MEDIA

4W MarketPlace partner di Ansa.it per la gestione Video e Display in programmatic e guaranteed

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4w MarketPlace

Dopo anni di collaborazione come partner tecnologico di Ansa, 4w MarketPlace inaugura un nuovo importante capitolo della partnership con la prestigiosa agenzia di informazione, per la quale si occuperàin maniera esclusiva della vendita dei formati Video e Display in programmatic e programmatic guaranteed e affianchera, sempre in esclusiva, la forza vendite di ANSA sulle pianificazioni premium.

 

In seguito alla cessazione del rapporto con la concessionaria Veesible/Sky Media, ANSA ha infatti deciso di gestire al proprio interno la raccolta pubblicitaria di ANSA.it e di farsi affiancare in maniera esclusiva da 4w MarketPlace anche per tutto ciòche e l’ambito programmatic e guaranteed.

 

ANSA e 4w MarketPlace hanno pianificato per il 2019 obiettivi sfidanti sostenuti dai contenuti editoriali, dalla tecnologia, dall’affidabilitàe dalla capacitàdi raggiungere gli obiettivi degli investitori pubblicitari.

“Siamo molto orgogliosi dell’incarico che Ansa ci ha affidato, soprattutto perché conferma la bontà del lavoro svolto insieme negli anni e la fiducia nei progetti di sviluppo che 4w propone per il futuro”, afferma Roberto Bassani, Chief Product & Technology Officer di 4w.

 

“Da molti anni ANSA.it fa parte del network 4w e con l’accordo raggiunto oggi andrà a rafforzare in maniera importante e trasversale la struttura dell’offerta 4w, in programmatico e in reservation, anche sui segmenti Video e Display”, commenta Roberto Barberis, CEO di 4w (nella foto). “ANSA.it èuno dei principali siti di informazione in Italia, prestigioso e autorevole, rappresenta uno spazio ideale per i nostri investitori”.

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AZIENDE

4w MarketPlace lancia 4w VideoNative, sintesi perfetta tra native e video

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4w

4w MarketPlace arricchisce la propria offerta native con una soluzione innovativa per l’intero mercato dell’adv digitale italiano: 4w VideoNative, multi-formato costituito da un video affiancato da uno spazio testuale dedicato alla call to action, posizionato all’interno del contenuto editoriale.

Risultato della pluriennale esperienza del network in entrambi gli ambiti, annunci native e video, 4w VideoNative è stato pensato appositamente per favorire una forte relazione tra utente e brand attraverso una user experience positiva e stimolante grazie agli strumenti offerti dalle due modalità di comunicazione.

Le caratteristiche di 4w VideoNative, sia per posizionamento sia per comportamento funzionale, rendono il formato pienamente rispondente ai requisiti L.E.A.N. (Light – Encrypted – Ad choice supported – Non-invasive). Ben evidente, non crea disturbo, viene visualizzato soltanto in presenza di campagne attive, è dotato di barra di comando e l’audio si attiva al mouse over. Al termine del video resta l’immagine del logo dell’inserzionista, affiancata dal testo e dal bottone della call to action.

Le possibilità di misurazione sono molteplici e rispondono alle necessità sempre più articolate degli investitori: VTR, viewability, click sul video e click sugli elementi testuali. Il formato risponde inoltre ai requisiti di visibilità poiché si apre solo quando entra nella viewport dell’utente.

Roberto Barberis, CEO di 4w, mette in evidenza come “4w VideoNative esprime la sintesi perfetta delle due anime dell’azienda, la parte Native tipicamente a performance e il Video utilizzato per la brand awareness. Già in queste prime fasi di proposta, stiamo riscontrando un grande interesse da parte degli investitori, che comprendono il grande potenziale di questo formato per gli obiettivi della loro comunicazione”.

