Assocom: una gara su tre senza esito, per un valore non assegnato di 3 milioni

12 luglio 2017

assocom

AssoCom ha presentato ieri i risultati della ricerca condotta su oltre 400 agenzie per analizzare la situazione attuale delle gare a più di 3 anni dalla presentazione del protocollo contenente le linee guida per un loro svolgimento utile e corretto.
La ricerca AssoCom è stata realizzata con la collaborazione di LeFAC nel corso del 2016 e in parte del 2017 per fare il punto sulla pratica dei “pitch” in Italia e portare alla luce elementi critici che rendono difficile l’applicazione del precedente protocollo.
Il numero di gare in Italia ha registrato una crescita significativa negli ultimi tre anni (database LeFAC) e in base all’indagine, l’investimento annuale totale del mercato è di oltre 9 milioni di euro. Il quadro però è tutt’altro che positivo se si considera che 1 gara su 3 è senza esito, lo spreco totale per le gare non assegnate ammonta a quasi 3 milioni di euro e solo una minima parte (il 16,6%) prevede l’assegnazione di un contratto annuale. I motivi di non assegnazione più ricorrenti risultano essere per tutte le tipologie di agenzie intervistate: il cambio di piani, la mancanza di fondi o di approvazione da parte del management e, drammaticamente, l’assegnazione ad altra struttura fuori gara.

I centri media evidenziano caratteristiche e problematiche specifiche distinguendosi dalle altre due categorie (agenzia creative e agenzie specializzate): partecipano a più gare (mediamente 20 gare all’anno) e prevedono per ogni gara un investimento importante di circa 25.000 euro (un budget di 500.000 euro all’anno): si tratta di gare complesse e costose che nell’89% dei casi si riferiscono ad un contratto annuale.
Inferiore ma sempre elevato è il numero di gare per le altre categorie (14 gare all’anno per le agenzie specialistiche e 10 gare all’anno per le agenzie creative) così come l’investimento sostenuto (4.600 euro per le agenzie specialistiche e 8.500 euro per le agenzie creative). Il contratto annuale è spesso un “miraggio”: delle gare vinte dalle agenzie creative solo il 32% dà vita a un contratto annuale, meglio per le agenzie specialistiche dove la percentuale sale al 44%.

“Il dato evidente, testimoniato questa mattina da più parti, è che le gare mal gestite generano un danno, sia per i clienti, sia per le agenzie”, ha concluso Emanuele Nenna (nella foto), Presidente di AssoCom, Co-Founder & CEO The Big Now. “La domanda banale è quindi: perché si continua così? Per una serie di fattori: il più importante è il tema culturale, e su questo fronte l’organizzazione di giornate come questa o la creazione di tool come il “Pitch Evaluator” possono aiutare. Così come aiuta certamente il dialogo, che auspico sempre più serrato, tra le diverse associazioni e le diverse parti in causa. Se cresce la consapevolezza di cosa c’è dietro a una gara, e se si realizza che l’iper-tatticismo e il continuo ricorso alle gare crea inefficienza per tutto il mercato, sicuramente si sbaglierà meno. Poi c’è, inutile negarlo, una parte di malcostume e su questo fronte trovare poche ma ferme regole – riconosciute dalla legge o dall’autodisciplina – potrebbe essere l’unica soluzione”.