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Presentazione Palinsesti RAI: Fazio sempre in primo piano. Piscopo: “Raccolta a -1%”

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palinsesti rai

Questa mattina si è svolta a Milano la presentazione dei palinsesti autunnali Rai. Al di là dei singoli programmi, visibili qui per chi è curioso, hanno tenuto banco soprattutto le domande dedicate a Fabio Fazio e al suo contratto, e all’ “incognita” Massimo Giletti. L’esordio del neoDirettore Generale Mario Orfeo è stato improntato all’understatement, dedicando tutta la prima parte del suo discorso a evidenziare la capacità della RAI, in termini di risorse umane, sottolineando, senza fare nomi, la presenza di “grandi talenti” che, unitamente ai 13.000 dipendenti e alle migliaia di collaboratori, concorrevano dare vita a quella che ha definito “la prima industria culturale del Paese”. “E mentre noi eravamo impegnati nello sforzo si moltiplicare il valore di questi talenti”, ha proseguito Orfeo, “per costruire un futuro che rispettasse i valori del servizio pubblico, siamo stati oggetto di attacchi strumentali”, che non avevano “fondamento”.
“Fazio ha accettato gli stessi soldi che in passato, nonostante il passaggio da Rai 3 a Rai 1, per un impegno maggiore in video”, ha ricordato Orfeo di fronte alle domande dei giornalisti, per rispondere alle quali aveva richiamato sulla scena, tra i direttori di rete (Fabriano, Dellatana, Bignardi e Teodoli) lo stesso Fabio Fazio, che ha sostanzialmente confermato quanto detto dal Direttore Generale, portando a sostegno della propria versione il fatto che abbia aspettato fino all’ultimo momento utile, il 23 giugno, per dare alla Rai tutte le possibilità di arrivare a un accordo.
“Perché”, ha ribadito contraddicendo quanto sostenuto da molti, tra cui il vice-presidente del senato Maurizio Gasaparri, “l’offerta alternativa c’era ed era anche superiore all’accordo raggiunto con la Rai”.
Per chiudere l’argomento, Orfeo ha dichiarato che il costo “all inclusive” della trasmissione di Fazio è 450.ooo euro, meno delle fiction, che “non hanno mai suscitato vespai” di analoghe proporzioni.
Anche per l’altra “patata bollente”, Massimo Giletti, la posizione di Orfeo è trasparente, evitando però le polemiche legate al cotè politico delle trasmissioni della domenica: “Abbiamo offerto a Giletti il sabato sera, per 12 grandi eventi musicali, e l’estate, per inchieste nei luoghi dove sono presenti, con finalità di ricostruzione e di peace keeping, le forze armate italiane, Esercito e Carabinieri”.

Parlando di risorse, la parola spetta a chi contribuisce a raccoglierle: Fabrizio Piscopo, Amministratore Delegato di Rai Pubblicità. “La raccolta è un po’ sotto le attese”, speiga, “i conti del primo semestre non sono chiusi, ma stiamo viaggiando intorno al -1/-2% di raccolta. Avevamo fissato un traguardo di 670 milioni, nettizzando le cifre del 2016 degli eventi (Mondiali e Olimpiadi) più il 2% di crescita, ma per raggiungerlo servirà uno sforzo eccezione nel secondo trimestre”. Le cause di questa difficoltà sono note: la decisione i bloccare la raccolta della società di betting, in attesa delle decisione dell’Autority in merito, e la mancanza di The Voice, che valgono un 4% di mancata raccolta ciascuno. Più le impaginazioni editoriali che hanno tolto alcuni break molto redditizi (ad esempio quello che precedeva Report). “Senza contare”, aggiunge Piscopo, “i grandi eventi i cui accordi arrivano sotto data. impedendoci di sfruttarli appieno. Si pensi al concerto di Vasco Rossi, che trasmetteremo in diretta: ha raccolta 2 milioni, ma avrebbero potuto essere il doppio avendo un po’ più di tempo per lavorare”. Dopo le scontata e scherzose geremiadi sui limiti molto stretti imposti a Rai, “datemi l’8% invece del 4% attuale e non ce n’è più per nessuno”, Piscopo è passato ad analizzare lo scenario generale, partendo proprio dalle “performance” di Sky e Discovery: “I numeri vanno letti del mondo corretto: le crescita percentuali rilevanti sono dovute a un allargamento del bacino di utenza. I canali 8 e 9, che l’anno scorso non c’erano, hanno portato sostanzialmente l’intero peso della crescita”.

 

 

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