AZIENDE

Microsoft, Capgemini e Adobe presentano una soluzione per la customer loyalty nel retail

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loyalty customer

Microsoft presenta, insieme a Capgemini Italia, la nuova piattaforma integrata basata sulle soluzioni Dynamics 365 Customer Engagement e Adobe Campaign, che consente ai retailer di gestire tutta la catena di valore del customer journey, dalla definizione della campagna marketing fino all’analisi del sentiment online degli acquirenti. La nuova soluzione consente di migliorare l’esperienza d’acquisto della clientela, creando per gli operatori dei comparti retail e fashion nuove opportunità di ricavo che, secondo il report Loyalty Deciphered – How Emotions Drive Genuine Engagement del Digital Transformation Institute di Capgemini, possono aumentare fino al +5% l’anno.

Sviluppata da Microsoft e Capgemini in collaborazione con Adobe, è la prima soluzione integrata end-to-end per il comparto fashion e retail presentata in Italia. Consente di svolgere da un’unica piattaforma tutte le operazioni necessarie per gestire, monitorare e analizzare l’esperienza d’acquisto dei clienti, nell’ambito di un approccio omnichannel. La soluzione risponde a a visione contradditoria che era già stata evidenziata dal già citato studio  Loyalty Deciphered: secondo l’indagine, infatti, l’80% dei manager ritiene che la propria organizzazione abbia compreso le necessità e i desideri degli acquirenti, mentre solo il 15% della clientela è d’accordo con questa affermazione.

Attraverso la piattaforma è infatti possibile definire la campagna marketing e il target, sfruttando le informazioni che riguardano i clienti e selezionando i corretti strumenti e canali attraverso i quali coinvolgerli. La soluzione permette di coordinare il flusso di informazione tra cliente e retail advisor, fornendo informazioni in modalità multi device e gestendo le diverse modalità d’acquisto, online o in negozio. Grazie a Microsoft Dynamics 365 for Operation (c-POS) inoltre le operazioni di cassa vengono fortemente snellite, facilitando il processo all’acquirente. La piattaforma finalizza anche le fasi conclusive dell’esperienza d’acquisto, gestendo la consegna del prodotto, che può essere inviato a casa o ritirato presso il punto vendita. Oltre a queste operazioni, permette anche l’analisi del sentiment post vendita, andando a monitorare online il feedback dei clienti, in modo da raccogliere importanti insights in grado di rendere più efficace il processo d’acquisto.

La soluzione garantisce un time to market più rapido, un targeting più preciso della clientela e una customer experience unica attraverso i diversi touch point a disposizione del retailer: e-commerce, email, chatbot, sito o negozio fisico.

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MEDIA

Programmatic Advertising: Audiens si integra ad Adobe Audience Manager

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Audiens

Audiens, leader Italiano nella fornitura di dati di terze parti per il programmatic advertising, ampia il panel di piattaforme con cui è integrato e oggi mette a disposizione i propri segmenti anche all’interno del data marketplace di Adobe.

Grazie a questo accordo, i clienti di Adobe hanno ora la possibilità di pianificare campagne advertising arricchendo i propri segmenti con i dati demografici e comportamentali di Audiens.

Con oltre 10 milioni di utenti profilati Audiens – nata nel 2014 su iniziativa di Paolo Mardegan e Marko Maras (nella foto) – è uno dei maggiori third party data provider italiani, grazie agli accordi stretti con i principali editori e operatori di telefonia mobile.

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AGENZIE

Web Analytics World, l’evento sulla Web Analytics di Webranking

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La Web Analytics e il suo potenziale non sono ancora sfruttati pienamente nel nostro paese. Per questo motivo, Webranking ha voluto riunire i principali player del settore con l’obiettivo di evangelizzare e fornire spunti importanti su come utilizzare al meglio la Web Analytics nelle strategie digitali.

Adobe, Allianz, Google, Intimissimi, LOVEThESIGN, Tag Commander, Tealium, Webtrekk, e la stessa Webranking sono così intervenuti per condividere la propria esperienza con marketing manager di importanti realtà.
Durante l’evento si è discusso del modo in cui piattaforme come Google Analytics (free e premium), Adobe Analytics e Webtrekk permettono di misurare l’efficacia di un investimento pubblicitario con precisione e in tempo reale. I vari interventi hanno dimostrato che non esiste uno strumento universale: il mercato è in continua evoluzione e gli strumenti attualmente presenti offrono soluzioni diverse che si adattano a differenti esigenze di business.

