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Sassoli: Investimenti comunicazione a +2% nell’anno. Progetto Auditel in Borsa nel 2016

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Auditel quotato in Borsa: questa la proposta più impattante emersa dall’incontro con la stampa del Presidente UPA, Lorenzo Sassoli de Bianchi. “È un passo ulteriore lungo il percorso si trasparenza che abbiamo indicato e già iniziato con l’ultima “riforma” dell’Auditel, che ha visto l’ingresso di Sky e Discovery tra i soci, oltre a un rafforzamento del peso degli investitori all’interno del Consiglio di Amministrazione”, ha spiegato Sassoli. “La nostra proposta, che “sveliamo” solo oggi all’assemblea UPA, va ovviamente discussa con gli altri associati, ma idealmente vede lo sbarco in Borsa nel 2016, con regole sulla governance e tetti alla proprietà dei singoli azionisti a tutela dell’imparzialità. Sarebbe il primo istituto del genere al mondo a diventare una public company, mentre la quotazione non solo sarebbe garanzia di indipendenza, ma ne rafforzerebbe la capitalizzazione, liberando risorse per allargare le aree di business e magari proporsi sul mercato internazionale”.

Sempre a proposito di trasparenza, Sassoli la invoca anche su altri due temi da tempo sul tavolo di discussione: i diritti di negoziazione (“come Upa siamo favorevoli a un ristorno totale a fronte di un’equa retribuzione del centro media”) e il programmatic buying (“le aziende chiedono di avere visibilità sulle analitiche e sulla tipologia di dati di profilazione; tante che le più grandi si stanno già dotando di proprie piattaforme di data management”).
Quanto allo scenario macroeconomico, dopo un accenno all’attualità del braccio di ferro con la Grecia (“il nome stesso della moneta unica è greco”, ha ricordato il Presidente) e aver espresso personale ottimismo sull’esito finale dello stesso, Sassoli ha sottolineato l’atteggiamento tra l’incertezza e il timore dei mercati, che frena la modesta ripresa in atto negli investimenti in comunicazione. “Il nostro survey tra gli associati”, ha affermato Sassoli, “conferma il +1/+2% (già anticipato) a fine anno, ma senza queste perturbazioni sono certo che l’andamento sarebbe ben più positivo”, sottolineando che il nostro è un mercato “asfittico”, sia per numero di aziende investitrici (12.000 contro le 15.000 francesi e le 20.000 tedesche), sia per dimensioni dell’investimemento.
“Con un PIL di poco superiore al nostro”, ha evidenziato, “in Francia si investe quasi due volte l’Italia, mentre con un PIL grosso modo doppio, la Germania conta il triplo del nostro spending”.
Guardando ai mezzi, Sassoli segnala che da troppo tempo manca una una rilevazione condivisa degli ascolti radio. “La nostra posizione è chiara: vogliamo una rilevazione passiva”. Gli strumenti e le tecnologie sono disponibile: se i broadcaster raggiungessere un accordo, si potrebbe partire domani”.

Quanto infine all’atteggiamento delle istituzioni, il Presidente UPA ha manifestato apprezzamento per la deduzione dalle tasse del 65% di quanto investito dalle aziende in attività culturali “ilmaggiore incentivo in tutta Europa” e ha annunciato che a ottobre sarà online la piattaforma UPAperlaCultura.org, un punto di incontro tra operatori culturali e aziende, che dovrebbe favorire lo sfruttamento dell’opportunita a vantaggio di entrambi i player, nell’ottica di un rapporto più strategico e meno episodico.

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