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Tra innovazione e successo. I dieci anni del World Business Forum di Milano

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Appuntamento oggi e domani nella cornice del MiCo di Milano per l’edizione numero dieci del prestigioso appuntamento annuale organizzato da Wobi, che raccoglie il know-how dall’esperienza ventennale di Hsm. Il World Business Forum di Milano soffia sulle sue prime dieci candeline, con un albo d’oro di tutto rispetto con nomi che spaziano dalla politica internazionale al gotha del management, passando per i numeri uno delle principali realtà del settore. Oggi si sono alternati sul palco nomi del calibro di Tom Peters, del Ceo mondiale di Saatchi & Saatchi Kevin Roberts e dell’ex Cancelliere tedesco Gerhard Schröder. Domani invece il nome più atteso è quello dell’ex star del tennis Andre Agassi che parlerà di Sport, Ispirazione e significato del successo, complice il boom del suo long-seller “Open”. Questa, come ha dichiarato ai microfoni di Televisionet il Managing Director Europe di Wobi Diego Gil, è l’ultima edizione che si concentrerà sulla crisi e sulle possibili soluzioni per uscirne, dalla prossima edizione il World Business Forum punterà i riflettori esclusivamente su casi di successo per dare un segno concreto di fiducia e speranza nel futuro.

 
Il numero uno della Saatchi&Saatchi ha rispolverato uno dei suoi cavalli di battaglia, i Lovemarks, quei brand che hanno compiuto l’alchimia che li ha fatti diventare patrimonio comune dei consumatori, portando ai massimi livelli l’amore e il rispetto per quei valori che incarnano. Secondo Roberts la migliore strategia è quella di avere “il fuoco nello stomaco e il ghiaccio nella testa”, mantenendo il controllo, stimolando nuove connessioni partendo dalle cose più ovvie. Il passaggio da compiere è quello dallo story-telling allo story-sharing in cui l’acronimo ROI non deve più riferirsi al ritorno dell’investimento ma al “return of Involvement”, la capacità di coinvolgimento. In quest’epoca in cui la valuta è l’idea, l’Italia è avvantaggiata sulle altre nazioni perché rappresenta già di per sé un’idea fantastica, l’unica cosa in cui pecca il Belpaese è l’esecuzione.

 

 

L’Italia è ancora oggi, malgrado tutto un Lovemark conosciuto e apprezzato, a differenza degli Usa che hanno perso questo fascino. Perché il futuro è sempre lì, oltre i brand. Sopravvivranno solo quei brand che sapranno farsi amare senza perdere il loro mistero, la loro sensualità e l’intimità con i propri clienti. L’Italia deve essere capace di creare un sogno, di incarnarlo, aspirando a incarnare la Bellezza di un intero continente. Non servono obiettivi o visioni, la gente ha fame di sogni, le persone vogliono appartenere a qualcosa di più grande di loro. (A.P.)

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