H-CAMPUS a rischio VIA. Donadon e Cattolica valutano il trasferimento a Milano

20 aprile 2018

H-Farm h-campus

“Sono davvero sconcertato, arrabbiato e deluso da questa decisione che trovo assurda e incomprensibile. I mali del nostro Paese si trovano purtroppo anche nella nostra splendida Regione che non ha saputo in due anni e mezzo, dall’inizio dell’iter, approvare un progetto che vede la realizzazione di una scuola, un polo di formazione unico, in grado di portare cultura, ricchezza e opportunità a tutto il territorio. Ora valuteremo se spostare questi 65 milioni di investimenti nell’area di Milano che sarebbe entusiasta di accoglierci, anche se sarebbe un enorme sconfitta per il mio territorio per il quale forse provo un amore esagerato”,

Con queste parole, rilasciate in un comunicato stampa ieri sera, Riccardo Donadon, fondatore di H-FARM, evidenzia le difficoltà che il progetto H-CAMPUS sta incontrano presso la P.A. regionale. Difficile dire se si tratti solo di uno sfogo, del tentativo di accelerare le cose mettendo in campo l’eventualità concorrenziale di un trasferimento a Milano, o davvero si stia valutando il capoluogo lombardo come possibile sede.

Quello che è certo, comunque, è che, dopo mesi di attesa e numerose proroghe, la Commissione VIA della Regione Veneto ha decretato l’assoggettabilità del progetto H-CAMPUS a VIA, “posticipando così ulteriormente l’ampliamento del polo dedicato ai giovani e alla formazione, destinato a diventare un bacino di talenti strategico per l’intero Paese”, come recita il comunicato, che prosegue ricordando come “novembre scorso H-FARM e Cattolica Immobili hanno scelto autonomamente, in un’ottica di totale trasparenza, di avviare la Procedura di verifica di assoggettabilità a VIA per certificare in maniera definitiva l’assenza di impatti negativi sul territorio e sbloccare la situazione e uscire così da un ingarbugliato iter burocratico”, aggiungendo una nota dal sapore un po’ surreale: “Tutti gli enti hanno espresso parere favorevole, ben 25 pareri, 7 dal solo Genio Civile in merito alle tematiche idrauliche, per demolire un’assurda tesi di onda di tsunami dal fiume Piave che dopo 14km di distruzione e morte arriverebbe a bagnare le scarpe dei bambini del campus che ovviamente sarebbero tranquillamente lasciati a casa o evacuati prontamente sui tetti della scuola come concordato nel piano redatto ed approvato dalla Protezione Civile”.

In sintesi, però, “tutto questo non è bastato: dallo scorso gennaio, mese in cui la Commissione avrebbe dovuto esprimersi, è iniziato un valzer di proroghe che si è concluso solo oggi con il parere negativo e l’obbligo di assoggettabilità a VIA”. Il tutto al termine di un “un percorso di confronto e un processo autorizzativo cominciato più di due anni fa, l’8 febbraio 2016”

Chi vivrà, vedrà…