancora sistemi di tracciamento adeguati per misurare le attività di display advertising su mobile”.

L’aspetto più sfidante del mobile è l’opportunità, offerta dalla tecnologia, di creare esperienze significative di engagement tra brand e consumatori attraverso i dispositivi mobile, che sono “always on” e offrono pertanto una ricchezza di dati senza precedenti, aiutandoa capire quando e come coinvolgere i diversi consumatori durante la giornata.

“A volte l’utente si trova, inoltre, a utilizzare diversi dispositivi contemporaneamente: pensiamo banalmente a quando siamo in ufficio e contemporaneamente teniamo d’occhio anche il cellulare. Non è detto però che gli utenti facciano le stesse cose sui diversi device: generalmente sfruttano i plus di ciascuno di essi. È importante però che ricevano il giusto messaggio su ciascun dispositivo nel momento più adatto a far scattare la conversione”.

Per questo motivo Rocket Fuel ha sviluppato una soluzione chiamata Cross Device Optimization, che è in grado di riconoscere lo stesso utente su device differenti. L’utilizzo di questo strumento rende la comunicazione con i potenziali clienti efficiente ed efficace e dall’altra parte offre ai player che lavorano con Rocket Fuel la possibilità di risolvere il problema legato alla duplicazione dei profili su diversi canali utilizzando messaggi mirati.

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comScore: le minacce all’online advertising

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Un pezzo dell'infografica comScore

comScore svela, in una nuova infografica, tutte le criticità che il mercato pubblicitario di oggi si trova a vivere. Diverse questioni della massima importanza tengono sulle spine, infatti, le concessionarie e gli investitori: una di queste è l’AD Blocking, con comScore che sottolinea come la tendenza a utilizzare gli AD Block sia maggiore tra gli utenti giovani, e come, per combatterla, occorra riportare riportare in alto la user experience. La seconda è la frode pubblicitaria, visto come strumenti sempre più complessi riescano oggi a imbrogliare gli investitori sulle pubblicità video e desktop (soprattutto per quanto riguarda il programmatic); infine, comScore ricorda i pericoli della pubblicità non visualizzata, causa cattivo posizionamento o semplice ‘passare oltre’ da parte degli utenti.

Leggi su MyMarketing.Net l’approfondimento completo con infografica!

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MOBILE

IAB Seminar: “People are Mobile”

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iab seminar

Ha debuttato con successo, oggi, la nuova formula di IAB Seminar 2016, con l’appuntamento “People are Mobile” che ha ripreso il forma con workshop pomeridiani, caratteristico del Forum.
“L’anno è iniziato positivamente per la nostra Industry: questo scorcio d’anno segna un +3,5 di investimenti nell’area digitale “allargata”. Siamo quindi molto soddisfatti di aver aperto la stagione 2016 con un evento su un tema fondamentale come quello del Mobile, che oggi arriva a pesare per il 25% del digital spending”, ha esordito Carlo Noseda, Presidente IAB Italia (nella foto). “Diventa così tassativo avere un approccio sempre più omnicanale, esplorando tutti i settori e utilizzando gli innumerevoli strumenti che l’Advertising Digitale mette a disposizione. Il Futuro è già arrivato, è ora che tutti gli attori siano pronti a viverlo”.
“Gli utenti unici giornalieri da Mobile crescono del 26,4% negli ultimi due anni e raggiungono i 18,2 milioni”, ha sottolineato Marco Muraglia, Presidente Audiweb. “Entrando più in dettaglio sulle abitudini di consumo, tra le prime categorie di siti e applicazioni più consultati nel mese da device mobili si riscontrano: i siti di ricerca con 20.6 milioni di utenti, i social network che raggiungono 19.9 milioni di utenti per 15 ore in media per persona, siti e applicazioni dedicati alla messaggistica e chat in mobilità con 18.9 milioni di utenti, i portali generalisti con 19.2 milioni di utenti e, nella sfera dell’intrattenimento, i siti e le applicazioni dedicati ai contenuti video con 17.8 milioni di utenti nel mese, news e informazione con 12.6 milioni e il mobile commerce con 15.3 milioni di utenti”.
Approfondendo le dinamiche del Mobile Advertising, che ha raggiunto nel corso del 2015 il valore di 462 milioni di raccolta, con una crescita del 53% rispetto all’anno precedente, Marta Valsecchi, Direttore Osservatorio Internet Media della School of Management Politecnico di Milano, ha confermato che il driver principale della crescita è dato dal social, + 140%. L’intervento ha anche messo in luce come l’e-commerce da mobile sia arrivato a rappresentare l’11% del totale, con una crescita del 3% rispetto all’anno precedente.