Si è parlato molto anche di tag manager e di prodotti come Tealium o Tag Commander, fondamentali in uno scenario in cui marketer e analyst hanno vincoli tecnologici dettati dalla piattaforma Web e/o dal reparto IT. In qualità di “contenitori virtuali”, i tag manager permettono al reparto marketing di adattarsi velocemente alle evoluzioni di mercato, avere maggiore flessibilità operativa e abbassare tempi e costi di gestione. Anche in questo caso la scelta del tag manager più appropriato dipende dai bisogni e dai vincoli di ciascun brand.

Ai singoli interventi dei cinque vendor di settore (Google, Adobe, Webtrekk, Tealium e Tag Commander) sono poi seguiti casi studio concreti. 
LOVEThESIGN ha iniziato spiegando quali dati è importante monitorare per migliorare il proprio business, e Webranking ha proseguito illustrando come sono stati eseguiti il setup di Adobe e l’implementazione di Tealium su Vodafone. Allianz ha poi mostrato come è stato possibile integrare i dati online e offline con il setup di Google Analytics Premium sull’intero network di siti, mentre Intimissimi ha parlato di come l’implementazione di Tag Commander gli abbia velocizzato lo start delle campagne promozionali. Ha concluso di nuovo Webranking con un caso studio legato a Edidomus e Webtrekk, dimostrando come è possibile sfruttare la Web Analytics per generare contenuti di valore.
“I dati sono il nuovo petrolio. Occorre fidarsi della macchina che li estrae e raffinarli per generare valore aggiunto” ha detto Nereo Sciutto, Presidente e Co-fondatore di Webranking, nel suo intervento a WAW riprendendo una metafora sempre più utilizzata negli ultimi anni. “I tool di Web Analytics possono darci risposte straordinarie, ma per farlo dobbiamo sapere che cosa chiedere.”

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AZIENDE

Adobe chiude l’anno in crescita, a 4,1 miliardi di US$, e compra Fotolia

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Continua la fase di trasformazione del modello di business di Adobe, che, pur in un momento delicato di cambiamento, sta determinando effetti positivi sui bilanci.

I risultati finanziari del quarto trimestre e dell’anno fiscale 2014 (terminato il 28 novembre 2014) resi noti ieri vedono infatti i ricavi salire a 1,07 miliardi di dollari nel trimestre citato (l’anno scorso si erano fernati a 1,04 miliardi), mentre nell’arco dei dodici mesi le revenue di Adobe hanno raggiunto a i 4,147 miliardi, rispetto ai 4,055 del 2013.
“Il 2014 è stato un anno formidabile”, ha commentato Shantanu Narayen, Presidente e Ceo dell’azienda. “L’adozione del Creative Cloud ha superato ogni aspettativa, mentre l’Adobe Marketing Cloud, già leader nel comparto delle soluzioni per il digital marketing, continua ad “arruolare” tra i clienti i più grandi brand, insieme alle maggiori agenzie e media company mondiali”.
Sempre ieri è arrivata la conferma ufficiale dell’acquisizione, da parte di Adobe, di Fotolia, il grande marketplace di fotografie, immagini e video royalty-free. Valutata circa 800 milioni di dollari “cash”, Fotolia sarà integrata nel Creative Cloud, fornendo in tal modo agli attuali oltre 3,4 milioni di utilizzatori l’accesso a più 34 milioni di foto e video, semplificando e accelerando così il processo di realizzazione creativa. Nel contempo l’acquisizione conferma il ruolo del CC come vero e proprio marketplace, dove i creativi possono vendere o acquistare asset e servizi, oppure ancora mostrare il proprio talento a una audience globale, grazie anche a strumenti quali il Creative Talent Search.