Con il VideoNative, 4w conia un nuovo termine per definire il molteplice obiettivo offerto dall’insieme dei due formati adv: PerformAwareness, che esprime proprio il grande potenziale di questa soluzione. Le misurazioni delle prime campagne fanno registrare un incremento superiore al 50% dell’engagement rispetto al solo formato video e la risposta in termini di awareness è una viewability particolarmente alta e un ottimo vtr.

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MEDIA

Publisher Day 2018: fare sistema per dare valore ai dati e riconquistare la fiducia

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Publisher Day

Nel giro di pochi anni, Editori e Investitori che sembravano continenti in avvicinamento si ritrovano invece a essere piuttosto distanti. Cosa è successo? Colpa del programmatico che ha allungato la catena con DSP, SSP, ecc.? Oppure della richiesta di kpi sempre più ardui, della viewability, dei dati? O la causa è la ricerca della cosiddetta “qualità” che ha spinto il brand ai limiti di una selettività estrema? E poi l’uragano GDPR che si abbattuto sull’Europa in questi giorni…

Sono i temi al centro del Publisher Day 2018, l’evento annuale organizzato da 4w MarketPlace che si è svolto questa mattina a Milano all’Open di viale Monte Nero, 6. L’evento ha l’obiettivo di offrire al mondo dell’editoria digitale un’occasione di informazione e di approfondimento di temi di interesse, ma anche un momento di incontro e di confronto tra domanda e offerta, allo scopo di promuovere e contribuire attivamente alla crescita del settore.

Il titolo di questa edizione – “La risposta incontra la domanda” – ha dato subito concretezza a un dibattito che si poneva l’obiettivo di fornire risposte semplici ai temi più caldi che interessano gli editori digitali in questo periodo. Sollecitati dalle domande di Massimo Pattano, Marketing Manager di 4w, si sono alternati sul palco Ugo Benini, Chief Digital Officer di Zenith; Umberto Bottesini, Chief Programmatic & Data Officer di Dentsu Aegis Network e Davide Costantino, Head of Affiperf – Programmatic, Havas Media Group.

Al centro del dibattito il ruolo degli OTT (Google, Amazon e Facebook in primis) che ormai abbracciano il mondo della comunicazione in maniera talmente ampia e pervasiva da attirare i grandi budget dei brand che ne subiscono il “fascino perverso” trascinato dai numeri ma non sempre dalla qualità. Anche il GDPR, paradossalmente, gioca a loro favore, nel momento in cui gli utilizzatori hanno già dato il consenso esplicito per poter utilizzare i loro servizi, cosa invece molto più “complicata” da ottenere per gli editori della coda lunga, finora protetti dalla “cookie law”.

“Gli OTT hanno la gestione del dato, dell’utente, della delivery”, afferma Umberto Bottesini. La direzione in cui stiamo andando non è pluralista, bisogna avere il coraggio di fare sistema, ma questo in Italia è molto difficile”. Il tema dei dati è fondamentale nel dibattito che coinvolge brand, consulenti e publisher. “Il dato per essere significativo deve essere “a volume”, perché tutti i sistemi che si basano sulla profilazione hanno bisogno di un’altissima quantità di dati che si possono raccogliere soltanto consorziandosi”, continua Bottesini. “È proprio quello che fanno gli OTT: consorziano i publisher per raccogliere i loro dati… Perché questa idea fa tanta paura agli editori?”.

Altro tema fondamentale è il programmatic. Tra ad-filtering, verification, brand safety e viewability, chi ne fa le spese è sempre il publisher. “Ai clienti bisogna saper dare la trasparenza, ma questa va misurata sulla filiera. Il programmatic andrebbe riposizionato, magari utilizzando la tecnologia blockchain, ma questo, per ora, è ancora il futuro”, commenta Davide Costantino.

