Amazon e Università di Udine insieme per donare una biblioteca digitale ad Amatrice

24 febbraio 2017

biblioteca digitale Amazon Amatrice

Dall'azienda

Il 14 febbraio è stato presentato presso l’Università di Udine il progetto “Unebook per Amatrice” a cui Amazon ha deciso di aderire donando 20 Kindle Paperwhite. L’obiettivo è quello di donare una biblioteca digitale alla città di Amatrice.

Il progetto, presentato nella sede di Gorizia dell’Università di Udine, è stato ideato da docenti e studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale in Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni dell’ateneo.

Gli studenti hanno creato una piattaforma online attraverso la quale chiunque potrà donare un ebook di sua scelta ai cittadini di Amatrice. Tutti i titoli acquistati su Amazon.it saranno caricati sui Kindle donati da Amazon, che ha inoltre fornito agli studenti dell’università di Udine coinvolti nell’iniziativa delle gift card per consentire loro di donare i loro libri preferiti alla nuova biblioteca digitale di Amatrice. I Kindle verranno consegnati, attraverso un tour di eventi culturali all’insegna del dono, ad Amatrice 2.0, associazione di giovani impegnata nella ricostruzione della comunità e del territorio, partner nel progetto che gestirà le donazioni nel web.

“Per noi questa donazione ha un significato particolare, in linea con la nostra mission volta ad estendere il più possibile l’accesso alle opportunità che siamo in grado di offrire. I Kindle nascono con la finalità di portare la lettura digitale e facilitare, anche nei luoghi più remoti, l’accesso alla cultura e alla conoscenza sfruttando la comodità di un archivio digitale. In questo caso ci permetteranno di donare una biblioteca elettronica alla città di Amatrice, duramente colpita dal terremoto dello scorso agosto”, ha dichiarato Giulia Poli, Head of Kindle Content per Amazon in Italia.

“Stiamo realizzando un sogno, quello di aiutare concretamente un territorio colpito oggi dal terremoto come quaranta anni fa il nostro. Lo facciamo imparando insieme, attraverso un laboratorio didattico trasversale a più corsi di laurea, che unisce didattica, ricerca e azione, e confrontandoci con il team PR di Amazon in Italia”, ha sottolineato Nicola Strizzolo, docente promotore del progetto laboratoriale e Direttore della Summer School sul terremoto dell’ateneo di Udine.

Il progetto, infatti, è anche un campo di prova e di sviluppo di competenze pratiche per gli studenti di relazioni pubbliche e comunicazione, per capire come operano, come lavorano e su quali meccanismi operativi si fonda l’attività di realtà come quella di Amazon.

“Le attività di ricerca e di didattica attive presso il polo universitario goriziano si incontrano in questo promettente progetto di solidarietà che parte dal nostro territorio per estendersi al resto d’Italia. Il nostro obiettivo è la creazione e il dono ad Amatrice di una biblioteca digitale 2.0, i cui titoli siano scelti da ognuno di noi”, ha aggiunto Antonina Dattolo, responsabile per la parte web del progetto, direttrice del Laboratorio di ricerca sul web sociale, adattivo e semantico Sasweb.

“Per noi, che siamo partiti in pochissimi, arrivare a collaborare con un’Università importante e con Amazon per perseguire gli obiettivi dell’associazione è motivo di orgoglio. Crediamo moltissimo in questo progetto perché siamo sicuri che sarà estremamente utile e siamo felici di contribuire insieme al suo successo. Ringraziamo la buona volontà di tutte le persone coinvolte dell’Università di Udine, di Amazon e del Comune”, ha dichiarato Maurizio Cavezza, Presidente dell’Associazione Amatrice 2.0.

La donazione all’Università di Udine rientra nelle attività di “Amazon nella comunità” con cui Amazon dà il proprio contribuito per il bene delle comunità in cui risiedono e vivono dipendenti e clienti, supportando cause e organizzazioni meritevoli. Nei mesi scorsi Amazon si è già mobilitata a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto dello scorso agosto con una donazione di oltre 2.000 prodotti alla sezione della Protezione Civile Valnerina (PG) e attivando una raccolta fondi destinata alle attività della Croce Rossa Italiana.