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Amway e GFK: tra gli italiani cresce la voglia di imprenditorialità

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In tempi di incertezza e crisi economica, torna a crescere l’attenzione sulla creazione d’impresa e sull’offerta imprenditoriale: lo conferma la quinta edizione del Rapporto Globale Amway sull’Imprenditorialità, realizzato in collaborazione con Gfk e l’Università Tecnica di Monaco (TUM), secondo la quale il 75% degli intervistati a livello mondiale mostra un atteggiamento positivo verso l’imprenditorialità nonostante la crisi, tendenza confermata dai dati italiani, che crescono rispetto al 2013: dal 69% al 75%, in linea con il dato globale.
L’attitudine favorevole verso il fare impresa cresce di pari passo con la voglia di diventare imprenditori: in Italia il potenziale di imprenditorialità, ovvero coloro che dichiarano di potersi immaginare di poter avviare un’attività in proprio, è del 43% (+2% rispetto al 2013), ben cinque punti sopra la media europea e uno sopra la media globale.
“L’avventura imprenditoriale rappresenta una soluzione ottimale per chi vuole ritagliarsi su misura il lavoro e sfruttare pienamente le conoscenze teoriche e pratiche che ha acquisito attraverso la scuola o specifici programmi di formazione, coniugandole con le proprie capacità personali”, afferma il Professore Enrico Santarelli, Ordinario di Scienze Economiche dell’Università di Bologna. “Questo trend sta crescendo nel nostro Paese, dove ormai oltre un terzo dei nuovi imprenditori ha meno di 35 anni e continuano a crescere le nuove imprese con un titolare di età compresa tra 50 e 70 anni.”
In particolare, tra gli under 35 italiani la propensione all’imprenditorialità tocca l’83%; sono soprattutto i giovani del Nord Italia ad avere un atteggiamento positivo verso il lavoro autonomo.
Inoltre, il 58 % dei giovani italiani si vede in grado di iniziare un’attività in proprio (media globale: 51%; media europea: 49%); la potenzialità imprenditoriale si concentra, anche in questo caso, nelle regioni del Nord e del Centro Italia.
Interessanti i risultati legato alla percezione della capacità imprenditoriale come qualità innata.
Per il 64% degli italiani, invece, l’imprenditorialità si insegna (media globale: 63%); della stessa opinione sono anche gli under 35 con il 70% di risposte affermative (media globale: 70%).
Da evidenziare la percezione dei fattori che permettono di fare impresa con successo in Italia. Per il campione italiano è l’esperienza “sul campo” il fattore determinante. Il 33% degli italiani, infatti, afferma che uno degli elementi di maggiore rilevanza per il percorso formativo sia svolgere delle esperienze concrete di lavoro imprenditoriale.
Un dato particolarmente allarmante riguarda l’offerta formativa in Italia, ritenuta non sufficiente dal 64% degli intervistati rispetto a una insoddisfazione europea e globale del 43%.

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