30 luglio 2010    
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Mauro Lupi. Aspettando il SES

Pubblicato il: 22/05/2007
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L’appuntamento con l’Italia del Search Engine Strategies Conference & Expo 2007 è per la fine di maggio. L’evento itinerante, organizzato dall’azienda inglese Incisive Media, prevede una serie di chairman a seconda delle varie edizioni. Il nostro è Mauro Lupi, presidente di Ad Maiora, al quale abbiamo chiesto qualche anticipazione riguardo l'edizione 2007.
 
“Il format dell’evento rimarrà identico a quello dello scorso anno. È rodato, collaudato e funziona egregiamente. Nel mondo ogni anno si organizzano una dozzina di edizioni del SES. Almeno quattro o cinque si svolgono negli Stati Uniti, quattro in Europa, poi Cina, Giappone, Australia, Canada e il format è sempre lo stesso. Due sessioni, diciamo, di contenutistica, ovvero convegno vero e proprio, che comprendono sessioni basic e avanzate e, a livello di temi, trattano sia l’ottimizzazione dei siti che la Search Advertising. Ci sono anche sessioni, com’è accaduto l’anno scorso, parallele al mondo del Search, ma che impattano pesantemente sui motori, come i blog. Accanto alle sessioni legate ai contenuti ci sarà la parte espositiva. Quest’anno si parlerà un po’ di più di contenuti idonei ai motori di ricerca”.

I contenuti. Un’esigenza molto avvertita dal mondo del search. “C’è una sessione, in particolare, che abbiamo chiamato “Scrivere per i motori di ricerca” che, per il nostro paese, rappresenta una novità. Nelle edizioni svoltesi negli altri paesi ha riscosso sempre una grande successo. Sarà una sessione importante, perché per chi lavora sull’ottimizzazione dei siti web, l’attenzione verso i contenuti è massima”.

Oltre ai contenuti altre tematiche di rilievo? “Il mobile search. Ho introdotto questa sessione perché non potevo ignorare il fatto che l’evento si svolge in Italia, paese nel quale sono attivi almeno 60 milioni di cellulari. Ho anche cercato di dare più spazio alle varie case history. Più concretezza insomma, evitare che siano preminenti temi di scenario, teorici. Far parlare clienti e operatori - questo è lo scopo - su casi concreti.

E poi vorrei anche che il SES non fosse un evento riservato ai professionisti del settore. È assolutamente adatto a chi nelle aziende segue i siti web in generale. Oggi il search ha assunto la funzione di terzo browser. Quindi, chi si occupa di siti online, li ottimizza e configura per i browser come Explorer e Mozilla. Vorremmo che la stessa cosa accadesse per i motori di ricerca”.

Sempre più investimenti confluiscono sul Search: ci sono incrementi notevoli stando alle percentuali riportate da alcune società di ricerca… “Negli USA, ma anche in Inghilterra, i motori di ricerca rappresentano la metà, o poco più, di tutta la spesa pubblicitaria online. Il fenomeno è decisamente forte. In Italia non siamo ancora a questi livelli, ma ci sono segnali molto incoraggianti”.

In effetti gli utenti ormai accedono alla rete proprio attraverso i motori di ricerca. Anche se rendono visibile solo la metà del web, l’altra metà rimane praticamente invisibile. “Ci sono studi che hanno stabilito che i search engine riuscivano a censire meno di un decimo dei contenuti digitali. Il problema è che una buona parte dei siti web è sotto password. Non è tanto il fatto che molti siti siano a pagamento, ma proprio il fatto che l’accesso sia consentito solo dopo registrazione.

Quindi è logico che sia una grossa mole di contenuti digitali non rintracciabile dai motori. Poi c’è un altro aspetto: il search “draga” testi, non immagini ed è questo il caso dei siti fatti tutti in flash. Comunque i motori rimangono gli strumenti più idonei per scandagliare il Web. L’utente naviga in modalità diverse. Cerca, ad esempio, un determinato sito che parla di un argomento. Un’altra modalità di ricerca è orientata alla fruizione di risposte dirette, ad esempio per acquisti.

Infine, un’altra metodologia più strumentale ma estremamente rilevante, il fatto che oggi il search compare nella “tool bar”. Si fa prima a cercare un determinato sito attraverso la barra del motore inserendo il nome richiesto piuttosto che andare su Explorer e scrivere la URL attinente alla ricerca. Il search è diventato, dunque, strumento di navigazione”.


Nuccio Barletta
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