Il mobile offre strumenti in grado di rivoluzionare la vita degli utenti, italiani ma in proiezione di tutto il mondo: nel 2020 ci saranno sulla terra 5 miliardi di smarphone connessi, come ha ricordato il Consigliere IAB Italia Stafano Portu. Manca forse solamente la consapevolezza delle innumerevoli opportunità già a disposizione di tutti. Questo è anche il pensiero di David Orban, Chapter Ambassador SingularityU Milano, uno degli ospiti di punta della giornata che nel suo intervento “Il Futuro è 10 anni in anticipo” ha raccontato la sua esperienza personale e lavorativa. Ha infatti impiantato un chip nella mano che gli permette – tra le altre cose – di effettuare pagamenti cashless.

Il Seminar ha inoltre affrontato diverse sfaccettature delle accezioni del Mobile per un approfondimento a 360° del tema. Non solo approfondimenti tecnici per gli addetti ai lavori, quindi, ma anche un’apertura al grande pubblico con interventi di carattere sociologico, economico e visionario.
La ricercatrice e sociologa Monica Fabris, ad esempio, ha analizzato come la mobilità abbia influenzato le abitudini dei consumatori e influito sul mass market, creando un “nuovo spazio-tempo del consumo”. .
Federico Ciccone, Direttore Marketing e CX Fastweb, si è soffermato sull’evoluzione dell’offerta del Gruppo soprattutto in ambito Mobile. Sebastiano Cappa, Country Manager Ligatus Italia, e Giovanni Chiarelli, Responsabile Comunicazione Commerciale UnipolSai, si sono confrontati sulle nuove frontiere del Native advertising.
Zac Pinkham, AOL VP International Mobile, nel suo intervento Mobilizing the Future, si è interrogato sulla creatività e gli strumenti che il mobile offre nell’ambito dell’advertising online.
Claudio Grego, Senior Program Manager Bing & Cortana, ha presentato l’innovativo strumento offerto da Cortana e l’utilizzo in mobilità, mentre Paolo Ingrosso, Sales Director AdKaora, si è soffermato sugli strumenti per aumentare l’engagement.
Marco Durante, Sales Director DoveConviene, ha condiviso la sua esperienza relativa all’ecommerce, sottolineando in particolare come con il Mobile siano cambiati gli acquisti in negozio, soprattutto per quando riguarda le intenzioni di acquisto.

La mattinata è terminata con gli interventi di Mario Calabresi, Direttore di La Repubblica e Massimo Russo, Condirettore della Stampa, che hanno affrontato insieme lo stimolante tema delle sfide che l’editoria si trova a vivere nell’era del mobile. Uno mondo, quello editoriale, che sta evolvendo e cambiando pelle velocemente e che deve necessariamente essere pronto e reattivo alle novità.
Il pomeriggio lo Iab Seminar si è riaperto con gli interventi di Andrea Campana, CEO Beintoo, sull’ importanza di uno strumento come il Geobehavioral, mentre Emanuele Callioni, Direttore prodotti e tecnologie multimediali RTI Interactive Media-Mediaset, ha affrontato il tema della tv crossmediale e di come la fruizione si sia spostata ormai dalla televisione a tutti i device.
Mattia Stuani, Managing Director di RadiumOne e Adrien Delambre, Strategic Accounts Director RadiumOne hanno dialogato delle frontiere del mobile e dell’importanza di utilizzare in modo corretto gli strumenti offerti dall’advertising digitale.
Alla tavola rotonda dedicata al Mobile entertainment e alle nuove frontiere e nuove sfide per l’advertising e la creatività hanno partecipato Benedetta Arlati, Demand Generation & Communication Manager IGP Decaux; Luca Daher, Sales Director Italy Spotify; Donatella Urrai, Senior Sales Manager & Head of International Teads; ed Elia Blei, Direttore Commerciale Digital e Grandi Mercati Condé Nast.

