Chi, cosa e come: i trend del settore beauty per il 2018 nei dati LOW, la unit di The Big Now

20 febbraio 2018

beauty the big now

Il 2017 è stato un anno di fondamentale importanza per il settore del beauty, nella quale ha dimostrato le sue vere potenzialità. Tanto che, secondo la “World Cosmetics Market Opportunities and Forecast 2014-2022“, il segmenta toccherà quota 430 miliardi di mercato globale entro il 2022. Una fotografia approfondita del settore, tratta da diverse ricerche (tra cui Pambianco), pensata specialmente per i professionisti del settore della comunicazione beauty, arriva dallo studio “Hello Beauty” realizzato da LOW, la unit di The Big Now.

“Come agenzia, specie in questo ultimo anno, abbiamo avuto modo di confrontarci in maniera diretta con il settore beauty attraverso diversi clienti. Ci è sembrato importante fare un punto dedicato a questa industry per arrivare preparati ai progetti futuri”, afferma Massimiliano Chiesa, Co-Founder e Chief of Creative Innovation di The Big Now. “Documenti come “Hello Beauty” sono per noi strumenti imprescindibili per approcciarsi in maniera coerente ai clienti e ai relativi consumatori. Condividerli anche all’esterno rappresenta per noi un ulteriore e significativo valore aggiunto”.

Arricchito da esempi e case study internazionali di riferimento, il documento redatto nella doppia versione italiana e inglese è suddiviso in 4 macroaree: People (a chi è rivolto il settore e gli insight dai consumi), Landscape (chi guida il cambiamento), On Trend (ingredienti, prodotti e servizi must-have) e What’s Next (previsioni e idee per l’anno futuro). Proponendo in chiusura un ulteriore capitolo-appendice con tutte le fonti utilizzate dall’agenzia per redigere il documento.

La parola dell’anno è, senza dubbio, “millennials“. Le ricerche Mintel a livello globale ci confermano che il focus di prodotti e comunicazione è stato sulla fascia d’età 18-35. I consumatori non si sentono più rappresentati dal numero d’anni, come nemmeno dal gender o dal body-type. Sono loro stessi che vogliono autodeterminarsi, a discapito dei brand che non dovranno più dirgli come sentirsi. Inoltre, il 40% di chi si trucca tra i 25 e i 34 anni si sente frustrato nel non trovare prodotti con l’esatta tonalità della propria pelle. I marchi della cosmesi più classici, quelli dei grandi gruppi come Estée Lauder o L’Oréal fanno però fatica a conquistare le più giovani. La comunicazione sui social media o l’utilizzo di influencer risulta forzato a differenza dei brand più giovani che risultano più abituati e credibili nell’utilizzo di queste metodologie di comunicazione. La soluzione? Acquisire!

Nel 2017 si è notata una prima apertura alla generazione più giovane, i Gen Z. Nati tra il 1995 e il 2010 condividono i nuovi valori millennials come equità e individualità. Questi sembrano pochi ma rappresentano il 26% della popolazione Italiana. Hanno dimenticato il computer e navigano solo dal loro smartphone, il che influisce nel processo di vendita. Secondo fonti Google su ricerche US, due giovani su tre acquistano online. In Italia ipotizziamo dati inferiori, questo non significa però che l’utilizzo dello smartphone non influisca sul processo d’acquisto.

La ricerca (scaricabile a questo link) è stata realizzata dal team interno a LOW composto da analyst e strategist il cui ruolo è di dare struttura alla creatività rendendola così mezzo effettivo per il raggiungimento dei risultati prefissati dalle aziende.