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AZIENDE

Adobe lancia 14 release desktop Creative Cloud, 3 App mobili e debutta nell’hardware

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Adobe continua a sviluppare l’innovazione di Creative Cloud, cha ha superato, secondo i dati dichiarati, i 2,3 milioni di abbonamenti attivi. Oggi è stata infatti annunciata la disponibilità di 14 nuove versioni di app CC per desktop, compresi alcuni strumenti essenziali quali Adobe Photoshop CC, Adobe Illustrator CC, Adobe Dreamweaver CC e Adobe Premiere Pro CC. Si tratta della più vasta release di software Adobe dopo il lancio, due anni fa, della versione CS6. Le novità presentate includono anche quattro nuove app mobili e la disponibilità immediata di strumenti hardware creativi: il “debutto” di Adobe in questo settore si concretizza in due device, Adobe Ink e Adobe Slide, rispettivamente una penna e un righello digitale, che assicurano ampia libertà creativa e funzionalità ai dispositivi mobili. Viene così confermato l’impegno dell’azienda californiana nel comparto Mobile, che si arricchisce da oggi anche di tre nuove app per iPad – Adobe Sketch, Adobe Line e Adobe Photoshop Mix – che sono state sviluppate utilizzando un Adobe Creative SDK (Software Development Kit) che sfrutta oltre 20 anni d’innovazione Adobe, mettendola per la prima volta a disposizione sui dispositivi mobili. Le nuove app sono di qualità professionale ma anche facilmente utilizzabili da chiunque, proprio come Lightroom mobile per i fotografi, lanciato recentemente e da oggi disponibile anche su iPhone, e Adobe Voice, la nuova app per creare storie con video animati, entrambe aggiornate con questa release. Sono tutte app di uso intuitivo, che aggiungono molte nuove funzioni mobile a Creative Cloud, inserendo per la prima volta i tablet nel pieno del workflow creativo. Adobe Sketch e Adobe Line offrono nuovissime funzioni per schizzi e disegno di precisione su iPad e sono entrambe ottimizzate per supportare i nuovi strumenti hardware. Una terza app, Adobe Photoshop Mix, offre un nuovo flusso di lavoro da mobile connesso a Creative Cloud a chiunque voglia accedere a potenti strumenti creativi per le immagini attraverso il proprio dispositivo mobile, superando così i limiti di tablet e smartphone, poiché l’elaborazione delle immagini e le altre funzioni “pesanti” sono effettuate direttamente sul Cloud dai server Adobe. Tra le novità odierne, infine, va segnalato anche Adobe Creative Cloud Photography, una soluzione studiata per chiunque sia interessato alla fotografia che riunisce Photoshop CC e Lightroom 5 – due strumenti che hanno esercitato un profondo impatto sul modo in cui foto e immagini plasmano la nostra cultura visiva – oltre alle app mobile avanzate di Lightroom device mobile. Le nuove app CC per desktop, le app mobile e gli strumenti hardware sono strettamente integrati tra loro attraverso i servizi Creative Cloud. Questa integrazione contribuisce a facilitare il processo creativo, consentendo agli utenti di accedere e gestire tutto quanto costituisce il proprio profilo creativo – file, foto, caratteri, colori, comunità e molto altro – in qualsiasi luogo si trovino a lavorare. Oggi è stata presentata infatti anche la nuova app Creative Cloud per iPhone e iPad, che consente all’utente di accedere e gestire file, strumenti e molto altro dal dispositivo mobile. Va ricordato infine che i tool mobili di Adobe sono realizzati solo per iOs, in quanto – spiegano in azienda – “i numeri dei professionisti delle creatività presenti sulle altre piattaforme (Android e Windows Mobile) sono ancora irrisori”.

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Adobe rinnova la Creative Cloud. Progettualità e condivisione al centro della “nuvola”

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Annunciato ad Adobe MAX, The Creativity Conference, sarà disponibile dal prossimo 17 giugno il più importante aggiornamento di Creative Cloud (CC), la piattaforma creativa di Adobe lanciata da quasi un anno.