Ha chiuso la giornata di interventi Ilkka Lassila, CTO Widespace, che ha affrontato uno dei temi più strategici del Mobile advertising, ovvero il Programmatic e Data Profiling.

Il pomeriggio è continuato con tre workshop tenuti da esperti del settore: People not device (Beintoo), Mobile Native: un’opportunità da 20B $ (UpStory), La comunicazione esterna? Fisicità aumentata (IGP Decaux).

Moderatore della giornata è stato Marco Montemagno, Founder SuperSummit, che ha reso ancora più dinamico il format dell’evento dando vita a una sempre maggiore interazione con speaker e pubblico durante gli interventi.

Sponsor dell’appuntamento sono Fastweb come Main; Adkaora, AOL, Beintoo, Bing, DoveConviene, Ligatus, Mediamond e RadiumOne come Platinum; IGP Decaux, Audience, Spotify, Teads e Widespace in qualità di Gold; UpStory come Silver.

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AGENZIE

Binck Bank affida a Performedia la gestione del digital advertising in Italia

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Performedia vince la gara per la comunicazione digital di Binck Bank in Italia

Performedia ha vinto la gara per la gestione in Italia nel 2016 delle attività di digital advertising di Binck Bank, la succursale italiana del noto brand multinazionale che opera nel trading online.

In seguito all’analisi preliminare del mercato, Performedia ha definito una Media Strategy basata su una pluralità di canali digitali e in grado di combinare le attività di advertising focalizzate sulla generazione di lead e di aperture di Conti Binck, con altre comunicazioni pubblicitarie orientate alla generazione di awareness, trustability e consideration.

Con l’obiettivo di portare traffico di qualità al sito del Brand, la pianificazione media prevede l’implementazione sinergica di canali always on, volti a comunicare promozioni dedicate e a intercettare utenti già potenzialmente interessati al trading online, e di altri canali attivati in determinati periodi stagionali attraverso singoli flight. A tal fine Performedia realizzerà formati advertising specifici per ogni canale e contenenti messaggi personalizzati in base alle caratteristiche dell’utente e alla fase decisionale in cui si trova.

Ideato in logica multidevice, il media plan include pianificazioni advertising in programmatic con formati video e display impattanti, attività di native advertising con elevato coinvolgimento dell’utente, posizionamenti strategici su siti ad alto potenziale, contextual advertising, il presidio dei motori di ricerca, attività di retargeting e di SEO. Nel corso dei nove mesi di campagna il piano media sarà oggetto di tuning costanti, per consentire l’ottimizzazione del media mix e la massimizzazione dei risultati.

“Abbiamo conosciuto il Gruppo DigiTouch in seguito alla sua quotazione sul Mercato AIM Italia e, alla luce della sua expertise decennale nel digital advertising, abbiamo invitato la sua agenzia Performedia alla nostra gara. Abbiamo apprezzato molto la proposta che l’agenzia ci ha presentato perché basata su un approccio strategico ai risultati e quindi rispondente al nostro need”, afferma Roberta Pazzini, Marketing Manager di Binck Bank.

“Siamo lieti di cogliere questa sfida che Binck Banck ci offre. Lavorare su un modello competitivo, basato su una variabile legata al raggiungimento degli obiettivi, è di grande stimolo per tutto il nostro team. La collaborazione pluriennale con Brand che operano nel mondo del finance ci ha consentito di maturare solide expertise e conoscenze in questo mercato”, afferma Annarita Olivieri, Managing Director di Performedia.

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