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Nielsen: il 2015 chiude a +1,7%. Mercato “tradizionale”: -0,5%

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nielsen investimenti 2015

Nel 2015 il mercato degli investimenti pubblicitari è cresciuto dell’1,7% rispetto al 2014, considerando anche la porzione web (principalmente search e social) stimata da Nielsen. Limitatamente però al perimetro tradizionale, l’anno si chiude di poco sotto quota zero (-0,5%).

“Dopo un inizio faticoso, ha dichiarato Alberto Dal Sasso, Advertising Information Service Business Director di Nielsen, “il 2015 si è chiuso positivamente, grazie al traino di un buon secondo semestre che ci rende ottimisti anche per il probabile consolidamento in positivo che prevediamo per il 2016”.

Nel solo mese di dicembre, il mercato cresce del 4,5%. Relativamente ai singoli mezzi nell’ultimo mese dell’anno, la raccolta sulla TV e sulla radio sale rispettivamente del 7,3% e del 5,1% rispetto allo stesso periodo del 2014. Internet cresce complessivamente del 6,5%, mentre la stampa segna un calo del 2,3%.

I MEZZI
Guardando alla performance dei vari media, la Televisione chiude il 2015 con una crescita dello 0,7%, grazie a un secondo semestre a +5,3%. Confermano il segno negativo i quotidiani e i periodici che chiudono rispettivamente a -6,6% e – 4,1% l’intero anno. Il mezzo Radio si distingue invece nel 2015 per la crescita sensibilmente sopra la media del mercato: +8,8%.

Anche internet, sulla base delle stime di Nielsen relative al totale del web advertising, aggiungendo dunque la porzione di mercato non monitorata, si distingue chiudendo l’anno con una crescita dell’ 8,5%. Escludendo il mondo search e social, la performance del web rispecchia tendenzialmente l’andamento del mercato a parità di perimetro (-0,7%).

Sensibile l’incremento del mondo dell’Out of Home che, grazie a Expo 2015, chiude con un segno positivo: outdoor +3,3%, transit +15,6% e out of home TV +13,1%. Si conferma l’andamento negativo per il Direct mail e il Cinema, rispettivamente in calo dell’8,3% e del 4,1%.

I SETTORI
Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 11 in crescita nel 2015, con un apporto di circa 176 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nei 12 mesi: alla crescita di alimentari (+6,5%, circa 51,7 milioni) e farmaceutici (+8,6%, circa 25,8 milioni), si contrappone il calo di finanza/assicurazioni -8,7%, circa 28,5 milioni), telecomunicazioni (-7,7%, circa 27,7 milioni). I maggiori apporti alla crescita arrivano da servizi professionali (+7,9%), bevande/alcolici (+9,3%) e gestione casa (+8,5%).

“Negli anni prossimi”, conclude Dal Sasso, “le novità tecnologiche rappresenteranno un driver di cambiamento anche nella allocazione dei budget pubblicitari, aspettando che i millennials abbiano un ruolo significativo anche nel cambiamento dei consumi”.

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Nielsen: stabili i primo otto mesi del 2015. Agosto a +12 milioni di raccolta

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Considerando anche la porzione web (principalmente search e social) solo stimata (e non rilevata come gli altri media) da Nielsen, il mercato degli investimenti pubblicitari nei primi 8 mesi del 2015 chiude in pareggio (+0,3), secondo i dati diffusi oggi dall’Istituto di Ricerca.
Sulla base del perimetro attualmente rilevato nel dettaglio, si registrano invece un calo del 2,3% (pari a 91,2 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2014 e una crescita del 6% per il singolo mese di agosto.

“L’andamento del mercato pubblicitario mostra incoraggianti segni di resistenza, grazie anche alla buona performance degli investimenti ad agosto” – commenta Alberto Dal Sasso, Advertising Information Service Business Director di Nielsen. “Dopo il mese di maggio, si tratta della migliore crescita in valore assoluto nel 2015: 12 milioni in più rispetto allo stesso mese del 2014. Si tratta di un segnale che, se consolidato, ci fa ben sperare su una possibile ripresa per la fine dell’anno, anche alla luce del fatto che lo scorso autunno ha avuto un andamento più cauto rispetto ai primi 8 mesi dell’anno”.

