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Pubblicità: aprile chiude a -4,4%. Lieve ripresa della stampa, in perdita anche la tv

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Sono ancora preceduti dal segno negativo gli investimenti pubblicitari che ad aprile registrano un ulteriore frenata, chiudendo il più crudele dei mesi a -4,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una riduzione tendenziale per il primo quadrimestre a -3,6%, che corrispondono a -77,8 milioni di euro in meno rispetto al primo quadrimestre del 2013.

“Il dato di aprile torna ad allontanarsi da quella quota zero intravista il mese scorso, facendo terminare il quadrimestre con una situazione generale alti e bassi e una perdita media mensile del
-3,6% ” – spiega Alberto Dal Sasso, Advertising Information Services Business Director di Nielsen. “Persiste dunque una situazione difficile nei primi quattro mesi dell’anno visti nel loro insieme. Il susseguirsi di festività e ponti in aprile ha contribuito a frenare l’andamento economico e in particolare quello del mercato pubblicitario”.

Passando ai singoli mezzi, la Tv chiude il periodo gennaio-aprile a +0,5% con andamenti differenti al suo interno. La leggera crescita del periodo cumulato non è però compensata dal dato sul singolo mese di aprile che si attesta a -3,6%, diverso dal +5,1% di marzo.
Le maggiori novità riguardano il boccheggiante mondo della stampa dove dopo oltre due anni si torna a flessioni a cifra singola, con i quotidiani che chiudono il quadrimestre a -13,6% per il periodo cumulato ma con un interessante -7,6% sul singolo mese (era dal febbraio 2012 che non si vedeva un calo a una cifra). Anche i periodici chiudono il quadrimestre a -12,5% e il mese di aprile a -8%, anche in questo caso sotto “quota 10” per la prima volta dopo oltre due anni.
Soffre anche la radio, che frena il suo andamento anticiclico e, nel periodo cumulato, segna +1,6% (in deciso calo rispetto al +6,3% con cui si era chiuso il trimestre), la Radio frena il suo andamento anticiclico rispetto agli altri mezzi che si era registrato nei primi mesi dell’anno, chiudendo aprile a -9,8%.
Soffre anche Internet che, relativamente al perimetro attualmente monitorato, conferma il -2,7% già visto nel trimestre e cala di -2,6% sul singolo mese di aprile. Al momento possiamo stimare un universo Internet nella sua globalità vicino al 3% cumulato.
Segni meno anche per cinema, il Direct Mail e l’Outdoor.

Passando ai settori merceologici, buoni segnali arrivano dagli Alimentari che tornano a crescere per il periodo cumulato, con un incoraggiante +2,8%, e chiudono il singolo mese a +23%. Importante performance anche per il comparto Finanza, sia sul quadrimestre, +12%, che sul mese, +26%. Ancora in forte calo la Telefonia, già in vistosa frenata il mese scorso: il quadrimestre si chiude a -26,5%. Automotive, Pharma e Distribuzione invertono la positiva tendenza dell’ultima rilevazione, fermandosi rispettivamente a -18%, -10% e -17,7% per il singolo mese. Positive per i primi due le performance sul periodo gennaio – aprile, +1,4% e +3,6%. Frena il settore dei Media (+1,5% ad aprile, +3,1% nel periodo cumulato) e in generale l’andamento globale dei comparti.

“I segnali che ci arrivano sono ancora molto contrastanti per prevedere un cambiamento di trend o una riconfermata situazione altalenante mese dopo mese” – conclude Dal Sasso. “Non dimentichiamo che maggio è stato un mese pre-elettorale e di conseguenza carico di incertezza. Auspichiamo da qui a fine anno un sentiment di maggiore e diffusa stabilità generale che dovrebbe riflettersi anche sull’andamento del mercato della comunicazione, anche se il barometro si sta gradatamente muovendo dallo zero al segno meno, come da più parti previsto in questi ultimi giorni”.

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