MEDIA

Happn affida a Gameloft Advertising Solutions la vendita dei suoi spazi pubblicitari

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happn - gameloft

L’app di incontri Happn advertising, sotto la guida di Bertrand Humblot sin dal 2017, continua la sua espansione internazionale annunciando una partnership con Gameloft Advertising Solutions, leader nel settore del mobile gaming.

I millennials costituiscono il target principale delle app di incontri e di quelle del gaming. Grazie a questa partnership, Gameloft Advertising Solutions offrirà ai brand attivazioni innovative e consoliderà la sua inventory premium grazie all’aggiunta delle audience delle sempre più popolari app di incontri, altamente coinvolte e recettive. Al tempo stesso, happn massimizzerà i ricavi derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari e consentirà ai brand di accedere finalmente alla sua audience e alla sua inventory di qualità.

“happn è presente in 50 delle principali città del mondo. Per poter vendere i nostri spazi pubblicitiari, è essenziale disporre di una rete di vendita locale a prescindere che si parli di direct sales, programmatic o di partnership e operazioni speciali. Gameloft Advertising Solutions metterà a nostra disposizione la sua esperienza e la sua presenza capillare”, ha commentato Bertrand Humblot, Senior Vice President Advertising di happn.

“Questa partnership con happn ci consentirà di raggiungere i Millenial, così ricercati dai brand, in un modo ancora più profilato grazie alla creazione di touchpoint con le app che usano quotidianamente. Questo accordo manda anche un messaggio molto chiaro circa la nostra volontà di andare oltre il gaming ed espanderci nei settori a esso più affini, come il lifestyle”, ha aggiunto Alexandre Tan, Vice President Advertising & Brand Partnership di Gameloft.

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MEDIA 4 GOOD

ScuolaZoo racconta gli adolescenti nel nuovo format video #EroiDiOggi

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ScuolaZoo

ScuolaZoo, il media brand degli studenti italiani con oltre 3 milioni di utenti al mese, ha lanciato il nuovo format video dell’anno: #EroiDiOggi racconta esempi di adolescenti
che si sono distinti per il loro impegno civico e sociale. Un modo efficace, veloce e con il linguaggio della Generazione Z per sensibilizzare la community a diventare cittadini attivi e consapevoli.

Il primo #EroiDiOggi racconta la storia di Lorenzo, il diciottenne che due anni fa salvò un bambino caduto sui binari della metropolitana di Milano, riportandolo sulla banchina. Lorenzo ha corso un grande rischio, ma ha salvato la vita del bambino, dimostrando un coraggio e un senso civico straordinari. La sua storia ha già raggiunto le 330.000 views solo su Instagram e in meno di 24 ore.

La Vision di ScuolaZoo è di essere il Rappresentante e compagno di banco di tutti gli studenti italiani: #EroiDiOggi è il format con cui il media brand rimarca il ruolo di Rappresentante sulle sue property social, stimolando i ragazzi alla riflessione su tematiche civiche e sociali prendendo spunto da esempi reali di coetanei che si sono contraddistinti con azioni di grande coraggio.

“ScuolaZoo è in continua evoluzione: cresce, si modifica e reinventa alla velocità degli adolescenti”, racconta Marco Pinna, Senior Media Manager di ScuolaZoo. “Parlare ogni giorno a oltre 3,3 milioni di loro su Instagram (traguardo superato proprio ieri) e altri 3 milioni sugli altri social è una grande responsabilità: lo facciamo combinando sempre un linguaggio veloce e ironico con messaggi di ispirazione, ovvero uno stile un po’ “Scuola” e un po’ “Zoo”, anticipando trend e linguaggi della GenZ. I numeri, in continua crescita, stanno premiando la nostra strategia”.

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Conquistare i millennial con i video: la guida di Mosaicoon per i marketer

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Dall'Azienda

Il video è un fattore critico di successo nella comunicazione dei brand preferiti dai Millennial: è quello che emerge dalla ricerca di Mosaicoon, che mette insieme analisi di mercato e i risultati di un audit effettuato con Sonar™ per fornire insight utili allo sviluppo di una strategia di comunicazione data-driven.

