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Future Concept Lab: a Milano quattro giorni dedicati ai mille volti della Crescita

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morace

Si è tenuto alla Fondazione Stelline di Milano, dal 18 al 21 ottobre, l’ultimo incontro del Festival della Crescita, organizzato da Future Concept Lab per mettere un punto fermo e stimolare la riflessione sul lavoro itinerante che ha toccato tutta Italia, da Trento a Lecce, da Vicenza a Napoli.

L’apertura di Giovedi
Spetta a Francesco Morace (nella foto), presidente di Future Concept Lab, il compito di aprire il Festival della Crescita, presentando alcuni degli argomenti che sarebbero stati affrontati nei giorni seguenti, quali l’economia civile – il focus di venerdì -, il grande tema del racconto (sabato) e la crescita urbana (domenica). Il primo incontro/scontro è con Mauro Magatti, autore del volume Cambio di Paradigma, secondo cui “il 2008 ha segnato l’inizio di una crisi economica che si è rivelata anche politica e culturale e ha portato alla fine di un’epoca. E se le vecchie regole non sono più valide, questo è il momento in cui possiamo inventarne di nuove. L’importante è avere chiara una direzione. E la direzione è quella della rinuncia alla cieca economia del consumo, per giungere a uno scambio sostenibile”. Un concetto ripreso e arricchito da Morace, che spiega come “sia necessario passare dall’economia degli influencer a quella dei caregiver”, che riportano in primo piano i bisogni, non le esigenze consumistiche.
A seguire la presenza di Alessandra Clemente, assessore alle politiche giovanili di Napoli, che ricorda il l’attività in quartieri quali san Giovanni a Teduccio, con il teatro NEST, e di Scampia, con il dream team delle Donne in rete; e quella di Cristiano Casa, assessore alle Attività Produttive del Comune di Parma, che sottolinea quanto fatto per far nascere la Food Valley, coniugando eccellenza qualitativa, comunicazione e realtà turistica delle celebri e uniche realtà che insistono sul territorio.
Ultima in ordine cronologico, Cristina Tajani, assessore alle politiche del lavoro di Milano, che evidenzia come le amministrazioni locali siano più vicine alla attività umane, portando gli esempi dell’Ansaldo (e delle relative botteghe artigiane) e di Manifattura a Milano, che vede nell’insediamento produttivo nuova linfa per la città.

L’insegnamento del Venerdì: Educare all’economia civile
La seconda del giornata del festival della Crescita, si è aperta con un appello all’innovazione inclusiva, lanciato da Roberta Cocco, (Assessora all’Innovazione del Comune di Milano) e Francesco Cancellato (Direttore Linkiesta). Antonino Esposito (The Bright Side) e Gian Giacomo Schiavi (Corriere della Sera) hanno proposto la cultura della positività come leva per rigenerare il mondo della scuola, dell’industria e del commercio, partendo dai grandi valori della società civile, dai diritti sociali e del lavoro. Nel pieno della crisi anche nel vendere, nel comprare e nel consumare, nella sessione Casi virtuosi di Economia Civile con Patrizia Cappelletti (L’Archivio della generatività), Daniele Pittèri (Santa Maria della Scala) e Renato Quaglia (Fondazione Foqus Quartieri Spagnoli), sono emersi i concetti di generatività, rispetto del territorio e mutua assistenza. Il messaggio è stato rinforzato dal racconto di Fabrizio Bellavista (Emotional Marketing Research) sull’asse Milano-Napoli: le due città che hanno visto fiorire nel Settecento la grande tradizione dell’illuminismo italiano. Seguendo queste sessioni abbiamo capito che il mercato in futuro seguirà le logiche della fiducia e della credibilità, che potrebbero essere sintetizzate nello slogan: “la confidenza e la fiducia sono l’anima del commercio”. In questo modo si passerà definitivamente dalla visibilità alla credibilità, come è emerso dalla sessione dedicata a Identità e spazi nell’era digitale con Valentina Marini (Galateo Linkedin), Paolo Iabichino (Ogilvy Italia), Annalisa Galardi (Wingage) e Luciana de Laurentiis (Fastweb).

