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Analytics: Kantar TNS e Nunatac insieme per una vera Customer centricity

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In un mondo connesso, ricco di dati ed informazioni, il tema dell’integrazione fra fonti diverse diventa sempre più rilevante. Ecco perché oggi, al Seminar organizzato da Nunatac e Kantar TNS, in collaborazione con SAS, si è parlato di data integration per guidare Customer Strategies di successo.

Di fronte ad una platea intervenuta numerosa per ascoltare l’esperienza diretta di testimonial d’eccezione, quali Luca De Bernardi, SKY, e Francesca Nieddu, Intesa Sampaolo, Kantar TNS e Nunatac si sono focalizzati sulla possibilità di fondere dati comportamentali, transazionali e provenienti da DB interni con le survey, con l’obiettivo di avere un deciso arricchimento informativo, per supportare il processo decisionale, offrire scenari a maggior redditività, ridurre i costi di campagne di comunicazione con profiling e targeting più precisi, ottimizzandole.

Fonti interne, esterne all’azienda, dati strutturati e non: insieme un bagaglio informativo importante che può dare all’azienda molte informazioni in più di quanto ci si può aspettare”, ha esordito Mauro Fusco, Regional Head of Analytics – Insights, Kantar, ha proposto una classificazione dei dati disponibili. “se si unisce la modellizzazione analitica con la modellizzazione interpretativa, sociale, psicologica o matematica attraverso survey”.
L’integrazione apre infatti ad ambiti diagnostici, da un lato, evidenziando nelle vendite di un periodo, quanto Product experience, Brand equity, Distribuzione, Prezzo o altri fattori (come gli Investimenti) ne possano spiegare gli andamenti, per capire su quali di queste aree poi è maggiormente utile investire. Oppure individuando nella grande mole di dati non strutturati dei Social Media, quegli elementi distintivi e motivazionali in grado di spiegare e correlarsi con i profili di Brand image definiti a livello strategico. Modellistica analitica e modellistica interpretativa, con strumenti validati a livello internazionale, come il ConversionModel, il SocialTRI*M, e il NeedScope, di Kantar.

Altro ambito estremamente ricco in termini di output, è l’ambito predittivo, dove troviamo simulazioni e ottimizzazioni, che permettono di lavorare su scenari “what if” da un lato o di qualificazione comportamentale, dall’altro. L’analisi del consumer journey, sempre più complesso, ma sempre più rilevante da decifrare, permette di comprendere i modelli e gli step che influenzano progressivamente i comportamenti dei consumatori, fino alla conversione/acquisto.

Creare delle coorti, approfondire la conoscenza dei diversi segmenti e profilare in modo sempre più preciso la propria Customer Base è poi stato il fulcro dell’incontro.
“Nell’era della Digital Trasformation e dei Big Data”, ha commentato Alberto Saccardi, founder e CEO di Nunatac, “il tema vero non è solo la quantità dei dati, ma la possibilità di utilizzarli al meglio con l’obiettivo di comprendere i bisogni, i comportamenti, le aspirazioni, il contesto sociale e relazionarsi correttamente con i propri clienti”.
In questo contesto le survey continuano a svolgere un ruolo determinante nello spiegare le motivazioni e le esigenze sottostanti ai comportamenti dei consumatori; così come la multicanalità ed il CRM offrono l’opportunità alle aziende di instaurare un canale diretto con i propri clienti, dando la possibilità di interagire e di rilevare i feedback sulla qualità dei prodotti venduti e/o dei servizi erogati.

“Un tempo, erano le competenze produttive o l’equity del brand ad offrire alle aziende vantaggi competitivi di lungo periodo”, ha aggiuntoo Federico Capeci, Chief Digital Officer & CEO Italy, Insights – Kantar. “Oggi non è più così, O meglio, in un contesto a complessità crescente, dove la tecnologia offre sempre nuove opportunità relazionali, è la centralità del cliente trasformata in azione a fare veramente la differenza, dando alle aziende che riescono in questo obiettivo, un vantaggio competitivo difficilmente colmabile dai concorrenti. Ma per questo, c’è bisogno di informazioni precise, di dati. E non solo: c’è bisogno di insight, che diano valore alla mole di informazioni disponibili, collegando il pensiero, dando linfa vitale al processo strategico, evidenziando i momenti giusti per interagire con loro. Per arrivare agli insights dobbiamo integrare informazioni provenienti dal profilo, dai need, dai comportamenti e dai desideri del cliente”.
Integrare i dati disponibili, quindi «colorarli» con aspetti distintivi e motivazionali, arricchisce il bagaglio informativo con elementi di qualificazione ed offre al Brand la possibilità di agire concretamente grazie alla conoscenza sempre più dettagliata del cliente.

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