Nella sua nuova guida, intitolata Conquistare i Millennial con il video, l’azienda ha raccolto informazioni, statistiche e spunti pratici per brand e marketer che vogliono comunicare ai nativi digitali, nati a cavallo tra gli anni ‘80 e il 2000: un target tanto interessante in termini di business quanto difficile da raggiungere.

“I Millennial sono skippatori seriali: sono difficili da convertire attraverso tecniche di marketing e formati tradizionali e quasi impossibili da fidelizzare. Ci sono però alcuni brand che hanno davvero capito come catturare la loro attenzione e creare una relazione con loro”, commenta Marco Imperato, Chief Product Officer di Mosaicoon. “La nostra analisi parte proprio dai brand che i Millennial amano di più, e sfrutta la tecnologia di Sonar™ per capire le ragioni del loro successo”.

Dalla ricerca è emerso che il video è il formato più utilizzato e performante, e che esiste una ricorrenza nei temi di comunicazione di queste aziende, temi in cui i Millennial evidentemente si identificano.

La guida pubblicata da Mosaicoon include tutti i dettagli e un mini action-plan, basato sull’approccio promosso attraverso la nuova piattaforma: si incentivano le strategie in cui sono i dati, e non il gusto o le intuizioni, a suggerire quali contenuti funzionano meglio per industry e su target specifici.

La guida è scaricabile a questo link.

 

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BRAND STRATEGY

Condé Nast presenta L:sa, il brand editoriale social-only dedicato alle millennial

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Condé Nast

Condé Nast lancerà questa sera alle 19.30 al Piccolo Teatro Strehler di Milano L:sa, il primo Premium Social Media dedicato alle smart millennial.

Numerosi gli ospiti che animeranno la serata, a partire da Lodovica Comello, che inaugurerà con una sorpresa la sua collaborazione con L:sa, e tanto spazio alla musica: uno showcase dei Counterfeit, guidati da Jamie Campbell Bower, e a chiudere una performance esclusiva dei Måneskin. Hashtag della serata: #LiveOnLisa. Molti i famosi seduti in sala – musicisti, attori, influencer, atleti – e, al termine della presentazione, altre quattro stelle: quelle Michelin di quattro giovani chef dell’associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe, in rappresentanza di quattro regioni (Tommaso Arrigoni dalla Lombardia, Christian Milone dal Piemonte, Renato Martino dalla Campania, Nicola Fossaceca dall’Abruzzo), che hanno proposto la loro interpretazione dello Street Food.

Forte di una audience digitale di oltre 35 milioni di utenti di cui 14 milioni tra fan e follower di tutte le property digitali sulle varie piattaforme social, Condé Nast presenta per la prima volta un nuovo brand editoriale social-only che si sviluppa su Instagram e Facebook attraverso il profilo attivo @experiencelisa, proponendo una total topic coverage nella sfera dell’intrattenimento dedicato alle millennial, con una vocazione che farà leva sulla loro attitudine alla self expression, al senso di community e al desiderio di share&connect. Tanti i temi che occupano il palinsesto di L:sa, da quelli più tradizionalmente affini al mondo Condé Nast, come la moda e il beauty, a temi inediti, tutti accomunati però da una linea di espressione editoriale fortemente innovativa.

“L:sa nasce per celebrare la generazione più interconnessa, colta ed espressiva di sempre, là dove questa generazione si incontra e interagisce: i social media”, dice Marco Formento, Digital Central Director Condé Nast Italia. “Questo progetto ci rende estremamente orgogliosi perché rappresenta una fondamentale evoluzione della nostra proposta editoriale, in continuità con la nostra brand legacy ma con un taglio decisamente innovativo”.

L:sa è l’incarnazione di un nuovo modello femminile e prende nome dall’acronimo di Love Inspire Share Advise, perchè il mondo delle passioni giovanili è guidato, ancora più che dai singoli argomenti, da specifiche modalità di interazione emozionale. Proprio per questo l’approccio di L:sa ai contenuti è contraddistinto da una forte componente visual, grazie all’utilizzo di social cards, gif animate, video e Instagram Stories, che racconteranno i nuovi trend, le opinioni e le live experiences in cui Condé Nast coinvolgerà gli utenti.

