Microsoft supporta la crescita del Retail: cloud computing ed esperienze d’acquisto

6 dicembre 2017

candiani guerra microsoft

La strategia di Microsoft per la competitività del mondo Retail è stato il focus dei “Digital Difference in Retail”, l’appuntamento internazionale tenutosi ieri a Milano per esplorare i trend del settore e le nuove prospettive della shopping experience.
Nel corso della mattinata, Daniele Tirelli, presidente Retail Institute italiano, ha presentata una nuova ricerca, realizzata dall’istituto, da cui emerge che il settore è già pronto per cavalcare le opportunità dei nuovi trend tecnologici e le aziende retail italiane mostrano un atteggiamento positivo verso la Trasformazione Digitale: l’82% ha già in corso progetti di Digital Transformation e il 9% non ancora, ma sta comunque pianificando d’iniziare un processo d’innovazione nel prossimo futuro.

Guidano la trasformazione l’evoluzione della domanda di mercato (63%) e la consapevolezza dell’insufficiente connessione di team e processi (50%). Due driver strettamente correlati dal momento che la necessità di restare in contatto con una clientela sempre più volubile rende utile la creazione di connessioni poco invasive e flessibili. Inoltre i vecchi approcci di marketing si rivelano inefficaci (38%) ed emerge una maggiore pressione competitiva (38%), altre due ragioni per cui spesso i retailer intraprendono progetti d’innovazione. In generale la Trasformazione Digitale viene vista come un modo per ridurre le distanze tra i team interni e le realtà esterne di mercato.

E di fatto emerge un allineamento tra motivazioni alla base dei progetti di Trasformazione Digitale in ambito retail e vantaggi percepiti o attesi: i retailer italiani ritengono che i principali plus siano la produttività (67%), la migliore esperienza dei clienti (58%), il maggior coinvolgimento dei clienti (57%), la maggiore comprensione e previsione del mercato (48%) e l’innovazione di prodotto e servizio (47%). Quindi ai primi posti nella classifica dei vantaggi coesistono produttività e relazioni con la clientela, mentre la riduzione dei costi viene considerato un vantaggio solo da una minoranza (21%), proprio perché c’è maggiore sensibilità ad altre dimensioni legate all’innovazione.

Il prossimo anno gli investimenti si concentreranno principalmente su strumenti di Business Intelligence (55%), proprio perché per il mondo retail valorizzare i dati per conoscere le dinamiche di mercato e anticipare le esigenze dei consumatori rappresenta una priorità in uno scenario sempre più competitivo. Anche il Cloud Computing rappresenta un investimento di riconosciuto valore (41%) in virtù della portata abilitante che consente a retailer di qualsiasi dimensione di accedere in modo semplice e flessibile a tecnologie complesse. E sorprendentemente anche l’Internet of Things entra nell’ordine di idee di 1 azienda su 5 (21%) e suscitano interesse anche Machine Learning/Artificial Intelligence (14%) in uno scenario chiaramente sempre più attento alle opportunità in chiave Impresa 4.0. Di fatto è solo il 5% a non prevedere alcun tipo di investimento IT nel prossimo anno, un dato che non sorprende dal momento che la tecnologia rappresenta ormai un asset imprescindibile. Tra le tecnologie considerate più utili per il settore emergono gli strumenti di Social Engagement (29%), strumenti di Collaborazione e Produttività (22%) e Customer Relationship Management (20%), ma anche i Predictive Analytics (16%), quindi anche in questo caso è evidente l’importanza di strumenti per nutrire la relazione con i consumatori e anticiparne i bisogni.

“Il Retail rappresenta un settore strategico per la competitività del Paese in quanto ha il ruolo di cerniera tra aziende e consumatori e l’innovazione tecnologica può fare la differenza sostenendone la crescita e l’internazionalizzazione”. ha spiegato Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia (nella foto con Andrea Guerra). “Microsoft s’impegna da sempre per supportare la trasformazione digitale delle realtà attive nel mondo della distribuzione: ripensare l’organizzazione e i processi consente di arrivare a reinventare il percorso esperienziale del cliente inaugurando nuove esperienze più personali e connesse che fondano fisico e digitale. Per competere con successo in un mercato sempre più dinamico e conquistare un consumatore sempre più esigente è, infatti, fondamentale creare esperienze differenziate e personalizzate. Grazie al Cloud Computing e alle tecnologie intelligenti è possibile, rendendo più produttive le persone lungo la filiera e nei negozi e offrendo nuovi strumenti per anticipare i bisogni e rivoluzionare l’interazione con i clienti”.

Le nuove tecnologie rappresentano quindi un’opportunità per il mondo retail e il progetto di trasformazione digitale intrapreso da Eataly, grazie alla collaborazione con Microsoft e con il partner Capgemini Italia, dimostra quanto le importanti sfide riorganizzative imposte dal veloce sviluppo dell’azienda possano essere superate brillantemente grazie al Cloud Computing.

“Nei primi 10 anni del suo sviluppo Eataly ha rivoluzionato l’esperienza d’acquisto dei clienti nei suoi negozi creando un vissuto senza soluzione di continuità tra mangiare, imparare e comprare. Il negozio è ed è stato lo scenario di questa rivoluzione”, .ha commentato Andrea Guerra, Executive Chairman di Eataly. “Oggi, attraverso l’accordo strategico con Microsoft, Eataly si pone un ulteriore obiettivo: riuscire a creare un’esperienza immersiva per i propri clienti ovunque essi siano”.

A riguardo, Ulrich Spaan, Senior Vice President di EHI Retail Institute Germany, ha approfondito la distribuzione ominchannel, a parole al vertice della preoccupazione degli operatori del retail. Verificata sotto l’aspetto pratico, però, sono ancora troppo poche le imprese che affrontano correttamente una trasformazione digitale che spazia dalla informazione instore alla comunicazione mobile, alle analitiche.
La maggior parte dei progetti sono ancora parziali, unendo intelligentemente gli aspetti tecnologici e quelli retail, per moderbnizzare e ottimizzare il rapporto con il cliente.
Si va dal crescente utilizzo dei terminali self service in McDonald (“in Cina si riscontra un affollamento davanti ai totem anche quando le casse tradizionali sono libere”) all’impiego dei tag Rfid alle casse per il pagamento automatico di Decathlon, per arrivare ad esperimenti quali l’Amazon Go store a Seattle, totalmente impresidiato, e a Rent-the Runaway a New York, per affittare, invece di acquistare, abiti e accessori.