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Gruppo Miroglio: 70 anni di storia e tradizione raccontati con una collezione esclusiva

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Gruppo Miroglio compie 70 anni

Il Gruppo Miroglio compie 70 anni e per festeggiare questi lunghi anni di attività industriale nel settore del tessile e dell’abbigliamento, ha realizzato una collezione di capi unici ispirata agli anni ’50, esposta in una gallery presso la sede di Alba.

Le stampe originali sono state selezionate dall’archivio storico della Miroglio Textile, vero e proprio patrimonio del know how dell’azienda, contenente oltre 50.000 disegni realizzati a partire dal secondo dopoguerra.

Le stampe sono state ripensate mantenendo l’autenticità della storia, ma aggiungendo una prospettiva contemporanea. Con le stesse sono stati realizzati capi ispirati a modelli originali dell’azienda, interpretati con tessuti e dettagli attuali. Il tutto nel rispetto della filosofia per cui equilibrio ed armonia rendono ogni prodotto senza tempo.

L’esposizione di questa collezione è stata pensata con l’utilizzo di manichini realizzati con stampi originali dell’epoca, che valorizzano al meglio la bellezza e la delicatezza femminile.
Questa collezione esprime il lavoro ed il know how di un gruppo trasversale di persone dell’azienda, che hanno saputo esprimere al meglio il connubio tra innovazione e tradizione.

Nel luglio 1947, Giuseppe Miroglio fece installare i primi telai ad Alba, per la produzione di tessuti su scala industriale.
Oggi, dopo 70 anni, il Gruppo Miroglio, giunto alla quarta generazione, è una realtà industriale presente in 34 Paesi, con 5.500 dipendenti e 4 stabilimenti produttivi. Le sue due divisioni, Miroglio Fashion (con brand come Motivi, Oltre, Elena Mirò, Fiorella Rubino) e Miroglio Textile portano avanti la storia italiana di un’azienda che ha saputo continuare a crescere e innovare, dai primi telai industriali alla rete di negozi monomarca e agli investimenti in tecnologie digitali, restando fedele alle proprie origini e al territorio.

L’attività imprenditoriale della famiglia Miroglio inizia a fine ‘800 ad Alba. Carlo e Angela Miroglio commerciano tessuti, prima come ambulanti, poi, con l’apertura di un negozio nel centro della città: a inizio ‘900 l’attività è conosciuta in tutto il Piemonte. Il 1947 segna l’inizio dell’attività tessile industriale per la produzione di tessuti di seta e fibre artificiali: nell’Italia del miracolo economico, le “Tessiture Miroglio” sono tra le prime dotate di impianti moderni.

Nel 1955 Giuseppe Miroglio crea uno stabilimento per la produzione di confezioni in serie, secondo il modello americano, pionieristico per l’epoca. Nasce la divisione di abbigliamento femminile “Vestebene”: i furgoncini con lo slogan “Piace! Perché Vestebene” percorrono tutta l’Italia. Nel 1959, con l’apertura di una moderna fabbrica di tintoria e stamperia, il ciclo si completa: dalla produzione del tessuto all’abito confezionato.

Nei decenni seguenti, l’azienda ha continuato a crescere all’insegna dell’innovazione: dall’ingresso nel settore della carta transfer (1976) con l’inaugurazione di uno stabilimento dedicato a questo nuovo business. Oggi questa azienda si chiama Sublitex e i suoi prodotti sono apprezzati in oltre 30 paesi nel mondo.

Nella moda, Miroglio è la prima azienda italiana a dedicarsi specificamente al mondo dell’abbigliamento curvy, iniziando 32 anni fa nel 1985 con il marchio Elena Mirò, e a lanciare la prima catena italiana nel fast fashion, Motivi (1993). Dal 2001 in avanti sono nate altre insegne come Oltre e Fiorella Rubino.

Oggi Miroglio Fashion ha 1.188 punti vendita monomarca, pari a oltre 10 chilometri di vetrine, e 2.400 negozi wholesale.
All’impegno imprenditoriale si accompagna da sempre l’attenzione alle persone: dai primi anni ’70 l’azienda ha promosso attività a favore dei dipendenti, creando la Fondazione Miroglio, che svolge attività di assistenza sociale, sanitaria e culturale per i lavoratori e la comunità di Alba.

Negli ultimi anni, caratterizzati da un mercato sempre più massificato e sfidante a livello globale, Miroglio ha continuato a investire puntando sull’innovazione tecnologica. Per la Miroglio Fashion, con 40 milioni di euro di investimenti annunciati nel 2017 per nuovi progetti di marketing, IT con “Miroglio Retail 4.0” e l’ambizioso piano “300 in 300” che prevede il rinnovamento di 300 punti vendita su tutto il territorio italiano nel corso dell’anno, il primo trimestre ha portato un aumento di fatturato del 18%.

Per la Miroglio Textile, a partire dal 2013 sono state dedicate risorse e ingenti investimenti finalizzati ad una produzione sempre più sostenibile, con stampanti digitali di nuova generazione e tecniche di produzione ecocompatibili ad affiancare le rotative tradizionali.

