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“La Bussola del Successo”: cosa conta veramente?

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“Albert Einstein disse: Se avessi solo un’ora per risolvere un problema e la mia vita dipendesse dalla soluzione, passerei i primi 55 minuti a capire quale sia la domanda giusta da porsi”.
Ed è proprio da qui, dal porsi le “domande giuste” che inizia a snodarsi il percorso de “La Bussola del Successo”, il libro scritto da Paolo Gallo, oggi Chief Human Resources Officer al World Economic Forum, e in precedenza Chief Learning Officer presso la Banca Mondiale, che ridefinisce il concetto di “avere una carriera di successo” alla luce della venticinquennale esperienza dell’autore, il quale si chiede, dopo aver osservato centinaia di carriere: “Come mai solo alcuni di noi hanno successo, molti si limitano a sopravvivere e tanti, troppi, falliscono?”. Per poi proseguire e indagare più a fondo : “Abbiamo scelto un lavoro in base alla nostra passione e al nostro talento? Abbiamo capito le regole del gioco, la cultura organizzativa, per evitare di essere lost in translation, perduti nella traduzione?” e arrivare poi ai quesiti di maggior momento: “Che prezzo siamo disposti a pagare per far carriera? Come valutiamo il successo professionale?”, concludendo infine che l’interrogativo fondamentale “Cosa conta veramente?”.

Bastano questi pochi cenni a far comprendere l’originalità dell’impostazione concettuale di questo volume: non il tradizionale manuale di regole e indicazioni un po’ stereotipiche, alla “how to” di tanta pubblicistica anglosassone, bensì un testo che cerca, sempre partendo da domande, di fornire spunti di riflessione, strumenti e suggerimenti pratici per avere, o dirla con l’autore, “di ESSERE una carriera di successo, definita però secondo parametri decisi da noi stessi, non da altri e certamente non impostati solo sul profitto e su come fare carriera a tutti i costi, senza riflettere sulle conseguenze”.
Proponimento tutt’altro che facile perseguire, e dei cui rischi è per primo consapevole Paolo Gallo, che infatti avverte: “Lo so, alcuni mi prenderanno per matto o anche peggio, mi considereranno una persona viziata e choosy e mi ricorderanno che è già un miracolo avere un lavoro. Sono argomenti comprensibili: anche solo ipotizzare di scegliere un lavoro, considerati i tassi di disoccupazione altissimi, può sembrare un’utopistica via di mezzo tra un lusso di altri
tempi e un sogno poco realistico, se non addirittura irrealizzabile”.
Ma la “bussola” che guida Gallo non smarrisce la rotta neppure di fonte a tali obiezioni non prive di fondamento: “Invece io sono convinto dell’esatto contrario. Solamente scegliendo e costruendo una carriera allineata ai nostri valori, ai nostri scopi e alle nostre motivazioni profonde, saremo in grado di fare un ottimo lavoro e di conseguenza avremo successo e gratificazioni”.
Qui l’autore svela uno dei “segreti” della Bussola, facendo ricorso a un piccolo gioco di parole: scegliendo consapevolmente la professione e la cultura giusta per se stessi “non FAREMO un lavoro, ma SAREMO il lavoro che facciamo”.

La Bussola del Successo” si sviluppa come uno storytelling, che “racconta” storie tratte da varie fonti, quali la mitologia greca, lo sport, la politica statunitense, la storia, brevi casi aziendali e personali, fatti di cronaca e alcuni concetti e teorie di management e coaching, insieme a molte citazioni di libri, film, canzoni, articoli, video, discorsi, pagine web che hanno contribuito alla narrativa.
“Le storie che leggerete sono tutte vere: svelerò segreti, mostrerò trucchi, offrirò strumenti, sperando possano essere utili, pragmatici e anche divertenti”, sottolinea Gallo, che conclude ricordando come il libro non fornisca risposte, né tanto meno La Risposta: “il mio ruolo è quello di aiutarvi a formulare la domanda giusta e di accompagnarvi nel viaggio”.

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