I Media
Relativamente ai singoli mezzi, la TV registra cresce del 10,8% per il singolo mese, portando il periodo cumulato gennaio – agosto a ‐2,7%. Questa inversione di tendenza potrebbe essere confermata anche negli ultimi mesi del 2015.
Buono il risultato della raccolta per i quotidiani, che registrano un mese di agosto in segno positivo (+6,9%) e chiudono i primi 8 mesi a ‐7,8%. Tornano in terreno negativo i periodici sia per il singolo mese (‐6,7%) che per il periodo cumulato (-3,6%). Continua invece l’andamento ampiamente positivo della radio che rimane sensibilmente al di sopra della media del mercato: l’ottima crescita registrata ad agosto (+12,2%) porta la raccolta a +9,7% negli 8 mesi.
Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato, torna a crescere ad agosto (+6,4%), riducendo a ‐2,1% il decremento per il periodo gennaio-agosto. Nello stesso periodo, invece, sulla base delle stime di Nielsen relative al totale del web advertising (che includono, come già, detto anche search e social), il digitale chiuderebbe a +8,4%.

Nei primi otto mesi si registrano infine una sostanziale stabilità per il cinema (‐0,4%) e un perdurare del calo del direct mail (‐3,9%). Continua invece l’ottimo momento dell’intero mondo dell’out of home che, sempre trainato da Expo, chiude i primi 8 mesi in terreno positivo: outdoor +5,3%, transit +18% e out of home tv +6,4%.

I Settori
Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 9 in crescita, con un apporto di circa 64,1 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nei primi 8 mesi: alla crescita di alimentari (+3,5%, circa 17,4 milioni) e farmaceutici (+6,2%, circa 12,6 milioni), si contrappone il calo di finanza/assicurazioni (‐3,6%, circa 7,1 milioni), automotive (‐2,7%, circa 10,1 milioni) e telecomunicazioni (‐13,1%, circa 31 milioni). I maggiori apporti alla crescita arrivano da servizi professionali (+18%), gestione casa (+5,4%), oggetti personali (+3,4%) ed enti/istituzioni (+10,2%).

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AGENZIE

L’Icco Global Summit 2015 per la prima volta in Italia a Milano l’8 e 9 Ottobre

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Food for thought: a PR perspective”, questo è il tema del prossimo ICCO Global Summit che si terrà per prima volta in Italia, a Milano, l’8 e 9 ottobre 2015.
L’evento è organizzato da ICCO – International Communications Consultancy Organisation, l’organismo che riunisce le Associazioni di 31 Paesi dedicate unicamente alle Relazioni Pubbliche tra cui, per l’Italia, Assorel che ne è stata uno dei soci fondatori nel 1990.
Il Summit potrà contare sulla presenza dei più qualificati professionisti del settore che si confronteranno sull’evoluzione della professione e sul ruolo della comunicazione nella gestione delle sfide globali legate alla sostenibilità.
Tra gli interventi dei numerosi speakers previsti, in rappresentanza del Top Management delle più importanti società di PR internazionali, spiccano quelli del Presidente di ICCO, David Gallagher, dei rappresentanti dell’Executive Committee ICCO, di Susan Agliata, Head of Branded Content Solutions di Google e di Yomi Badejo-Okusanya, Secretary General African Public Relations Association.
Il Summit si terrà in concomitanza di EXPO2015 (il cui tema l’ICCO rieccheggia), l’evento che sta mettendo in evidenza temi come la salvaguardia delle risorse del pianeta e lo sviluppo di politiche virtuose su alimentazione e accesso ai beni primari.