L’impegno nell’innovazione è rafforzato dal lancio del MIP – Miroglio Innovation Program, con cui il Gruppo promuove start up innovative nel mondo della moda. Un ulteriore passo per continuare a crescere e innovare, puntando sul territorio e sulle persone, fedeli alla propria storia.

“L’innovazione, nel rispetto della tradizione, ha guidato la storia della nostra azienda fin dalle origini, caratterizzando tutte le tappe evolutive che hanno portato il Gruppo ad essere quello che è oggi. Questa è da sempre la filosofia che ci guida per costruire il nostro futuro. La Miroglio, attraverso le varie generazioni, si è trasformata più volte, affrontando mutamenti del contesto economico, sociale e di mercato, superando momenti di difficoltà e cogliendo opportunità, anche anticipando i tempi. Dall’intuizione di mio nonno, nel tessile e nella confezione in serie dopo la seconda Guerra Mondiale, allo sviluppo del fast fashion, fino alle recenti sfide dettate da globalizzazione e digitalizzazione. I cambiamenti degli ultimi anni hanno portato alla necessità di adeguare i nostri modelli di business alle nuove esigenze del mercato, rendendoli più snelli e flessibili, pur nella valorizzazione delle competenze storiche dell’azienda. Per noi essere innovatori per tradizione significa una propensione continua al miglioramento, nel rispetto delle nostre radici”, ha dichiarato Giuseppe Miroglio, Presidente del Gruppo Miroglio.

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Nuovo logo e nuova campagna per i 70 anni di Nonno Nanni

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70 anni Nonno Nanni

Nonno Nanni festeggia 70 anni: un traguardo importante, che l’azienda di formaggi freschi si appresta a festeggiare con differenti attività di comunicazione.

Tra le prime iniziative, una campagna stampa che occuperà le pagine dei principali periodici e quotidiani nazionali, nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2017. La volontà è quella di raccontare la storia di famiglia dietro al brand, con un approccio “intimo” e vero, capace di sottolineare l’originalità e la schiettezza dell’azienda e dei suoi fondatori.

Oggetto della creatività è la storia di Nonno Nanni, raccontata attraverso alcuni scatti fotografici d’archivio, che ritraggono il fondatore Giovanni Lazzarin (detto Nanni), la moglie Rina, l’inizio dell’attività di casaro nel 1947 e il suo sviluppo negli anni. Le immagini mostrano la passione e l’impegno di Nanni, dei figli e dei nipoti.

Il tutto è presentato in un formato di grande effetto: un groupage di 8 pagine consecutive, integrato da doppie pagine e pagine intere. Coinvolti tutti i principali gruppi editoriali in Italia.
Oltre a ciò, una significativa attività di Pubbliche Relazioni per informare la stampa, gli opinion leader e gli stakeholder del settore.
È stato inoltre creato un logo celebrativo del 70° anniversario, che sarà presente nei materiali di comunicazione dell’azienda e sulle confezioni dei prodotti.

“La nostra è una tradizione di famiglia che continua, pur servendoci, oggi, di tecnologia e processi produttivi all’avanguardia. È questo ciò che vorremmo enfatizzare, insieme a uno speciale ringraziamento: al “vero” Nonno Nanni, per quanto ha saputo insegnarci, e ai nostri clienti e consumatori, senza i quali non avremmo potuto oggi raggiungere questo traguardo”, sottolinea Silvia Lazzarin, Responsabile Marketing e Comunicazione di Latteria Montello. “

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I 70 anni di Doxa: 41,1 milioni di euro di fatturato e grandi progetti per il futuro

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Doxa festeggia 70 anni

Era il 1946 quando il professor Pierpaolo Luzzatto Fegiz scelse il nome simbolo per l’azienda che avrebbe fondato: Doxa, etimologicamente dal greco antico “opinione”. Da allora sono trascorsi 70 anni e Doxa festeggia il suo anniversario, per l’occasione ha deciso di aprire per la prima volta i propri archivi fatti di centinaia e centinaia di ricerche inedite raggruppate solo in parte nei suoi bollettini di carta ormai ingiallita, uno per ogni anno, dal 1946 al 1999, quando tutto venne definitivamente digitalizzato, capaci di passare l’Italia intera ai raggi X.  Si tratta perlopiù di ricerche non commissionate ma realizzate per volontà di Doxa che ci restituiscono vizi e virtù di un Paese in continua evoluzione.

Nel 1956 Ennio Salamon, ne divenne ben presto direttore generale e vero deus ex machina. E come una consecutio temporum, anche per motivi affettivi, sua figlia Marina Salamon l’ha acquisita nel 1991  e oggi detiene il  90% di proprietà. L’altro 10% del capitale è in mano a Vilma Scarpino, anche lei entrata giovanissima come ricercatrice e oggi amministratore delegato. La terza donna al vertice dell’azienda è Adriana Calella, direttore finanziario e risorse umane.

Oggi Doxa  con ben 70 anni di esperienza alle spalle si presenta come prima società di ricerche di mercato in Italia, si è sempre posizionata ai vertici del mercato di riferimento in termini sia dimensionali sia di qualità e di affidabilità. Indirizzando e supportando con rigore scientifico assoluto le scelte strategiche di aziende, istituzioni ed enti non governativi. Perché sapere è potere.

