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Sole 24 Ore: approvato piano industriale 2017-2020. Ricapitalizzare e tagliare i costi

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piano industriale

Il Consiglio di Amministrazione de Il Sole 24 ORE S.p.A., riunitosi ieri sotto la presidenza del Dr. Giorgio Fossa, ha approvato il Piano Industriale 2017-2020.

Preso atto dei dati di preconsuntivo al 31 dicembre 2016, che – sebbene non definitivi – evidenziano un patrimonio netto negativo che, in caso di conferma, porterebbe la società nella situazione di cui all’articolo 2447 del codice civile, il CdA ha deliberato di accelerare quanto più possibile le attività per il completamento e la finalizzazione dei dati al 31 dicembre 2016 e di rinviare ad una successiva seduta consiliare le conseguenti deliberazioni. Il Cda, qualora ne venissero confermati i presupposti, provvederà ai sensi di legge a convocare l’assemblea straordinaria per la valutazione e l’approvazione di un’operazione di ricapitalizzazione le cui dimensioni e caratteristiche saranno stabilite sulla base dei dati patrimoniali definitivi e del piano finanziario in corso di elaborazione. Le linee guida del piano industriale 2017-2020 indicano una complessiva stabilità dei ricavi con la valorizzazione delle attività a maggior potenziale e redditività. Le guidance sui margini indicano un miglioramento che beneficerà del contenimento dei costi diretti, della riduzione sostenibile dei costi del personale unitamente alla razionalizzazione dei costi operativi.

“L’approvazione del Piano Industriale 2017-2020 segna un passo strategico per riaccendere i motori del Gruppo 24 Ore, per rilanciarlo e valorizzarlo ulteriormente”, commenta l’Amministratore Delegato Franco Moscetti (nella foto). “Il CdA ha varato un pacchetto di misure impegnative ma non più differibili che, nell’arco temporale del Piano, stimiamo possano riposizionare Il Gruppo 24 Ore stabilmente in territorio di redditività. Il mix tra misure di contenimento dei costi, accelerazione di un rinnovato Piano editoriale e il lancio di nuovi prodotti deve riportare il Gruppo agli splendori di un tempo, ad essere una best practice nel panorama editoriale non solo italiano”.

Sul fronte dei ricavi, le principali iniziative strategiche e gestionali prevedono un rilancio che si basa su un’ulteriore focalizzazione del quotidiano economico-finanziario-normativo con la nuova offerta cartacea di contenuti di pregio e sulla scelta strategica di una innovativa piattaforma web (digital first 24) fondata su un’offerta diretta al mercato consumer, ai grandi clienti economico-finanziari e al mondo professionale (quotidiano nativo digitale, app doc su tablet e smartphone, filiera quotidiani verticali, banche dati plus), Verrò inoltre accelerata l’integrazione tra carta e digitale in un unico circuito informativo che riflette la priorità digitale del nuovo Piano Editoriale.

In merito alle altre aree di business, il piano prevede un forte impulso per l’area della Formazione (Business School), la ridefinizione del modello di business della Cultura privilegiando la marginalità rispetto alla crescita dei ricavi e l’ottimizzazione della performance della Radio. Per l’agenzia Radiocor Plus, infine, una integrazione sempre più stretta su contenuti e apporti dentro l’offerta consumer/strumento di lavoro del Gruppo Sole 24 Ore, nonché l’esplorazione di opportunità sul mercato.

Sul fronte dei costi le principali iniziative previste dal Piano indicano una contrazione dei costi per materie prime, produzione e distribuzione. È inoltre prevista la riduzione del ricorso a collaboratori esterni e l’ottimizzazione dei costi degli editorialisti. Quando al personale, l’ampia riorganizzazione dell’organico (giornalisti, dirigenti, poligrafici, grafici e radiofonici) che contribuirà in modo determinante a portare l’Ebit, anche dell’area Quotidiano, a un valore positivo entro l’arco tempora le di Piano.

Ulteriori efficienze sono inoltre attese dal contenimento dei costi legato alla ridefinizione e centralizzazione del processo per gli acquisti, dalla rinegoziazione dei principali contratti, dalla riduzione dei costi per servizi professionali e dal contenimento delle spese per servizi commerciali, marketing, vendita, pubblicità e promozione, legati anche alla cessazione di attività a bassa marginalità.

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