L:sa è a tutti gli effetti una nuova voce nel panorama editoriale. Interagirà con tutti i brand Condé Nast e con i brand commerciali che vorranno rivolgersi a un target più giovane dialogando con modalità del tutto disruptive, all’insegna di forme di comunicazione più vicine all’advising che all’advertising classico, in un approccio ironico e ad alto tasso di coolness.

“Grazie a Lisa, la nostra offerta commerciale digital e social si arricchisce. Alla macchina consolidata di produzione di contenuti come native, branded content e shareable, si aggiunge una nuova piattaforma dove testare la propria comunicazione con il linguaggio adatto alle nuove generazioni”, dice Francesca Airoldi, Direttore Generale Sales & Marketing.

Il progetto L:sa è curato da un team dedicato che mixa competenze digitali di natura editoriale, social e di marketing, e che ha sviluppato una specifica editorial strategy arricchita da una serie di format esclusivi tra cui Sgami, pillole beauty di tips&tricks last minute realizzate con video o card illustrate, GenderZ, i nonsense di coppia quotidiani rappresentati con ironia e un po’ di cinismo, e Amabili Esserini, una raccolta di character animati presi in prestito al mondo del food per raccontare in modo divertente il rapporto con il cibo. A colorare il mondo di L:sa saranno chiamati molti volti noti tra le generazioni più giovani, a cominciare proprio da Lodovica Comello, e le venti social influencer che hanno partecipato alla prima edizione di Condé Nast Social Academy.

L:sa, all’insegna della tagline #MaiUnaNoia, si sviluppa anche attraverso i linguaggi più comuni al suo target, con un set personalizzato di emoji, sticker e personaggi animati in 3d per arricchire le proprie social conversation. La novità assoluta è rappresentata dal filtro Tattoo Quote, realizzato ad hoc sfruttando la realtà aumentata di Apple ARKit, che permetterà di trasformare il proprio volto in un vero e proprio messaggio da condividere sulle principali piattaforme social e di instant messaging.

Anche l’app di L:sa sarà presentata in anteprima nel corso dell’evento, con un allestimento ad hoc dove gli invitati potranno provare tutte le funzionalità, e sarà disponibile inizialmente in esclusiva per Apple iPhone.

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Millennial: non solo smartphone e “avocado toast”

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millennial

Ci sono 11 milioni di giovani che non conosciamo direttamente, ma che possiamo imparare a capire grazie a quello che raccontano di loro stessi, alle loro abitudini di consumo e alla loro dieta mediatica. Il punto di partenza che propone Nielsen in un recente report è evitare i pregiudizi – il più comune è l’idea che lo smartphone sia al vertice dei loro valori – e ascoltare quello che hanno da dire oltre ai selfie.

Alcuni di loro hanno fatto notizia sulle principali testate del mondo, mentre in suolo natio i loro successi sono spesso minimizzati, oppure ignorati. Una per tutti rappresenta il fenomeno dei giovani del terzo millennio, i nativi digitali che tornano “analogici”: Chiara Ferragni. Chiara ama la moda; un giorno lei e Riccardo decidono che fotografare i propri outfit potrebbe diventare un vero e proprio lavoro. Oggi TBS Crew S.r.l. fattura milioni di euro. Dietro le stories pubblicate su Instagram dall’imprenditrice lombarda ci sono passione, strategia, obiettivi e duro lavoro: non fermiamoci alle stories, non fermiamoci al pregiudizio. I millennial hanno tanto da raccontare.