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ENTERTAINMENT

Appuntamento tra Milano e Venezia con A.R.T., progetto di Banca Sistema

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In linea con le tematiche Expo 2015, la proposta espositiva “A.R.T. (Advanced Refrigeration Technology): Nutrimento e conservazione dell’arte”, progetto-ponte tra Milano e Venezia, a cura di Andrea Del Guercio, pone l’attenzione sulla questione dell’alimentazione e dell’importanza del cibo, focalizzandosi sul tema della sua conservazione, condivisione e consumo.

Figura iconica centrale del progetto è il frigorifero, scelto quale icona rappresentativa del tema del nutrimento e della conservazione. La mostra in particolare si sviluppa tra Milano e Venezia, potendo contare su diverse sedi espositive in entrambe le città, e coinvolge 36 artisti, di cui 8 maestri dell’Arte Contemporanea e 12 giovani. Banca Sistema, in collaborazione con Lops Ritratti d’Arredo e Meson’s organizza e promuove il percorso espositivo che, richiamandosi al ruolo dell’alimentazione anche come caratteristica propria dell’esperienza umana, si spinge fino all’intervento sul territorio. Le opere riflettono sulle implicazioni antropologiche del nutrimento, a partire dalla consapevolezza che il consumo, la conservazione e la condivisione del cibo stanno alla base del modo con cui l’uomo si percepisce. Il percorso espositivo attiva quindi uno sguardo sul cibo con forti implicazioni religiose e spirituali, che giustificano l’egida del Patriarcato di Venezia e la scelta della location espositiva, la chiesa di Sant’Andrea della Zirada, riaperta per l’occasione al pubblico dopo una chiusura di oltre vent’anni e un parziale restauro.

A Milano la mostra sarà allestita negli spazi di Banca Sistema, ubicati nel centro di Milano. Altri frigoriferi-icone saranno visibili presso la sede di Lops. Grazie alla collaborazione con la Diocesi di Milano, inoltre, saranno messe a disposizione altre sedi, al fine di arricchire ulteriormente il percorso espositivo per i cittadini, i turisti e gli appassionati d’arte. Banca Sistema in particolare ospiterà i bozzetti preparatori realizzati dagli artisti, oltre a una personale della giovanissima Lucrezia Zaffarano sul tema della condivisione del cibo.

Anche a Venezia la mostra, visitabile dal 7 maggio al 30 giugno, sarà allestita in sedi multiple, grazie al contributo del Patriarcato di Venezia: Sant’Andrea della Zirada, punto di partenza dell’esposizione veneziana, con la sua navata priva di colonne e liberata dalle tradizionali panche, accoglierà 20 frigoriferi-icona. Nel coro superiore saranno poi esposte anche alcune opere pittoriche, sempre ispirate al tema dell’alimentazione e del cibo. Nelle chiese di Santa Sofia e dei Tolentini saranno inoltre posizionate opere site-specific: si tratta in particolare della realizzazione in OKITE delle aree dell’ambone e dell’altare.

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AZIENDE

imprebanca si mette ai fornelli insieme a Ape Communication anche nel 2015

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Ancora un anno insieme, quello che hanno intenzione di trascorrere imprebanca e Ape Communication: è on line sul sito della banca, e nelle cucine dei clienti, Buongustario 2015.

Una gallery appetitosa di dolci tipici romani, ebraici e trentini (nel 2014 Imprebanca ha aperto una filiale a Trento). 12 mesi scanditi da ricette dolcissime e genuine per dare anche al 2015 un gusto in più e soprattutto per riconfermare la natura di banca vicina alle esigenze di famiglie e imprese.

“Anche nel 2015 abbiamo voluto mettere in evidenza le caratteristiche uniche di imprebanca, una banca vicina ai propri clienti, in modo semplice e diretto, l’anno scorso con le ricette della cucina romana e quest’anno con i dolci che si tramandano di generazione in generazione”.

imprebanca è nata per sostenere famiglie e imprese nelle esigenze quotidiane, in modo concreto e trasparente, attraverso un’offerta di prodotti e servizi che tengono conto delle peculiarità del territorio. Nata nel 2010 oggi imprebanca opera attraverso una direzione generale, sei succursali a Roma e una a Trento.