E a proposito di brand safety Ugo Benini sottolinea come anche in questo caso i clienti l’abbiano accolta nel modo più negativo per i publisher. “La brand safety, commenta, è un concetto “personale” cui si vuole dare a tutti i costi un’interpretazione in chiave tecnologica. Le grandi multinazionali fanno il “copia incolla” delle keywords, creando delle liste nere a volte ingiustificate e magari non si rendono conto di essere abbinate – a loro insaputa – a contenuti UCG di bassa qualità e non certo in linea con i valori del brand”.

Il mercato si sta quindi concentrando in maniera innaturale e anche impropria, ma nell’iper-offerta è la riduzione a fare la differenza nell’experience dell’utente. È così che torna prepotentemente alla ribalta la parola “qualità”. Qualità dei contenuti cui, non a caso, stanno puntando sempre più gli OTT stessi.

“La forza di un publisher dipenderà sempre di più dalla qualità dei contenuti”, conclude Massimo Pattano. “Oggi il mondo dell’editoria è considerato poco “trust”, solo chi sarà in grado di riposizionarsi all’interno di questa catena del valore potrà sopravvivere. Noi in questo contesto ci proponiamo come facilitatori di un processo che ormai non è più possibile fermare”.

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TECH & INNOVATION

4w MarketPlace punta sulla tecnologia e accelera il processo di unificazione dei formati sotto un’unica piattaforma

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4w MarketPlace

4w MarketPlace si prepara a un anno all’insegna della tecnologia nella convinzione che questo sia il terreno sul quale concentrare tutte le energie per rispondere in maniera energica e costruttiva, con proposte di prodotto e di mercato concrete e innovative all’evoluzione e trasformazione del mercato del digital adv.

L’azienda ha reso disponibile una suite di targetizzazione dell’audience basata sugli interessi, realizzata in collaborazione con la DMP partner nugg.ad. L’audience dell’intero Network è stata vagliata tramite survey che hanno portato a individuare gli interessi primari degli utenti partecipanti. A oggi è possibile acquistare pacchetti dedicati a una serie di categorie: Responsabili d’acquisto, Sport & Fitness, Consumer Electronics, Travel, Fashion, Offerte commerciali.

Sono inoltre disponibili le ottimizzazioni basate sulla post valutazione, realizzate grazie alla partnership con Nielsen e I.A.S. che consentono di aggiornare costantemente i parametri utili alla definizione dell’audience e dei vari dati storici.

In tema di Video Adv, 4w MarketPlace lavora all’ampliamento della propria suite e per la fine del mese prevede di completare la realizzazione di un nuovo formato Native che risponderà quindi ai requisiti L.E.A.N., con l’obiettivo di raggiungere l’utente con comunicazioni sempre più efficaci.

Questo inizio d’anno vede inoltre il rafforzamento dell’intera linea tecnologica dell’azienda con l’obiettivo di completare il processo che porterà all’unificazione di tutti i formati gestiti da 4w MarketPlace – Native, Video e Display – sotto un’unica piattaforma. Questo processo è iniziato lo scorso anno, ha raggiunto diversi step intermedi e vedrà imprimere un’importante accelerazione nei mesi a venire per l’ottenimento del risultato finale.

Si tratta di un traguardo estremamente importante che consentirà la programmazione di operazioni cross e multi-formato in maniera agile ed efficace e che offrirà ai clienti la possibilità di un’unica azione per raccogliere sia awareness che performance pura, attraverso la modulazione di una serie di ottimizzazioni articolate in modo da sfruttare tutto il potenziale del digitale per una comunicazione davvero efficace.

“In un anno così denso di incognite, tra ad-filtering di Chrome, GDPR e kpi, il nostro messaggio è chiaro e forte”, afferma Roberto Bassani, CP&TO di 4w. “Il contributo di ogni player in questo mercato deve essere concreto, portare innovazione, creatività, inventiva. E 4w partecipa sempre con tutte le sue energie migliori per continuare a essere il primo ad-tech-network italiano”.