Essendo nati durante la frammentazione dei media, in una fase di grande proliferazione di canali televisivi, siti web e social media e sono quindi multitasking per natura. Infatti, la fascia d’età più rappresentata tra gli utenti della Social TV è proprio la loro: il 25% dei commentatori ha tra i 25 e i 34 anni. Intrattenimento, talent & reality ed eventi sportivi sono i generi TV nei quali primeggiano i commentatori seriali della generazione millennial (Nielsen Social Content Ratings, giugno 2017). Il 42% dei giovani segue show televisivi per poter partecipare alla discussione sui social, contro il 34% dei baby boomer italiani. Il 75% dei 20-30enni italiani si aspetta di poter usufruire di una connessione internet ovunque. Infatti, il 67,2% dei 18-24enni (2,8 milioni) e il 64,9% dei 25-34enni (4,4 milioni) sono online nel giorno medio (Audiweb, giugno 2017).

Questa generazione, comunque, non si limita a chiacchierare: 500.000 di loro contribuiscono a iniziative di crowdfunding. Il 31,7% dei millennial italiani, inoltre, acquista prodotti usati (vs. 14,7% dei Baby Boomer) e l’8,4% (vs. 4,1% dei 35-64enni) utilizza car sharing e bike sharing. Inoltre, il 2,5% pratica il couchsurfing (CENSIS, Vita da Millennials: web, new media, start up e molto altro, 2015). Anche grazie a loro in Italia l’economia circolare, o collaborativa, si sta diffondendo a macchia d’olio, in alcuni casi anche con grande successo.

Per approfondire il tema Millennial, scarica l’ultimo report Nielsen.

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TECH & INNOVATION

Come raggiungere i Millennial attraverso l’IA: il focus di Rocket Fuel

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Millennial

“IA, ovvero come raggiungere i Millennial”: articolo a cura di Rocket Fuel

 

Con l’evoluzione di internet, il marketing è diventato più veloce e diretto, ma c’è ancora molto lavoro da fare per riuscire a raggiungere – e colpire – la propria audience. È ormai superata l’era dell’invio di messaggi di massa indifferenziati, ma il panorama attuale dei media è ancora frammentato, i canali a disposizione sono numerosi e l’attenzione degli utenti limitata.
Tutto ciò è ancora più vero quando si tratta dei millennial: per comunicare con questa generazione, che utilizza numerosi dispositivi e canali differenti, è essenziale inviare messaggi rilevanti e interessanti. Tuttavia, i brand faticano ancora a trasmettere pubblicità personalizzate e pertinenti che riescano a coinvolgere gli utenti, invece di infastidirli.

 

La difficoltà potrebbe derivare dal fatto che la categoria dei millennial include fasce d’età eterogenee: le persone di età compresa tra i 25 e i 35 anni sono infatti molto diverse tra loro per quanto riguarda interessi, comportamenti e stili di vita. Di conseguenza, ogni tentativo di raggiungere, attrarre o interessare questo target è fallimentare, in quanto nessun messaggio potrà funzionare con tutti. Ciò che accomuna questa generazione, tuttavia, il desiderio di ricevere comunicazioni personalizzate e che le aziende siano in grado di anticipare le loro esigenze. Secondo la recente indagine “Consumer Perceptions of AI” di Rocket Fuel, le giovani generazioni sono favorevoli all’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dei brand per guidare le loro decisioni d’acquisto. L’80% dei millennial ha affermato di preferire che le aziende inviino pubblicità e offerte personalizzate…

 

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Millennial e profumi: l’importanza di Internet nella recente ricerca di Teads

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Millennial e profumi

I Millennial scoprono nuove essenze nei negozi, ma effettuano ricerche online prima di compiere un acquisto. Il Video Advertising è il formato digitale che meglio influenza le loro decisioni, ancora più della TV. É ciò che rivela il nuovo studio condotto da Global Web Index per Teads (ideatrice del video outstream e primo video advertising marketplace al mondo secondo la classifica di comScore). Nel report dal titolo “The Millennial Fragrance Shopper” viene analizzato il comportamento d’acquisto di oltre 1500 Millennial in Europa e Stati Uniti per interpretare i principali fattori d’influenza sull’acquisto di profumi nell’era digitale.

