Il CSST Web Auditing di ANES si apre ai siti non editoriali e ai non associati

1 marzo 2018

anes csst

Il servizio di certificazione della tiratura cartacea della stampa specializzata, CSST (Certificazione Editoria Specializzata e Tecnica), è uno dei servizi storici di ANES, l’Associazione nazionale dell’editoria di settore, riconosciuto dalla International Federation of Audit Bureau of Certification. Con l’avvento dell’editoria online, il servizio di certificazione CSST si è adeguato, e dal 2008 ha iniziato a rilevare anche i dati di traffico delle testate digitali prima e quelli relativi all’invio delle newsletter poco più tardi, con i servizi Web Auditing e Mail Auditing. Il passo successivo, compiuto all’inizio di quest’anno, è l’apertura della certificazione CSST Web Auditing anche ai siti non strettamente editoriali e ad aziende non associate ANES.

“Nella certificazione della carta stampata, CSST è un marchio noto tra centri media e utenti pubblicitari, ma lo è meno nel mondo digital”, premette il Presidente della Sezione CSST, Carlo Latorre. “Un primo obiettivo è quello di amplificare la notorietà di Web Auditing uscendo dall’ambito ristretto dell’editoria, per accrescerne la riconoscibilità. In questo senso, l’ombrello CSST aiuta. Un secondo aspetto, forse più importante, riguarda le sinergie che possono nascere dal confronto tra editori e fornitori di servizi online, dato che nell’ecosistema digitale le differenze sono più sfumate e si aprono interessanti possibilità di ibridazione”.

Ma l’apertura del servizio a prodotti non editoriali non comporterà una modifica dell’iter certificativo. “I dati di traffico sono gli stessi, indipendentemente dalla natura del sito internet, e la verifica da parte della società di revisione non cambia”, conferma Latorre. “L’allargamento del target, ci ha però spronato ad ampliare l’ambito della certificazione. Ai dati di traffico rilevati fino ad oggi, che restano obbligatori (utenti unici, visite, pagine visitate e durata della visita), aggiungeremo alcuni parametri facoltativi, sempre rilevati attraverso Analytics, che serviranno a mettere meglio a fuoco le performance dei siti certificati. La Commissione CSST sta lavorando in questi giorni proprio alla definizione del bouquet di parametri entro il quale si potrà scegliere.”

“Abbiamo cercato di semplificare il più possibile il listino e adattarlo ad ogni esigenza: per certificare un sito internet sono sufficienti 999 euro per dodici mesi se il fatturato è inferiore a 300mila euro o se l’azienda è una start-up”, conclude Latorre. “Per aziende di maggiori dimensioni, la tariffa sale a 1.880 euro l’anno. Si tratta di una quota che comprende tutto, anche il compenso per la società di revisione convenzionata CSST.”