Doxa si presenta come un gruppo consolidato a cui fanno capo anche Doxa Duepuntozero, specializzata nella gestione di panel web, web monitoring e indagini online, Doxapharma, attiva nelle ricerche in campo farmaceutico e medico-clinico, e Connexia, protagonista nella comunicazione digitale. La società, con quartiere generale a Milano, archivierà il 2016 con un fatturato consolidato a quota 41,1 milioni di euro (+41% sul 2011), ottima marginalità e 246 dipendenti (+86 sul 2011).

Il nostro merito è di avere puntato soprattutto su due fattori: le risorse umane e l’innovazione generata dall’avvento delle tecnologie digitali con acquisizioni mirate proprio in quell’area e società create ex novo per presidiare un mercato in costante cambiamento”, commenta Marina Salamon, (nella foto) che controlla Doxa attraverso la sua holding di partecipazioni Alchimia. E anticipa: “Nel medio termine intendiamo fare ulteriori investimenti e non escludo operazioni straordinarie volte a rafforzare ulteriormente la nostra posizione di leadership”.

Doxa ha integrato da tempo le ricerche di mercato con i big data, gli analytics, il marketing e la comunicazione. E punta ad allargare ulteriormente il proprio raggio d’azione. “Ma il rigore scientifico resta il nostro mantra” interviene, Vilma Scarpino. E mette l’accento su ciò che ha fatto grande Doxa: la capacità dei ricercatori di leggere la realtà. Sempre. Spaziando dai grandi studi di scenario alle analisi di misurazione, fino agli approfondimenti quali-quantitativi sui brand, sui prodotti, sulla distribuzione e sulla comunicazione. Con un focus sempre più digitale. Appunto.

Doxa  è anche membro fondatore di WIN-GIA, The Worldwide Indipendent Network of Market Research / Gallup International Association, un network di istituti di ricerca indipendenti presente in oltre 75 Paesi. Il presidente di WIN-GIA è Vilma Scarpino, amministratore delegato di Doxa.

 

 

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Per i settant’anni di Yoga torna una “limited edition” con la ricetta originale

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yoga

Nel 2016 Yoga compie 70 anni confermandosi così uno dei marchi più longevi e riconosciuti dell’agroalimentare italiano. Benché registrato ufficialmente a Roma nel 1946, il marchio Yoga ha tuttavia una storia ancora più antica che risale addirittura alla fine degli anni Venti a Massa Lombarda, nel ravennate: un territorio dove la coltivazione in maniera sistematica di alberi da frutta, in prevalenza pesca e pera, risultava già avviata a partire dalla fine dell’Ottocento. Il succo di frutta Yoga conobbe subito una larghissima diffusione su larga scala, a tal punto che divenne quasi una parola di uso comune per indicare i succhi di frutta. Una notorietà conquistata anche grazie ad una comunicazione pubblicitaria, che faceva leva sulla scelta consapevole e gioiosa e sulla naturalità benefica della frutta.

Conserve Italia, che rilevò il marchio nel 1994, ha continuato a puntare sul valore dell’italianità del succo, preservando la “fedeltà alla frutta” quale garanzia di bontà e genuinità.
“Quella di Yoga è una storia che non invecchia”, spiega Maurizio Gardini, Presidente di Conserve Italia, “ed è per questo che abbiamo scelto di festeggiare l’importante traguardo dei primi 70 anni con un ritorno al passato, producendo in edizione limitata succhi Yoga in bottiglie di vetro utilizzando la stessa ricetta degli anni ‘60, che prevede solo frutta, acqua e zucchero”.
La nuova limited edition Yoga da 200 ml sarà distribuita a partire dalle prossime settimane in tutti i bar italiani, disponibile in due nuove referenze: la pesca nettarina (con il 70% di frutta) e la pera Williams (60% di frutta).

Entrambe le varietà di frutta provengono esclusivamente dal territorio dell’Emilia-Romagna e hanno la peculiarità di contenere semplice zucchero al posto dello sciroppo di glucosio. “Se la limited edition riscuoterà il successo che speriamo”, conclude Gardini, “siamo pronti a valutare di sostituire le classiche ricette attuali”

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Fila festeggia i 70 anni con Cooee

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Nuovo incarico per Cooee Italia: Fila surface care solutions, azienda leader sul mercato internazionale delle soluzioni per la protezione e manutenzione di tutte le superfici in marmo, pietra naturale, gres porcellanato, cotto e legno, ha infatti confermato all’ agenzia diretta da Mauro Miglioranzi la comunicazione integrata per il 70° Anniversario dell’Azienda.

A cura di Cooee Italia la strategia del 70°, l’ideazione del marchio, del leitmotiv e dell’immagine coordinata a supporto di tutte le attività di comunicazione previste nel corso del 2013. In fase di lavorazione anche la nuova company profile, il video, tutti gli eventi a sopporto dell’Anniversario ed un nuovo soggetto creativo per la campagna pubblicitaria.

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