 

La ricerca mostra che i Millennial, mentre attribuiscono ancora valore all’esperienza in-store (per prima cosa provano le fragranze sulla loro pelle nei negozi), migrano poi online per cercare informazioni sul prodotto prima di ultimarne l’acquisto, sui siti di e-commerce o nel punto vendita. Il sampling è una componente chiave di questo processo: circa il 30% dei Millennial prova un profumo prima di comprarlo, a casa o nel punto vendita. Emerge, inoltre, che i Millennial sono consapevoli del valore dei loro dati: il 38%, infatti, sono disponibili a condividere i proprie informazioni personali con un brand per ricevere in cambio il campione di una fragranza. Questo percorso per l’acquisizione di una parte dei dati relativi al target è interessante nelle dinamiche di dialogo tra brand e utente. Se l’essenza nel 41% dei casi è il fattore chiave per influenzare le decisioni del consumatore, anche il packaging e il design giocano un ruolo primario nella scelta, secondo il 35% dei rispondenti all’indagine…

 

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AGENZIE

Molinari sceglie Havas Media per la gestione della nuova campagna

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Havas Media - Molinari

Molinari ha scelto Havas Media come partner per le strategie e le pianificazioni dei flight che partiranno dal prossimo 1° maggio, a supporto della nuova campagna dal claim “Concediti un extra”.

Gli obiettivi di comunicazione della nuova campagna sono quelli di allargare il consumo della sambuca alle fasce orarie tipicamente presidiate da birre, aperitivi e superalcolici, mantenendo il tradizionale consumo del prodotto, in linea con la storicità del brand. Molinari vuole conquistare anche un nuovo target, quello dei Millenial, per ingaggiarlo fuori casa e fuori pasto, oltre a mantenere il contatto col suo consumatore fedele.

Per raggiungere il target allargato e gli obiettivi di comunicazione, la pianificazione prevede l’utilizzo dei media già on air – canali digitali e satellitari, web e social network – al fine di dare continuità alla campagna. Sono previste inoltre delle pianificazioni tattiche per intercettare in maniera più puntuale il target a cui aspira Molinari.

Stefano Spadini, CEO Havas Media Group, dichiara: “Ringrazio Molinari, azienda che rappresenta l’eccellenza italiana, per la fiducia che ci ha accordato. Il cliente verrà seguito nella quotidianità dal team di Roma che, sono certo, riuscirà a lavorare in totale armonia con il cliente e gli altri suoi partner per raggiungere insieme, e con la massima efficacia, gli obiettivi di comunicazione”.

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AZIENDE

Cirio, Legami, Regina e i brand della GDO: CheckBonus parla ai millennial

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Checkbonus

CheckBonus conquista consumatori e brand con la funzione SCAN. Attiva da soli pochi mesi, la nuova funzionalità di CheckBonus ha già attirato l’attenzione di molti nomi di rilievo della grande distribuzione che hanno compreso la rilevanza dell’APP per creare un rapporto diretto con i consumatori, anche tra le corsie dei supermercati. Cirio, Legami e Regina, con alcune categorie di prodotti, sono solo alcune tra le aziende che hanno deciso di adottare questo nuovo approccio di marketing, specialmente per raggiungere i nati tra il 1980 e il 2000.

I Millennial infatti fanno shopping in modo più selettivo rispetto alla generazione precedente perché il loro potere d’acquisto è diminuito e la loro consapevolezza è aumentata, non si accontentano di un’esperienza di acquisto tradizionale ma vogliono interagire con i prodotti, online e offline. Questa generazione cambia le dinamiche di fidelizzazione che oggi, per funzionare, devono offrire divertimento o vantaggi come sconti, coupon e gift card come riporta uno studio del Shullman Research Center ripreso dal Time. CheckBonus risponde a queste necessità di customer engagement sempre più richiesta anche all’interno della GDO attraverso il gioco a punti che ti regala gift card con lo shopping. Per quanto riguarda la funzionalità SCAN, utilizzarla è facilissimo: basta avviare l’APP e raccogliere i punti scansionando i bar code dei prodotti dedicati per convertire i punti in carte regalo da usare nei negozi preferiti (clicca qui per vedere il video).