“Creative Cloud raggruppa tutto quanto serve per realizzare al meglio lavori creativi”, spiega Matteo Oriani, Solution Consultant Digital Media di Adobe Systems Italia, “semplificando l’intero processo, associando le versioni più avanzate degli tools software con servizi che facilitano lo sviluppo dei progetti in ottica di condivisione e collaborazione”.
La principali funzionalità includono l’accesso tramite desktop, web e terminali, permettendo così agli utilizzatori di rimanere connessi con i lavoro in sviluppo e con i collaboratori attraverso una risorsa centralizzata su cui organizzare e collegare idee, file, impostazioni e notifiche. Tutti i file e gli asset, infatti, vengono automaticamente sincronizzati tra desktop, cloud e dispositivi mobili, così come le cartelle, condivise con i colleghi con i quali si collabora.
“Le attività creative necessitano ormai di strumenti efficienti di condivisione e distribuzione”, commenta Alberto Comper, Solution Consultant Digital Media di Adobe Systems Italia. “Con Creative Suite, Adobe sposta il suo mindset strategico dalla “vendita” di soluzioni e strumenti software alla fornitura in abbonamento di soluzioni cloud-based costantemente aggiornate”.
“Tant’è”, prosegue Comper, “che gli applicativi delle Creative Cloud non saranno più identificato nelle loro successive release con i tradizionali suffissi CS seguiti da numeri, bensì si parlerà semplicemente di Photoshop CC, o di Illustrator CC, e così via. In questo modo si evidenzia come la versione disponibile agli abbonati di Creative Suite sia sempre solo quella più aggiornata, via via che gli ingegneri di Adobe introducono migliorie ed evoluzioni”.
L’azienda informa infatti che, benché i prodotti della Creative Suite 6 continueranno a essere commercializzati e supportati, non vi saranno ulteriori sviluppo degli stessi.
Adobe infatti si concentrerà nello sviluppo dei software della CC (che include Photoshop CC, InDesign CC, Illustrator CC, Preavvertire CC e Premier Pro CC): questa focalizzazione da un lato velocizzerà le dinamiche evolutive e dall’altro allargherà il ventaglio delle tipologie di interventi innovativi introdotti.
Uno scenario in cui appare evidente la volontà di Adobe di facilitare al massimo la migrazione verso la soluzione cloud. L’offerta di abbonamento di Creative Suite, disponibile in “tagli” che vanno dal creativo singolo fino a livello enterprise, prevede infatti facilitazioni per gli utilizzatori di CS6 che volessero adottare la nuova piattaforma.

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Adobe: arriva il Predictive Publishing per il social marketing su Facebook

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A margine dell’Adobe Summit Emea, iniziato questa mattina a Londra, Adobe ha annunciato l’implementazione della funzionalità di “predictive publishing” per la propria piattaforma Adobe Social, parte della Digital Marketing Suite. Grazie a tale capacità, Adobe Social è in grado di prevedere le dinamiche di engagement di un contenuto pubblicato sui social network, suggerendo così la tempistica ideale per massimizzare la performance dello stesso. Per il momento tale capacità è stata integrata nella piattaforma solo in relazione a Facebook (oggi in fase Beta, disponibile commercialmente dalla prossima estate), ma nel corso dell’anno verranno via via associati anche gli altri maggiori social network. La “predictive capability” si rivela particolarmente utile per scongiurare il rischio che contenuti teoricamente di notevole impatto e di sicura importanza per l’azienda e i consumatori, una volta lanciati sui social network, passino praticamente inosservati. In tali occasioni, e in assenza di strumenti “data driven” che ne spieghino la ragione, non rimane che tentare di indovinare se fosse sbagliato il momento della pubblicazione, o se le parole o lo stile usati fossero inadeguati. Il nuovo strumento di Adobe, invece, usa avanzate tecnologie di sentiment analysis e algoritmi di text mining predittivo per suggerire la tempistica e la notazione più efficace per entrare in sintonia con la propria audience. “Finora i social marketeri sono dovuto basare sostanzialmente sul loro istinto, per intuire quanto un contenuto fosse in sintonia con il proprio network in un istante dato”, ha commentato Bill Ingram, vice presidente di Adobe Social e Adobe Analytics. “Ora il processo diventa molto più efficace, grazie alla potenza dell’analisi predittiva”.

Oltre a basarsi sulle serie storiche di pubblicazione, orari e riscontri, la funzione è anche in grado di “imparare” dall’esperienza, raffinando la propria precisione man mano che viene utilizzata in un determinato contesto.