“La sensazione è che il mercato sia partito piuttosto lento quest’anno, un po’ per tutti”, dice Roberto Barberis, CEO di 4w, “ma 4w è attiva con proposizioni mirate a intercettare le pianificazioni più esigenti. Abbiamo sempre cercato di andare nella direzione di un advertising utile e a maggior ragione, nel periodo di ripensamento delle logiche dell’adv digitale che l’industry tutta sta attraversando, vogliamo offrire soluzioni concrete per una comunicazione efficace, che arrivi a destinazione nel momento in cui si sviluppa un bisogno, nella situazione adatta a stimolare un desiderio, sui diversi device, nelle differenti circostanze”.

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MEDIA

A-Day di 4w MarketPlace: i consumatori non apprezzano i preroll, il 72% non vuole pagare

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24Qual è l’atteggiamento dei consumatori nei confronti alla comunicazione digitale? Quali formati adv funzionano di più online? Quali, invece, provocano fastidio? Sono alcuni degli interrogativi al centro della sesta edizione di A-Day, l’evento annuale organizzato da 4w MarketPlace dedicato al mondo del digital advertising e dell’innovazione che si è svolto ieri a Milano presso la Casa dell’Energia di Piazza Po. Nel corso dell’appuntamento, dal titolo Universi paralleli. Digitale è reale?, sono stati presentati i risultati della ricerca quali-quantitativa realizzata da 2B research (800 interviste, metodo CAWI) che ha sondato la percezione e il gradimento degli utenti nei confronti della pubblicità digitale. I dati sono stati poi commentati in una tavola rotonda, moderata dal direttore marketing di 4w MarketPlace Massimo Pattano, a cui hanno partecipato Debora Peroni, direttore marketing di Monrif.net e Poligrafici Editoriale, Barbara Del Pio, responsabile Vertical Contents di Italia On Line, Elisabetta Biganzoli, Director Publishing & Soundtracks di Sugar Music, e Sebastiano Pisciottu, fratello del rapper Salmo e fondatore della società di management Lebonski Agency.

Su quali canali gli utenti sono maggiormente esposti alla pubblicità? La ricerca commissionata da 4w MarketPlace, come hanno sottolineato Guido Argieri e Maria Luisa Bionda di 2B research, vede ancora la televisione come mezzo dominante (84%), anche se PC, smartphone e tablet insieme rappresentano il 33% delle risposte alla domanda sulle comunicazioni più viste nell’ultima settimana. Da segnalare come la comunicazione via App generi trasparenza nei confronti della marca: gli utenti, infatti, soprattutto in ambito social, si soffermano solo sui contenuti che già conoscono e ritengono interessanti non prestando attenzione ai messaggi pubblicitari. Migliora, invece, la percezione quando si naviga via browser su mobile o su PC. Maggiori criticità emergono dall’analisi dei formati adv online: il 48% degli utenti è infastidito dai video pre-roll e il 45% dai banner in sovraimpressione sullo schermo. Se si osserva il dato generazionale, inoltre, i millennial sono più favorevoli dei baby boomer all’invio di messaggi personalizzati. Quanto al tasso di conversione, l’online advertising genera nel 26% dei casi un’azione (come il click sul sito dell’azienda) ed è quindi un valido alleato dei brand come strumento di call to action. Ma di fronte al fastidio causato da alcuni annunci online, gli utenti sarebbero disposti a pagare? La risposta è “probabilmente no” nel 37% dei casi e “certamente no” nel 35%, per un totale schiacciante del 72%. Più apertura nei confronti della cessione dei propri dati alle aziende: in particolare i millennial sono disposti a farlo in cambio di un vantaggio (38%), mentre i baby boomer cedono con più favore i propri dati personali a brand di fiducia (40%). “I consumatori sono sempre più consapevoli del loro valore per le aziende”, commenta Maria Luisa Bionda. Nell’epoca dei big data, infatti, l’oggetto di valore non è più il messaggio pubblicitario, ma chi lo ascolta. Tanto che a Londra, lo scorso settembre, la società di cybersecurity Kasperski Lab ha aperto provocatoriamente un negozio (The Data Dollar Store) dove, per comprare una t-shirt o una tazza, basta cedere gli ultimi tre messaggi WhatsApp o le ultime foto scattate tramite smartphone.

