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Huddle: in Mindshare i “Futuri Possibili” con 24 speaker tutte al femminile

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Grande successo per la terza edizione Huddle, l’evento organizzato da Mindshare, che ieri ha registrato la presenza di oltre 550 ospiti presso la sede dell’agenzia milanese, che per un giorno si è trasformata in vera e propria location.

24 voci al femminile – dai palchi allestiti nelle 5 sale – hanno portato il loro punto di vista sui Futuri Possibili: si è parlato del futuro della Televisione, tra esigenza di autenticità e innovazioni dei broadcaster; del futuro dello Sport, tra realtà aumentata e trend globali che spingono a puntare sull’elettrico, del futuro dell’editoria, tra algoritmi e personalizzazione, del Futuro della Comunicazione, con le voci di importanti influencer.

E ancora: si è parlato di Medicina, analizzando tanto le possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale per migliorare il futuro delle persone con disabilità quanto le nuove regole per stare bene, del futuro della Tecnologia, con uno sguardo scanzonato sui nuovi dispositivi che accompagneranno presto il nostro quotidiano,

Di questo e di tanto altro si è alimentata la giornata, difficilmente riassumibile o riconducibile ad uno schema predefinito: Huddle infatti consente agli ospiti la possibilità di costruire il proprio palinsesto, scegliendo tra le voci di manager, influencer, imprenditrici, sportive, pop star, giornaliste, musiciste, artiste accomunate dalla passione per ciò che fanno, e di manager di grandi aziende globali, delle newco, delle piattaforme, e di chi fa ricerca e innovazione, in un’alternanza tra ascolto e condivisione in una delle 5 “Experience Room” permanenti: Babasucco Room, Dyson Styling, Facebook Connected Devices, Google Smart House e Standoutfit Vertical Media Time.

Nessuno schema e porte aperte alle menti brillanti, coerentemente con il pensiero originale che è al centro dei valori di Mindshare e con la sua mission #Speed #Teamwork# Provocation.

Roberto Binaghi (nella foto), CEO Mindshare, sottolinea “L’idea non era quella di fare un evento di promozione delle quote rosa. E nemmeno di fare una scelta “politica” di genere. Volevamo raccontare il futuro e le donne, senza ombra di dubbio, sono il futuro; e allora abbiamo lasciato spazio soprattutto alla prospettiva e al pensiero femminile”.

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