 

Sempre stamattina, inoltre, Adobe ha annunciato il rafforzamento della propria partnership globale con SapientNitro, che comprende l’integrazione nella Adobe Marketing Cloud della soluzione SapientEngagedNowSM, piattaforma specializzata nella creazione, ottimizzazione e distribuzione di consumer experience tramite una pluralità di canali: web, social, mobile e digital display.
“Con EngagedNow”, ha spiegato Alan Herrick, presidente e CEO di Sapient, “le marche possono costruire sontuose consumer experience multicanale senza la necessità di progettare, realizzare e gestire infrastrutture complesse. E con l’integrazione nella Marketing Cloud, hanno a disposizione tutte le analitiche necessarie a ottimizzare impatto e risposte”.

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Ascoltare, prevedere, creare e consegnare: i quattro pilastri del Digital Marketing secondo Adobe

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“Non si tratta di fare di più con meno, bensì di fare di più con più”. Così Brad Rencher, Senior VP Digital Marketing di Adobe, ha aperto l’Adobe Summit Emea (nella foto) stamattina all’ExCel di Lodra, ribaltando il celeberrimo assioma diventato ormai quasi un mantra. “Il marketing digitale”, ha poi spiegato Rencher, “sta infatti diventando incredibilmente raffinato, complesso, veloce: più dati, più informazioni, più conversazioni, più piattaforme, più persone. Più tutto, insomma”.

Cambiano rapidamente le aspettative dei consumatori, sempre più esigenti, che danno per scontato di ottenere ciò che vogliono, nel momento e nel luogo in cui lo desiderano. Per il marketing diventa sempre più arduo tenerne il passo.
“Oltretutto”, ha commentato Rencher, “investiti dalla dinamiche del cambiamento, dal mobile al big data, dal real time alla penetrazione multiforme dei tablet, si può perdere di vista ciò che è davvero centrale: il consumatore, le sue attese, le sue reazioni”.
Da bravo statunitense, Rencher non si è lasciata sfuggire l’occasione per una comparazione ispirata al baseball: “Così come il battitore ha solo un millisecondo per decidere come muovere la sua mazza, mentre la palla gli si sta avvicinando alla velocità di 95 miglia all’ora, cosi il marketing digitale ha solo un millisecondo per porre le basi alla costruzione del contatto, della relazione e dell’esperienza condivisa. Non può farselo scappare”.
Cruciale è costruire una comunicazione digitale finalizzata, che tenga conto di tutte le informazioni disponibili, provenienti dalle fonti più eterogenee: dalle attività social e dal CRM, dalle vendite e dalle analytics, dalle ricerche e dai feed back in tempo reale.
“Per ottenere questo, non ci servono strumenti nuovi”, ha sintetizzato Recher, “ci serve che gli strumenti oggi disponibili lavorino in maniera sempre più integrata ed efficiente”.
Basti pensare a un’azione apparentemente banale come quella di far arrivare un contenuto visual su un tablet: con il sempre più ampio ventaglio di dimensioni e risoluzioni degli schermi, di sistemi operativi e di processori, è necessario sapere volta per volta su quale device si fa pervenire il contenuto, allo scopo di garantire all’utente l’esperienza più soddisfacente.
“Sono quattro i pilastri su cui si basa, secondo noi, il digital marketing”, ha concluso Rencher, “la disponibilità ad ascoltare gli interlocutori/consumatori, la capacità di prevedere/misurare reazioni e conseguenze delle attività pianificate, la possibilità di costruire consumer experience originali e davvero coinvolgenti per il target scelto, e ovviamente l’abilità di farle pervenire al giusto consumatore nel momento adatto”.
Il tutto in maniera integrata e fluida, senza soluzione di continuità, “come con l’Adobe Experience Manager, una piattaforma che costruisce touch point online, social, mobile”.
“Una marca può contattare i consumatori attraverso più di 30 canali”, ha confermato Philippe Baumlin, Global Digital Information Technology Program Director di Chanel, uno dei clienti Adobe presenti al Summit. “Da noi, in quanto brand di lusso, i consumatori si aspettano il massimo. Per questo la nostra aziende sta diventando digitale. Perché se i prodotti Chanel non sono per tutti, il “sogno” che possiamo trasferire vorremmo diventasse di ognuno”.
Anche secondo Alessandro Colafranceschi, Senior VP Head Global Mobile e Online Banking di Unicredit: “Attraverso il digitale possiamo davvero fare del Real Time Marketing, basandoci sui principi cardine dell’universo digitale: la libertà, l’interazione, la relazione. Non è pubblicità, sono conversazioni e contatti da nutrire e costruire. Sempre basandosi su informazioni e dati disponibili:per questo l’IT e il marketing devono lavorare sempre più a stretto contatto. Un totale digital rethinking a cui non si è potuta sottrarre nemmeno un’industria tradizionalista e ricca di storia secolare come quella bancaria”.

