Netcomm Focus Food: l’eCommerce alimentare cresce del 43% rispetto al 2016

17 novembre 2017

Netcomm

Ufficio Stampa

Oggi a Palazzo Mezzanotte si è tenuto il convegno Netcomm Focus Food sviluppato in collaborazione con Fiera Milano. Questo appuntamento è la prima tappa di un percorso di collaborazione e approfondimenti su questo settore, che vede tra gli appuntamenti principali la prossima edizione di TuttoFood.

Il cibo è un elemento tradizionalmente molto importante nella cultura italiana: e ha per il consumatore un valore non soltanto fisiologico ma anche culturale e sociale.

“Gli stili di vita oggi cambiano con una rapidità mai vista prima: è quindi normale che anche il rapporto dei consumatori con il cibo si trasformi continuamente. Questa evoluzione punta decisamente verso un’integrazione del digitale anche all’interno di un’esperienza di per sé molto fisica, com’è quella del cibo. La tendenza è evidente: L’Osservatorio eCommerce legato al settore food in Italia vale 849 milioni di euro, cioè il 4% del volume totale del commercio digitale italiano. Il dato più impressionante è il tasso di crescita annuo, che evidenzia un aumento del 43% rispetto ai volumi del 2016: l’eCommerce alimentare si sta affermando sempre più nello stile di vita dei consumatori italiani, offrendo grandi opportunità di crescita ai player del settore che si dimostreranno più ricettivi nei confronti di nuovi canali e strumenti”, ha spiegato il presidente di Netcomm Roberto Liscia.

Il rapporto tra consumatore e cibo sta cambiando, sempre di più si parla di quattro attributi che sono la convenience, intesa come convenienza economica ma anche come rapidità, rapidità di consegna e rapidità di consumo.
Importante è anche la ricerca di prodotti specifici, dettata da nuove scelte alimentari ad esempio la preferenza di prodotti bio, prodotti vegetariani o per celiaci quindi dettate dalla diffusione di allergie o intolleranze alimentari e dal sempre maggiore apprezzamento per cucine etniche. Strettamente collegata a queste tendenze è la ricerca di informazioni e contenuti: il consumatore infatti vuole sapere cosa sta mangiando e quindi una maggiore attenzione agli ingredienti e ai valori nutrizionali.
Infine l’ultimo maggiore e importante aspetto è l’esperienzialità e cioè la valorizzazione di tutti quegli elementi che contribuiscono a rendere il pasto un momento di piacere e non solo soddisfare un bisogno.

Il mercato dell’eCommerce sta crescendo sempre più arrivando alla cifra di più di 2 miliardi di euro di fatturato nel 2017 a livello planetario con una cifra significativa di un miliardo e mezzo di compratori nel mondo, in questo momento ci sono più di un miliardo e mezzo di persone che comprano online.
Il food è una fetta sempre più importante del commercio digitale infatti la percentuale di e-shopper italiani che acquistano prodotti alimentari è in continua crescita: a marzo 2017 erano il 24%, secondo l’osservatorio NetReatail. La tendenza è evidente su scala globale.

Secondo le rivelazioni Statista, il valore del food & Beverage in Europa ammontava a 10 miliardi di dollari nel 2016, con previsione di crescita annue del 13%: nel 2021 il valore dell’eCommerce alimentare in Europa raggiungerà i 18 miliardi di dollari. Valori simili si riscontrano negli USA, mentre la Cina sperimenterà una vera e propria esplosione passando dal 10,9 miliardi di dollari dal2016 a 30,3 miliardi di dollari nel 2021 con un tasso medio di crescita del 23%.

I compratori digitali non abbandonano i punti vendita fisici ma si aspettano anzi di migliorare il proprio custode journey attraverso l’integrazione di questi diversi canali: lo studio NetRetail 2017 evidenzia che per il il 33,7% dei consumatori omnicanale lo spartphone gioca un ruolo fondamentale nell’orientare i comportamenti di consumo anche in negozio.

“L’integrazione del digitale aprirà nuovi scenari anche per la filiera del mondo Food& Grocery, consentendo ai player B2B di offrire alle aziende clienti gli stessi vantaggi in termini di flessibilità, varietà dell’offerta, ricchezza di informazioni e innovazione a cui si sono con il tempo accostumati”, ha affermato Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico Osservatorio eCommerce B2c Netcomm School of Management, Politecnico di Milano.