Si sviluppano dunque negli “store reali” le dinamiche dell’eCommerce, dove i siti più avanzati spingono passo a passo il consumatore ad acquistare i prodotti attraverso una user experience coerente, semplice e divertente. In questo modo l’APP per gli appassionati di shopping estende agli oltre 400.000 utenti la possibilità di accumulare punti non solo nei 2000 negozi del circuito ma anche in tutti i supermercati dove si trovano i prodotti dei brand convenzionati. CheckBonus rafforza così la sua posizione, da un lato, di nuovo modo vantaggioso di relazionarsi agli acquisti per i consumatori, dall’altro si pone come un potente strumento di marketing per le aziende.

“Potere avere informazioni in tempo reale su interazioni dei nostri fan, traffico indotto sui punti di vendita dei partner selezionati e vendite realizzate è un grandissimo valore aggiunto che CheckBonus ci ha messo a disposizione”, spiega Alessandro Fasoli, General Manager Legami “fare crescere la pedonalità all’interno dei nostri punti vendita e di quelli dei nostri partner, dare grande visibilità al nostro Brand e creare un forte engagement con il nostro pubblico in un unico click e a costi contenuti, rappresentano per il nostro approccio al mercato una svolta innovativa importante”.

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BRAND STRATEGY

Leo Burnett e McDonald’s Italia lanciano Great Tastes of America

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Leo Burnett for McDonald's

Nel 1492 Cristoforo Colombo scopriva l’America. Nel 2016 un altro italiano, Christopher Colombo, la riscoprirà grazie a McDonald’s. È questa l’idea alla base dell’operazione ideata da Leo Burnett con cui McDonald’s Italia lancerà Great Tastes of America.

Christoper Colombo è un ragazzo ventenne originario di Lecco, studente di economia, a cui McDonald’s Italia, proprio in virtù del suo nome, ha dato una grande opportunità: quella di poter viaggiare per tutta l’America alla ricerca dell’autentico sapore degli States.

Una grande avventura, un vero viaggio on the road in cui il Colombo del nuovo Millennio visiterà posti incredibili, incontrerà persone straordinarie e vivrà esperienze indimenticabili. Un viaggio in 5 tappe che ispirerà i nomi dei 5 burger Great Tastes of America e che tutti potranno seguire in tv, sul web e sui social come se fosse un vero e proprio diario di bordo, attraverso video e post.

Non il solito testimonial dunque, ma un vero millennial, che in nome di tutti i ragazzi italiani, vivrà per davvero il suo “Sogno Americano”. Un’operazione a 360° ideata dalla nuova agenzia di McDonald’s Italia, Leo Burnett, con la direzione creativa di Francesco Bozza e Alessandro Antonini, che segna la nuova strategia di comunicazione del Brand per il 2016.
CREDITS

Cliente: McDonald’s Italia
Campagna: Great Tastes of America
Marketing Director: Emanuela Rovere
Head Of Food & Retail Marketing Department: Andrea Cartoccio
Senior Product Manager: Michela Apostolo
Digital Web Manager: Paola Pavesi

Agenzia: LEO BURNETT
Direttori Creativi esecutivi: Francesco Bozza e Alessandro Antonini
Direttore Creativo Associato: Andrea Marzagalli
Senior Art Director: Luca Ghilino
Senior Copy Writer: Giuseppe Pavone
Brand Leader: Acsinia Messina
Account Director: Raffaello Dell’Anna
Account Supervisior: Davide Nava
Account Executive: Valetina Maturo
Strategic Planner Director: Ilaria Fruscio
Digital Strategist: Federica Nanni
Designer: Josè Vuolo, Melissa Longa
Copy Writer: Sara Rosset
Art Director: Andrea Muccioli
TV producer: Federica Manera

Casa di Produzione: INDIANA
Executive Producer: Karim Bartoletti
Producer: Silvia Bergamaschi
Regista: Michele Socci
Shooting food: 360
Executive producer: Antonella Scogliero
Producer: Carla Solaro
Regista: Stefano Morcaldo

Musiche: Bobo Marcucci

 

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Hotwire Communication Trend Report 2016

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Hotwire Trend Report

Hotwire ha presentato il settimo report annuale dedicato ai trend di comunicazione. Esperienze virtuali nella vita reale, supremazia delle parti terze e campagne di comunicazione in grado di offrire un reale valore aggiunto sono tra le principali tendenze che caratterizzeranno il 2016.