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Novità Adobe Marketing Cloud. Mobile web: tablet sorpassa smartphone

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Arrivano dall’Adobe Marketing Summit 2013, tenutosi settimana scorsa a Salt Lake City, le innovazioni di prodotto e i digital trend presentati questa mattina a Milano.

“Per arricchire la comprensione dei mercati digitali, Adobe pubblica il proprio Digital Index, basato non su rilevazioni a campione ma sugli oltre tre trilioni di transazioni registrati nei nostri data warehouse”, ha spiegato Andrea Valle, Senior Business Development Manager EMEA Adobe. “Nell’ultima edizione, quasi a sorpresa abbiamo registrato il “sorpasso” dei tablet sugli smartphone quanto a traffico web sviluppato da mobile device. Un dato che si riflette in maniera concreta suI risultati di business: basti pensare che chi naviga da tablet mostra una propensione all’acquisto doppia rispetto a chi naviga da cellulare. La rapidità di tale crescita (volumi di traffico dati da tablet raddoppiati nel giro di un anno) è una delle dinamiche più significative nel comparto del digital marketing”.
“Tra le altre tendenze evidenziatesi nei nostri report, spiccano la sempre maggiore “responsabilità” che il marketing assume nei confronti delle perfomance dell’impresa, che richiede allo strumento sempre maggiore velocità ed efficienza, specie sul fronte del marketing predittivo; e la “difficoltà” di usare i Big Data per sviluppare significative azioni di marketing”.
“La Marketing Cloud di Adobe affronta tali criticità, con soluzioni basate sulla nostra trentennale esperienza e su un portafoglio clienti che include sette delle prima 10 banche mondiali, i primi 10 retailer e le prime 10 industrie automotive. Obiettivo: gestire l’interazione dell’ultimo millisecondo, quella che fa la differenza tra un’attività di successo e un abbandono in corso d’opera”.
Tra le novità illustrate oggi, troviamo l’innovativa interfaccia utente per Adobe Marketing Cloud che permette ai marketer di misurare con facilità l’impatto dei loro investimenti di marketing, grazie anche al collegamento Adobe Creative Cloud, utilizzato per realizzare e distribuire le campagne. Inoltre, tutte le soluzioni presenti in Adobe Marketing Cloud sono state arricchite di nuove funzionalità di mobile marketing che comprendono funzioni di analisi da mobile, pubblicità, sviluppo di app di tipo social, personalizzazione dei contenuti su smartphone e tablet e gestione e distribuzione di contenuti mobile.
Anche Adobe Social diventa mobile grazie a un’interfaccia utente totalmente ridisegnata alla versione per smartphone e tablet, che offre ai professionisti di social marketing uno strumento finalmente mobile che li segue ovunque.
Un aggiornamento importante per Adobe Experience Manager, parte di Adobe Marketing Cloud, sono le nuove funzionalità di responsive design, nonché le funzioni per le Social Community e il video, a garanzia della massima personalizzazione dell’esperienza dei clienti.
Rivolta invece a media buyer, agenzie di Search Engine Marketing e di pubblicità che desiderano ottenere maggiore controllo e trasparenza sulle loro campagne è la nuova edizione Adobe Media Optimizer, sempre parte di Adobe Marketing Cloud: una piattaforma di digital advertising per le campagne su motori di ricerca, display e social media che migliora le performance attraverso l’integrazione trasparente con Adobe Analytics.
Miglioramenti, infine, per Adobe Analytics con le nuove funzionalità di predictive marketing, che consentono agli operatori di analizzare velocemente terabyte di dati, con l’obiettivo di individuare il pubblico più interessante. Nel giro di pochi minuti, il professionista può infatti profilare l’audience in base a caratteristiche condivise, assegnando ai vari cluster un punteggio in base alla prevista probabilità di conversione.

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