Co-Stories. – Un nuovo approccio al branded content

20 ottobre 2017

Plural - Stories

Dall'Agenzia

“Co-Stories. – Un nuovo approccio al branded content”, è l’ebook gratuito scritto da Marco Diotallevi, Direttore Creativo e CEO dell’agenzia Plural, ne parliamo con l’autore.

In cosa consiste “Co-Stories”?
Tutto è nato mentre insegnavo allo Ied. Stavamo parlando del caso di Heinz. I principali magazine di pubblicità nel mondo recitavano: “50 Years Later, Heinz Approves Don Draper’s ‘Pass the Heinz’ Ads and Is Actually Running Them.”. In pratica Heinz aveva approvato per il suo ketchup una campagna proposta da un personaggio immaginario, Donald Draper della serie Mad Man.
Ne hanno parlato davvero tutti. Forse per la prima volta una fiction ha avuto così grandi conseguenze nella realtà. Questo progetto è stato premiato dai più prestigiosi festival di pubblicità e oggi rappresenta l’ispirazione più alta nel mondo del branded content. È stato un contenuto epico che ha tratto forza dall’unione dei due universi.
Se ci guardiamo attorno è un comportamento diffuso: Burger King che propone a McDonald’s di fare la pace, Obama che telefona a Frank Underwood. Sono tutte storie epiche frutto di una nuova generazione di marketers. “Co-Stories” vuole proporre un nuovo approccio attraverso un breve ebook.

In che modo i brand possono diventare broadcaster?
Se hanno il coraggio di essere guidati da editor-in-chief veri. L’attenzione che ha generato “Co-Stories”, un progetto che in 24 ore ha raggiunto quasi 30.000 contatti, mi ha fatto pensare che forse il bingewatching ha cambiato i nostri gusti: siamo affamati di storie seriali belle e ben scritte. E vogliamo che i brand siano parte di questo. Spero che questo ebook possa essere d’ispirazione per chi lavora nel marketing e vuole creare grandi storie.

Che caratteristiche deve avere una storia affinché possa essere seguita e condivisa dalle persone?
La risposta a questa domanda cambia di anno in anno. Dieci anni fa ad esempio ti avrei risposto che la cosa principale era l’insight. Prendiamo l’esempio di “Dove Evolution”, uno dei primi virali, in un momento in cui c’era solo Youtube. Il fatto di dire per la prima volta a tutte le donne che “La bellezza delle copertine a cui aspiri non esiste”, lo ha reso uno dei messaggi più potenti di quegli anni. Oggi i social network e il mobile hanno dato opportunità inimmaginabili. Le storie possono vivere quotidianamente con le persone. E il bingewatching ha reso tutti più disponibili. Questo ha reso la sfida ancora più grande e divertente.