AZIENDE

Nestlé celebra i suoi 150 anni: dalla farina lattea alla ricerca nutrizionale

- # # # # #

Nestlé

Il Gruppo Nestlé compie 150 anni e racconta quattro ere della storia del consumo alimentare nel mondo. L’anniversario sarà celebrato anche in Italia con iniziative che mettono al centro i consumatori attraverso i brand del gruppo ed eventi per la promozione della conoscenza della nutrizione sulle nuove generazioni.

L’avvento dell’alimentazione industriale nel mondo ha una data precisa – il 1866 e due protagonisti: un giovane farmacista svizzero e un neonato. Sono giorni di tensione nel piccolo centro di Vevey in Svizzera; un bambino rischia di perdere la vita perché non può essere allattato al seno. Henri Nestlé, giovane farmacista, viene a conoscenza del caso e propone di dare al neonato la farine lactée, un preparato per lattanti da lui inventato che risulta essere l’unico prodotto che il bambino riesce a digerire – consentendogli di fatto di sopravvivere.

Siamo nel 1867. Solo un anno prima, nel 1866, la società Anglo Swiss apre in Svizzera la prima fabbrica di latte condensato, un’altra innovazione salvavita quando il latte inacidiva facilmente durante il trasporto. Due storie destinate a unirsi in una grande avventura imprenditoriale.

Negli anni a seguire, infatti, Henri Nestlé trasformerà la sua intuizione geniale in una fiorente attività che si fonderà nel 1905 con la società Anglo Swiss inventando un modello alimentare industriale del tutto innovativo e di grande importanza sociale, soprattutto per il benessere delle nuove generazioni.

Oggi il consumo di prodotti Nestlé supera il miliardo di porzioni al giorno; il Gruppo opera infatti in più di 197 Paesi e conta circa 340.000 dipendenti in organico – rimanendo fedele ai valori del suo fondatore, al suo celebre logo con il nido e alla storica sede di Vevey, in Svizzera. In Italia Nestlé è presente con 13 stabilimenti produttivi lungo tutta la penisola occupando circa 5500 persone che lavorano ogni giorno per assicurare qualità, sicurezza e gusto ai nostri prodotti.

Ma cosa mangeremo nei prossimi 150 anni? Il futuro apre prospettive entusiasmanti che vedranno sempre più stretta la connessione fra alimentazione, salute, longevità, qualità della vita. Le aziende del food rivestiranno quindi un ruolo cruciale per rendere questi progressi accessibili ad una popolazione che è destinata a crescere e ad evolvere molto velocemente.

In questo scenario, Nestlé è impegnata a supportare la ricerca scientifica applicata alla nutrizione già dal 1987 con la fondazione del Nestlé Research Center che rappresenta il motore dello sviluppo delle attività del Gruppo. Con 34 centri di R&D nel mondo – tra i quali Casa Buitoni in Italia – Nestlé costituisce oggi il più grande network privato al mondo di ricerca applicata alla nutrizione.

Da questa visione nasce nel 2011 Nestlé Health Science S.A, la realtà del Gruppo Nestlé che si colloca in un innovativo ambito, quello fra l’alimentare e il farmaceutico, per rispondere a fabbisogni nutrizionali specifici. La società infatti, sviluppa soluzioni personalizzate e avanzate con l’obiettivo di dare alla terapia nutrizionale un ruolo primario per il benessere delle persone di tutte le età.

La scienza della nutrizione apre infatti prospettive estremamente interessanti, in termine di prevenzione e miglioramento della qualità della vita. Un tema che Nestlé ha voluto approfondire e condividere con il suo pubblico con la mostra FEED your MIND!, il percorso espositivo allestito da Nestlé nel Padiglione Svizzero ad Expo 2015, che racconta i perché del cibo e della sua intima correlazione con l’uomo, la mente e le emozioni ed è stata visitata da oltre 400.000 persone durante l’ultima l’Esposizione Universale di Milano.

In occasione del 150° anniversario, il Gruppo ha scelto di far rivivere la exhibit a Roma, dal prossimo marzo, con un percorso pensato per coinvolgere soprattutto le nuove generazioni sul tema dell’importanza della nutrizione per la vita delle persone.

Per ripercorrere le tappe della storia di Nestlé e dei suoi brand vi invitiamo la leggere l’articolo su mymarketing.net.

articoli correlati