Le aziende oggi devono attuare nuove strategie che tengano conto degli elementi caratteristici di questa nuova evoluzione, affrontando nuove sfide:
– I comportamenti di consumo stanno cambiando rapidamente, facilitando l’avvento di nuovi modelli di business e nuovi player
– Il cambiamento non riguarda solo una parte del settore ma tutto, partendo dal marketing alle operation, dalla distribuzione al merchandising
– L’online non deve escludere l’offline ma la complementarietà di entrambi potrà aumentare l’engagement del cliente e le vendite multicanale
– Il mobile, la localizzazione e il nuovo retail stanno ridisegnando il custode journey
– Lo scenario competitivo si fa sempre più complesso e la filiera si traforma
– È necessario lavorare sui fattori chiave della scelta del negozio online e offline: prezzo, qualità, convenienza, selezione ed esperienza
– I dati devono essere alla base delle strategie di unified commerce delle imprese.

Le aziende devono continuare a migliorarsi e a lavorare sempre più sui loro canali eCommerce infatti secondo una ricerca di Netcomm realizzata in collaborazione con Eumetra dimostra che il grado di soddisfazione dei consumatori per le soluzioni di eCommerce food esistenti non è particolarmente elevato: il 30% di chi ha comprato cibo confezionato online e il 32% di chi ha comprato prodotti pronti dichiara che non sarà propenso a ripetere l’esperienza, aumenta la percentuale di chi ha comprato prodotti freschi che sale addirittura al 53%.

Durante il convegno ha preso parte anche Simone Zucca, Sector Leader Retail, Fashion Luxury & Finance, Google che ha fatto un analisi sui comportamenti dell’uomo nei confronti del cibo.

“Alla luce delle dinamiche sociali contemporanee afferma che il rapporto tra l’uomo e il cibo si stia evolvendo in direttrici e connotazioni diverse. Questa dicotomia si basa da una parte sull’esperienzialità ed emozionalità e dall’altra sulla funzionalità. Infatti nel suo studio dal titolo “Taste of togethers” analizza come cambia il rapporto tra le famiglie moderne e il cibo e i millennials e il cibo. Le famiglie vedono il momento del pasto come un momento per stare insieme, cercando di sfruttare soprattutto il weekend come momento di unione e condivisione, invece i millennials pensano al cibo non solo come momento di unione me come un modo per prendersi cura di se stessi, mangiando bene, mangiando determinati alimenti. Vediamo quindi a fronte di questo studio come in base al cambio generazionale ci sia anche un cambiamento del concetto di “cibo”.
Pensano alla nutrizione come un modo per potenziare le capacità cognitive, per puntare alla bellezza e soprattutto per migliorare la concentrazione e gestire lo stress”, ha spiegato Zucca.

Dunque notiamo come stia cambiando sempre più la concezione legata al food e di come stiano anche cambiando i mercati legati ad esso, infatti è stata proprio Monica Paoluzzi, Business Strategist, Just Eat Italia a spiegare come anche il take away sia un elemento importante nella cultura del food in Italia e nel mondo.

“L’Italia nel gruppo Just eat rappresenta uno dei mercati con un maggiore potenziale di crescita, legato sicuramente all’amore degli italiani per il cibo e al fatto che in Italia oltre metà della popolazione adulta utilizza abitualmente servizi di take away. Il digital take away però pesa soltanto il 5% di questo mercato è quindi un mercato ancora in crescita e rappresenta un mercato molto piccolo, sono circa 1milione e 4 i clienti che usufruiscono del digital take away clienti che non sono solo concentrati nelle grandi città ma in tutto il territorio nazionale. Quello che vogliamo oggi è arrivare al pari dell’offline e raggiungere un equilibrio. Possiamo stimare circa 7 milioni di italiani propensi a ordinare online. L’obiettivo che ci poniamo oggi è quello di  aiutare i clienti attraverso un’offerta più ampia, ma vogliamo aiutare anche i ristoranti e affiancarli al fine che sempre più di essi collaborino con il nostro marketplace. La tecnologia e l’utilizzo dei dati hanno un ruolo fondamentale per noi e attraverso i dati ci poniamo tre obiettivi: 1) migliorare l’offerta e fare in modo che i ristoranti che ospitiamo nella nostra piattaforma offrano una migliore offerta ai nostri clienti. 2) Migliorare l’esperienza dei clienti e infine aiutare la categoria ad espandersi”, ha concluso la Paoluzzi.