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La svolta artistica di Lorenzo Marini: un’antologica svela il lato nascosto dell’art director

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Dal 4 al 19 ottobre Lorenzo Marini sarà protagonista di una antologica in cui saranno esposte per la prima volta le opere realizzate in questi ultimi 15 anni. Molti lavori provengono sia dal suo atelier di Los Angeles sia dal suo studio di Milano.

“Mentre uso il colore, la provocazione e l’impatto nella comunicazione pubblicitaria, uso il bianco, il silenzio e l’eleganza della riservatezza nell’arte” afferma Lorenzo Marini, mentre sta curando personalmente l’allestimento della mostra, la cui inaugurazione è prevista per sabato 4 ottobre dalle 17.00.
La sua poetica deve molto al grande maestro Emilio Vedova, dopo aver studiato Architettura all’Università di Venezia. Il concetto di spazio e la ricerca del visual ideale diventano infatti il paradigma della sua pittura. Una pittura che parte dalla volontà di desemantizzare l’oggetto consumistico e il suo messaggio pubblicitario, scarnificando un concetto a una mera griglia dove l’atto di mercificazione viene annullato dalla bellezza degli elementi.
Dopo un test fatto a Miami in aprile e una collettiva fatta a Soho New York a luglio, la sua prima esibizione sarà patrocinata dalla provincia di Milano a Villa Vertua Masolo di Nova Milanese.
Dopo aver deciso di rendere pubblico il suo lavoro, Marini entra nel campo dell’arte con il bagaglio delle conoscenze di marketing maturato in trent’anni di successi. La mostra difatti viene annunciata sia con una campagna outdoor, che radio, che quotidiana. Contemporaneamente è online il sito lorenzomariniarte.com dove è già esposto il catalogo delle sue opere.
Infine il libro Visuart (Logo Fausto Lupetti Editore) è in distribuzione in tutte le librerie specializzate.

Secondo il grande critico Giacinto Di Pietrantonio “l’indagine pittorica di Marini non ci sottrae solo dalla cacofonia dei mezzi di comunicazione di massa, ma anche nel farci riflettere sui fatti globali e spazi universali. I quadri di Marini, che non fanno mai vedere tutto, sono opere che ci dispongono alla ricerca di noi stessi.”

Lorenzo Marini

Secondo il suo art manager Milo Goj “I confini tra comunicazione e arte visiva sono diventati negli anni 2000 ancora più labili. Nella società complessa i ruoli sono sempre meno definiti. Questo concetto, tradotto nel mondo dell’arte, porta appunto a una caduta delle barriere tra le varie discipline. Nella contemporary art è sempre più difficile distinguere tra arte “pura” e altre forme di creatività. Lorenzo Marini ne rappresenta un paradigma.

Data l’alta affluenza prevista per l’inaugurazione di sabato prossimo ci sarà un secondo appuntamento con il critico Giacinto Di Pietrantonio e la sua presentazione delle opere mercoledì 15 ottobre alle ore 18.00.

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