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Radio, il futuro è roseo e digital: le opportunità del digital audio adv al Radio Goes Digital

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Radio

“Radio in crisi? No, anzi: la radio vivrà ancora a lungo, per tanti anni”. Altro che difficoltà, quindi, per il mezzo audio per eccellenza: ne è sicuro Mirko Lagonegro, che questa mattina a Milano, all’Hotel Principe di Savoia, ha aperto i lavori di “Radio Goes Digital“, appuntamento organizzato da DigitalMDE (di cui il manager è fondatore) che ha esplorato il futuro, vicino e lontano, del mezzo audio per eccellenza. Buone prospettive per il digital audio advertising, che da qui a breve tempo potrebbe rivelarsi uno dei più importanti driver della pubblicità sul mezzo digitale: su questo tema sono intervenuti esperti del settore radiofonico e dell’advertising che hanno fatto il punto, prima, sulla situazione italiana e nel mondo e, poi, sulle nuove frontiere che il Digital Audio Advertising apre al mercato pubblicitario italiano.

 

La situazione italiana

Prima, però, storytelling. Sul palco è infatti intervenuto Matteo Caccia, speaker di RAI Radio 2, che ha raccontato la potenza del mezzo radiofonico nel raccontare storie, e la passione che ha il pubblico nel sentirle. Il linguaggio audio, di cui la radio (“Il teatro della mente”, diceva Steve Allen) è il mezzo principe, rimane uno dei più potenti in circolazione, con le sue unicità e le sue caratteristiche peculiari; e gli appassionati di questo media continueranno ad amarla per questo. Le sue modalità, però, stanno cambiando, si stanno rivoluzionando, come sottolinea ancora Mirko Lagonegro: “La radio continuerà a prospepare, ma non nell’accezione più classica del termine: questi sono anni di trasformazione e di rivoluzione, in cui questo mezzo deve riuscire ad adattarsi al meglio all’ambiente che lo circonda (per citare Darwin) per riuscire a esprimere appieno il suo potenziale. Il tutto, ovviamente, in chiave digitale, poiché anche la radio, oggi, non può prescindere dalla tecnologia. Il punto però non è che la radio sta sbarcando, ora, su Internet: sul web è presente già da molti anni, il punto ora è riuscire a cogliere al meglio le opportunità che il web offre. I brand hanno l’esigenza di riuscire a padroneggiare uno strumento per raggiungere uno a uno i propri utenti”.

“Esistono alcune grandi opportunità la radio oggi sul web” racconta Daniele Sesini, Direttore Generale e coordinatore del Tavolo Digital Audio di IAB Italia. “La prima è la disponibilità di avere un’audience molto più ampia: il digitale oggi vive tantissimo di mobile, e la penetrazione di smartphone in Italia è una delle più alte al mondo, senza contare l’importanza di riuscire a presidiare il target più giovanile, molto presente sul mobile ma molto difficile da catturare per i brand. Il secondo punto è il formato: l’audio è molto interessante perché consente una fruizione a prescindere dallo schermo considerato; questo porta ad avere un rapporto 1 a 1 con l’utente, un advertising molto pianificabile, con un’importante componente di programmatic. Infine, il mercato: in Italia siamo ancora ad una fase iniziale del fenomeno, e le opportunità per emergere, in questo senso, sono moltissime”.  Il Report sul Digital Advertising di IAB U.S.A., presentato nel corso della mattinata, indica infatti il 2016 quale anno di debutto di questa categoria con oltre 1.1 miliardi di dollari di investimenti. Oltre i 2/3 degli inserzionisti americani hanno dichiarato che nel corso del 2018 aumenteranno i loro investimenti nel Digital Audio Advertising.

 

La radio nel mondo

 

Una panoramica sui trend di crescita del Digital Audio nel resto del mondo e l’impatto sul media mix è stato fornito da Benjamin Masse, Market Development & Product Strategy di Triton Digital. “Secondo gli studi di Edison Research, nel 2017 il 53% degli americani con un’età superiore ai 12 anni ha ascoltato una radio online nell’ultima settimana, con una crescita di oltre il 50% rispetto al 2016. Durante gli ultimi 7 anni l’audience complessiva è cresciuta del 575% e si stima che il 57% degli americani (155 milioni) ascoltino mensilmente contenuti Digital Audio”. Il Digital Audio non è un fenomeno unicamente americano: in UK 21.7 milioni di persone ogni settimana fruiscono di contenuti audio in streaming, mentre secondo IAB Espana nel 2017 il 50% degli internauti con un’età superiore ai 18 anni ha dichiarato di ascoltare Digital Audio negli ultimi 30 giorni, mentre in Germania Webradiomonitor ha rilevato che il 71% degli utenti connessi alla rete, tra i 14 e i 69 anni, ha ascoltato una stazione radio via browser o app.

 

Evoluzione e nuovi contesti d’uso

Sulle opportunità editoriali e pubblicitarie che la radio può cogliere dalla trasformazione digitale e di come gestirle e capitalizzarle ha parlato Davide Panza, CMO & Co-Founder di DigitalMDE che ha dichiarato: “L’evoluzione tecnologica, l’introduzione del consumo audio on demand, unitamente all’arrivo di nuovi devices digitali, non solo smartphone ma anche wifi speaker, smart tv, decoder, passando per i preziosissimi dashbord delle connected cars fino ad arrivare agli smart speaker di prossima commercializzazione, sono le premesse per un importante cambio nelle modalità di fruizione del media radiofonico tradizionale e aprono la strada a nuove ed interessanti prospettive pubblicitarie. La forza del linguaggio audio unito alla possibilità di targetizzare le campagne e misurane puntualmente le performance, consentirà al Digital Audio di entrare nel media mix di tutti gli investitori, portando una perfetta complementarietà delle strategie di promozione”. In questo senso sembra che i rapporti di forza tra display e audio potrebbero subire profondissimi cambiamenti. “Basta guardare alla direzione a cui stanno puntando tutti i colossi digitali in questo momento. I nuovi smart speaker, come Alexa di Amazon o Google Home, gli assistenti virtuali del futuro, non sono dotati di schermo ma funzionano esclusivamente con la nostra voce. Questa è un’opportunità grandissima per l’audio advertising, per la radio: con lo schermo fuori gioco, l’audio advertising non può che beneficiarne”.

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