di Claudia Cassino

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4w MarketPlace e DigitalBees lanciano un nuovo formato di Video Native Widget

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4w MarketPlace e DigitalBees lancianoil primo formato della serie Video Native Widget.
DigitalBees provvede, tramite la sua tecnologia e l’expertise del suo team editoriale, all’aggregazione e gestione di contenuti video prodotti da terze parti. Viene così creato un prodotto nativo, la cui prima declinazione è stata dedicata all’attivazione della partnership con 4w MarketPlace. Il Video Native Widget attinge già da una library di più di 120mila contributi, costantemente in aggiornamento, suddivisi nelle categorie: Tempo libero, Food & Beverage, Travel, Style & Trends, Pets, Music, Arts & Entertainment, Family and Parenting, Automotive, Tech, Sport, Oroscopo, Health and Fitness, Animazione.

4w MarketPlace propone un prodotto altamente qualificato che associa la pubblicità alla qualità dei contenuti, offrendo il formato pre-roll contestualizzato, in modalità click-to-play, con la possibilità di personalizzazione del widget. Inoltre, per gli inserzionisti più attivi nell’ambito del content marketing, 4w dà la possibilità di utilizzare il widget per diffondere contenuti video propri, o addirittura creare una propria playlist, inseriti in contesti premiali e di qualità.
Il Video Native Widget rappresenta una preziosa opportunità sia per gli editori che per gli investitori pubblicitari. L’editore beneficia di questo formato in termini di contenuto, con il quale può andare ad intercettare la domanda crescente di video della propria audience, monetizzando altresì lo spazio attraverso la pubblicità che verrà associata ad ogni consultazione. L’investitore potrà contare su uno strumento veramente nativo, adattivo e impattante, ma non invasivo, posizionato all’interno dell’area editoriale e che si inserisce perfettamente nel flusso di consultazione attiva e volontaria dell’utente. La finestra di video playing, infatti, proporrà al navigatore più canali verticali, selezionati dal publisher secondo la propria linea editoriale e popolati tramite la tecnologia DigitalBees. All’interno di queste aree l’utente selezionerà il video di suo interesse, partecipando altresì a definire l’ordine dinamico in cui verranno proposti i contenuti.

“La partnership con DigitalBees – sostiene Paola Sersale, Head of Sales di 4w MarketPlace – ci ha permesso di arricchire la nostra offerta di native adv con un formato video di alta qualità dalle perfomance eccellenti. Oggi possiamo offrire un range completo di formati adv nativi soddisfacendo le esigenze delle aziende alla ricerca di soluzioni evolute e sofisticate, che coinvolgano l’utente in un’esperienza positiva di percezione della marca”.

“La declinazione del Video Native Widget fatta con e per 4w MarketPlace – afferma Barbara Bontempi, CEO di DigitalBees – lancia sul mercato un prodotto pensato per coniugare le necessità editoriali con quelle pubblicitarie, unico nel suo genere in quanto pone il contenuto, e non il contenitore, al centro della video-esperienza. La massimizzazione delle opportunità di video advertising, per un network già nativo nel DNA come quello del nostro partner, non può che garantire performance ottimali agli investitori adv”.

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MEDIA

Nasce 4W Advisor, 200 editori premium per il Native Advertising di 4W Marketplace

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4w MarketPlace, in collaborazione con Twin People, presenta 4w Advisor: la nuova offerta per il native advertising. Un innovativo metodo di distribuzione di annunci pubblicitari in cui l’inserzione è completamente integrata con lo stile editoriale della pagina in cui viene visualizzata, seguendo il profilo e la funzione naturale dell’esperienza dell’utente. L’annuncio viene collocato nel box degli articoli raccomandati dal publisher (Recommendation Widget, una delle sei tipologie di pubblicità nativa identificate da IAB USA) e segue lo stesso look and feel editoriale della testata e risponde alle stesse caratteristiche di profilazione dell’utente.