La terza Giornata: Bio o Neuromarketing?
Ad aprire, a due voci, la sessione sono Francesco Morace e Franco Bolelli, filosofo “pop” e autore del recente “Come Ibra, Kobe, Bruce Lee: Lo sport e la costruzione del carattere”, che si confrontano su come “nell’agonismo e nella dedizione di cui si nutre lo sport c’è qualcosa che lo supera ed è lì che si forma gran parte della mitologia di cui abbiamo bisogno in ogni azione della nostra vita”, che rappresentano grandi insegnamenti che ci vengono dallo sport e che sono essenziali per la costruzione del carattere e del senso di responsabilità.
Poi Giovanna Li Perni (UNHCR) e Arianna Trettel (BrainSigns), con la moderazione di Luca Florentino (Ottosunove), presentano il caso della campagna UNHCR, esaminata e “riformattata” con l’uso del neuromarketing e delle evidenze sensoriali riscontrate, per diventare più attraente ed efficiente.
Quindi è la volta di Luciano Canova (Università di Pavia), Giuliano Noci (Politecnico di Milano) e Ivana Pais (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) affrontare temi di grande rilevanza, quali quelli del sharing economy, del reloading thinking, e del bio marketing.
Nelle altre sessioni spiccano gli interventi di Barbara Quacquarelli (Università di Milano Bicocca) Adriano Solidoro (Università di Milano Bicocca) e Lucilla Bottecchia (Psicoterapeuta Wise Growth), che affontano la discussione su “Le nuove donne al lavoro in Italia”; e “il fattore merito per la crescita”, a cura di Maria Cristina Origlia (Sole24Ore) con Barbara Donzelli (NicePower), Marco Pezzana (Vitec) e Tiziano Tassi (Caffeina).

Una Domenica ad Alta Risoluzione
La domenica del festival è stata interamente dedicata alla scommessa di Un futuro + Umano per l’Italia e di una narrativa rigenerata e rigenerante per il made in Italy che è stata definita la strategia dell’Alta Risoluzione – scrive Francesco Morace. Già in apertura di giornata, nel dialogo con Ermete Realacci (Symbola), si è ragionato sulla capacità imprenditoriale del Paese di proporre una nuova qualità di vita, meno orientata a desideri immediati e impegnata invece nella costruzione strategica di un mondo ad “alta risoluzione”. Nel Settimo e ultimo Convivio del festival dal titolo Rigenerare l’Italia con esperienze di qualità, coordinato da Luigi Gia (Affari & Finanza), è stato affrontato questo tema dal punto di vista dei produttori agricoli con Stefano Dozio (Italia Zuccheri), della grande distribuzione con Giuseppe Zuliani (Conad) e dell’industria del tessile abbigliamento con Marino Vago (Sistema Moda Italia). Tutti e tre hanno espresso una convinzione: in futuro il mercato globale non vorrà perdere il gusto, l’ingegno, la qualità e verrà a cercarli da noi, se saremo in grado di garantirli con trasparenza. Questo obiettivo potrà essere raggiunto se saremo in grado di cooperare e condividere conoscenza e visioni in modo nuovo: di questo hanno discusso Antonio Calabrò (Assolombarda), Cirillo Marcolin (Confindustria Moda) e Andrea Pontremoli (Parma io ci sto!) che hanno ragionato sul futuro delle Associazioni. Il festival in questi tre anni di vita ha aiutato ciascuna delle 23 città raggiunte, a individuare il proprio talento, lavorandoci, approfondendolo: in chiusura il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti e l’Assessora Cristina Tajani del Comune di Milano, hanno allora chiuso il cerchio della quattro giorni milanese raccontando le esperienze virtuose nelle loro città tra innovazione e inclusione sociale, aprendo una finestra di speranza su un futuro altrimenti difficile da immaginare.

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