Alexa (e degli altri…)

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24 Ottobre 2018: il giorno dello sbarco in Italia di Alexa – in realtà lo sbarco dei dispositivi Echo su cui gira l’intelligenza artificiale di Amazon – e degli add-on per l’implementazione delle funzioni più legate all’uso in chiave IoT (Internet of Things), come Echo Smart Plug. Ultima in ordine cronologico, Alexa si è andata ad aggiungere a Google Home, a Siri e a Cortana, alle altre App a brand dei maggiori cellular maker, per costruire anche nel nostro paese l’infrastruttura tecnologica di quella rivoluzione prossima ventura a cui i motori di ricerca si stanno preparando. E preparando da tempo, perché, se in Europa l’arrivo degli assitenti vocali domestici è stato rallentato di problemi legati alle diverse lingue (in Francia l’arrivo di Alexa è avvenuto solo lo scorso agosto, per esempio), negli USA il numero di famiglie che usano quotidianamente questi dispositivi supera i 50 milioni, ed è in continua crescita. Spinti dalla competizione tra i produttori, ma soprattutto dalla facilità d’uso della voce, unico strumento di interazione con i device (o addirittura con le App da scaricare sullo smartphone) che sempre più fa sembrare la tastiera qualcosa da usarsi solo per il business, o addirittura un “relitto” dei tempi passati, come un telefono a selettore rotante, che esiste e ancora funziona, ma che appare assurdo adottare ancora al posto dell’ubiquo smartphone, nella vita di tutti i giorni.

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