 

Team creativo: Elisabetta Romei, Marta Magister, Cristina Canestrelli.
Account: Emanuela de Marsico

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MEDIA 4 GOOD

Save the Children: i sogni di otto bambini coraggiosi per un 2015 di speranza

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Anche nel 2014 6,3 milioni di bambini con meno di 5 anni hanno perso la vita per cause prevenibili e curabili come una diarrea o una polmonite; 1 milione di bambini vive in aree in conflitto e più di 1 miliardo e mezzo sperimenta qualche forma di violenza; 650 milioni sono in povertà estrema; 57 milioni non frequentano la scuola primaria e 250 milioni sono fuori da un percorso di istruzione e apprendimento.

Fare da grande l’elettricista o il dottore, o trovare un qualsiasi lavoro, ma anche avere almeno una casa riscaldata d’inverno o poter andare a scuola. Sono i sogni apparentemente impossibili di alcuni bambini che hanno perso tutto o sono in grave pericolo, a causa di una guerra, come quella in Siria o nella Repubblica Centrafricana, di un’epidemia, come l’Ebola, hanno dovuto ricostruire anno dopo anno da zero le loro vite, come dopo lo tsunami in Indonesia, o hanno paura guardando negli occhi i genitori che hanno perso il lavoro e faticano a sostenerli con tutto quello che occorre, anche qui in Italia.

Alla vigilia del nuovo anno Save the Children “fa spazio” ai sogni di otto bambini coraggiosi nonostante tutto. Otto foto che raccontano un mondo intero, fuori e dentro ciascuno di loro, come quello di Faris che è fuggito dalla Siria sotto le bombe su di una sedia a rotelle come suo padre e oggi vive nel campo profughi di Al Za’atari in Giordania, ma sogna di salire su un aereo e di guidarlo lui, facendo il pilota.

“Impariamo ogni giorno dai bambini in ogni parte del mondo, e soprattutto da quelli che sono in maggiore difficoltà, che i sogni sono una ragione di vita, e chiedono con semplicità e con forza uno stesso futuro. Con il suo lavoro Save the Children salva la vita di milioni di bambini, ma altrettanti e molti di più li accompagniamo nelle loro crescita, sostenendoli e proteggendoli, promuovendo i loro diritti, aiutandoli a essere protagonisti delle loro vite, proprio perché possano coltivare ogni giorno i loro sogni e raggiungerli nel miglior modo possibile,” ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.

Konnah, Liberia
Konnah ha 12 anni, vive in un villaggio gravemente colpito dall’Ebola, vicino Monrovia. La madre di Konnah è stata portata in una clinica ai primi di settembre, la famiglia non ha sue notizie da allora. Dalla clinica dicono che non si trova lì e per questo stanno cercando di avere informazioni. Sono stati messi tutti in quarantena e la zia di Konnah è morta. Konnah sogna diventare elettricista: “Colleziono e aggiusto le cose, quando sarò grande voglio essere un elettricista. Mi dispiace non andare più a scuola per colpa dell’Ebola”. (Foto Save the Children)

Mohammed, Sierra Leone
Mohammed ha 11 anni e ha perso suo padre e suo nonno a causa dell’Ebola. Sono stati accusati di aver portato la malattia nella comunità e per questo l’intera famiglia è stata mandata via e ha dovuto pagare una multa.
Il sogno di Mohammed: “Spero di diventare un medico. Il mio sogno è quello di diventare un dottore, ma avrò bisogno del sostegno della mia famiglia per istruirmi, prima dell’Ebola andavo a scuola, ma ora non c’è più la scuola”. (Foto Save the Children)