Come ogni anno Hotwire ha analizzato il mercato e ha delineato quelle che saranno le linee guida della comunicazione del prossimo anno. Grande attenzione alla Realtà Virtuale (VR), identificata come connubio perfetto tra l’emozione dell’esperienza e l’analiticità dei dati. Questa rappresenta, infatti, il punto d’incontro per quei brand che vogliono unire emozioni e fatti. I professionisti di marketing hanno l’esigenza di fare proprio questo concetto e assicurarsi di comprendere l’impatto che questa tecnologia può avere sulla strategia, quando può essere usata e quali sono le competenze professionali che richiede.

Dopo anni di concentrazione sui contenuti, il 2016 segnerà il momento in cui i brand dovranno allentare la morsa del controllo. Crescerà la propensione a cercare sempre più terze parti di fiducia per la loro distribuzione: le campagne vivono e si evolvono grazie anche alle dinamiche e alla spinta dei canali per cui sono state sviluppate. Questo porterà, di conseguenza, a una naturale diminuzione di azioni imposte, come improbabili call to action o visite forzate a siti esterni. Si assisterà, inoltre, a un’ulteriore evoluzione: i brand si concentreranno meno sulla mera vendita di un prodotto o servizio, bensì porranno l’attenzione sull’esperienza o il beneficio che essi apportano per raggiungere una specifica audience.

“Il 2016 sarà l’anno della liberazione dei contenuti. I marketer esperti decideranno di pubblicare i loro contenuti laddove c’è il loro pubblico di riferimento abbandonando l’atteggiamento reattivo della condivisione e attesa per la misurazione del risultato”, ha affermato Brendon Craigie, CEO del gruppo Hotwire. “Ci focalizzeremo sulle esperienze reali piuttosto che sulla vendita di un prodotto o di un servizio. Le campagne che avranno successo saranno quelle in grado di risolvere un problema del consumatore o di offrire un’esperienza di valore, fisica o virtuale”.

I trend di comunicazione del 2016 secondo Hotwire

1. Guerre tra piattaforme – abbracciando le terze parti
I siti web diventeranno un canale, anziché un punto di arrivo. Mentre rimarranno sempre uno strumento utile per la pubblicazione di contenuti, si assisterà – per la diffusione di informazioni nel web – all’incremento dell’uso di canali come Medium e LinkedIn Pulse, i quali hanno investito specificamente in servizi di distribuzione, diventando un mezzo imprescindibile per le campagne marketing.

2. Il capovolgimento dell’imbuto: il marketing nell’Era di Amazon
Il modello tradizionale a imbuto, valido per gli acquisti, è stato capovolto. Se interessati a un acquisto, ora, i consumatori si rivolgono direttamente alla fonte. Ma se Amazon può puntare sull’ampia disponibilità di offerta, i brand minori devono optare sulla profondità, vale a dire creare campagne mirate che assicurino una forte fidelizzazione e creino un legame sempre più forte tra marchio e utente tanto da rovesciare l’imbuto in ogni caso.

3. Il pubblico sta uccidendo la pubblicità
iOS9 ha abilitato il blocco della pubblicità, ma il settore non è ancora pronto a reagire. Nel 2016 i professionisti di marketing avranno assolutamente bisogno tanto di migliorare la pubblicità nativa, quanto di esplorare nuovi modi per generare awareness di ampio respiro – dai podcast sponsorizzati alle partnership con i blogger, vlogger e Instagramer fino a un rinnovato impegno per le attività esperienziali.

