COMMERCE

salesforce: lo Unified Commerce è il futuro del retailing

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Salesforce

Si è aperto ieri a Copenhagen “XChange 2017“, l’incontro europeo di salesforce dedicato alle proprie soluzioni, ma soprattutto a mettere in contatto clienti e prospect per far conoscere direttamente, dai racconti di chi di li sta utilizzando, i software e le loro prestazioni.

“SalesForce è nata nel 1999 ed è la società di enterprise software a crescita più veloce”, ha esordito nel keynote della mattinata Jeff Barnett, Ceo di salesforce Commerce Cloud, “arrivando – ultimo dato rilevato – a 8,4 miliardi di dollari di fatturato, con una crescita media del 27%”.

La previsioni sono altrettanto rosee: 59 i miliardi di valore generato nel 2020, 170 mila i posti di lavoro attivati nello stesso anno, 100 milioni indirizzati verso il technology pattern e 50 milioni verso la piattaforma di eLearning e formazione.

“Siamo anche una società secondo la quale quella attuale è l'”Age of Equality”, e lo sosteniamo con un “modello 1%”: 1% degli investimenti (2 milioni di dollari l’anno scorso), 1% di prodotto (160 milioni) e 1% di forza lavoro volontaria (oltre 31.000 prestazioni)”, ha aggiunto Barnett.

Gail Gallie, cofondatrice del Progetto Everyone, ha ricordato che dei 17 obiettivi globali posti come traguardo da raggiungere entra la fine del decennio dall’Onu, alcuni sono ancora lontani, altri poco conosciuti. “Serve l’appoggio delle grandi aziende, che tuttavia spesso fanno ancora poco per questo, nonostante siano in rapporto costante con un numero sempre crescente di consumatori”.

Come ha aggiunto Alex Dayon, Presidente e CPO di salesforce “noi forniamo una singola piattaforme per connettere efficientemente i consumatori all’interno del Cloud”.

I cloud in realtà sono sette, Sales, Service, Commerce, Mobile, App, Analytics e Community, con la possibilità di essere adottati ciascuno separatamente dagli altri per ottemperare al meglio alle esigenze di tutti.

Secondo Miguel Milano, President EMEA di salesforce, il CRM sarà una killer application nei prossimi cinque anni, quando è prevista in crescita del 45%, perché “il 75% dei consumatori e la metà della aziende si aspetta che i fornitori anticipino le esigenze future”. “Il retail è all’avanguardia nell’innovazione consumer-oriented, soprattutto man mano che si affermano i modelli B2B2C, che richiedono sempre maggiori capacità di elaborazione”.

A tale proposito la sfida attuale è sull’Intelligenza artificiale. “L’AI non è una novità di oggi, concettualmente”, spiega Rama Ramakrishnan, SVP and Data Scientist for Commerce Cloud di salesforce. “Ma richiede una grande capacità di elaborazione, per prevedere i comportamenti futuri, e una grande capacità di storage, per accumulare i dati da elaborare allo scopo. Solo oggi, con il cloud, queste capacità sono a disposizione di tutti, o quasi”. Per questa ragione è nato Einstein, l’intelligenza artificiale di salesforce, che si può usare on top di tutti cloud. Perchè la AI non è una funzione dedicata, l’AI apre l’intero contesto operativo”.

Social prediction, shopping suggestion, ma anche predictive search raccomandation e predictive sort: ogni aspetto della shopping experince può essere gestito da Einsten per una user experience ogni volta più soddisfacente.

“Come azienda siamo convinti che il domani dell’eCommerce sarà lo Unified Commerce, che altro non è che l’incontro tra retail fisico e digitale, senza soluzione di continuità”, spiega Maurizio Capobianco, RVP salesforce Commerce Cloud EMEA, “II viaggio del consumatore si sposta dall’uno all’altro senza interruzione. Questo non significa però che il cliente debba acquistare tutte le nostre soluzioni per avere una soluzione efficente: OVS, ad esempio, ha iniziato con l’eCommerce; Vibram con le soluzioni B2B; e Boggi, invece, ha sin dall’inizio scelta una soluzione realmente omnichannel”.

Boggi può rappresentare un caso concreto da studiare più da vicino: tutti i suoi negozi, non solo italiani, sono punti di referenza per vivere l’esperienza omncanale, non solo per essere i loci di attivazione del servizio di pick and pay, ma anche perché nel caso di insufficiente assortimento, il capo può essere acquistato egualmente e consegnato dove si preferisce, direttamente dal tablet dell’assistente alla vendita. Tenendo presente le caratteristiche del brand e del fatto che molti negozi sono negli aeroporti (con superficie di vendita e magazzino limitati) la strategia omnichannel risponde alle esigenze del consumatore e del retailer allo stesso tempo.

“Per essere realmente ominchannel“, ha confermato Riccardo Milani, Omnichannel Manager di Boggi, “abbiamo creato una struttura appositamente dedicata, trasversale ai silos presenti in azienda, con all’interno il CFO, il COO, il responsabile eCommerce e così via. Tranne il primo mese in cui eravamo operativi, abbiamo sempre largamente superato il “minimo garantito” che ci eravamo prefissati. E il pick and pay rappresenta già il 21% dell’eCommerce europeo, e il 27% in Italia”.

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