Il contenuto dell’inserzionista viene analizzato da uno specifico algoritmo che lo associa automaticamente all’utenza maggiormente interessata. Sono già più di 200 gli editori che hanno aderito al network allo scopo di offrire agli inserzionisti volumi importanti in termini di audience, di traffico qualificato e di risultati. Fra questi testate come La Stampa, Il Fatto Quotidiano, Il Tempo, Il Secolo XIX, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale di Brescia, oltre a numerose testate verticali.

4w Advisor non interrompe la navigazione dell’utente, anzi, aggiunge valore alla sua esperienza di navigazione e crea in questo modo engagement di qualità.

“Dalla pluriennale esperienza maturata con la pubblicità contestuale, deriva la nostra capacità di portare agli inserzionisti importanti volumi di traffico qualificato” – dichiara Paola Sersale, Head of Sales di 4w MarketPlace – “Con 4w Advisor, la nostra offerta si arricchisce di una soluzione estremamente scalabile, orientata a incontrare la richiesta delle aziende che stanno investendo in content marketing con lo scopo di creare un forte livello di engagement da parte dell’utente”.

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AZIENDE

4W Matic, il nuovo private marketplace per il Premium Programmatic Buying

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Lanciata grazie alla partnership strategica con Improve Digita, 4W MarketPlace ha presentato il 19 novembre nella cornice della Terrazza Martini di Milano 4w Matic, la piattaforma per publisher e advertiser dedicata al Premium Programmatic Buying.

 

La nuova offerta di 4w MarketPlace è disponibile su tutti i trading desk con una inventory di oltre 400 milioni di impression al mese e utilizza la tecnologia sofisticata di Improve Digital. Improve Digital mette a disposizione dei premium publisher tecnologie e tool per monetizzare le inventory e le audience in modalità programmatica. “Questo mese abbiamo aumentato le nostre revenue del 70% su base annua e le revenue dall’RTB del 68% negli ultimi 6 mesi. Questa è la realtà in Europa e ci aspettiamo di lavorare con gli editori italiani per aiutarli a sviluppare progetti digitali innovativi e raggiugere le loro audience nel modo più efficace” dichiara Bastiaan Spaans, VP Business Development di Improve Digital.

4w Matic rende disponibili siti e posizionamenti all’interno di 7 canali tematici (news, women, automotive, lifestyle, sport, music&entertainment e tech) con un’offerta su target verticale che assicura un deciso incremento della monetizzazione dell’inventory.
Grazie a 4w Matic gli advertiser possono ottimizzare le performance delle campagne con un’offerta distribuita su canali verticali, che permette di raggiungere il target giusto all’interno del sito internet e nel placement più corretto per la propria strategia di marketing, verificando costantemente le performance dell’inventory acquistato.

Simona Zanette, Presidente di IAB Italia ha commentato gli scenari del mercato: “I mercati internazionali hanno tassi di crescita interessanti e importanti per quanto riguarda l’automated buying. Nel 2013 negli Stati Uniti il 73% degli inserzionisti ha realizzato almeno una campagna in automated buying e l’82% degli editori ha messo a disposizione inventory su questo mercato. Il mobile in Italia non ha ancora sviluppato tutte le sue potenzialità quindi publisher e agenzie dovranno trovare e condividere strategie efficaci e metriche adeguate per la sua ottimizzazione. L’automated e il programmatic buying sono un’evoluzione naturale della pubblicità online, che non sostituisce i modelli tradizionali, ma li rende migliori e più performanti grazie ad una tecnologia avanzata”.

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