Start in Touch di Gruppo Digitouch: il Content Marketing nella parole di Optimized Group

24 novembre 2017

digitouch

Nell’ambito della rassegna Start in Touch: l’innovazione a colazione, lanciata il mese scorso da Gruppo DigiTouch con l’obiettivo di creare dei momenti educational per la filiera, si è svolto questa mattina a Milano l’incontro dedicato al tema del Content Marketing dal titolo “Tutto è Content Marketing. Tutti ne parlano, ma… Cos’è? A chi e a cosa serve? Come si sta evolvendo?”.

Tre esperte dell’agenzia Optimized Group – parte del gruppo – specializzata nel SEO e nel Content Marketing, Erika Botta Head of Operation, Roberta Ravelli Head of Content Marketing e Roberta Albanese Digital Art Director, hanno analizzato il mondo dei Contenuti legati alle strategie di digital marketing, spiegando a un pubblico interessato e attento come costruire contenuti qualitativi, efficaci e misurabili, toccando gli aspetti chiave di creatività, canali e tecnologie di misurazione dell’efficacia.

Il Content Marketing è la leva che è cresciuta di più nel 2017. Stiamo parlando di un mercato che ha toccato nel 2016 – a livello mondiale – i 195 miliardi di dollari e che varrà, secondo le stime più accreditate, 412 miliardi di dollari nel 2021. Lo stesso mercato vale in Italia 350 milioni di euro, con una crescita di oltre il 100 per cento negli ultimi 3 anni.

“Questo è il secondo episodio di Start in Touch, dopo il primo dedicato ai Chatbot, di taglio maggiormente tecnologico”, ha commentato Paolo Mardegan, CEO di Digitouch Group. “Siamo soddisfatti della risposta del mercato: questi sono eventi di formazione molto verticali, che utilizzano in manera sinergica le risorse delle diverse agenzie del Gruppo. L’obiettivo è fare informazione e networking, non reclutare nuovi clienti. In futuro si potrebbe aggiungere al format una Case History o la partecipazione di un esperto esterno. Però sempre confermando la formula attuale e vincente, magari proponendo un aperitivo al posto della colazione: non vogliamo certo entrare in concorrenza con i seminari più istituzionale, quali quelli di IAB ad esempio”.