4. La fine dei millennial
Il 2016 sarà l’anno in cui finalmente si smetterà di categorizzare i “millennial” come un unico gruppo demografico. I brand, infatti, cercheranno d’ora in poi di rivolgersi a audience definite secondo uno specifico atteggiamento o determinati valori. Si assisterà alla crescita di contenuti sempre più sofisticati, rivolti a nuovi gruppi di giovani non più identificati solo per anagrafica. Ci si dimenticherà dell’età in generale – è solo a un numero – focalizzando il marketing solo su quello che motiva veramente il proprio pubblico: le sue passioni e la vita che ognuno di essi ha scelto di condurre.

5. Vivere il momento
Il motto del prossimo anno sarà “carpe diem”, cogli l’attimo, vivendo appieno il momento.
Prevarrà l’istinto sulla logica e i professionisti di marketing inizieranno a creare contenuti più spontanei e, abbracciando criteri di “non perfezione”, daranno vita a una comunicazione più naturale e diretta.

6. Pensare in grande, andare verso l’iper-localizzazione
Nel 2016 i professionisti di marketing avranno bisogno di scendere più nel dettaglio – creando messaggi individuali per ogni categoria del proprio target di riferimento ragionando sulle caratteristiche distintive di ognuno di questi. In questo nuovo mondo iper-dettagliato, quattro o cinque copy non saranno più abbastanza – bisognerà creare 10, 15 o anche 20 messaggi, ciascuno dei quali sarà rivolto a una specifica sotto categoria di riferimento.

7. Essere rilevanti. Essere utili. Essere ascoltati
L’obiettivo delle grandi campagne marketing del 2016 non sarà quello di fare rumore, ma quello di fornire un servizio. Si può imparare da chi ha già esplorato questo terreno: in questo senso IBM, ad esempio, ha sviluppato delle pensiline per ripararsi dalla pioggia per la propria campagna di affissioni pubblicitarie outdoor fornendo un servizio molto utile e diventando parte attiva della vita del consumatore. È proprio in questa direzione che si andrà nei prossimi 12 mesi.

8. La realtà virtuale come un canale da scegliere
Poiché i consumatori domandano sempre più esperienze e meno comunicazioni lineari, la realtà virtuale diventerà il trend chiave del 2016. L’ hardware sarà più pervasivo, risultato dell’esperienza acquisita nel mondo del gaming e da parte delle community d’intrattenimento, ma la vera rivoluzione sarà quella portata avanti dai creatori di contenuti e dai comunicatori che daranno vita alla piattaforma, esulando dal solo mondo del gaming. I professionisti di marketing non dovranno solo fronteggiare e capire l’impatto che può avere la tecnologia sulla strategia, ma anche sapere quando può essere usata e chi chiamare per farla funzionare al meglio.

9. I brand prendono posizione
I valori sono alla base di una comunità, ma non possono essere pura teoria, devono essere vissuti e messi in pratica. Data la crescente tendenza dei consumatori a schierarsi a favore di un brand piuttosto che un altro sulla base di specifiche scelte o comportamenti sociali che il marchio mette in campo, sempre più vedremo i brand difendere le proprie posizioni politiche o sociali dove i valori rappresenteranno un ruolo centrale della strategia di comunicazione.

10. Ciak si gira!
Il 2016 sarà l’anno in cui la comunicazione passerà prepotentemente al video online – attraverso un mix di competenze che vedrà lavorare insieme team integrati di video maker, planner e account per massimizzare le competenze di ciascuno e assicurare campagne di successo.

“La comunicazione in tutte le sue accezioni e sfaccettature continua a rappresentare un asset chiave per molti brand. Capire quali sono le tendenze che si stanno delineando, investire sulle migliori tecnologie e talenti ed essere sempre più che aggiornati sul mercato sono leve fondamentali per un ottimale ritorno dell’investimento”, aggiunge Beatrice Agostinacchio, Country Manager Hotwire Italy. “Siamo più che certi che questo report sia un punto di partenza e non di arrivo, grazie a spunti utili per migliorare le strategie dei prossimi 12 mesi”.

Note per gli editori: il report Communications Trend 2016 di Hotwire è stato redatto da 400 professionisti della comunicazione, provenienti da 22 Paesi, in cinque continenti differenti.

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