Edoardo, Italia
Edoardo è un ragazzino molto timido e frequenta il Punto Luce di Save the Children nel quartiere Giambellino di Milano. Vive in una casa di 57 mq con sua madre e suo fratello. La mamma è disoccupata ed è aiutata dalla parrocchia che le passa dei pacchi alimentari e la aiuta a pagare le bollette. Edoardo sogna di diventare informatico: “Da grande vorrei fare l’informatico, mi è sempre piaciuto utilizzare cose elettroniche. Vorrei trovare un buon lavoro, perché con un lavoro si possono fare tante cose e portare a casa uno stipendio per la famiglia. Vorrei anche fare nuoto. Ora non posso farlo perché la mia famiglia non può permetterselo, ma spero un giorno di poter andare in piscina”. (Foto Save the Children)

Mohamed, Siria
Mohamed disegna in 5 minuti le sue emozioni e il suo sogno su un foglio di quaderno, dove trovano posto un cuore che sanguina, il kalashnikov di un soldato, un campo da calcio con i bambini e, disegnata per ultima, una casa con una stufa e il camino che fuma. Sta vivendo il suo secondo inverno al campo profughi di Al Za’atari, che sorge nel nulla al nord della Giordania, in mezzo al deserto, battuto dal vento freddo. Lo scorso inverno ha dovuto abbandonare anche la sua tenda nel campo, quando una forte nevicata ha costretto Save the Children a spostare per giorni bambini e famiglie all’interno dei container delle Scuole per l’Infanzia. Ora quasi tutte le tende del campo sono state sostituite da container, ma le condizioni di vita, soprattutto per i bambini, sono molto difficili e il numero di profughi che fuggono dalla Siria è in continua crescita (sono più di 3.320.000 tra cui più di 1.727.000 bambini). Mohamed sogna di riavere una casa e una stufa per scaldarsi: “Vorrei una casa vera, con una stufa che la scalda. Vorrei che il mondo non si dimenticasse mai di noi che siamo qui”. (Foto Francesco Alesi)

Maeva, Repubblica Centrafricana
Maeva* ha 17 anni e ha fatto parte di un gruppo anti-balaka dal 2013, quando ha sentito parlare del movimento milizie dopo la fuga da Bangui. Un giorno tornò a casa dopo essere stata in chiesa e scoprì che la sua amata zia era stata uccisa, presumibilmente dalla milizia seleka. Tre giorni più tardi, dopo aver completato le esequie e dopo il ritorno a casa, cinque uomini di seleka tornarono e trovarono Maeva e la violentarono. Furiosa contro di loro per l’uccisione di sua zia, Maeva ci racconta di essere fuggita dalla città per stare con i parenti in campagna, dove ha sentito parlare degli anti-balaka e ha deciso di unirsi a loro. Dopo mesi passati nella boscaglia, combattendo con il gruppo e ricoprendo diversi ruoli all’interno, Maeva è ora di nuovo a Bangui. Passa la maggior parte dei suoi giorni all’interno o intorno alla base del gruppo armato, con altri bambini. Maeva insiste sul fatto che andare via per lei è necessario, ma che non riesce a prevedere nulla per il suo futuro se dovesse decidere di farlo. Senza un lavoro o la possibilità di trovarlo nella capitale, che ancora ospita decine di migliaia di sfollati, lei anela solo a poter tornare a scuola.
Maeva sogna di lasciare il gruppo armata in cui è entrata dopo aver perso tutto e di riprendere la scuola: “Mi piacerebbe tornare a scuola e voglio trovare un modo per farlo. Mi sposerò un giorno, dovrò farlo anche se non voglio. Se potessi trovare un lavoro, tornerei a scuola e lascerei il gruppo. Io non voglio restare, ma ho bisogno di avere qualcosa da fare”. (Foto Sylvain Cherkaoui)

Faris, Siria
Faris adesso vive nel campo profughi di Al Za’atari, dopo essere fuggito dalla Siria a causa della guerra insieme a suo padre, anche lui costretto su di una carrozzella. Faris sogna di diventare un pilota: “Mi piacerebbe volare. Il mio sogno è fare il pilota degli aerei, perché non sono mai salito su un aereo ma mi piacciono tantissimo”. (Foto Fabio Lovino)

