I 60anni di Doria e la Magica Fabbrica Bucaneve. Guest star: Michele Bravi e Sonia Peronaci

14 settembre 2018

Bucaneve Doria

Ufficio Stampa

Sabato 15 settembre 2018 Doria celebrerà il suo 60° compleanno con un’iniziativa speciale, unica come i suoi prodotti: un evento allo storico stabilimento di Orsago (TV) che, grazie al concorso La Magica Fabbrica Bucaneve, dà l’opportunità a 100 fortunati vincitori di conoscere il magico luogo dove si ripete, da oltre sessant’anni, una storia di passione per le cose fatte bene.

Un’esperienza pensata per unire tutte le generazioni intorno alla scoperta di una tradizione di bontà e di successo, resa ancora più speciale dall’esibizione di Michele Bravi e da uno show-cooking di Sonia Peronaci, la famosa food blogger che alimenta i contenuti del sito Doria per la gamma Semplicissimi Doria.

Le tappe di una storia che “sa di buono”

Quella di Doria è una storia familiare – di dedizione alla qualità – che nasce a Sarmede, sulle colline trevigiane, grazie all’intraprendenza di Alessandro Zanin che a fine ‘800 inizia a produrre pane. Ma è solo quando incontra sua moglie, Antonietta Donadon, una bravissima pasticcera, che affianca la produzione di dolci all’attività del panificio.

Nel 1935, anche i figli di Ugo, Gastone e Giorgio, entrano in azienda. Poco più che bambini, forti della cultura del lavoro e della qualità che i genitori hanno saputo trasmettere, prima aiutano il padre nelle consegne e in seguito nella produzione. Man mano che l’azienda cresce nasce la necessità di creare un marchio, con un nome corto, noto e capace di dare un senso di nobiltà ai propri prodotti; Gastone Zanin sceglie Doria: nome della più bella nave italiana a quei tempi e di Marina Doria, moglie di Vittorio Emanuele di Savoia.

Così a metà degli anni ‘50 Ugo Zanin, grazie all’accordo con il produttore svizzero di biscotti René Doria, riesce a consolidare la sua azienda fino a espandersi anche a livello internazionale e negli anni Sessanta diventa il più grande biscottificio italiano.

Doria diventa la protagonista di uno sviluppo travolgente, una presenza familiare nelle case degli italiani all’epoca d’oro di Carosello. Con la pubblicità televisiva dei biscotti Bucaneve e Atene e dei cracker – che insieme ai Giambonetti fecero approdare Doria nel salato – vengono realizzati dei piccoli capolavori di animazione firmati. Come dimenticare, infatti, il famoso Tacabanda.

Alla fine degli anni ‘80 la terza generazione Zanin si trova a gestire un mondo cambiato, che vede colossi multinazionali utilizzare nuove tecniche gestionali per le quali le dimensioni di Doria non sono adatte. Nei primi anni 2000, pertanto, decidono di vendere a chi avrebbe potuto garantire un futuro all’azienda anche in termini di qualità e, nel 2006, per dare nuova linfa vitale al brand, trovano in Bauli un acquirente che condivide la stessa filosofia di lavoro.

Sotto la nuova guida, Doria rafforza la sua identità e ammoderna i suoi impianti di produzione, continuando così a scrivere la sua storia di successo: oggi è un marchio evocativo, sinonimo di nobiltà e eleganza, che è riuscito a mantenere inalterati nel tempo i suoi valori di alta qualità, semplicità, naturalità e cura del prodotto. Un “patrimonio di famiglia” che ha saputo restare al passo coi tempi, custodito e condiviso tra l’Azienda e più generazioni di consumatori.

Prodotti entrati nel mito

Doria si è sempre distinta per la sua intuitività e per la capacità di interpretare in anticipo le nuove tendenze. È proprio grazie a queste capacità che negli anni ’50 nascono i biscotti Bucaneve, uno dei pochi biscotti della storia italiana che abbia creato un genere: il biscotto a forma di fiore con la glassa. Dolcetti fini e leggeri, preparati con fior di farina e uova, i cui albumi montati a neve insieme allo zucchero si trasformano nella famosa ghiaccia che li ammanta di una neve perenne.

Il successo dei Bucaneve viene bissato da Atene: il frollino grande nella forma e nel gusto, tradizionalmente preferito dal pubblico maschile. Atene è il piccolo colosso di dolcezza dal decoro ispirato ai vasi attici e dettato dalla volontà di recuperare gli sfridi dei wafer, dei savoiardi e dei biscotti taglio a filo massimizzando e concentrando l’apporto calorico e il gusto.

Nel 1967 è giunto per Doria il momento di diversificare così la famiglia Zanin si mette al lavoro per trovare una ricetta per i cracker che possa piacere anche al pubblico italiano, abituato a consumare pane fresco. Insistendo sull’uso del lievito madre per una particolare sfogliatura della pasta, riprodotta ancora oggi, e una speciale cottura a fuoco diretto e poi ad aria, nascono i Doriano: prodotti dal gusto molto intenso e una friabilità speciale.

Ma la storia non finisce qui…