BRAND STRATEGY

Human Company on air con la seconda campagna, firmata da Almagreal e Ray Orenges

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Dopo il successo della prima campagna nazionale estiva, dal 3 ottobre è in programmazione il secondo flight su stampa e digital di Human Company, gruppo fiorentino leader in Italia nel segmento del turismo open air con nove strutture tra Toscana, Veneto e Lazio. La seconda tranche della campagna punta a dare continuità e rafforzare il nuovo brand e la nuova corporate identity lanciati nella prima parte dell’anno e a consolidare il posizionamento del gruppo (ex Elite Club Vacanze) quale maggiore player del segmento in Italia e come vero e proprio creatore di esperienze dentro e fuori le sue strutture, nel segno un soggiorno sostenibile e smart ma con stile e di qualità.

La creatività della campagna ADV è firmata dall’agenzia fiorentina Almagreal e vede per la parte istituzionale la collaborazione con l’illustratore italiano Ray Oranges, che annovera collaborazioni con brand e testate nazionali e internazionali del calibro di Coca-Cola, The New York Times, Vodafone, Il Sole 24 Ore, Generali e Peroni solo per citarne alcuni.

La strategia per l’advertising di Human Company ha percorso due strade diverse ma complementari: da una parte la campagna corporate, veicolata sulle principali testate della stampa quotidiana e periodica di GEDI, RCS, Il Sole 24 Ore, Condé Nast e Poligrafici Editoriale; dall’altra la campagna prodotto, comunicata sul web e sui social del Gruppo.

Come già scritto, per la parte corporate Human Company ha scelto di collaborare con Ray Oranges. che usa colori e linee per scenari punteggiati da pochi oggetti, lasciando ampio spazio all’emozione di chi guarda, r mirando a costruire un ideale dialogo. Nascono così tavole dove lo sguardo è libero di esplorare, scoprire, immaginare: esattamente quello che può fare, chi sceglie di vivere l’esperienza Human Company.

Sul fronte prodotto, la campagna digital di Human Company affianca contenuti native a una campagna sui social del Gruppo, che si basa sulla forza del ricordo e sulla sua capacità di suscitare emozioni. Il ricordo diventa un filo conduttore che passa da essenza astratta, con campiture di colore in purezza, a elemento semplice e suggestivo fino a fondersi con l’elemento fotografico e diventare linea che traccia segni quasi elementari, per creare immedesimazione e partecipazione, per incuriosire e suggerire.

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