Martunis, Indonesia
Martunis aveva 8 anni il giorno dello Tsunami che 10 anni fa ha ucciso più di 300 mila persone, e viveva a Banda Aceh in Indonesia. Lui si aggrappò a un albero di mangrovie per salvarsi dall’onda e sopra quell’albero sopravvisse per tre settimane. Martunis stava giocando a calcio sulla spiaggia coi suoi amici, quando l’onda è arrivata. Dopo l’onda è sopravvissuto per tre settimane sull’albero, mangiando confezioni di spaghetti istantanei e bevendo bottiglie d’acqua portate dalle onde. Suo padre, che lavorava in un allevamento i pesci e gamberi sopravvisse, ma sua madre e i suoi fratelli non sono mai stati trovati. Martunis è stato registrato nel database di Save the Children tra i bambini rimasti soli dopo lo tsunami ed è stato riunito a suo padre dallo staff di Save the Children. Matunis sogna di diventare calciatore: “Da quando ero piccolo mi piaceva giocare a calcio. Il calcio fa parte della mia vita e mi piace davvero giocarci. Un giorno spero di diventare un calciatore professionista”. (Foto Save the Children)

Nadia, Siria
Nadia, 15 anni, è originaria di Homs, è sbarcata nel 2014 in Italia dopo 2 anni e mezzo di fuga dalla Siria insieme ai genitori e due fratellini di 4 e 10 anni, attraverso l’Egitto e la Libia dove è stata minacciata da un ragazzo che la voleva costringere con la forza a sposarlo. Nadia sogna si tornare a scuola e diventare avvocato: “Vorrei raggiungere la Danimarca, un posto sicuro, dove vive già mia zia, e poter tornare finalmente a scuola, fare l’università e diventare avvocato”. (Foto Francesca Leonardi)

 

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2015, sarà un Capodanno casalingo: la ricerca Privalia sulle vacanze invernali italiane

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Manca poco alle prossime festività invernali. E se da un lato, come da tradizione, il Natale si passerà a casa, propria o dei parenti, per i classici pranzi e cenoni, la crisi farà scendere la percentuale di partenti in occasione di Capodanno. Lo rivela una ricerca Privalia, che ha analizzato i programmi degli italiani in occasione della notte di San Silvestro.
Secondo quanto emerso dalla survey di Privalia, quest’anno 3 Italiani su 4 passeranno la notte di San Silvestro nella loro città (72%).  Chi partirà avrà comunque come meta principale la montagna (13% che sale al 16%, se andiamo ad analizzare i dati solo del nord Italia). Complice la crisi, solo il 7% ha in programma di trascorrere il Capodanno in una città straniera. Gli italiani, soprattutto gli abitanti del nord e del sud, dimostrano di avere un forte senso della famiglia: il 52% degli intervistati, infatti, dichiara che trascorrerà il Capodanno in famiglia, il 32% con il partner e il 30% in compagnia di amici. I più romantici? Al centro, dove il capodanno in coppia vince su famiglia e amici.
Quanto alle tendenze per il cenone, soprattutto al nord e al sud, gli italiani preferiscono la tranquillità e il calore di casa propria o degli amici (80%); solo al centro c’è più propensione ad uscire (24% vs 60%). Per chi cenerà a casa, sulla tavola non potranno mancare i piatti tipici della tradizione italiana come cotechino e lenticchie ma, a grande sorpresa compaiono anche piatti decisamente più esotici come il sushi (oltre il 4%). C’è anche chi non rinuncia ad un cenone interamente vegetariano o chi si coccola accompagnando alla cena una selezione di vini di qualità. Sulle tavole degli italiani non mancheranno elementi decorativi, essenziali per dare colore alla festa, come tovaglie a tema (34%) e candele (35%). Al nord e al sud non si rinuncerà ai classici fuochi d’artificio (52%), mentre al centro il 53% non li acquisterà.  Quanto alla spesa, gli italiani sembrano essere allineati al budget dello scorso anno: il 74% spenderà fino a 100€ a testa e un buon 24% tra i 100 e i 500€.
Il look giusto per i festeggiamenti? Come vuole la tradizione, sembra proprio che le italiane non rinunceranno ad un grande classico per questa notte come l’intimo rosso, scelto dal 54% delle intervistate. I colori più gettonati? Nero per il 66%, sorprende invece che il classico rosso verrà scelto solo dal 18% delle italiane, mentre tra le new entry, il blu elettrico sorpassa altri colori tipici di capodanno come oro e argento. Le italiane sceglieranno un abito corto che abbineranno a tacchi alti (30%), sicuramente più divertente e pratico rispetto all’abito lungo che lasceranno volentieri nell’armadio. Il 14% completerà il look delle feste con un make-up oro o argento. Anche per la scelta dell’abito si nota una tendenza al risparmio e così il 60% indosserà abiti che già possiede.
Whatsapp sarà la modalità più utilizzata in assoluto per quanto riguarda la modalità degli auguri, scelta dal 57% degli italiani. Gli auguri ‘di carta’ risultano piuttosto obsoleti e verranno utilizzati solo dal 3%. Poco usate anche le e-mail (7%) mentre non mancheranno le più classiche telefonate (53%) e SMS (32%). Il 22% augurerà buon anno attraverso i social media come Facebook, Twitter e Instagram. Un’ultima e romantica curiosità emersa dal sondaggio: ben il 59% degli italiani sceglierà di baciarsi sotto al tradizionale vischio per accogliere al meglio l’arrivo del nuovo anno.

