La app mobili di Realtà Aumentata (AR) a supporto dei retailer “brick and mortar”

18 settembre 2017

realtà aumentata app

L’uso della Realtà Aumentata (AR) può fornire a consumatori esperienze più sensibili e di maggior valore che a loro volta si traducono in maggiore pedonalità e più alti tassi di conversione per i negozianti “brick and mortar”. Questo è quanto sostiene la ricerca “Enabling smart retail settings via mobile augmented reality shopping apps”, realizzata dalla Warwick Business School, che sottolinea come la AR può accelerare il tasso di ritorno dei clienti (uno degli elementi critici per i retailer), grazie alla sua valenza come entertainment. In più, lo studio ha mostrato la maggior propensione del consumatore a parlare del punto vendita agli amici.
“Le app di realtà aumentata per il mobile”, commenta l’autore della ricerca, il prof. Scott Dacko, Associate Professor of Marketing and Strategic Management alla Warwick Business School, “possono aumentare le performance dei retailer offline sotto parecchi aspetti: market share, vendite e marginalità”.

Lo studio, basato su due survey di grandi dimensioni svolte negli USA su 21.67 utilizzatori di smartphone mostra alcuni dati moto interessanti:
– 48.8% sono più felici/soddisfatti degli articoli acquistato attraverso una app di AR
– 41.2% sono più propensi ad acquistare di nuovo dal medesimo retailr
– 41.1% sono più propensi a raccontare agli altri della loro esperienza
– 39.0% pensano di vistare ancora il retailer
– 37.2% sono più soddisfatti dell’esperienza
– 29.2% mostrano una maggiore lealtà al retailer

Secondo la ricerca questi risultati sono in parte dovuti al fatto che il consumatore attraverso la AR è più sicuro di acquistare ciò che desidera, e in parte al fatto che la AR permette di assistere alla dimostrazione del prodotto e ricevere informazioni  più complete prima di comperare.
Alcuni retailer, come J.C. Penny e Bloomingdales, stanno collaudando dei camerini virtuali dove i consumatori possono “provare” il loro abbigliamento mentre si guardano sullo schermo, così come alcune catene di profumerie e centri estetici offrono app mobile 3D in funzione di “specchi” per il make up e i trattamenti anti-età.

La ricerca evidenzia anche che gli utilizzatori delle app di AR ottengono ulteriori benefici:
– maggior informazioni sul prodotto (56.6%)
– maggiore certezza di comprare poprio ciò che desiderano (42.2%)
– avere la possibilità di “provare” il prodotto prima dell’acquisto
– avere la possibilità di assistere a una dimostrazione del prodotto prima di acquistarlo (26.9%)
Le app di AR per lo shopping possono essere usate per “dar vita” in un contesto virtuale anche alle mostre di prodotto fisico.

Di converso, invece, alcuni dei limiti percepiti di queste app vedono al primo posto il dover rilasciare troppe informazioni personali (elemento citato dal 31,4% degli utilizzatori).
“I consumatori sono impauriti dagli aspetti da Grande Fratello”, aggiunge Dacko, “soprattutto temono di essere bombardati con messaggi di marketing e di essere a rischio di furti di identità nel caso le informazioni fossero memorizzate e hackerate”.
Gli altri elementi negativi comprendono il non essere abbastanza integrate con l’attività di acquisto (27.8%), il non essere abbastanza veloci per essere usate regolarmente (21.6%) e il lungo tempo di apprendimento (20.1%). Ciononostante, il 65,5% degli intervistati ritiene che queste app diverranno mainstream nel giro di cinque anni, mentre il 39.6% è convinto ciò accadrà in uno o due anni al massimo.