Best Countries 2018: primeggia ancora la Svizzera. Gli USA perdono un posto

23 gennaio 2018

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La Svizzera mantiene la sua posizione di paese numero 1 al mondo, in base al Report Best Countries 2018, classifica realizzata da uno studio di Y&R BAV Group, U.S. News & World Report, e Wharton School della University of Pennsylvania. Per il terzo anno, la classifica valuta 80 paesi in base a una serie di criteri, da influenza economica e potere politico a qualità di vita dei cittadini, in modo da comprendere come le nazioni sono percepite a livello mondiale.

Per la prima volta è stata chiesta agli intervistati anche la loro opinione sui principali leader mondiali.
Il primo Ministro del Canada Justin Trudeau e la Cancelliera tedesca Angela Merkel sono considerati i leader più stimati, mentre il Presidente americano Donald Trump e il President russo Vladimir Putin hanno ricevuto il rating più alto in termini di disapprovazione. Tra i top business leader, Eric Schmidt, Presidente esecutivo di Alphabet, casa-madre di Google, è risultato il più stimato.

Principali risultati del Report Best Countries 2018

La Svizzera è al 1° posto, seguita dal Canada, in quanto i paesi che attuano politiche sociali e ambientali progressiste dominano la classifica in generale. Le nazioni del Nord – Svezia, Finlandia, Danimarca e Norvegia – si posizionano nei primi 15. La Danimarca è al 1° posto per le politiche nei confronti di donne e bambini e la Svezia vince sul fronte del green living.

La Germania è salita al 3° posto, mentre la Gran Bretagna è scesa al 4°. La reputazione della Germania come nazione aperta, con un governo all’insegna della trasparenza ed una forte attenzione all’uguaglianza di genere, l’ha portata a salire di un gradino nella classifica. La discesa della Gran Bretagna invece è un segnale della mancanza di fiducia nel suo potere economico post-Brexit.

Il Giappone rimane 5°, grazie a punteggi molto alti per imprenditorialità, economie emergenti e tradizione. Singapore e Cina, rispettivamente al 16° e al 20° posto, sono tra i paesi meglio classificati in Asia, grazie al forte potenziale di crescita economica.

Gli USA scendono di un gradino e si classificano n° 8, dopo Svezia e Australia, cedendo terreno in due categorie: apertura al business e economie emergenti. È diminuita la percezione degli USA come paese politicamente stabile, democratico e aperto. Tuttavia rimane la percezione che siano la nazione più potente per il terzo anno di fila, seguiti dalla Russia al 2° posto.

Il Lussemburgo (18°) risulta essere il paese più business-friendly, la Germania è al 1° posto per l’imprenditorialità e la Svizzera è il paese più adatto dove stabilire l’headquarter di una corporation. La Gran Bretagna è al top per l’istruzione, il Canada per la qualità della vita e la Nuova Zelanda per ritirarsi in pensione. Il Brasile è il 1° paese da visitare.

L’Italia si colloca al 15° posto in classifica generale, per l’importanza e il patrimonio culturale del Paese, mentre raggiunge la 1^ posizione a livello globale nel settore del food e della moda.

“Guardando i paesi che sono al top della classifica quest’anno, appare evidente che la forza militare e il potere economico non sono elementi determinanti per il successo del paese come brand”. commenta David Sable, Global CEO di Y&R. “Il report Best Countries dimostra ancora una volta che proprio come le marche devono focalizzarsi su un’ampia gamma di attributi per migliorare il proprio profilo e catturare il pubblico, anche le nazioni che rispecchiano un’ampia gamma di caratteristiche, tra cui l’innovazione, hanno l’appeal che consente di emergere sul palcoscenico globale”.

La metodologia del Best Countries 2018 si basa su dati raccolti da una ricerca proprietaria su più di 21.000 business leaders, élites e cittadini in genere. “Il report Best Countries descrive gli effetti che il brand di una nazione può avere sulla sua prosperità economica e sulla percezione della sua reputazione a livello mondiale” conclude David Reibstein, professore di marketing alla Wharton School della University of Pennsylvania.