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Zenith Optimedia: global adv spending in crescita. Nel 2015 +5,6%

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Rese note oggi le previsioni di ZenithOptimedia circa gli investimenti mondiali in comunicazione. Con una modesta revisione al ribasso, l’ufficio studi del centro media stima che il 2013 chiuderà presentando una crescita a livello globale del 3,9%, toccando i 430 miliardi di dollari di spending. Rimangono invece inalterate le attese relative al biennio seguente, che vedono una crescita del 5% nel 2014 e del 5,6% nel 2015. Motore della crescita sono internet, che presenterà un incremento del 14,4% alla fine di quest’anno (contro l’1,6% dei media classici), e i Paesi emergenti, che nello stesso periodo metteranno a segno un incremento dell’8,2%, rispetto all’1,8% dei mercati “maturi”.

All’interno di internet, il segmento a più rapida sviluppo sarà il display, in media +20% l’anno, spinto dai video online e dal social media advertising, entrambi con dinamiche sopra il 30%. Notevoli anche le performance del paid search, con una tasso medio annuo di sviluppo del 13% nel triennio.
A conferma dell’articolazione delle dinamiche su base geografica, si nota che – benché gli Usa diano sempre il maggior contributo singolo alla crescita (28% dell’incremento previsto di 76 miliardi di dollari nel triennio), sono i mercati emergenti, nel loro complesso, a fare la parte del leone, con una quota del 63% sul totale dello spending addizionale. La situazione si riflette anche nella classica degli Stati, che – se da un lato conferma per il 2015 le attuali prime quattro posizioni a USA, Giappone, Cina e Germania, vede il Brasile salire al quinto posto, scavalcando la Gran Bretagna, e la Russia entrare al settimo, mentre il Canada esce dai Top Ten.
Quanto all’Europa, che nel suo complesso è attesa da perfomance modeste, il Report di ZenithOptimedia la considera divisa in due parti: Northern & Central Europe e Peripherical Europe (di cui fanno parte Italia, Irlanda, Grecia, Spagna e Portogallo. La prima area dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile quest’anno (+0,2%) e crescere del 2% annuo circa nel prossimo biennio. La seconda invece sarà ancora in area negativa (-6,6%) nel 2013, per stabilizzarsi l’anno seguente e mostrare segni di recupero (+3%) solo nel 2015.

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